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martedì 15 dicembre 2015

Obama ringrazia l’Italia.Di cosa e perché?

Il pupazzo numero uno del nuovo ordine mondiale ringrazia l’Italia e gli alleati,ma cita proprio l’Italia e dice al mondo che d’ora in poi anche l’Italia farà di più la sua parte,che già sta facendo.
Sicuramente qualche altro pupazzo tipo Hollande o Cameron o la paciona  Merkel,non avevano capito il ruolo e quello che voleva fare l’Italia tra gli investimenti culturali e decisioni estreme quantistiche a cui i cittadini italiani sono abituati quelli non italiani non capiscono nemmeno una parola.
Stranamente i giornali italiani hanno riportato nei titoli le citazioni e i ringraziamenti di pupazzo Obama,ma non hanno riportato nell’articolo la domanda “perché rassicura lui?
Perché deve dire che l’Italia sta facendo e che farà  la sua parte?
"Non potete nascondervi. Sarete i prossimi ad essere colpiti",dice Il presidente Obama, dopo una riunione al Pentagono con i rappresentanti della sicurezza Usa , "tutti i nostri alleati sono pronti a fare di più: Gli Stati Uniti fanno la loro parte, come lo fanno i nostri alleati, Francia, Germania, Regno Unito, Italia, Australia", afferma Obama. Serve un impegno serio. Un'azione più dura contro il male.eIl presidente Obama cita l'Italia dichiarando che il nostro Paese è pronto a fare di più. Sarà compito del segretario alla Difesa, Ash Carter,  "lavorare con i partner della coalizione affinché ci sia più supporto su questo fronte".  L’Isis, aggiunge Obama, ha perso il 40% delle zone che una volta controllava in Iraq. "Li abbiamo colpiti al cuore e renderemo loro sempre più difficile avvelenare il mondo". Poi continua dicendo: "I nostri aerei hanno aumentato gli attacchi nel mese di novembre rispetto a quelli precedenti. E i nostri alleati sul campo stanno cacciando i militanti dalle zone controllate". Si continuerà a colpire il cuore dell’Is e rendere difficile che possa portare il suo terrore nel resto del mondo". Obama poi fa riferimento agli attacchi di Parigi e di San Bernardino: "La guerra è resa difficile dal fatto che i militanti dello Stato Islamico si nascondono dietro la popolazione civile. Dobbiamo colpirli con estrema precisione, con precisione chirurgica".

Alfredo d’Ecclesia


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