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lunedì 25 gennaio 2016

I marò pugliesi e la «zona grigia» del diritto nel mare di abusi


di VALENTINA NUlZAO
La vicenda .infimita dei due fucilieri pugliesi,Salvatore Girone e MassimilianoLatorre (al quale la Corte Suprema indiana ha appena concesso di prolungare .il suo soggiorno per curarsi in Italia fmo al 30
aprile) è un caso spinoso, delicato, in cui giOCflIlo molti elementi. Politici, ma soprattutto giuridici. .
Un barese Giuseppe Paccione, studioso ed espertodi diritto internazionale, diritto dell'VE, diritto
diplomatico e consolare e diritto cOstituzionale,nel suo ultimo libro, Un mare di abusi edito da
Adda e con la prefazione a cura dell'ambasciatoreGiulio Terzi di Sant'Agata, ministro dimissionario
degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale del Governo Monti, ha voluto ripercorrere
l'excursus giuridicòdella vicenda del mercantile  "Enrica Lexie"e dei dueMarò. Gironee Latorre
Abbiamo rivolto a Giuseppe Paccione qualche domanda.
 D) Il titolo del suo libro parla chiaro: Un  mare di
abusi.  Ci spieghi il suo punto di vista: abusi da parte di chi, perpetrati ai danni di chi?

R) Mi riferisco alla posizione indiana e alla mancanza di rispetto da parte di questo Stato dell'enorme di diritto diplomatico e del mare. Nel libro cercodi smontare la posizione giuridica che l'India ha assunto in questa controversia internazionale

D) Lo stato italiano, secondo lei, che linea avrebbe potùto seguire per riporl'are a casa nel minor tempo possibile i nostri connazionali?
R)«Poteva adottare quattro soluzioni. La prima: - attivarsi immediatamente partendo dalla nave stessa e quindi impedendo che il mercantile battente bandiera italiana rientrasse nel porto di Kochi; la seconda: giocare la carta del terzo stato amico. L'India fa parte del BRICS che in economia internazionale è un'associazione di cinque paesi tra le maggiori economie emergenti. n nome è l'acronimo delle iniziali degli stati membri: Cina, Brasile, India, Russia, Sudafrica. L'Italia avrebbe potuto chiedere il sostegno del Brasile, ad esempio, oppure quello della Russia, sicuramente più vicina e più alla portata; la terza: arrivare all'Arbitrato internazionale, a cui siamo arrivati da poco, molto prima; la quarta: chiedere l'intervento immediato della comunità internazionale e quindi del Segretariato delle Nazioni Unite».
D) Secondo lei, l'incidente dei due Marò avvenuto nel f~braio del 2012 ha messo in evidenza tutta l'incertezza giuridica del diritto del mare?
R)«Più che di incertezza, parliamo di violazione di norme: il diritto internazionale oggi viene troppo spesso calpestato dagli stati che hanno aderito ai trattati, principali fonti del diritto internazionale, che può essere definito come ildiritto della Comunità degli Stati, quindi un diritto al di sopra di essi e dei loro ordinamenti giuridici interni: Mi sembra, invece, di essere tornato indietro nel tempo, agli inizidel '900, quando ogni Stato si muoveva autonomamente, dichiarava guerra a chi voleva, senza tener conto della comunità internazionale, ma agendo solo in base alla propria sovranità nazionale. E quindi credo proprio che oggi si possa parlare di "zona grigia" del diritto internazionale».
D). Il contrasto tra ordinamento internazionale e quello dell'Unione d1ndia è la cansa principale a cui L'Ita1ia ha aUribuito il fallimento delle trattative diplomatiche con L'India. Questo contrasto potrà mai essere superato?
R) «Sì, può essere superato. Dobbiamo tenere conto anche di una cosa: la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo prevede, in alcuni casi, il divieto di estradizione che, difatti, può essere esclusa per reati puniti dallo Stato richiedente o ricevente con la'pena di morte, in quanto l'art. 27 Così. pone il divieto assoluto del ricorso a tale sanzione. Ed in India vige la pena di morte. L'Italia ha commesso un grave errore già nel 2013: la Corte suprema indiana concesse ai due fucilieri italiani un permesso di quattro settimane per poter esercitare in patria il loro diritto! dovere di voto. Ebbene,allo scadere del permesso, Salvatore e Magsimiliano non sarebbero dovuti comunque mai più tornare in India».
fonte La gazzetta del mezzogiorno


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