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lunedì 23 novembre 2015

Qualche riga a spiegazione in merito alla mia frase "satiricosarcastica" sul matteopoldo che recitava: "L'unico allarme "Bomba" sensato in Italia lo si doveva dare il 22 febbraio 2014, quando fu sganciata sul nostro Paese dall'ayatollah quirinalio,dopo che aveva fatto fare terra bruciata con il napalm prodotto da Goldman Sachs."

di Stefano Davidson
Qualche riga a spiegazione in merito alla mia frase "satiricosarcastica" sul matteopoldo che recitava:
"L'unico allarme "Bomba" sensato in Italia lo si doveva dare il 22 febbraio 2014, quando fu sganciata sul nostro Paese dall'ayatollah quirinalio,dopo che aveva fatto fare terra bruciata con il napalm prodotto da Goldman Sachs."
Allora,il matteopoldo su quanto riguarda armi e coinvolgimenti dell'Italia, o meglio della sua "industria bellica" (che in un Paese che nella propria Costituzione "ripudia" la guerra non si capisca come non siano ancora state "convertite") continua a mentire negare l’evidenza dimostrando una volta di più (come se ce ne fosse bisogno) di fare solo i propri interessi e quelli di chi l'ha finanziato e sostenuto fin'ora e mai quelli dei cittadini che DOVREBBE rappresentare (ma che non rappresenta NON ESSENDO MAI STATO ELETTO DA ALCUNO). Infatti in mezzo alla solita pioggia di demagogia, biascicamenti, shish e sbruffonate adolescenziali (basti vedere il nuovo sito del governo per capire a chi ci troviamo davanti e all'autoreferenzialità dominante anche in quel "dominio" PUBBLICO e non ad uso e consumo del Rignanese) ad una domanda diretta di un intervistatore, ha risposto: “Non facciamo affari con paesi che finanziano l’ISIS”.
Ora, a chiunque abbia un minimo di capacità cognitive e appena un po' di memoria sarà parso incredibile come riesca a mentire il soggetto visto che ovviamente egli non può non sapere che il Qatar (dell'emiro salafita Hamad bin Khalifa Al Thani proprietario tra le altre cose di Al Jazeera cui Sua Rigidità Monti già vendette buona parte della nostra Agenzia di Stampa Nazionale meglio nota come ANSA con i risultati sull'informazione che proviene da Vicino e Medio Oriente che potete immaginare) è uno degli Stati (se non il principale) direttamente accusati di finanziare lo Stato Islamico, oltre ad essersi comprato grazie a Goldman Sachs Monti una bella fetta del patrimonio immobiliare italiano. Già, infatti l'emiro è anche il proprietario del fondo sovrano “Qatar Holding LLC”, ovvero di quel fondo che ha oltretutto acquistato le quote del Fondo Strategico Italiano Spa (FSI), società controllata dalla Cassa Depositi e Prestiti, cioè direttamente dal Ministero del Tesoro, oltre che essere con Black Rock tra i maggiori responsabili della crisi economica che sta affliggendo l'Europa. Il Fondo Sovrano Qatar Holding LLC grazie all'ingresso in FSI, ha potuto appropriarsi senza colpo ferire di quote più che rilevanti del “made in Italy”, come ad esempio il 28% del gruppo Cremonini, gruppo italiano leader nella distribuzione della carne oltre che, giusto per fare un esempio,, il complesso immobiliare di Porta Nuova a Milano, costituito da grattacieli e palazzi.
Il Qatar quindi grazie anche a questi "finanziamenti" ha potuto a sua volta finanziare e appoggiare, assieme all’Arabia Saudita (alleata USA), la costituzione dello Stato Islamico (sic), attraverso l’acquisto di armamenti ed attrezzature,il pagamento di una buona parte delle spese per i jihadisti raccattati in qua e in là tra i fanatici integralisti, i quali sono stati arruolati sia nell’ISIS che in tutti quei gruppi come Al-Nusra (filiale di A-Qaeda in Siria). Sempre attraverso le "facilities" conferitegli dal nostro Paese (a partire da napolitAno e Monti fino ad arrivare all'Inetto Ineletto) ha potuto così pagare i salari per gli ingaggi, del più grande esercito mercenario al mondo.
Il fatto che il Qatar ( come del resto l’Arabia Saudita, e gli Emirati Arabi con i quali il matteopoldo continua a fare affari)) sia uno dei principali finanziatori del "califfato" e che abbia utilizzato per i propri fini strategici l’esercito di mercenari jihadisti, è più che acclarato visto quanto scrive addirittura anche il “Washington Institute for Near Policy”, che lo indica tra i principali finanziatori (ovviamente indiretti e non ufficiali) dell’ISIS, che negli ultimi due anni avrebbero versato nelle mani dei terroristi la bellezza di circa 40 milioni di dollari.
Quanto scritto ovviamente non è parto di ragionamenti complottisti (termine abusato soprattutto quando certe verità vengono a galla) è presente su una montagna di rapporti informativi (ufficiali e non) che dimostrano la complicità del Qatar nella formazione dello Stato Islamico per spodestare il governo di Bashar al-Assad in Siria e smembrare il Paeseper far passare un gasdotto che, attraverso la Turchia (buoni quelli!), porterebbe il gas dei grandi giacimenti esistenti in Qatar, fino in Europa.
Il progetto, ça va sans dire, è appoggiato dagli Stati Uniti che applicando quella che si identifica come "strategia del caos" stanno cercando di abbattere tutti i regimi filo iraniani (come quello siriano) e ridisegnare la mappa del Medio Oriente in Siria ed In Iraq facendo leva sulle rivalità etniche della regione (sunniti, sciiti, wahabiti e chi più ne ha più ne metta) .
Il matteopoldo è ovviamente in affari anche con l’Arabia Saudita (sul sito governativo modello profilo Facebook si nota ancora l'indicazione della sua recente visita nella patria di Maometto dove l'inetto Ineletto ha omaggiato personalmente il re Salman e tutti i suoi dignitari, ovvero ha stretto mani e preso accordi con tutti quegli esponenti della Monarchia Saudita (culo e camicia con Obama) che ha mani e cervelli lordi di sangue proveniente non solo delle popolazioni della Siria e dell’Iraq, dove assieme al Qatar ha scatenato i suoi mercenari jihadisti (altro che Stato Islamico!) fomentatori del terrorismo in quei Paesi, ma non solo. Infatti anche nello Yemen, aggredito con bombardamenti assolutamente NON chirurgici che ha già fatto oltre 6.000 vittime, migliaia di feriti (soprattutto tra la popolazione civile) e provocato un esodo di oltre un milione di sfollati e centinaia di migliaia di rifugiati all’estero. Anche in questo caso il "bugiarducetto" rignanese mente sapendo di mentire e finge di non sapere (eppure è il Presidente del Consiglio, mica l'usciere di turno... o forse no?) che il Paese che sta "governando", oltre a fare affari con i sauditi, esporta in abbondanza armi in quel paese (newllo specifico bombe per aerei) e pare ignorare che quelle stesse armi (esportate grazie anche alla complicità delle cosiddette "banche armate" tra cui anche Banca Etruria di papà Boschi, che mentre sto scrivendo il matteopoldo sta cercando di salvare con l'approvazione DI DOMENICA di un decreto ad hoc) vengono utilizzate per massacrare civili inermi nello Yemen, che per chi non lo sapesse è il Paese più povero dell’area mediorientale, colpevole solo di avere un governo sciita e quindi avverso all’ideologia wahabita di Ryad.
La cosa inaccettabile è che l’Italia, grazie al matteopoldo e a chi lo ha voluto lì, oltre a continuare a finanziare i Paesi che sostengono il terrorismo, prona alle richieste del Dipartimento di Stato americano, continua ad esercitare sanzioni contro la Siria, negando addirittura anche la fornitura di medicinali e generi di prima necessità ai civili siriani ormai allo stremo dopo quasi 5 anni di guerra civile. Per non farsi mancare nulla il governo italiano capeggiato dal "Bomba" continua a partecipare anche all’embargo contro lo Yemen, per consentire alle forze degli “amici” di Ryad di massacrare più agevolmente la popolazione locale.
In definitiva, come già spiegato, il matteopoldo mente sapendo di mentire e si china sempre più (e senza pantaloni) ai più forti stuprando poi di contro, per far vedere di essere un duro, i Paesi più deboli come nel caso specifico Libia, Siria e Yemen, non necessariamente in quest'ordine.
Detto questo, sintetizzando i concetti al massimo, possiamo dire che la politica estera dell'Ineletto del suo galoppino Gentiloni, ipocriti vergognosi sempre pronti a parlar di rispetto dei “diritti umani” (ovviamente solo per quanto riguarda i Paesi non in linea con gli interessi USA) ma complici di tutto quanto sta accadendo (anche in Francia), altro non è che far affari ed alleanze con la "merde de la merde" del Medio Oriente, ovvero con gente che specula e accumula fortune quotidianamente grazie al terrorismo e alle persecuzioni contro il proprio popolo. Ma del resto cosa dire visto che le frequentazioni dubbie sono il pane quotidiano per chi è a capo di un Partito che già se la intendeva con Buzzi, Carminati e che agevolava mafia Capitale, che si ritrova con un arrestato al giorno (o giù di lì) per corruzione, peculato, concussione o peggio, che è responsabile degli scandali delle Cooperative, che permetteva a napolitAno di DISTRUGGERE quelle intercettazioni che sicuramente davano una chiara idea di quanto siano profonde le connessioni Stato/mafia etc...etc...
Ora un po' di dati e di cifre annotati nell'articolo che segue da Barbara Ciolli per chi ha voglia di proseguire la lettura:
"Tre carichi di armi in pochi mesi, cioè tonnellate di bombe made in Italy dirette in Arabia saudita, che in Yemen è alleata di al Qaeda e che in pochi mesi ha bombardato e ucciso migliaia di civili, centinaia i bambini.
L’ultimo volo dallo scalo di Cagliari Elmas, zeppo degli ordini Mk84 e Blu109 rintracciati in Yemen dopo i raid, è decollato nella notte del 18 novembre.
Il precedente il 29 ottobre scorso, sempre dallo scalo sardo; e il primo cargo il 2 maggio invece via mare, dal porto di Genova fino alla città saudita di Jeddah.
Tecnicamente le partite di armi non sono italiane ma del colosso tedesco Rheinmetall che controlla la sussidiaria Rwm Italia, con i due stabilimenti di Domusnovas, in Sardegna, e Ghedi, in Lombardia, nel distretto delle armi bresciano. Ma per l’invio è stata necessaria l’autorizzazione del governo di Roma, un ok politico confermato per tre volte, anche quando, a scandalo esploso, numerose interrogazioni e appelli parlamentari chiedevano di dire no.
Per l’Onu dal marzo 2015 sono almeno 2.600 i civili morti in Yemen, su oltre 4 mila vittime, e 20 mila i feriti, la metà dei quali a causa dei raid, anche con le bombe prodotte in Italia. Ma non è tutto.
NEL G20 E PER L’ISIS. L’Arabia saudita è da anni il principale finanziatore delle cellule estremiste islamiche wahabite nel mondo, da cui derivano al Qaeda e infine Isis, e per questo «uno dei Paesi del G20» (l’altro è la Turchia) provocatoriamente additati da Vladimir Putin nella black list dei «40 Stati finanziatori» del Califfato.
Le collusioni di Riad sono conclamate: sono gli stessi americani a indicare i donatori privati del Golfo, - nell’ordine i sauditi, poi i rivali qatarini in tandem con i turchi - in piccole monarchie assolute dove lo Stato controlla tutto, come i big spender dell'Isis, dei rivali qaedisti di al Nusra e di decine di altre formazioni jihadiste.
Chi invia armi nei Paesi del Golfo e attrae gli investimenti dei ricchissimi emiri rischia così di diventare complice dell’espansione del terrorismo.
E in questo mercato l’Italia, che ripudia la guerra nella Costituzione, non è da meno di Stati Uniti e Gran Bretagna, della Francia e della stessa Germania, grande armatrice dell’Arabia saudita.
Da qui il paradosso: da una parte c'è una lotta senza quartiere ai jihadisti, con allerta antiterrorismo e no-fly zone sul Giubileo, dall'altra sono invece ben accetti i fiumi di petrodollari per le casse prosciugate delle imprese e dello Stato.
L’8 e il 9 novembre, cinque giorni prima delle stragi di Parigi e a polemica divampata sui carichi di armi, il premier italiano Matteo Renzi è volato in Arabia saudita a discutere di politica e affari con il principe ereditario e ministro dell’Interno Mohammed Bin Nayef e con il ministro della Difesa Mohammed bin Salman, insieme ai vertici della Salini-Impregilo che costruisce la metropolitana a Riad.
Nel 2014 l'interscambio tra l’Italia e l’Arabia saudita è stato di 9 miliardi di euro e l’obiettivo è di incrementarlo. Renzi ha anche incontrato il re Salman bin Abdulaziz al Saud, ma nessun cenno, ovviamente, ai cargo scottanti delle bombe che dalla Sardegna finiscono a Riad e poi sulle case dei civili.
Ma non contro i terroristi di al Qaeda, che in Yemen stanno con il blocco sunnita che fa capo ai sauditi, contro gli houthi sciiti che hanno preso Sanaa.
«Gliene abbiamo chiesto conto ma nessuna risposta», racconta il coordinatore della Rete Disarmo Francesco Vignarca, «i cargo aerei sono forniture di breve periodo evidentemente dettate dalla necessità e dall’urgenza, altrimenti sarebbero proseguiti i più sicuri trasporti navali. Legalmente c’erano gli estremi per bloccare le forniture ma la volontà politica del governo Renzi è stata un’altra».
E gli affari con gli ambigui sceicchi miliardari del Golfo non sono d’altra parte una prerogativa di Renzi, per quanto il momento sia più delicato che in passato. Congelati gli investimenti libici, sin dal 2011 l’Italia ha moltiplicato i suoi rapporti finanziari e commerciali anche con il Qatar, rivale di jihad dei sauditi nella Primavera araba, e con il Kuwait e gli Emirati arabi, due grandi paradisi fiscali del Golfo anche per finanziatori di terroristi e trafficanti di armi. Tra il 2012 e il 2014 l’ambiziosa famiglia reale qatarina degli al Thani (proprietaria dei grattacieli di Londra e del Paris Saint-Germain) ha fatto incetta anche di proprietà in Sardegna, estendendo lo shopping della sua Primavera araba oltre il Mediterraneo.
Nello stesso biennio al Qatar, in smaniosa competizione con i sauditi per estendere la sua influenza nell’area araba e musulmana, sono andati circa 160 milioni di euro in export di armi made in Italy.
Altri 17 milioni sono invece andati al piccolo Kuwait, l’hub finanziario privo di norme antiriciclaggio dal quale sono state trasferite centinaia di milioni di dollari in donazioni da diversi Stati islamici a numerosi gruppi jihadisti di Siria e Iraq, ha rivelato nel 2013 un’indagine antiterrorismo del Dipartimento di Stato americano.Un flusso che non si è arrestato neanche dopo le denunce: solo da Arabia saudita, Qatar e Kuwait il think tank Washington Institute for Near Policy stima che l’Isis, negli ultimi due anni, abbia ricevuto 40 milioni di dollari.
Nel 2014 fu il rivale di Renzi e allora premier Enrico Letta, a stringere una partnership tra il danaroso fondo sovrano del Kuwait e la Cassa depositi e prestiti italiana, per 500 milioni di euro d’investimenti. Nel settembre 2015 Renzi ha poi siglato un memorandum d’intesa con il governo kuwaitiano per l’acquisto di 28 caccia Eurofighter dal consorzio europeo di Finmeccanica: la più grande commessa del colosso italiano, un accordo a cui la Difesa lavorava dal 2012.
«Il governo Renzi è in carica da poco tempo e il livello complessivo di commesse inviate sembra quello dei precedenti. Ma certo, per l’Italia come per gli altri Paesi occidentali, negli ultimi anni il trend si è concentrato nel Medio Oriente. Il 35% di armi italiane va verso questa area di conflitto, Israele incluso», precisa Vignarca, «questo aggroviglia la rissa in corso tra i Paesi mediorientali e aggraverà anche la problematica del terrorismo».
Dalla partita Etihad alle azioni di Unicredit, l’Italia ha infine ottimi rapporti con gli Emirati, la Svizzera del Golfo che politicamente e militarmente è meno coinvolta nelle guerre territoriali della Primavera araba ma da dove pure partono svariati rivoli di transazioni e triangolazioni sospette.
La scorsa primavera, per esempio, il primo carigo di armi dall’Italia ai sauditi fu mascherato da una spedizione terrestre da Jeddah ad Adu Dhabi, dove le bombe di Rwm Italia inizialmente senza esplosivo (e classificate come involucri accessori) attraverso una società pagata dal ministero della Difesa saudita furono accessoriate di tutti i componenti,.
Pecunia non olet, il 6 ottobre scorso Renzi ha ricevuto in pompa magna a Firenze anche il principe ereditario emiratino e sceicco Mohammed Bin Zayed al Nahyan."
Ora spero che chiunque sia arrivato in fondo a questo post lo condivida, lo copiaincolli, lo stampi col ciclostile, lo reciti a memoria nelle piazze faccia insomma quanto nelle proprie disponibilità, capacità ed intenzioni perché la maggior parte degli italiani onesti si renda conto di che cancro stanno per morire. Si tratta di un tumore indotto, proveniente dalle cellule cerebrali del più grande traditore della Patria giorgio napolitAno, manifestatosi all'acme della propria virulenza con le sembianze di un minus habens della campagna fiorentina. Va estirpato immediatamente, ad ogni costo, facendo molta attenzione a eliminare anche TUTTE le metastasi presenti nell'organismo Italia ormai in fin di vita.
fonti; Stefano Davidson, Luciano Lago, Barbara Ciolli

1 commento:

  1. Sono arrabbiata per quello che ho letto e per la mia ignoranza.
    Però adesso so e voglio dirlo a chiunque.
    Grazie a Stefano Davidson, Luciano Lago e Barbara Ciolli

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