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venerdì 11 dicembre 2015

Il direttore di una filiale di Banca Etruria: “La priorità era piazzare obbligazioni per salvare l’istituto”.

Banca Etruria
“Lavoro da 15 anni in Banca Etruria e questo è il momento più buio”.
E ancora: “Non siamo carnefici, questo no. Ma in qualche caso, specie in provincia, c’abbiamo mess del nostro,raccomandando obbligazioni che però fino a qualche mese erano assolutamente non rischiose, addirittura identificate come Up, a differenza di quelle Down”.
Chi parla, intervistato dal quotidiano “La Repubblica”, è M.S., il direttore di una filiale toscana di Banca Etruria, uno dei quattro Istituti di credito salvati dal governo anche grazie all’azzeramento dei titoli in mano a 115.000 tra azionisti e obbligazionisti subordinati.
“Dal 2013 le emissioni si sono impennate e la priorità era piazzarle per salvare la banca, questo lo capisco solo ora. Anziché fare dieci posizioni da 10 mila euro, ne facevano tre da trentamila e consigliavano ai clienti di sottoscrivere tutti i risparmi che avevano. Un errore, ma in buona fede. Nessuno ha avuto la percezione dell’ azzeramento dei bond. Ho sentito in tv del decreto e ho pensato: bene, ci hanno salvato. Il lunedì ha scoperto cheazioni e obbligazioni subordinate valevano zero. Uno choc. Ho perso soldi anch’ io. E mi sono reso conto di ciò che era successo a parte dei clienti”.
Compreso il signor Luigino, il pensionato suicida.
fonte: http://www.articolotre.com/2015/12/il-direttore-di-una-filiale-di-banca-etruria-la-priorita-era-piazzare-obbligazioni-per-salvare-listituto/

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