Translate

sabato 23 gennaio 2016

TROVA LE DIFFERENZE.di Stefano Davidson

di Stefano Davidson
M & R non sono arrivati al potere con un colpo di Stato.
Entrambi hanno ricevuto un mandato a formare il governo secondo le leggi vigenti.
Sia M che R hanno ottenuto l'incarico di formare un governo senza essere mai stati eletti in Parlamento.
Entrambi hanno impiegato lo stesso lasso di tempo per ottenere il loro primo incarico.
Il Partito di M nacque a San Sepolcro nel 1919 e M ottenne l'incarico nell’ottobre del 1922.
L'inizio della corsa al potere di R è datata 2010 e R ottiene l'incarico da N all'inizio del 2014.
Entrambi impiegano tre anni e poco più.
Entrambi passano da semi-sconosciuti a Presidenti del Consiglio.
Entrambi alla soglia dei quarant'anni. M a 39 e R a 38 anni.
Entrambi hanno iniziato la propria avventura politica su scala a nazionale a Firenze.
Il primo congresso del Partito di M si tenne a Firenze il 9 ottobre 1919. Sempre lì si tenne la prima riunione dei fedelissimi di R avvenuta tra il 5 e 7 novembre del 2010.
Entrambi capirono che per allargare il consenso elettorale era necessario affascinare l'elettorato conservatore.
M da socialista, dopo la prima batosta elettorale, virò su posizioni conservatrici.
R da membro del maggior partito post-comunista italiano, si è spostato al centro e ha più volte dichiarato come fossero fondamentali i voti di chi la volta prima aveva votato B.
M ci riuscì, guadagnandosi l'appoggio incondizionato della ricca borghesia e del mondo industriale.
Anche oggi buona parte di quell’elettorato conservatore, dopo aver votato per vent’anni B. ha spostato la sua preferenza su R.
Ma non solo, anche R come M viene inoltre sostenuto dal bel mondo della finanza e dal tessuto economico-imprenditoriale di alto livello .
Entrambi hanno inaugurato la propria avventura presidenziale chiedendo a gran voce la riforma elettorale, M con la legge Acerbo, R con l'Italicum. Entrambe le leggi con la finalità di determinare in maniera univoca un vincitore.
Entrambi hanno defenestrato un Governo instabile, retto da una debole figura di transizione.
M succedette a Luigi Facta, R succede ad Enrico Letta.
Entrambi i loro predecessori si sono dimessi senza alcuna sfiducia parlamentare, ma per mezzo di dinamiche extra-parlamentari.
Entrambi hanno posto, quale punto iniziale della propria carriera politica nazionale, l'esigenza della rottamazione della preesistente classe dirigente.
M per primo lanciò la “Grande campagna della rottamazione”, ripetuta poi da R su consiglio di Giorgio Gori, che ignorava il precedente (ma da un ignorante non si possono pretendere collaboratori non ignoranti).
Al concetto della “rottamazione” entrambi hanno associato quello della “giovinezza”.
La nuova classe dirigente deve essere giovane e sprezzante. Con una tendenza alla velocità dell’azione, tale da guardare alle istituzioni e alle loro dinamiche decisionali come ad elefantiache protesi dell’indecisionismo paludoso di una classe dirigente fallimentare.
Sia M che R graze agli appoggi di cui sopra hanno “asfaltato” i due predecessori.
Entrambi hanno avuto il placet delle massime cariche dello Stato. Per M fu il Re a darlo, per R l'ayatollah... pardòn, il Presidente.
Per quanto concerne la tecnica della presa del potere quindi, nulla è cambiato.
Ciò dimostra che ancora oggi, nonostante tutto, in Italia per arrivare al potere non è necessaria una cruenta rivoluzione, né tantomeno un colpo di Stato, quanto avere appoggi economici importanti, tempismo e decisionismo, contando su una crisi economica e sociale indotta che fiacchi la classe media.
La conservazione del potere del nuovo leader viene poi determinata dall'appoggio dei media e dal grado di minaccia più o meno elevato che chi si arroga il potere utilizza nei confronti di quelle élite culturali, economiche e finanziarie che più hanno da perdere da un reale capovolgimento dello status quo e che il più delle volte hanno il potere di incoronare il nuovo leader.
Come già scritto:
VOLETE DAVVERO RIPETERE L'ESPERIENZA LASCIANDO AL POTERE IL VICERE' DEGLI IGNORANTI RAPPRESENTANTE MONOMANDATARIO DEI LADRI E DEGLI SPECULATORI?
Stefano Davidson

1 commento: