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sabato 19 dicembre 2015

DA ARAMIC TV UN’ULTERIORE PROVA CHE LA TURCHIA NON HA ANCORA CHIUSO LE FRONTIERE AL PETROLIO DI ISIS

o The World_ The Scientific Evidence' - en_europenews_dk_How-Turkey-Exports-ISIS-Oil-

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Ecco un’ulteriore prova che la Turchia non ha chiuso le frontiere al petrolio di ISIS e l’occidente doppiogiochista, finge e asseconda: Aramic TV avvalendosi di un semplice cellulare mostra ciò che il supertecnologico apparato militare occidentale e la politica non vogliono vedere.
Abbiamo descritto qui in precedenza  in maniera particolareggiata le rotte del traffico di petrolio, di armi e di uomini che alimenta ISIS. Queste rotte passano attraverso le frontiere turche come si può facilmente vedere dalla cartina.
Ad ulteriore controprova oggi Aramic TV mostra 10 km di autocisterne che trasportano
 il petrolio i cui proventi verranno poi utilizzati per violentare Iraq e Siria ed espandere
 la piaga del terrorismo nel mondo.
Gli aerei della Nato quando hanno attaccato la Libia, non hanno risparmiato di azzerare l’apparato produttivo del paese. In quell’occasione non fu risparmiato neanche  l’enorme opera ‘Man River’,  un acquedotto che Gheddafi aveva fatto costruire nel deserto; l’opera attingeva l’acqua dalle falde acquifere a grande profondità e le convogliava in enormi conduttore fino ai centri abitati.
Per quello scempio oggi i libici non hanno più a disposizione l’acqua potabile. Nelle ultime guerre ‘umanitarie’ è stata usata sempre questo tipo di spregiudicatezza. E’ stata una costante distruggere per poi essere chiamati a ricostruire facendo indebitare i paesi ridotti al lastrico e così attirandoli a sè per sempre. Si è addirittura teorizzato questo comportamento forgiando una nuova dottrina: la si è chiamata,  si è chiamato lo scempio ‘caos costruttivo’.
E’ evidente invece che non c’è nulla di costruttivo. Si tratta di guerre che hanno causato la rovina di interi paesi e causato la morte di centinaia di migliaia di persone.
Nulla è valso a far indietreggiare la nostra civiltà che dal suo passato sembra non trarre più alcun insegnamento. Si è andato avanti facendo sempre prevalere i propri disegni , si è reputato convenienete far prevalere interessi terzi sulla  salvaguardia della vita umana e della pace.
Oggi in Siria esiste lo scempio dei fondamentalisti foraggiati dall’occidente assoldati per fare il lavoro sporco.  A dar manforte sono accorsi anche i sauditi .
Ma il maggior ostacolo per la sconfitta diISIS è la Turchia. E’ un paradosso che un paese aderente alla Nato finanzi il terrorismo permettendo il libero ingresso attraverso le sue frontiere del petrolio venduto da ISIS.  Lo sanno tutti cosa succede lungo la frontiera turca. Tutti sanno ma lasciano fare. Si può soprassedere. La Turchia è la linfa vitale di ISIS che commercia tramite le sue frontiere. Si tratta di un commercio mai interrotto.
Secondo le stime della coalizione guidata dagli Usa, lo Stato islamico ottiene $ 1-1.500.000 al giorno dal suo commercio di petrolio. Tuttavia, la Russia stima attraversino di contrabbando la Turchia fino a 200.000 barili di petrolio al giorno , un quantitativo pari alla esportazione di petrolio medio giornaliero del Gabon nel 2014 o dell’ Australia nel 2013, secondo un bollettino statistico annuale dell’OPEC. In termini di fatturato, il volume potrebbe generare circa $ 8.600.000 al giorno – otto volte superiore alle stime fornite dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti. ( RT).
Il giornalista siriano Naman Tarcha dice circa il doppio gioco turco sulla ‘discussione‘:
(La Turchia) da un lato aveva aperto i suoi confini ai Jihadisti provenienti da tutto il mondo, permettendo loro di entrare liberamente a combattere Damasco, basi logistiche, centri di commando, fornitura di armi, ospedali per curare i feriti dei terroristi. Dall’altra parte é stato il principale fonte di finanziamento dei terroristi attraverso la rivendita del petrolio siriano nel mercato nero, il saccheggio di intere fabbriche di Aleppo, smontate e rivendute ai turchi, traffico di opere d’arte e reperti saccheggiati dai siti archeologici e musei del nord, e infine il traffico di esseri umani, utilizzando i profughi come merce di scambio, per far pressioni politiche sull’europa, in cambio di posizioni più allineate e favori per il suo ingresso in Ue.
La promessa di pagare tre miliardi al regime turco é una pagina vergognosa, perché questo denaro pagato anche dai soldi delle tasche degli italiani, ma anche miei, sono sporchi di sangue dei siriani.
Ecco abbiamo ancora visto… E cosa fa il mondo? E’ occupato a comminare sanzioni alla Russia e combattere il governo siriano: i soli che stanno combattendo seriamente il terrorismo. (Inusitatamente, sanzioni sono comminate anche alla Siria paese in guerra. Avviene contro la carta Onu. La Siria non può vendere petrolio all’estero ma la legge non vale per  ISIS che tra l’altro non può essere nemmeno incriminata per le sue atrocità in quando la corte dell’Aja è incompetente)
Vietato Parlare – Patrizio Ricci

Vedi anche :
Gli USA distruggono le infrastrutture di petrolio e gas siriane sotto il pretesto di combattere ISIS (qui )
Aerei della coalizione USA attaccano unità dell’esercito siriano per aiutare ISIS. ( qui )
Gli USA danno un preavviso prima di attaccare ISIS ma non agli aerei russi ( qui )
La Turchia manda armi a ISIS in Libia. 500.000 proiettili trovati nascosti nei container. ( qui )
Pieta’ per i barconi ma non per i perseguitati in patria ( qui )
Modesta proposta per vincere l’ISIS (qui )

FireShot Pro Screen Capture #271 - '(3) ‎AraMic TV ن‎' - www_facebook_com_aramictv__fref=photo

http://www.vietatoparlare.it/ecco-mostrata-unulteriore-prova-che-la-turchia-non-ha-chiuso-le-frontiere-al-petrolio-di-isis/

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