Translate

sabato 28 novembre 2015

La catastrofica provocazione della Turchia in Siria

Contrariamente a quanto affermato dalle autorità turche immediatamente dopo l’abbattimento dell’aereo Russo, l’SU-24 era di rientro alla propria base aerea di competenza, non poneva alcun rischio strategico o minaccia all’integrità del territorio Turco. Il pilota recuperato dal SAA ha raccontato che prima di essere abbattuti, nessun avvertimento fu lanciato al velivolo Russo dalle autorità turche. Queste motivazioni lasciano pochi spiragli sull’intenzionalità o meno di colpire l’aereo Russo e la volontarietà di provocare una reazione da parte della Federazione Russa.
In seconda istanza sappiamo che l’elicottero Mi-8, colpito con un missile TOW, era intento nel localizzare i piloti del Sukhoi in prossimità del luogo dello schianto dell’SU-24.
Coincidenza Fortunata ?
Le forniture di missili TOW da parte Saudita sembrano aver raggiunto le 500 unità dall’inizio del conflitto Siriano. Considerando un massiccio utilizzo da parte dei terroristi e un continuo flusso di scorte, possiamo ipotizzare, stando larghi, che ci fossero circa 350 TOW operativi in Siria fino a ieri, ovvero 1 ogni 500km2 (superficie tre volte superiore alla città di Milano). Curiosamente, la fortuna dei ribelli ha voluto che proprio nella località dove è precipitato l’SU-24 fosse presente un gruppo di terroristi, armati di TOW, con una telecamera pronta per riprendere la tragica sequenza. Come non bastasse i terroristi hanno avuto l’incredibile fortuna di poter operare il TOW, rispetto al bersaglio, da una località più che coperta e posta sul versante opposto della vallata. Unaconcomitanza di fattori che ha permesso facilmente ai terroristi di approfittare della vulnerabilità degli elicotteri volanti a bassa quota.
E’ altamente improbabile che una serie così proficua di eventi abbiano potuto casualmente allinearsi nella giornata di ieri, favorendo spudoratamente i terroristi per la prima volta dall’inizio dei bombardamenti Russi. E’ molto più sensato e razionale immaginare un coordinamento tra esercito Turco e ribelli sul campo per colpire i mezzi di soccorso Russi. Non sarebbe certo la prima volta che appartenenti alla coalizione occidentale agiscono di comune accordo con le forze di terra, opposte ad Assad e all’esercito Siriano. L’ipotesi più logica vedrebbe il MIT turco allertare i terroristi sul confine dell’imminente azione degli F-16 di Ankara. E’ solo in questa maniera che la sequenza di azioni viste nella giornata di ieri sembrerebbe avere una spiegazione logica. D’altronde non ci vuole una scienza esatta per determinare che l’obiettivo, fallito, era causare una reazione da parte della Federazione Russa. Siamo di fronte ad una provocazione in piena regola coordinata tra forze terroristiche presenti in Siria e forze armate Turche ?
Oltre a questa spiacevole serie di eventi, la troupe di RT (emittente Russa) intenta ad intervistare appartenenti alle forze armate Siriane, veniva presa presa di mira dalle solite forze terroristiche con colpi di mortaio provenienti dal confine turco-siriano.
Sconcertante notare che in tutti e tre gli eventi ci sono costanti inquietanti.
  • Negligenza Turca nella protezione del proprio confine, se non addirittura complicità volontaria.
  • Il bersaglio è sempre la Federazione Russa.
  • Ad essere avvantaggiati da queste azioni sono i terroristi sul campo: Uno dei piloti è stato ucciso, un elicottero è stato distrutto e tre giornalisti di Russia Today hanno quasi perso la vita.
La conferenza Stampa del ministro degli esteri Russo, Sergei Lavrov ha confermato i sospetti:“Abbiamo seri dubbi che questo atto [l’abbattimento dell’SU-24] fosse involontarioSembra molto una provocazione già pianificata“.
In poco più di due mesi e con 4000 sortite aeree e navali, la Federazione Russa in Siria ha inflitto allo Stato Islamico e affini perdite incalcolabili. Lo stato maggiore Russo pochi giorni fa comunicava che al SIIL restano circa 34 basi operative tra Iraq e Siria.
Nella mente dei pianificatori, gli eventi di ieri avrebbero dovuto cambiare il corso del conflitto Siriano e porre un freno alla veemenza con cui la Russia sta distruggendo SIIL/Nusra in Siria ed Iraq. Il piano era di trascinare Mosca in un conflitto regionale di tutt’altro genere.
I nervi di acciaio dei comandanti della federazione Russa hanno evitato di precipitare il medio oriente in una situazione ancora più indomabile. E’ facile infatti immaginare che gli SU-30 e SU-34, di scorta agli altri aerei Russi, fossero pronti ad abbattere i due F-16 Turchi. 
La reazione di Mosca non si è fatta attendere. I piani della coalizione atlantica di smembrare in più parti la Siria sembrano ora allontanarsi definitivamente. L’incrociatore lanciamissili Moskva, al largo delle coste Siriane, ha da ieri l’ordine diretto dal ministero della difesa di “abbattere qualsiasi minaccia ostile” con il suo sistema S-300. Nella base aerea di al-Humaymim, viene schierato il sistema S-400 che unito alla protezione della Moskva pone di fatto l’intero territorio Siriano sotto il controllo della Federazione Russa creando, di fatto e sin da subito, una No-Fly-Zone.
Una svolta che ha tutto il sapore di uno scacco matto decisivo alle forze NATO-GCC.
http://www.opinione-pubblica.com/2015/11/25/5096/

Nessun commento:

Posta un commento