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mercoledì 23 dicembre 2015

ISLAM: Il Natale in Arabia Saudita


In un suo resoconto giornalistico, il quotidiano “Avvenire” (27 dicembre 2005) ha descritto come i cristiani passano il Natale nel Paese islamico dell’Arabia Saudita.
Mentre da noi cattolici compiacenti si preoccupano di abolire canti natalizi o presepi nelle scuole e nei luoghi di lavoro per non urtare la sensibilità musulmana, nella “terra del profeta” ogni manifestazione di festa cristiana è rigorosamente vietata, anche in privato. Vietato celebrare funzioni natalizie; vietati la produzione, il commercio e la consegna di pacchi che contengano segni cristiani o anche solo la scritta di “Buon Natale”; vietato esporre o anche solo tenere alberi, candele e altri addobbi natalizi; vietato lo scambiarsi auguri, anche per telefono.
A mantenere questi divieti e a punire i trasgressori ci pensano, a livello ufficiale, la polizia statale, ma anche e soprattutto, a livello ufficioso, la polizia religiosa, ossia i temibili mutawa’in, che hanno cura di segnalare, sul loro sito internet, un lungo elenco degli oggetti cristiani vietati.
Nel dicembre di ogni anno, il ministero degli Interni saudita ammonisce i cristiani a non festeggiare il Natale, e invita i fedeli di Allah a denunciare i temerari che disobbediscono al divieto. Due anni fa, la polizia religiosa ha fatto irruzione a Yambu, in una scuola privata per bambini occidentali di lingua inglese, per impedire una festa natalizia. Per i musulmani, il “profeta Gesù” ha valore solo in quanto viene citato nel Corano, ma non ha nulla a che fare col Cristianesimo; i Vangeli non hanno alcun valore religioso, anzi sono una falsificazione operata dai cristiani per giustificare le loro Chiese; perché mai quindi celebrare una falsa natività?
Del resto, in Arabia Saudita è vietato perfino celebrare la nascita di Maometto, in quanto ciò è ritenuto un abuso ingiustamente tollerato in altri Paesi islamici.
E così, i 600.000 cristiani del Paese sono costretti a commemorare il Natale nel segreto delle loro case, dopo aver chiuso le finestre e aver creato un’atmosfera da coprifuoco, stando ben attenti alle spie e rischiando la prigione. La Santa Messa può essere celebrata solo a Riad, nelle sedi di alcune Ambasciate di Paesi occidentali, da sacerdoti che vengono fatti passare per funzionari diplomatici.
http://www.radicicristiane.it/2006/02/dossier/islam-come-si-passa-il-natale-in-arabia-saudita/

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