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mercoledì 2 dicembre 2015

Ipocrisie


Mentre la televisione trasmette immagini e commenti della notte di sangue che si è appena conclusa a Parigi, a me torna in mente l’immagine della calorosa stretta di mano tra Renzi e il sultano saudita di qualche giorno fa.
L’ipocrita e consueta ripetizione delle espressioni di doglianza nei confronti delle vittime di queste ennesime stragi, che emergono dai messaggi, dai tweet (come si usa adesso), trasmessi dalle autorità, dai rappresentanti del governo, dal presidente del consiglio (sic!), mi sembrano cozzare vergognosamente contro quelle immagini, quelle strette di mano, che non sono di circostanza, ma costituiscono la vergognosa rappresentanza di quanto tragicamente corresponsabile sia l’occidente con quei tragici attentati.
Orrore, cordoglio, solidarietà, sono le espressioni più utilizzate. Ridondanti e desuete e, ripeto nuovamente, ipocrite.
Come non fare riferimento, infatti, alle innumerevoli occasioni nelle quali l’occidente ha assunto la responsabilità di finanziare gruppi e gruppuscoli che hanno poi utilizzato armi e finanziamenti (molto spesso addirittura coperti dai servizi segreti), per propri scopi e finalità, ivi comprese quelle del terrorismo ?
Come non considerare che il sedicente stato islamico ha goduto per anni di finanziamenti ed appoggi occulti. Come non considerare che esso si è ampliato e sviluppato secondo logiche di destabilizzazione dell’area medio-orientale che facevano comodo, che erano sostenute da tanti paesi occidentali. Come non ricordare che interessi economici occidentali hanno sostenuto e sostengono stati e governi di quell’area, che operano (come nel caso proprio dell’Arabia Saudita) per acuire il conflitto, per fomentarlo, provocando stragi, morti, distruzione.
Del resto sarebbe persino semplice ricordare che lo stato islamico continua a sostenersi oltre che con le armi e i finanziamenti precedentemente ricevuti, anche commercializzando il petrolio di cui si è impossessato. Secondo voi chi lo compera ? Qualche piccolo commerciante senza scrupoli o non piuttosto le grandi multinazionali del petrolio ?
E come non ricordare che esiste un conflitto aperto, che è quello tra israele e il popolo palestinese, fatto di massacri e di sangue (a danno soprattutto dei palestinesi), ed un governo il cui capo, Netaniau, che stermina quotidianamente i palestinesi, che adesso è arrivato a chiedere l’annessione delle alture del Golan (siriano), è arrivato a sostenere che non Hitler, ma gli arabi sarebbero responsabili dello sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale.
E questo tristo figuro, è stato accolto insieme agli altri nella manifestazione parigina che è stata indetta per rispondere alla strage di Charlie Hebdo; ha marciato insieme agli altri capi di stato dell’occidente. Se questa non è ipocrisia !
I commentatori, gli avvoltoi sarebbe meglio dire, parlano di chiudere le frontiere per impedire agli immigrati di effettuare atti violenti, rifiutandosi di capire che invece gli immigrati sono le vittime di questa assurda strategia che punta a garantirsi il controllo geopolitico delle risorse energetiche
E l’europa si inventa accordi assurdi e paradossali con i dittatori, chiedendo a questi di fermare il flusso di gente che spinto dalla fame e dalla guerra si appresta ai confini, e addirittura si rende disponibile a finanziare quegli stati dittatoriali. Se questa non è ipocrisia !
Intanto sui “social” impazzano commenti assurdi: aveva ragione la Fallaci, i musulmani sono i responsabili, dagli ai maomettani, gli arabi ci invadono e ci distruggono. Imbecilli. Semplicemente imbecilli, rinfocolati ed attizzati da una politica miope che non ha saputo costruire un rapporto corretto con i paesi e i popoli del medio-oriente, che li ha prima dominati con il colonialismo, poi li ha spezzettati secondo le logiche aberranti delle grandi potenze, li ha resi schiavi delle logiche di impero dettate dal capitalismo, li ha definitivamente impoveriti con le logiche predatorie del capitale finanziario.
Cosa si può aggiungere.
Che è evidente che l’unica ispirazione dell’occidente è e rimane quella dell’interesse economico, il proprio interesse, senza comprendere che proprio questo determina la crisi delle economie e dei sistemi presenti nelle sue immediate vicinanza, e, potenzialmente, anche della propria crisi.
L’Europa Comune aveva inizialmente fatto una scelta assai diversa, che individuava nei paesi vicini, quelli dell’area mediterranea e medio-orientale, dei partner con i quali sviluppare politiche di vicinato positive e propulsive, le quali avrebbero potuto, con i necessari supporti economici, trasformarsi con uno scambio economico virtuoso.
A partire dall’ultimo scorcio del secolo, questa politica si è radicalmente trasformata, orientando l’attenzione dell’Europa verso i paesi dell’est europeo (con mercati di esportazione assai più interessanti e con possibilità di guadagni economici maggiori e più redditizi). I paesi del mediterraneo e del medio oriente, sono stati progressivamente abbandonati al loro destino, e l’Europa ha sviluppato verso di essi una politica incentrata sulla progressiva rapina, legando ogni intervento economico e finanziario unicamente a garanzie di sicurezza. Ciò ha contribuito all’ acuirsi dei conflitti interni a quei paesi e gli interventi occidentali si sono trasformati in surrettizi strumenti di consolidamento di oligarchie autoritarie in quegli stati, come dimostrano i casi dell’Egitto e dell’Arabia Saudita.
Queste scelte catastrofiche determinano oggi la situazione di grave instabilità dell’area, il proseguire e l’ampliarsi dei conflitti armati, l’aumento incredibile di profughi e di affamati che premono alle frontiere ala ricerca di un più sereno avvenire.
Un ultimo elemento è utile aggiungere.
L’Italia continua a produrre armi da guerra. A produrre e a vendere armi, bombe, mine anti uomo e altri micidiali ordigni di morte.
Varrebbe la pena interrogarsi anche su questo? A chi vengono vendute queste armi ? E soprattutto nelle mani di chi vanno a finire ? Chi le utilizza ?
Ma di queste cose è meglio non parlare perché danneggiano l’economia, destabilizzano il paese, indeboliscono la produzione.
E così, senza farci troppe domande, piangiamo altri morti, altri morti a Parigi, in Francia, in Europa, che si aggiungono alle centinaia di migliaia che questi conflitti stanno producendo, da anni.
Michele Casalucci
https://michelecasa.wordpress.com/2015/11/14/ipocrisie/

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