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giovedì 7 gennaio 2016

Mattarella: «Il Tricolore è patrimonio irrinunciabile di valori, di significati e di radici comuni»



Un ovvio e grigio Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deciso di seguire le orme di re Giorgio Napolitano con le sue immense e retoriche parole e con le sue inutilità che niente hanno a che vedere con la realtà italiana.
Di cosa parla e cosa vuole rappresentare il Mattarella?
E un invito all’unità quello che lui fa  ma unità di che?
“La nostra bandiera - che viene issata dai nostri militari nelle missioni dei pace all'estero, che viene esposta nelle sedi dello Stato e delle Autonomie locali, che viene sventolata dai cittadini nelle ricorrenze o nelle manifestazioni sportive - è espressione della spinta all'identità e all'impegno comuni. L'unità del Paese è un presupposto della Repubblica, ma è anche un suo obiettivo primario. Unità tra i territori, rispettandone le peculiarità e aumentando la collaborazione. Unità del corpo sociale. Unità tra le generazioni. Unità nell'esercizio e nel riconoscimento di diritti e doveri: è proprio il compimento del dettato costituzionale, a partire dall'effettiva uguaglianza e dalle pari opportunità dei cittadini, a rafforzare quella dimensione nazionale che può renderci più forti e fare dell'Italia una protagonista dell'Unione europea”.
Un unità che può farci più forti nell’Unione europea?
Ma chi è il deficiente che gli scrive queste cose?
Da quale girone infernale è stato raccattato.
Non contento il Mattarella prosegue nella sua opera unitaria “Il Tricolore è ora la bandiera anche dei nuovi cittadini italiani, che da anni vivono e lavorano con noi e che amano con noi la Patria comune. Il simbolo dell'unità, dunque, è anche un segno di apertura. E' una risorsa che può aiutarci ad affrontare meglio le sfide del futuro”.
Ed ecco qua il quadro completo ,ora per un cittadino italiano nato in Italia o all’estero dovrebbe essere ovvio che ami il simbolo o i simboli del paese che gli appartiene ma questo abile stratega che gli prepara gli ovvi discorsi divide per poter poi unire.
Allego qua sotto l’intero discorso e invito gli  amici che mi leggono a cogliere le sfumature del discorso Presidenziale.
Alfredo d’Ecclesia


«Il Tricolore italiano, che i costituenti hanno voluto come vessillo della Repubblica, è simbolo di unità del nostro Paese, nel processo storico nazionale che ha portato prima alla costruzione dello Stato unitario, poi alla sua rinascita su basi democratiche e di libertà». È quanto ha dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata della Bandiera.

«Nella Giornata nazionale della Bandiera, a 219 anni della proclamazione del Primo Tricolore d'Italia, intendo sottolineare come questo tratto identitario costituisca per tutti noi un patrimonio irrinunciabile di valori, di significati, di radici comuni.
La nostra bandiera abbraccia il primo e il secondo Risorgimento italiano e, collocata com'è tra i principi fondamentali della Costituzione, rappresenta l'emblema dei valori di democrazia, di giustizia sociale, di rispetto dei diritti dell'uomo, di solidarietà, ivi affermati.
La nostra bandiera - che viene issata dai nostri militari nelle missioni dei pace all'estero, che viene esposta nelle sedi dello Stato e delle Autonomie locali, che viene sventolata dai cittadini nelle ricorrenze o nelle manifestazioni sportive - è espressione della spinta all'identità e all'impegno comuni. L'unità del Paese è un presupposto della Repubblica, ma è anche un suo obiettivo primario. Unità tra i territori, rispettandone le peculiarità e aumentando la collaborazione. Unità del corpo sociale. Unità tra le generazioni. Unità nell'esercizio e nel riconoscimento di diritti e doveri: è proprio il compimento del dettato costituzionale, a partire dall'effettiva uguaglianza e dalle pari opportunità dei cittadini, a rafforzare quella dimensione nazionale che può renderci più forti e fare dell'Italia una protagonista dell'Unione europea.
Il Tricolore è ora la bandiera anche dei nuovi cittadini italiani, che da anni vivono e lavorano con noi e che amano con noi la Patria comune. Il simbolo dell'unità, dunque, è anche un segno di apertura. E' una risorsa che può aiutarci ad affrontare meglio le sfide del futuro.
Viva il Tricolore, viva la Repubblica».

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