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giovedì 3 dicembre 2015

Utenti turchi di Twitter senza dubbi: Erdogan coinvolto in contrabbando petrolio del Daesh

Abdurrahman Dilipak, editorialista del quotidiano turco radicale islamico “Akit”, noto per la sua vicinanza al presidente Recep Tayyip Erdogan, il 2 dicembre aveva pubblicato nel suo account su Twitter un sondaggio: “Chi compra il petrolio del Daesh?”.

Tuttavia i risultati del sondaggio non erano quelli che si aspettava Dilipak. Dopo un’ora dal lancio del sondaggio avevano votato 18mila persone.
Il 78% degli utenti aveva votato per la “Turchia di Erdogan”. Il 12% aveva optato per la “Russia di Putin”, mentre il 10% aveva ritenuto che il principale acquirente del petrolio del Daesh fosse la “Siria di Assad.”
Una volta che risultava scontato che l’indagine non avrebbe giovato ad Erdogan, Abdurrahman Dilipak ha eliminato il sondaggio dal social network.
Contemporaneamente l’ambasciata russa ad Ankara aveva pubblicato i risultati del sondaggio nel suo account ufficiale su Twitter con il commento: “Sondaggio curioso! I risultati sono stati ottenuti in 1 ora…”
La pubblicazione del sondaggio è diventata motivo per numerose battute e sfoghi emotivi degli utenti dei social network in Turchia.
Lo stesso Dilipak, dopo aver visto i risultati del sondaggio, ha criticato il Partito Giustizia e Sviluppo (AKP) al governo accusandolo di “non informare a sufficienza la popolazione turca sulla questione degli acquisti di petrolio dal Daesh.” “I risultati del sondaggio lo confermano,” — ha commentato Dilipak.
Abdurrahman Dilipak è l’editorialista del giornale turco “Akit”, noto per le sue numerose dichiarazioni taglienti contro Mustafa Kemal Ataturk, fondatore della Repubblica turca laica. Nel giorno del 77° anniversario della morte di Atatürk (10 novembre), il giornale ha pubblicato un articolo dal titolo “La tirannia è finita nel 1938” (l’anno della morte di Ataturk, ndr), che ha provocato un’ondata di indignazione tra la società turca.
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Abdurrahman Dilipak è anche noto per la sua vicinanza al presidente Erdogan e per essere finito al centro di polemiche che hanno portato imbarazzo persino allo stesso presidente turco.
Poco prima delle recenti elezioni presidenziali in Turchia l’editorialista, convinto sostenitore dell’Islam radicale e favorevole al ritorno del Califfato, che fu abolito da Ataturk nel 1924, in una conferenza in Canada aveva detto che Erdogan, in caso di vittoria alle elezioni presidenziali in Turchia, sarebbe diventato il “califfo” e le porte del palazzo presidenziale “sarebbero state aperte ai rappresentanti di tutto il mondo musulmano”.
Il Califfato è una forma di governo sostenuta dalle organizzazioni jihadiste, in particolare dai fondamentalisti del Daesh (ISIS).
fonte http://www.complottisti.com/

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