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sabato 28 novembre 2015

Congo. «I jihadisti hanno creato campi di addestramento con la complicità delle forze di pace Onu»

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«Tra i membri della missione Onu nella Repubblica democratica del Congo ci sono musulmani fondamentalisti che fondano scuole coraniche e moschee vicino alle loro basi». Le accuse di monsignor Melchisedech Sikuli Paluko, vescovo della diocesi Butembo-Beni, sono di quelle importanti e non possono passare inosservate.


CRESCE IL JIHADISMO. Intervistato da Avvenire, il prelato ha denunciato la crescita del jihadismo anche in Congo, che ha già fatto «più di 400 morti nel 2015». «Nel territorio di Beni più di ottocento persone sono state rapite negli ultimi cinque anni, di tre nostri sacerdoti non abbiamo più notizie dal 2012. Centinaia di persone sono state uccise brutalmente con machete, coltelli e asce; molti bambini sono stati mutilati e intere famiglie decimate. Si tratta di veri e propri atti di genocidio, che sembrano mirino a cacciare la popolazione per avere sotto controllo aree all’interno delle quali possono sfruttare le risorse naturali e creare campi di addestramento e indottrinamento», ha dichiarato.
CAMPI DI ADDESTRAMENTO. Sotto accusa c’è il gruppo ribelle guidato dal «cristiano convertito alla setta islamica tabliq», Jamil Mukulu. È lui che avrebbe aperto veri e propri campi di addestramento e radicalizzazione che operano alla luce del sole: «Molti giovani sono stati attirati tra le montagne del massiccio del Ruwenzori, dove ci sono le basi di questi jihadisti, con la promessa di borse di studio in Medio Oriente, in Europa, in Canada», prosegue monsignor Paluko. «Ho avuto un video girato di nascosto in un campo di addestramento dell’Adf in cui si vedono bambini tra i sei e i dieci anni che vengono addestrati in divisa da combattimento sotto il controllo di uomini armati, ragazzi che vengono indottrinati e ragazzine con il velo. Quel video è un documento importantissimo e l’ho consegnato anche alle forze Monusco la missione Onu per la stabilizzazione del nostro Paese».
«FORZE ONU COMPLICI». Il vescovo congolese aggiunge però che «non so se ci saranno iniziative da parte loro, perché il ruolo di una parte della missione Onu resta poco chiaro». A ottobre, l’associazione Aid to the Church in Need aveva denunciato la stessa cosa, affermando addirittura che «i campi jihadisti sono collegati alle forze di peacekeeping dell’Onu. Si teme che le forze Onu siano complici con i campi e che evitino intenzionalmente di agire contro di essi».
Foto ribelli Ansa


fonte: Congo. «Campi jihadisti con complicità Onu» | Tempi.it 

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