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giovedì 31 dicembre 2015

Agente del Sisde racconta cosa succederà in Italia




Un Agente del Sisde racconta quello che accadrà presto in Italia.
In questo video un Agente del Sisde racconta i retroscena di una preparazione di dittatura che esiste ormai da circa 20 anni in Italia, dalla creazione della seconda repubblica, ma che probabilmente è in atto a livello mondiale da parecchi anni.
Parecchi uomini, singolarmente avevano scoperto i piani dittatoriali di una classe altolocata, che detiene il patrimonio dell’umanità, possiamo chiamarli MassoniIlluminati, facenti parte del Gruppo Bilderberg, ma la sostanza non cambia, e che sono stati uccisi , e quello che questi uomini di “affari” vogliono, è creare dapprima il Caos, poi trovare le soluzioni, e successivamente in maniera graduale e sostanziale introdurre leggi ad personam per annullare definitivamente la libertà di scelta delle persone stesse.
Come l’agente del sisde racconta, questi potenti della terra , si sono riuniti insieme per creare un impero globale, e utilizzare il genere umano solo ed esclusivamente a loro piacimento, mantenendo il controllo e sfruttando al massimo le risorse della terra.
Nel video l’agente del sisde racconta (anonimo) e descrive quello che in Italia si sta facendo piano piano e ormai da parecchi anni:
La prima cosa è stata prendere il controllo dei sindacati, pagati bene per nascondere ai lavoratori i veri problemi legati al lavoro. Non ti sembra strano che un presidente sindacale percepisca uno stipendio milionario e sia li per tutelare i salari miseri di un lavoratore? E’ come se al ministero dell’ambiente mettessero un petroliere.
agente del sisde raccontaSecondo punto da attuare è stata l’eliminazione dell’articolo 18, in questo modo , le grosse multinazionali, che piano piano stanno prendendo il controllo anche degli stati, visto che ormai il controllo dell’economia è stato preso, possono decidere di lincenziare una persona immediatamente anche solo se questa deciderà di scioperare per le sue condizioni di sfruttamento, con l’eliminazione dell’articolo 18 le persone ci penseranno 1000 volte prima di scioperare e perdere il posto di lavoro. Così facendo si annullerà del tutto il diritto di sciopero, e le aziende avranno il controllo totale della vita di un essere umano, potendo decidere orario di lavoro , guadagni e soprattutto tenore di vita della gente.
Terzo punto è quello di far passare il titolo di studio come superfluo, è già da tempo che molte persone nel proprio curriculum decidono di non mettere un titolo di studio o una laurea, perchè spesso le aziende rispondono con un secco “no” per un profilo troppo alto per l’impego. Tutto questo parte già dagli anni settanta, quando gli univeristari rappresentavano davvero uno scoglio insormontabile per i potenti, la troppa cultura danneggia i piani di queste canaglie.
agente del sisde raccontaQuarto punto , come l’agente del sisde racconta è quello di far diventare il superfluo alla portata di tutti e il necessario fuori portata della maggior parte della gente, ti sembra normale che una bottiglia d’acqua costi 2 euro e una coca cola 1 euro? Oppure che un biglietto aereo per Londra oggi lo puoi pagare 20 euro e un kilo di pane anche 5 euro? Il superfluo sta diventando la merce di scambio perchè la gente possa accettare anche di lavorare la domenica e durante le feste.
Quello che potrebbe capitare all’Italia è qualcosa di drammatico, che sta già accadendo, serve solo capire quando , il come lo si è già capito , ma ti consiglio di condividere e guardare attentamente il video , prima che lo facciano sparire da Youtube, perchè l’agente del sisde racconta esattamente come poter evitare tutto questo.
i.
A voi l’ardua sentenza.
http://ilcomplotto.altervista.org/agente-del-sisde-racconta-cosa-succedera-in-italia/

Agente del Sisde Racconta una verità scomoda!

Crisi, 4.000 suicidi nel 2015: "Riforme per fermare questo eccidio"

Imprenditori, artigiani, commercianti, padri di famiglia o disoccupati. La crisi non guarda in faccia a nessuno, spingendo sempre più spesso le persone al suicidio

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Imprenditori, artigiani, commercianti, liberi professionisti, padri di famiglia o disoccupati. La crisi non guarda in faccia a nessuno, spingendo sempre più spesso le persone al suicidio. È questo il triste epilogo dell’Italia che non resiste. Il tutto nel silenzio assoluto delle istituzioni e della magistratura.
I numeri parlano di oltre 4.000 persone che si sono tolte la vita per la crisi economica che ha toccato imprese e famiglie, nel 2015. Un vero e proprio eccidio.
Il presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, rilancia l’allarme e chiede a Renzi “atti concreti per fermare questo drammatico fenomeno, attraverso riforme precise che riguardino il sostegno all’occupazione, la riforma del sistema bancario, la tutela del risparmio, la riforma di equitalia, oltre a precise iniziative per riqualificare la vita nelle città, e al sostegno alle famiglie sempre piu’ impoverite. Senza trascurare la lotta all’usura criminale e al racket”.

Naji al-Jerf, assassinato in silenzio

Il regista siriano freddato in Turchia lavorava ad un nuovo documentario sulla Siria ai tempi dell’Isis. Prima di lui altri attivisti di “Raqqa viene massacrata in silenzio” sono morti in territorio turco, insicuro per i giornalisti internazionali e locali. Protetta dalla cortina di impunità di Bruxelles, Ankara reprime le voci critiche. Come quelle di Dündar e Gül
Il regista siriano Naji al-Jerf (Fonte: Twitter)
Il regista siriano Naji al-Jerf (Fonte: Twitter)
di Chiara Cruciati – Il Manifesto
Roma, 30 dicembre 2015, Nena News – Ventiquattro minuti, volti e voci, rovine, bandiere nere, cadaveri: è l’Aleppo al tempo dello Stato Islamico. A catturarne la sofferenze e il silenzio in un documentario che oggi fa il giro del mondo è stato Naji al-Jerf, giornalista e regista siriano di 38 anni. Naji è stato ucciso in Turchia, nella città di Gaziantep, domenica 27 dicembre. Camminava per strada quando è stato freddato da un colpo alla testa. Doveva partire il giorno dopo per la Francia, in mano tutti i documenti per sé e la sua famiglia. L’asilo politico era l’obiettivo perché lui e i suoi compagni del gruppo “Raqqa is Being Slaughtered Silently” (Raqqa viene massacrata in silenzio) sono finiti da tempo nel mirino della repressione islamista.
Il gruppo di attivisti per lo più basati nella cosiddetta capitale del “califfato” è tra i pochi in grado di dare ancora voce ai civili assediati dall’Isis e, nel post-Parigi, bombardati dagli aerei occidentali della coalizione anti-terrore, che quando i riflettori si sono abbassati ha dimenticato la comunità. Naji raccontava la Siria con la telecamera: il documentario “L’Isis ad Aleppo”, da lui curato, era uscito solo una settimana fa su YouTube e subito ripreso dall’emittente araba al-Arabiya. Seppure ancora nessun gruppo abbia rivendicato l’azione, è stato ucciso per questo, per i video e per la sua rivista mensile al-Hentah: colpiva l’Isis dove l’Isis è più forte, nella propaganda mediatica e nei video fatti girare per la rete. Stava preparando un secondo documentario, dicono gli amici, e aveva già ricevuto intimidazioni: telefonate di minaccia alla famiglia e una bomba trovata dentro la sua auto.
Lunedì a Gaziantep in migliaia hanno partecipato ai suoi funerali, accanto alla moglie Boshra e alle figlie Emsa e Yam. Sopra la bara, la bandiera dell’Esercito Libero Siriano, braccio armato della Coalizione Nazionale, ombrello delle opposizioni moderate al presidente Assad. L’hanno messa perché nei suoi documentari Naji attaccava anche il governo di Damasco, contro il quale partirono nel 2011 le proteste popolari: la gente chiedeva maggiori libertà politiche, si è ritrovata con una guerra civile manovrata dall’esterno e lo Stato Islamico in casa. Con Damasco Naji aveva avuto a che fare direttamente: nel 2012 fu arrestato e torturato, dicono alcuni amici, prima di scappare in Giordania.
L’omicidio, che molti attribuiscono a Daesh, segue a quello del 16 dicembre di Ahmad al-Mousa, membro di “Raqqa is Being Slaughtered Silently”, ucciso a Idlib, città siriana occupata dai qaedisti del Fronte al-Nusra. Al 29 ottobre risalgono invece gli assassinii, rivendicati dallo Stato Islamico, di altri due membri del gruppo, il suo fondatore Ibrahim Abdel al Qader e Fares Hammadi: il corpo di Ibrahim è stato trovato quasi del tutto decapitato, quello di Fares in una pozza di sangue. Sono stati ammazzati a Saliurfa, sud est della Turchia.
Dieci giorni prima era toccato a Jacqueline Sutton, giornalista britannica della Bbc, trovata morta in circostanze misteriose all’aeroporto Ataturk di Istanbul. Sullo sfondo resta lo stesso palcoscenico, la Turchia. Morti di voci critiche, giornalisti, attivisti che perdono la vita in un paese che aspira ad entrare nell’Unione Europea, nonostante le palesi violazioni di diritti umani e libertà di espressione. Perché è vero che ad uccidere Ibrahim e Fares è stato l’Isis, ma ciò dimostra la facilità di movimento e penetrazione in territorio turco, permeabile via di passaggio da e verso la Siria di islamisti sotto gli occhi di Ankara, delle sue forze armate e dei servizi segreti.
A Diyarbakir, nel sud est turco, un anno fa, gli attivisti kurdi ci indicavano con il dito i locali noti per essere luoghi di reclutamento di nuovi adepti del “califfo”: «Se lo sappiamo noi – raccontavano al manifesto – lo sa anche la polizia turca ma li lascia fare». Oggi a gridarlo a gran voce sono le organizzazioni per i diritti umani: «Chiediamo alle autorità turche di portare gli assassini di Naji al-Jerf di fronte alla giustizia e di assumere le misure necessarie a proteggere tutti i giornalisti siriani in territorio turco», ha detto domenica Sherif Mansour, coordinatore per Medio Oriente e Nord Africa dell’ong indipendente Committee to Protect Journalists, che a novembre aveva premiato proprio il gruppo di Raqqa. I trenta membri che restano, per lo più residenti in Siria, tremano: usano pseudonimi, cercano protezione, ma non nascondo la paura di poter essere i prossimi.
Di certo protezione non la troveranno nel paese più vicino, porta per l’Europa. La Turchia del “sultano” Erdogan non è un luogo sicuro per i giornalisti, né stranieri né locali. Le violenze commesse contro la stampa indipendente si moltiplicano, insieme alla repressione di attivisti turchi e kurdi, dai protagonisti di Gezi Park ai sostenitori del partito di sinistra Hdp.
Attacchi e raid contro le sedi di giornali ed emittenti tv, censure, arresti. I casi sono numerosi, ma spesso nascosti dalla fitta nebbia della propaganda interna. È accaduto a Can Dündar e Erdem Gül, giornalisti di Cumhuriyet, in prigione dal 26 novembre con l’accusa di sostegno al terrorismo, spionaggio e divulgazione di segreti di Stato. La ragione è altra: erano scomodi. Il loro giornale, di cui Dündar è direttore e Gül caporedattore, aveva pubblicato reportage che mostravano l’intelligence turca consegnare camion di armi agli islamisti di al-Baghdadi. Ora rischiano la pena di morte.
Il giorno di Natale Reporters Without Borders ha fatto appello alla Corte Costituzionale turca perché liberi i due giornalisti in attesa della sentenza sulla costituzionalità della loro detenzione, che secondo gli avvocati viola i la libertà di stampa e di espressione. Una voce che segue all’appello internazionale firmato da intellettuali di tutto il mondo e organizzazioni per i diritti umani, ma anche a quella dello stesso Dündar che in un editoriale pubblicato nei giorni scorsi dal The Washington Post accusa Bruxelles: l’Unione Europa sta ignorando le proteste dei giornalisti target delle politiche repressive di Ankara. Scrive: «Quanto vale la libertà? Meno di tre miliardi di euro», chiaro riferimento all’accordo tra Turchia e Ue per bloccare il flusso di rifugiati verso la fortezza Europa.
- See more at: http://nena-news.it/naji-al-jerf-assassinato-in-silenzio/#sthash.51DTy6BC.dpuf

Renzi :"Il nostro obiettivo di seminare fiducia non è un generico ottimismo ma una precisa strategia".


Un paese senza sovranità è un paese morto,ma questre cose Renzino non le dice.Dei milioni di disoccupati che hanno perso il lavoro e che non hanno più la forza di cercarlo,non ne parla.Di tutto quello che accade non ne parla,del suo ruolo,dei suoi compari di merenda,famiglia compresa e di che deve parlare?
Fra poco più nessuno andrà in pensione.Tutti i diritti sono stati cancellati.La Costituzione è stata violata, stuprata, cancellata, e di che parla Renzino? 
Il Premier soprannominato il bomba parla dei gufi,della crescità che esiste solo nel suo cervello malato e in malafede,deve fareil buon svenditore dell'Italia per guadagnarsi la super loggia
Con il fiscal compact la nostra Costituzione è morta ma lui non lo dirà mai,perchè come chi l'ha preceduto la sua malafede deve portarla fino alla morte.
Il suo amico Berlusconi vuole Draghi Presidente del Consiglio.
Salvini e Meloni sull'argomento non hanno detto nemmeno una parola.
Di fatto il partito della nazione lo hanno già fatto,ci sono tutti è un Monti Bis tris e poker al di là di quelli che lo presiedono,ma diventano sempre più stupidi arroganti e delinquenti .Possono uccidere davanti a tutti ma continuare a negare l'evidenza(vedi banche)
Credo che Renzino abbia fatto il suo tempo,sta continuando giusto perchè devono trovare il sostituto che ha il compito di vendere l'aria, l'acqua,la terra e il fuoco in quanto tutto il resto è stato già venduto.
Alfredo d'Ecclesia


"Il 2015 si chiude con l'Italia che torna dopo anni al segno più. Cresce il pil, crescono gli occupati, cresce la fiducia di consumatori e imprenditori, crescono i consumi (e i primi dati di questo Natale sono molto positivi, con buona pace di chi non ci credeva). 
Il nostro obiettivo di seminare fiducia non è un generico ottimismo ma una precisa strategia. L'Italia è un grande Paese, ha tutto per farcela e noi stiamo mettendo in gioco noi stessi per riportare questo Paese dov deve stare, nel posto che merita.
Lo so. Sembrano numerosi quelli che protestano, che urlano che va tutto male, quelli che noi chiamiamo gufi perché pur di andare contro il Governo sperano che l'Italia fallisca.
Ma io sono certo che gli italiani sanno benissimo che l'unico modo per rilanciare questo bellissimo Paese è mettersi in gioco, rischiare, provarci.
In questo 2015 abbiamo fatto molto, compreso qualche errore di troppo. Il fatto è che dopo anni di immobilismo, finalmente la politica agisce, anziché restare confinata a urlare nei talk-show. Non è più così. Abbiamo fatto molto e ancora di più faremo nel 2016.
Vorrei dire grazie a chi ci sta accompagnando con pazienza ed entusiasmo, con speranza e timore. Essere alla guida dell'Italia significa avere una responsabilità straordinaria agli occhi dei nostri figli. E davanti alla storia dei nostri padri. Ma significa anche avere la possibilità di condividere una impresa meravigliosa con tante donne e uomini che - magari in silenzio - camminano insieme a te perché sanno che se vinciamo questa sfida, vince l'Italia. Il Paese più bello del mondo.
Auguri, amici. Che il 2016 sia all'altezza dei vostri sogni"

Matteo Renzi
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foto di Matteo Renzi.

mercoledì 30 dicembre 2015

MARO’: PITTI-BULLO RACCONTA CHE ANCHE IL PRESIDENTE MODI, QUESTA STORIA, “SE L’È TROVATA SUL TAVOLO”

maria giovanna maglie e augusto minzoliniMARIA GIOVANNA MAGLIE E AUGUSTO MINZOLINI
Maria Giovanna Maglie per Dagospia

Conferenza stampa di fine anno, parla Renzi: “Modi mi ha detto che questa vicenda dei marò se l’è trovata sul tavolo come me”. Se l’è trovata sul tavolo? Modi sulla retorica contro i marò, sulle accuse alla italiana Sonia Gandhi che consentiva a due assassini italiani di pescatori indiani di star nel lusso in ambasciata invece di marcire in una prigione del Kerala, ci ha costruito una fetta congrua di campagna elettorale durata due anni,e agitando il nazionalismo più becero contro l’italiana e l’Italia, ha  praticamente vinto le elezioni.
girone latorreGIRONE LATORRE

Un solo episodio fra centinaia. Aprile del 2014, dalle agenzie: “l capo del partito nazionalista e candidato premier, Narendra Modi, durante un comizio nello stato di Arunachal Pradesh, ha accusato Sonia Gandhi, presidente del partito di governo, piemontese di origine, di favoritismo verso i due militari del suo Paese di origine.  «Signora Sonia, visto che lei ha sfidato il nostro patriottismo, vorremmo sapere in quale carcere sono detenuti i due italiani», ha chiesto con pesante ironia Modi, numero uno del partito Bharatiya Janata, governatore del Gujarat e favorito alla corsa per il premierato nelle prossime elezioni. “Quando due pescatori sono stati uccisi da militari italiani chi li ha aiutati, ce lo dica  per favore, a lasciare il Paese?» Ecco, e Modi appena nominato premier non ha cambiato la linea dura, anzi durissima.

girone latorre i due maroGIRONE LATORRE I DUE MARO
Perciò  meglio gufi che fessi, e soprattutto occhio a dire tante bugie, caro Pinocchio Renzi, perché magari in trionfale conferenza stampa di fine anno stanno tutti zitti, ma poi qualche temerario dalla memoria funzionante, e dalla dignità non ridotta a lingua strisciante, si trova. E’ andata proprio così, e non sarà la chiacchiera più grossa, ma è seria e spudorata, testimonia di metodo e stile. Domandina di prammatica al presidente del Consiglio: e i marò, che ormai sembrano un lontano sbiadito ricordo, due poveracci dimenticati nel porto delle nebbie, non dovevano essere a casa definitivamente tutti e due per Natale?

monti severino passeraMONTI SEVERINO PASSERA
Aggiungo io: grazie alle panzane della linea giudiziaria indiana mai contestata dall’Italia, non è stato finalmente chiaro,una volta costretti a cacciare le carte  all’udienza preliminare della Corte dell’Aja, che i due militari sono proprio innocenti, nel senso che altri con altre armi da altra nave hanno sparato e sono scappati, e allora perché non fate il dovuto sia pur tardivo casino, chiedendo una procedura d’urgenza e l’immediata riconsegna all’Italia dei due?

PittiBullo non perde l’esprit. "Ci sono state diverse occasioni per chiuderla rapidamente, non lo si e' fatto. Io ho tentato un accordo politico con il premier Modi, che mi ha detto ' io come te questa vicenda me la sono trovata' sul tavolo", ma alla fine l' unica strada praticabile e' stata quella di sottoporre la questione a un tribunale internazionale”. Il governo, ha quindi assicurato il premier, garantisce il massimo impegno e "tutto ciò che si potrà fare per sostenere i due marò e' stato fatto e sarà fatto”. Eh no, è stato fatto poco, tardi, male, a voce bassa, nel sempiterno timore di danneggiare lucrosi affari, e l’argomento “me la sono trovata questa storia”, se è falso per l’indiano,è specioso sempre e comunque, a meno di non figurarsi uno statista che, appena seduto sulla poltrona,decida che cosa gli conviene tenersi e che cosa gli conviene mollare del passato.
maro girone e latorreMARO GIRONE E LATORRE

Renzi che davanti alle telecamere, il giorno dell’insediamento, telefonava a Delhi a LaTorre e Girone , non parlava di una rogna ereditata dai predecessori, gonfiava il petto e prometteva soluzione immediata.

Poche ore prima  della conferenza stampa il triste ministro degli Esteri Gentiloni comunicava che non ci sono novità e che i rapporti con l’India sono pessimi. Pessimi? Come un  contratto di cessione di tecnologia militare d’avanguardia per una decina di anni  fra Fincantieri,controllata dallo Stato italiano e  cantieri navali Mazagon, controllati dallo Stato indiano, per la consulenza alla progettazione di sette fregate  “stealth”,a bassa visibilità radar.  Come  la commessa della marina indiana alla società Wass di Livorno per 100 siluri da sommergibile Black Shark a 300 milioni di euro, o gli 8 cannoni navali OTO Melara da 127/64 per 250 milioni. Tutti accordi del 2015.

Paolo GentiloniPAOLO GENTILONI
Gli trasferiamo tecnologia preziosa a ogni acquisto,e in cambio  non chiediamo niente? Poi ci sono i bravi imprenditori civili, che vanno a produrre in India perché conviene:componenti auto per De Benedetti,impianti frenanti per Bombassei e Brembo,la Vespa di Colaninno, e vai per pagine e pagine di aziende italiane, fino a chi si compra l’Ilva di Taranto.

Giulio Terzi di Sant AgataGIULIO TERZI DI SANT AGATA
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ma-che-due-maro-pitti-bullo-racconta-che-anche-presidente-modi-115899.htm

Caso Marò:Renzi e Vito palle a gogo



vito 1.jpg

ROMA – Renzi non ha fatto niente assolutamente niente per risolvere la vicenda marò,forse ignora la diplomazia,forse ignora che ci sono delle azioni da fare,forse ignora che fa parte dell’Europa,dell’Onu,della Nato .Si lo so che sono caricature di istituzioni in mano ai soliti noti,ma Renzino rappresenta un paese,può anche fare delle richieste e chiedere ai suoi padroni.
Invece Renzi si accoda agli interessi dei suoi padroni e ignora quelli del paese e non avendo fatto nessuno sforzo per risolvere questa situazione improvvisa la solita dichiarazione ipocrita e falsa a fine conferenza stampa per non avere problemi,ma sentiamo Renzino: «Io ho tentato un accordo politico con il premier Modi, che mi ha detto “come te questa vicenda me la sono trovata” sul tavolo». E quindi, alla fine, «l’unica strada praticabile è stata quella di sottoporre la questione a un tribunale internazionale», spiega  Renzi il quale aggiunge che in passato ci sono «state diverse occasioni per chiuderla rapidamente. Ma non lo si è fatto».
Ora però il caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (il primo in Italia per convalescenza, il secondo ancora a Delhi) ha preso «una piega totalmente diversa dal passato», quella del tribunale internazionale, ha aggiunto il Presidente del Consiglio assicurando che «tutto ciò che si potrà fare per sostenere i due marò è stato fatto e sarà fatto».
Queste sono le parole di Renzi,da esse si denota che non ci saranno altre azioni,che non farà niente il governo italiano,anzi una cosa la farà,continuerà a fare affari con l’India.
Sulle dichiarazioni di Renzi ha avuto il coraggio di parlare l’on di forza Italia Vito che ha dichiarato:«Non si capisce in cosa si sia manifestata la vicinanza di Renzi a Latorre e Girone visto che non ha mai voluto incontrarli. E tra l’altro Latorre è in Italia per cure». «Renzi - dichiara - è colpevole di avere atteso oltre un anno e mezzo per avviare l’arbitrato internazionale».
L’eroico e coraggioso on Vito dimentica di essere più responsabile di Renzi su questa vicenda,quando doveva parlare non lo ha mai fatto,anzi ha legittimato scelte che non potevano essere fatte.
Prima di tutto non ha mai aperto bocca come parlamentare ,non ha mai denunciato in parlamento e fuori del parlamento l’inettitudine del governo Monti.
Non ha aperto bocca quando hanno deciso di rimandarli in India.
E’stato uno dei protagonisti della scampagnata in India,a parlamento indiano chiuso,concordata a suo tempo con l’ex ministro degli esteri Bonino che ha organizzato quella scampagnata per evitare che qualche cinque stelle volesse farsi la passeggiata in India come fece per la Shabalieva,pericolo scongiurato perché i marò non sono la shabalieva e quindi non meritavano l’attenzione dei grillini .
L’on Vito fece anche dichiarazioni ingannevoli sui rifinanziamenti delle missioni estere dei nostri militari.
Quello che non si capisce è l’attenzione che gli dedicano alcuni che si dichiarano sostenitori dei marò,legittimando Vito delegittimano Massimiliano e Salvatore.
Quali azioni ha fatto l’on Vito per i due Marò?
Non poteva ad esempio assolvere al suo ruolo di parlamentare e difendere dall’ingiustizia due cittadini italiani?
Perché non è andato a fare una denuncia in Procura su questa vicenda e perché non si è opposto alla scelta di farli ritornare in India?
No deve continuare a prendere in giro grazie a quei fessi che gli vanno dietro.

Alfredo d’Ecclesia


Marò:Renzi :"Ho tentato tutto, ora c’è l’arbitrato".



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ROMA – Renzi non ha fatto niente assolutamente niente per risolvere la vicenda marò,forse ignora la diplomazia,forse ignora che ci sono delle azioni da fare,forse ignora che fa parte dell’Europa,dell’Onu,della Nato .Si lo so che sono caricature di istituzioni in mano ai soliti noti,ma Renzino rappresenta un paese,può anche fare delle richieste e chiedere ai suoi padroni.
Invece Renzi si accoda agli interessi dei suoi padroni e ignora quelli del paese e non avendo fatto nessuno sforzo per risolvere questa situazione improvvisa la solita dichiarazione ipocrita e falsa a fine conferenza stampa per non avere problemi,ma sentiamo Renzino: «Io ho tentato un accordo politico con il premier Modi, che mi ha detto “come te questa vicenda me la sono trovata” sul tavolo». E quindi, alla fine, «l’unica strada praticabile è stata quella di sottoporre la questione a un tribunale internazionale», spiega  Renzi il quale aggiunge che in passato ci sono «state diverse occasioni per chiuderla rapidamente. Ma non lo si è fatto».
Ora però il caso di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (il primo in Italia per convalescenza, il secondo ancora a Delhi) ha preso «una piega totalmente diversa dal passato», quella del tribunale internazionale, ha aggiunto il Presidente del Consiglio assicurando che «tutto ciò che si potrà fare per sostenere i due marò è stato fatto e sarà fatto».
Queste sono le parole di Renzi,da esse si denota che non ci saranno altre azioni,che non farà niente il governo italiano,anzi una cosa la farà,continuerà a fare affari con l’India.
Sulle dichiarazioni di Renzi ha avuto il coraggio di parlare l’on di forza Italia Vito che ha dichiarato:«Non si capisce in cosa si sia manifestata la vicinanza di Renzi a Latorre e Girone visto che non ha mai voluto incontrarli. E tra l’altro Latorre è in Italia per cure». «Renzi - dichiara - è colpevole di avere atteso oltre un anno e mezzo per avviare l’arbitrato internazionale».
L’eroico e coraggioso on Vito dimentica di essere più responsabile di Renzi su questa vicenda,quando doveva parlare non lo ha mai fatto,anzi ha legittimato scelte che non potevano essere fatte.
Prima di tutto non ha mai aperto bocca come parlamentare ,non ha mai denunciato in parlamento e fuori del parlamento l’inettitudine del governo Monti.
Non ha aperto bocca quando hanno deciso di rimandarli in India.
E’stato uno dei protagonisti della scampagnata in India,a parlamento indiano chiuso,concordata a suo tempo con l’ex ministro degli esteri Bonino che ha organizzato quella scampagnata per evitare che qualche cinque stelle volesse farsi la passeggiata in India come fece per la Shabalieva,pericolo scongiurato perché i marò non sono la shabalieva e quindi non meritavano l’attenzione dei grillini .
L’on Vito fece anche dichiarazioni ingannevoli sui rifinanziamenti delle missioni estere dei nostri militari.
Quello che non si capisce è l’attenzione che gli dedicano alcuni che si dichiarano sostenitori dei marò,legittimando Vito delegittimano Massimiliano e Salvatore.
Quali azioni ha fatto l’on Vito per i due Marò?
Non poteva ad esempio assolvere al suo ruolo di parlamentare e difendere dall’ingiustizia due cittadini italiani?
Perché non è andato a fare una denuncia in Procura su questa vicenda e perché non si è opposto alla scelta di farli ritornare in India?
No deve continuare a prendere in giro grazie a quei fessi che gli vanno dietro.
Alfredo d’Ecclesia



La Banca d'Italia non e' pubblica: Per chi non l'avesse ancora capito



La parola d'ordine dei politici e' confondere le idee agli italiani. La banca d'Italia non e' piu' pubblica dagli anni 80'. In conseguenza a delle grosse speculazioni dell'alta finanza mondiale e con la collaborazione dei politici italiani.

Vi ricordate che alla Banca d'italia venne attribuito anche il nome di "bankitalia" ? ... E il gioco fu fatto ...

La banca d'Italia e' una Spa Privata . Lo scriveva anche "famiglia cristiana" nell'articolo n.1 del 04 gennaio 2004 a pag 22 l'elenco dei soci di Bankitalia. L'articolo e' passato inosservato, nascosto dai media e da tutta la classe politica


GLI ITALIANI SONO STATI INGANNATI !




NEL 1981 COMINCIARONO I GUAI PER GLI ITALIANI



Con l'uragano di "Tangentopoli" gli italiani credettero che potesse iniziare un periodo migliore per l'Italia. Ma in segreto, il governo stava attuando politiche che avrebbero peggiorato il futuro del paese. Numerose aziende furono svendute, persino la Banca d'Italia fu messa messa in vendita.  

La svendita venne chiamata "privatizzazione"

Quindi "tangentopoli" fu soprattutto una tattica di "distrazione di massa" organizzata ad arte ...

L’inizio della vendita dell’Italia e’ avvenuta nel mese di luglio del 1981 quando e’ stato organizzato appositamente il divorzio tra la Banca d’Italia e il ministero del tesoro. da qui che cominciano i veri guai, perche' la Banca d’Italia’ perse tutta la sua autonomia, ciò comportò un grandissimo aumento degli interessi passivi a carico dello Stato ed esplosione del debito pubblico, non avendo piu’ la banca il controllo sul mercato e dei prezzi per sottoporre le aste. 

La Banca d’Italia lasciava in pratica alle banche private il compito di decidere volta per volta a quale tasso di interesse dovevano essere collocati i titoli di stato e nelle enormi rendite di posizione. Quindi Bankitalia perse la sovranita’
andando a finire nella "bocca del lupo" delle banche private .

ll Governo ha stabilito di trasformare la banca che una volta era degli italiani in una “public company”, dove di pubblico non ci sarà ovviamente nulla: ogni operatore del mercato finanziario globale potrà acquistare le quote di Bankitalia fino a detenere un massimo del 5% delle azioni. Questo significa, ad esempio, che le varie banche d’affari americane Goldman Sachs, JP Morgan, Morgan Stanley e City Groups potranno spartirsi insieme ad altri operatori (magari Cinesi, Tedeschi ecc…) la Banca Centrale Italiana.


Tutto questo grazie all’operazione fatta da Beniamino Andreatta che era il ministro del tesoro e , all’epoca governatore della banca d’Italia, il quale diceva che ci doveva essere massima indipendenza tra il sistema politico e quello della banca, ponendosi quindi decisamente a favore del divorzio tra Stato e Banca centrale italiana .
Dopo qualche anno a Carlo Azeglio Ciampi gli fu data anche la promozione a capo dello stato … onore al merito ...


IL DEBITO PUBBLICO È STATO CREATO CON UN ABUSO INCOSTITUZIONALE E LE TASSE CHE PAGHI A CAUSA DI ESSO QUINDI INCOSTITUZIONALI.


 Banca d'Italia e' un S.p.A. , quindi è illegalmente di proprietà privata.

 I suoi azionisti (detti "partecipanti") sono le altre banche private eassicurazioni private. Il debito pubblico dello Stato, quindi dei cittadini,nasce a loro beneficio.
 Gli istituti di emissione monetaria, come la Banca d'Italia e la BancaCentrale Europea, realizzano enormi profitti, vendendo il denaro,che producono a costo zero, in cambio di titoli di stato - profittipari, grosso modo, al debito pubblico - ma questi profitti non appaiononei loro bilanci, quindi non vengono rimessi agli Stati né paganotasse, perché, nel bilancio, li si "copre" appostando come debitola massa monetaria, la quale però assolutamente non costituiscedebito per quelle banche né per altri.
 La Banca d'Italia dovrebbe, per statuto, vigilare sulla correttezza dellealtre banche; ma essa stessa è di proprietà di banche private, lequali nominano il suo governatore e i suoi direttori; quindi questidovrebbero sorvegliare chi li nomina - cosa del tutto improbabile.
  Le tasse vanno in gran parte a pagare il debito pubblico e gli interessi su di esso; quindi finiscono in tascaai proprietari privati della Banca d'Italia e della Banca CentraleEuropea, e non per spese di interesse collettivo.
 Per arricchirli, il debito pubblico viene continuamente fatto crescere- e ciò non solo in Italia e non solo di recente.
• L'organizzazione a monte di questo sistema di potere bancario è internazionale:in quasi tutti gli altri Paesi, infatti, la situazione è similea quella italiana.
• Tale sistema, di cui i mass media si guardano bene di parlare (comepure i sindacalisti, i parlamentari, i ministri, i presidenti) ha prodottonel tempo, e ancor oggi sempre più produce, un enorme e sistematicotrasferimento di beni e di ricchezze dalle tasche dei cittadini a quelledei banchieri, ma anche un trasferimento del potere politico dalle istituzionidemocratiche alle mani dei banchieri sovranazionali.
 Il vero potere politico ed economico, a livello mondiale e nazionale,sta in questi meccanismi, ignoti a tutti o quasi; essendo sconosciuti, essi sono ancor più efficaci.
 Il Trattato di Maastricht, l'Euro, la Banca Centrale Europea, sonostrumenti di completamento di questo trasferimento.
• La corrente mancanza di denaro, la crisi economica, i fallimenti e leprivatizzazioni sono pilotati da finanzieri internazionali attraversogoverni a sovranità limitata, e vanno a loro vantaggio.
• La soluzione efficace è ben nota ed è stata ripetutamente proposta:restituire al popolo, quindi allo Stato, la funzione sovrana dell'emissionedel denaro, in modo che non si debba più indebitare.
 Il risultato sarebbe: tasse quasi eliminate, denaro a costo zero per lostato e la Pubblica Amministrazione, economia fiorente; potere politicodemocratico anziché in mano alle banche.
 Ovviamente, gli unici danneggiati da questa riforma sarebbero i banchieri.






IMPORTANTE:
Pochi sanno che la magistratura ha condannato la Banca d'Italia a risarcire i cittadini che hanno fatto ricorso in Tribunale, contro il Signoraggio, un privilegio autoproclamato; la Banca d'Italia ha dovuto pagare.....
Questa notizia, che resta segreta, non la fanno conoscere alla popolazione....




Qualcuno si ricordera' di questo scandaloso decreto forzato passato in parlamento nel gennaio 2014 ?


Decreto Bankitalia, la prova provata che 

contano più le banche che gli italiani




Regalo della Banca d'Italia ai banchieri


LA PIÙ GRANDE PORCATA DELLA PARTITOCRAZIA ITALIANA ED EUROPEA, VOGLIONO REGALARE IL PATRIMONIO DI CENTINAIA DI MILIARDI DELLA BANCA D’ITALIA AI BANCHIERI PRIVATI ITALIANI E STRANIERI .


Il prof. Auriti denuncia Bankitalia S.p.a






PROBLEMA

Tutti i politici eletti alla guida della Nazione hanno sempre indebitato lo Stato chiedendo denaro in prestito ad una ristretta cerchia di banchieri privati;

Questi banchieri internazionali creano il denaro dal nulla e senza nessuna contropartita,semplicemente stampandolo;

Gran parte delle tasse versate dal cittadino servono a pagare gli interessi su quel debito inestinguibile, eterno, costituito da carta straccia.


DOMANDA:

Perché lo Stato non si stampa da solo i soldi?
Perché conia le monete metalliche ma non stampa le banconote?
Perché emette Obbligazioni invece che stampare moneta esente da interesse?
Perché, dal 10 AGO 1893, l'elenco dei soci di Bankitalia S.p.A. è stato reso disponibile solo il 20 SET 2005 ?
Perché il Senato della Repubblica nei suoi verbali riporta «omissis» quando arriva ad elencare tali partecipanti?

La Banca ha il monopolio della creazione ed emissione della moneta. Essa crea 100, presta 100 e pretende una restituzione di 100 + 5 di interesse: 
Lo Stato dove prende quel +5 [che non esiste]?
(sandro pascucci)


IL MONDO HA UN PROBLEMA

La Società ha in realtà, un unico grosso problema, e se lo è creato con le proprie mani!

E’ un problema puramente economico, riguarda infatti l’emissione del Denaro.

Tale emissione è decisa, controllata e gestita da Entità Private e non da Governi democraticamente eletti. Dopo centinaia di anni di contraffazioni e illegalità e machiavellismi, queste Entità Private sono ora giunte a controllare intere Nazioni, non più sovrane ma schiave di un meccanismo economico/finanziario conosciuto come «signoraggio» (con l’aggiunta della forse ancor più grave «riserva frazionaria»).

Molto spesso, troppo spesso, gli uomini politici di ogni Nazione chiamati a tutelare e difendere il Popolo che li ha democraticamente eletti, sono corrotti e collaborano con questi malvagi «creatori di moneta». Le leggi stesse in materia vengono create a vantaggio dei Banchieri Internazionali. Altre leggi che potrebbero aiutare il Popolo a riscattarsi da questa schiavitù, sono cambiate, alterate o semplicemente ignorate.

IL SISTEMA BANCARIO ATTUALE È BASATO SU UNA TRUFFA IGNOBILE E DISUMANA.

QUESTA TRUFFA È IL «SIGNORAGGIO» E LA «RISERVA FRAZIONARIA» DELLE BANCHE CENTRALI.

I sistemi di informazione sono alterati e/o controllati dal Potere Economico dei Banchieri Internazionali Privati e nessun giornale o televisione o radio parlerà mai del «signoraggio» e/o della «riserva frazionaria». Ci sono stati Presidenti di Stato e uomini di grandezza mondiale che sono caduti sotto i colpi della mano spietata e potente delle Entità Sovranazionali.

Lincoln e Kennedy, ad esempio. Morti per aver creato denaro, a nome e in nome del Popolo, e non in servitù di Banche Centrale «agghindate di denominazioni nazionali». Diffondere informazioni su questo argomento-tabù e contribuire a smascherare questi strangolatori delle libertà individuali e collettive è un dovere di TUTTI noi, di OGNUNO di noi. Cerca in Internet parole chiavi come «signoraggio», «riserva frazionaria», «debito pubblico».

Leggi informazioni alternative e contestatrici al Sistema. Supporta la causa diffondendo questo volantino e facendo TAM-TAM delle vere-informazioni che arrivi a cogliere tramite la Rete, informazioni depurate dall’ideologia politica, asservita al Potere dei Banchieri Internazionali.
fonte http://mondos-porco.blogspot.it/