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lunedì 14 dicembre 2015

L’Europa deve stare attenta alla Turchia

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Se l’Europa fa affidamento nella collaborazione con il presidente della Turchia, dovrebbe rendersi conto che il prezzo reale del suo “aiuto” è troppo alto, scrive la rivista americana “The National Interest”.

Di sputniknews.com

L’Europa dà corpo ad uno scenario veramente assurdo: l’accordo sulle misure per combattere l’immigrazione, in base al quale Bruxelles stanzierà 3 miliardi di euro alla Turchia e rafforzerà i negoziati sull’adesione, è probabile che serva solo ad assecondare la cupidigia di Recep Tayyip Erdogan, scrive la rivista “The National Interest”.
L’Europa dovrebbe diffidare dalle azioni comuni con la Turchia, che minacciano di mettere a repentaglio i principi su cui si basa l’integrazione nella UE, si legge nell’articolo.
E’ sorprendente come sotto il peso della crisi l’Unione Europea abbia ipocritamente chiuso gli occhi davanti alle numerose violazioni dei diritti umani da parte di Ankara per andare incontro alle richieste di Erdogan.
Alla luce dei rapporti pubblicati da Mosca sulle spedizioni di armi turche ai jihadisti in Siria e sugli schemi fraudolenti per l’acquisto di petrolio di contrabbando del Daesh (ISIS), non è chiaro come la Turchia possa contribuire a risolvere la crisi che sta al contrario contribuendo a peggiorare. Questo accordo appare particolarmente una svolta assurda dopo l’abbattimento del bombardiere russo Su-24.
Contemporaneamente a quando la Turchia ha dimostrato la propria aggressività militare contro la Russia, che ha intensificato i raid contro i terroristi del Daesh in risposta agli attacchi terroristici di Parigi, i leader della UE contano su una collaborazione proficua con Erdogan, sottolinea “The National Interest”.
Il contributo più significativo alla conclusione di questo “affare sporco”, come hanno bollato l’accordo l’opinione pubblica e i media, è stato dato dal cancelliere tedesco Angela Merkel, che ha messo pressione sui leader europei per accelerare i negoziati.
Sin dall’inizio erano fortemente contrari a questa strada i leader dei Paesi dell’Europa orientale.
Così il premier ungherese Viktor Orban aveva dichiarato: “Non vogliamo affinchè i negoziati con la Turchia diano motivo di credere che Ankara sia la nostra ultima speranza di salvezza.”
Tuttavia, secondo il presidente del Consiglio d’Europa Donald Tusk, l’Europa non ha davvero altra scelta che fare un accordo con un Paese i cui principi e gli obiettivi si sono sempre molto distinti dal resto dell’Europa nel corso della storia, conclude la rivista.

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