Translate

sabato 31 ottobre 2015

CLIMA: LA PISTOLA FUMANTE

Già da tempo ne parlammo, citando il famoso report “Owning the weather in 2025” in questo post del 2012, ma recentemente chi nega la geoingegneria si trova prove sempre più ingombranti che invece ne confermano la natura di progetto globalizzato e segretato.
Questo documento ha in tal senso il carattere di una vera e propria pietra miliare, o se preferiamo di una pistola fumante.
Jervé
senatousa

Emerso imponente documento del Senato degli Stati Uniti sulla Modificazione Climatica nazionale e globale.

Traduzione a cura Marina Mazzoli per NoGeoingegneria 
Quanto deve diventare grande l’”elefante nella stanza” dell’ingegneria climatica prima che non possa più essere nascosto in bella vista? Di quante prove storiche abbiamo ancora bisogno della continua ingegneria climatica/guerra meteorologica prima che la negazione delle masse si sgretoli? Quando i popoli di tutto il mondo assicureranno alla giustizia tutti i responsabili del continuo e rapido peggioramento, in tutto il mondo, dell’attacco della guerra climatica?
In fondo a questo post vi è un file PDF contenente l’intero rapporto del Congresso del 1978, che abbiamo individuato di recente. Questo rapporto è lungo poco meno di 750 pagine (20 estratti chiave sono pubblicati qui di seguito per dare una panoramica generale). Si tratta di una montagna di informazioni che confermano ulteriormente l’ampio e continuo coinvolgimento del nostro governo nella modifica del clima/guerra meteorologica.
Questo documento conferma anche il coinvolgimento dei governi stranieri di tutto il mondo, anche di governi che, diversamente, sarebbero stati considerati “ostili agli interessi degli Stati Uniti”.
All’interno di questo testo sono discussi un gran numero di aspetti e le conseguenze dei programmi nazionali e globali riguardo l’ininterrotta modificazione del clima.
Implicazioni legali (tra cui la necessità d’immunità totale da ogni forma di azione penale), implicazioni biologiche, implicazioni sociali, implicazioni ambientali, ecc.
Menzionate nel documento sono le agenzie federali coinvolte e le principali università. Anche in questo caso, poiché l’intero documento è lungo e faticoso da leggere, alcuni brani sono stati pubblicati, qui di seguito, per dare comprensione dei contenuti dei documenti. La montagna di dati che confermano la continuativa follia dell’ingegneria climatica continua a crescere. Un ulteriore esempio di documenti già trovati è un rapporto ICAS per l’ufficio esecutivo del presidente sull’ingegneria climatica, del 1966, si può trovare presso il seguente link
L’ampio documento congressuale allegato è un’aggiunta rivelatrice e dettagliata ai dati che sono stati già raccolti. Il mio più sincero ringraziamento va a Steve Grimwood per l’individuazione di questo importante documento.
Tutti i brani allegati, sopra indicati, sono solo un piccolo assaggio all’interno di questo imponente documento congressuale. Per molti decenni i potenti hanno complottato e pianificato per un “dominio ad ampio spettro” del pianeta e delle sue popolazioni. Il complesso militare-industriale ha da tempo espresso apertamente il suo desiderio di “possedere il clima”. Se la furia devastante della follia della geoingegneria può essere completamente divulgata, allora potrebbe essere portata ad una battuta d’arresto, dato che la gente in tutto il mondo esige la sua cessazione.
È necessaria l’unione di tutti in questo sforzo vitale, senza restarne fuori.
Dane Wiginton
Qui di seguito alcuni estratti dalle pagine più significative.
11
12
14
13
15
16
17
20
19
01
21
02
03
04
09
05
06
10
08

Home / Pensiero&Società / Disclosure / CLIMA: LA PISTOLA FUMANTE

CLIMA: LA PISTOLA FUMANTE

Già da tempo ne parlammo, citando il famoso report “Owning the weather in 2025” in questo post del 2012, ma recentemente chi nega la geoingegneria si trova prove sempre più ingombranti che invece ne confermano la natura di progetto globalizzato e segretato.
Questo documento ha in tal senso il carattere di una vera e propria pietra miliare, o se preferiamo di una pistola fumante.
Jervé
senatousa

Emerso imponente documento del Senato degli Stati Uniti sulla Modificazione Climatica nazionale e globale.

Traduzione a cura Marina Mazzoli per NoGeoingegneria 
Quanto deve diventare grande l’”elefante nella stanza” dell’ingegneria climatica prima che non possa più essere nascosto in bella vista? Di quante prove storiche abbiamo ancora bisogno della continua ingegneria climatica/guerra meteorologica prima che la negazione delle masse si sgretoli? Quando i popoli di tutto il mondo assicureranno alla giustizia tutti i responsabili del continuo e rapido peggioramento, in tutto il mondo, dell’attacco della guerra climatica?
In fondo a questo post vi è un file PDF contenente l’intero rapporto del Congresso del 1978, che abbiamo individuato di recente. Questo rapporto è lungo poco meno di 750 pagine (20 estratti chiave sono pubblicati qui di seguito per dare una panoramica generale). Si tratta di una montagna di informazioni che confermano ulteriormente l’ampio e continuo coinvolgimento del nostro governo nella modifica del clima/guerra meteorologica.
Questo documento conferma anche il coinvolgimento dei governi stranieri di tutto il mondo, anche di governi che, diversamente, sarebbero stati considerati “ostili agli interessi degli Stati Uniti”.
All’interno di questo testo sono discussi un gran numero di aspetti e le conseguenze dei programmi nazionali e globali riguardo l’ininterrotta modificazione del clima.
Implicazioni legali (tra cui la necessità d’immunità totale da ogni forma di azione penale), implicazioni biologiche, implicazioni sociali, implicazioni ambientali, ecc.
Menzionate nel documento sono le agenzie federali coinvolte e le principali università. Anche in questo caso, poiché l’intero documento è lungo e faticoso da leggere, alcuni brani sono stati pubblicati, qui di seguito, per dare comprensione dei contenuti dei documenti. La montagna di dati che confermano la continuativa follia dell’ingegneria climatica continua a crescere. Un ulteriore esempio di documenti già trovati è un rapporto ICAS per l’ufficio esecutivo del presidente sull’ingegneria climatica, del 1966, si può trovare presso il seguente link
L’ampio documento congressuale allegato è un’aggiunta rivelatrice e dettagliata ai dati che sono stati già raccolti. Il mio più sincero ringraziamento va a Steve Grimwood per l’individuazione di questo importante documento.
Tutti i brani allegati, sopra indicati, sono solo un piccolo assaggio all’interno di questo imponente documento congressuale. Per molti decenni i potenti hanno complottato e pianificato per un “dominio ad ampio spettro” del pianeta e delle sue popolazioni. Il complesso militare-industriale ha da tempo espresso apertamente il suo desiderio di “possedere il clima”. Se la furia devastante della follia della geoingegneria può essere completamente divulgata, allora potrebbe essere portata ad una battuta d’arresto, dato che la gente in tutto il mondo esige la sua cessazione.
È necessaria l’unione di tutti in questo sforzo vitale, senza restarne fuori.
Dane Wiginton
Qui di seguito alcuni estratti dalle pagine più significative.
11
12
14
13
15
16
17
20
19
01
21
02
03
04
09
05
06
10
08
http://www.iconicon.it/blog/2015/10/clima-la-pistola-fumante/

venerdì 30 ottobre 2015

Monti ingannò i marò per farli tornare in India.


Giulio Terzi si dimise per protesta,nei confronti di Mario Monti ,il quale aveva promesso a Massimiliano Latorre e a Salvatore Girone che tornando in India si sarebbe tutto risolto in fretta e  al più presto sarebbero tornati in Italia
Terzi:"Nel marzo 2013 hanno vergognosamente convinto i marò a rientrare in India, dopo che si era deciso il contrario, assicurando che nel giro di poche settimane o mesi sarebbero tornati a casa". . "Prima hanno deciso di rimandarli a Delhi su istigazione di un ministro che adesso vuole fondare un partito politico" il riferimento è a Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, che parlava di possibili rappresaglie indiane sui nostri interessi in quella nazione. Ai marò  raccontarono le storielle,:" saltò fuori la tesi che gli indiani erano così contenti di avere ottenuto quello che volevano, che ci avrebbero rimandato indietro i marò in poco tempo. Invece non è stato così". 
Secondo Terzi "è sorprendente che uomini politici difendano ancora Monti, che non solo ha deciso di rimandare i marò in India, ma li ha fatti assicurare che nel giro di pochissimi mesi il problema si sarebbe risolto". 
"Al primo permesso natalizio concesso da Delhi avevo scritto una lettera al presidente del Consiglio, il ministro della Giustizia e quello della Difesa per sensibilizzare la magistratura che li avrebbe potuti trattenere in patria - dice Terzi - Temo sia avvenuto il contrario".
"Letta ha seguito la linea dell'abbandono dei marò nelle mani degli indiani. Il governo Renzi un giorno parla di internazionalizzazione - sottolinea Terzi - e quello dopo il capo di stato maggiore della Marina dice che comunque il percorso va condiviso con l'India. Basta: che imbocchino definitivamente e celermente la strada giusta dell'arbitrato".
Bisogna ringraziare Giulio Terzi sia per le informazioni fornite e sia perchè  è riuscito per due volte a farli rientrare in Italia e nessuno,dico nessuno lo ha sostenuto.
Quelli che ora parlano,per miserabili fini personali in quel periodo tacevano,miserabili servi e vigliacchi privi di dignità pronti a farsi i selfie  e a distribuire fiocchettini gialli solo ed esclusivamente per prendere per il culo i cittadini italiani.
Mi raccomando sosteneteli e continuate a sostenerli...
Alfredo d'Ecclesia


Sud Sudan. Uomini costretti a gettarsi nel fuoco, a bere sangue, a mangiare carne umana

Un rapporto dell’Unione Africana elenca le atrocità commesse nello Stato più giovane del mondo per motivi etnici dalle opposte fazioni in guerra dal 2013. Peggio dell’Isis
Violazioni dei diritti umani, crimini di guerra e atrocità inimmaginabili rappresentano ormai la quotidianità del Sud Sudan, sconvolto da una guerra che va avanti dal dicembre 2013. Le ultime denunce arrivano da un rapporto «lancinante» dell’Unione Africana, che propone di istituire un apposito tribunale africano per condannare i responsabili.
PEGGIO DELL’ISIS. L’elenco delle crudeltà testimoniate dai civili, e compiute per ragioni politiche ed etniche dall’esercito regolare del presidente Salva Kiir (etnia Dinka) e i ribelli del vicepresidente deposto Riek Machar (etnia Nuer), sono tali che fanno impallidire quelle perpetrate dai terroristi dello Stato islamico.
Uomini e donne sono stati picchiati e costretti a gettarsi nel fuoco; alcuni sono stati obbligati a bere il sangue di persone (spesso amici) dissanguate, altri a mangiare carne umana in orrendi atti di cannibalismo; donne, vecchie e giovani, sono state stuprate in gruppo e lasciate per terra in stato di incoscienza, mentre i bambini vengono schiavizzati e costretti a combattere una guerra insensata.
OLTRE 50 MILA MORTI. «I racconti che abbiamo udito riportano alla memoria alcuni dei peggiori episodi di violazioni di diritti umani commesse nel nostro continente in passato», scrive la commissione. In quasi due anni, i morti sono già più di 50 mila e su 12 milioni di abitanti, centinaia di migliaia di persone «rischiano di morire di fame», 1,52 milioni di persone sono sfollate, 552 mila hanno già lasciato lo Stato più giovane del mondo, 121.400 persone sono nei campi profughi dell’Onu, altre 300 mila sono a rischio per i nuovi combattimenti tra le due fazioni armate, più di 4 milioni di persone «rischiano di fare la fame».
IL RAPPORTO. La commissione, che ha individuato i nomi delle persone da incriminare, anche se per ora li ha tenuti nascosti, ha cominciato a lavorare nel 2014. Il rapporto doveva uscire all’inizio dell’anno ma è stato bloccato nella speranza di raggiungere un accordo tra le parti. Questo non è avvenuto. Nel rapporto si parla anche di numerose fosse comuni sparse per il paese, esecuzioni di massa, pestaggi indiscriminati, corpi mutilati, torture di ogni genere e civili bruciati vivi.

XYLELLA: BIOTERRORISMO IN PUGLIA



Salento: uliveti integri


di Gianni Lannes


Un mistero? Macché, piuttosto un’emergenza infinita. Ecco come l’autorità inventa dal nulla un’epidemia inesistente mascherata dall’urgenza, ci specula sopra e tenta di distruggere milioni di alberi ed avvelenare una regione del Sud, per lasciare campo libero alla famigerata Monsanto che nel 2008 ha rilevato l’azienda brasiliana Alellyx S.A. di untori programmati. Addirittura, nel provvedimento del 10 febbraio 2015, il consiglio dei ministri ha certificato il falso. 





I fatti. Dunque, nel 2010 l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Valenzano (in provincia di Bari) organizza un convegno dal titolo “Phytosanitary Workshop on the Quarantine Pathogen Xylella fastidiosa”. Per la prima volta in Europa viene introdotto questo batterio - a scopo didattico - originario dell’America (in particolare della California) che attacca alcune piante. E’ veicolata da un insetto, la cicalina (Homalodisca). Per alcuni è la causa principale di quello che è stato definito con l’acronimo “codiro”, ovvero: complesso del disseccamento rapido dell’olivo. In realtà, è una denominazione inventata per l’occasione. 


Che singolare coincidenza e che inaudita tempestività. A metà novembre del 2013, la regione Puglia organizza una conferenza stampa dell’esperto Almeida, che aveva già presenziato all’iniziativa di tre anni prima:

«Secchezza ulivi: domani ven 15.11 conferenza stampa prof. Almeida e Nardoni. A conclusione della visita in Puglia del Prof. Rodrigo Almeida (Università di Berkeley, California), il Servizio Fitosanitario della Regione Puglia, il Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell'Università di Bari e l'Istituto di Virologia Vegetale del CNR di Bari organizzano una conferenza stampa per riferire delle questioni attinenti al recente ritrovamento del batterio da quarantena Xylella fastidiosa negli oliveti del Salento colpiti da disseccamento rapido dell'olivo. La riunione con i giornalisti, alla quale, insieme con il prof. Almeida, interverrà l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Fabrizio Nardoni è programmata alle ore 11.30 di domani, venerdì 15 novembre, nell’Aula Magna della Facoltà di Agraria (Campus) in Via Amendola, 165/a, a Bari».


Secondo l’ufficio fitosanitario regionale la quasi totalità degli 11 milioni di alberi del Salento sono infetti.  Ma i conti non tornano. Secondo l’Unione europea nel 2013 gli ulivi malati erano 21 su un campione di 1.757 esemplari analizzati, mentre da dicembre 2013 ad aprile 2014, 242 su 13.150. A tutt’oggi non c’è una sola prova scientifica che la Xylella abbia provocato il disseccamento di ulivi. Infatti, attualmente nessun organismo scientifico ha ancora prodotto un test di patogenicità che attesti la relazione causa-effetto tra presenza di Xylella e disseccamento degli ulivi. Eppure, il governo del sedicente ecologista Vendola con delibera 2023 datata 29 ottobre 2013, ha disposto l’estirpazione delle piante nelle zone focolaio ed interventi fitosanitari mediante l’uso di insetticidi, anche cancerogeni, sulle piante. Attualmente, ancora nessun esperto istituzionale, tantomeno nessuna autorità a livello locale, regionale, nazionale ed europea, ha ancora effettuato rilevamenti su tutti gli ulivi del Salento, ossia 11 milioni di alberi. 

Il nesso di causalità - mai provato - è stato ribadito solo a chiacchiere campate in aria, in un incontro dell’8 aprile 2015 a Lecce, presenti il ministro Martina e il presidente uscente della Regione Puglia Vendola, in cui si continua a ripetere che le piante d’ulivo vanno eradicate perché colpite dal batterio. Peccato che proprio il giorno dopo l’incontro (9 aprile 2015) diverse associazioni ambientaliste hanno fatto pervenire ai governanti uno studio condotto dall’Università della California, il quale dimostra che non vi sia alcun nesso di causalità tra il batterio e il fenomeno del disseccamento dell’Ulivo. Infatti lo studio attesta che la Xylella - in California - non si sia dimostrata patogena sugli ulivi. Perché in Puglia si? Perché alcuni ulivi sono seccati? Secondo diversi agronomi e alcune associazioni ambientaliste il disseccamento di pochi esemplari di ulivo dipenderebbe da diversi funghi, dall’assenza di manutenzione o, peggio, dall’abbandono del fondo (mancanza di aratura, potatura), e dall’uso troppo intensivo di veleni chimici. 

Il 16 marzo Vendola ha scritto a Renzi, disegnando un inesistente scenario «apocalittico».








Il 6 maggio 2015 il Tar del Lazio ha sospeso fino al 16 dicembre la deliberazione del consiglio dei ministri datata 10 febbraio 2015, nonché tutti gli atti in materia della regione Puglia.

Allora, perché annientare i boschi d’ulivo? Per far posto ai dilaganti impianti industriali eolici e fotovoltaici? Per alimentare invadenti inceneritori di rifiuti? Per introdurre piante geneticamente modificate? O cos'altro? Per fortuna tanti salentini si sono sollevati in massa a difesa degli alberi.

Sulla vicenda indaga la Procura della Repubblica di Lecce. L’ipotesi di reato è “diffusione colposa di una malattia delle piante”.  Il sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone ha aperto un fascicolo contro ignoti per disastro ambientale. Peccato che, tuttavia, non può accedere alla documentazione custodita presso lo IAM di Bari, perché l’Istituto è protetto dall’immunità totale e non intende rinunziarvi. Caso chiuso?


riferimenti:



























http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/