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venerdì 5 febbraio 2016

GRANDI AFFARI (SVENDITE) ITALIA..!! PRIVATIZZAZIONI 2016...

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GRANDI AFFARI (SVENDITE) ITALIA..!!
PRIVATIZZAZIONI 2016...
Le privatizzazioni sono sempre un MALE, e quelle compiute in Italia negli anni Novanta vengono ricordate con il termine meno lusinghiero di “SVENDITE”. Oggi, per far fronte a un crescente e FALSO Debito Pubblico, il governo non esclude, ancora una volta, di mettere sul mercato le società – tra cui dei veri e propri “gioielli” – che ancora lo Stato possiede o controlla, come Enel, Eni e Finmeccanica.
Corriamo il rischio di svendere dei pezzi pregiati della nostra industria, magari strategica...
Il tentativo di abbattere il debito tramite la cessione di attività pubbliche si è sempre rivelato un fallimento: ogni volta che si è proceduto in questa maniera, lo stock di debito non è stato sensibilmente intaccato; in compenso, lo Stato si è privato di un importante fonte di entrate. È evidente, infatti, che se un’azienda viene ceduta all’estero (il nostro governo parla, in tal senso, di “afflusso di capitali esteri”) i suoi profitti andranno fuori dall’Italia..

Come se non bastasse, queste iniziative, se fatte in condizioni di emergenza, quando i valori di mercato sono bassissimi, sono talmente poco redditizie che inducono un legittimo sospetto: servono per promuovere gli interessi dei creditori esteri e delle grandi banche d’affari che ci guadagnano prima a suon di costose consulenze e, poi, gestendo le suddette operazioni...

Oggi pare proprio sia tornata l’epoca delle grandi privatizzazioni. «Grandi» nel senso che vengono ridate in pasto al mercato, aziende di statura nazionale e controllate dal ministero dell’Economia. Si tratta di enti che già funzionano come imprese, in regime privatistico, ma controllate dallo Stato. Nel 2015 è stato il turno di quote Enel e Poste Italiane, di cui Padoan rivendica il successo. Pare imminente la collocazione sul mercato del 40% di Ferrovie e del 49% di Enav, settore di assistenza al volo aereo. E si parla anche di StMicroelectronics, Fondo Italiano di Investimento e Sace. La motivazione (o solita SCUSA) addotta è sempre la stessa semplice: FARE CASSA PER ABBATTERE "L'INFINITO DEBITO PUBBLICO.... 

La Commissione europea, nelle Raccomandazioni all’Italia del 2015, prescriveva di «attuare in modo rapido e accurato il programma di privatizzazioni e ricorrere alle entrate straordinarie per compiere ulteriori progressi al fine di assicurare un percorso adeguato di riduzione del rapporto debito pubblico/Pil». Lo dice a chiare lettere sia il Def che il ministro in audizione: «Tra il 2016 e il 2018 si prevede che l’insieme del programma di privatizzazioni potrà comportare per l’erario entrate pari allo 0,5 per cento del Pil all’anno». Non si capisce bene la base di tali previsioni dato che lo stesso ministro-economista, a domanda diretta risponde: «Mi è stato anche chiesto dall’onorevole Bordo quanto si pensa di incassare. La mia risposta è che NON LO SO». 

E' stato, e viene, sempre detto che le privatizzazioni avrebbero migliorato la gestione delle aziende, ma in realtà, in tutti i casi, si sono verificati disastri di vario genere, e il rimedio è stato pagato solo dai cittadini italiani...  Le nostre aziende sono sempre state svendute ad imprenditori che quasi sempre agivano per conto dell'élite finanziaria, e da cui spesso ricevevano le somme per l'acquisto... Nonostante i disastri delle privatizzazioni, le nostre autorità governative non hanno alcuna intenzione di rinazionalizzare le imprese allo sfacelo, anzi, sono disposte ad utilizzare denaro pubblico per riparare ai danni causati dai privati.

A causa delle privatizzazioni e del controllo da parte della Banca Centrale Europea, il paese oggi è più povero e deve pagare somme molto alte per il debito. Ogni anno viene varata la finanziaria, allo scopo di pagare le banche e di partecipare al finanziamento delle loro guerre. Mentre la povertà aumenta, come la disoccupazione, il lavoro precario, il degrado e il potere della mafia.
Il nostro paese è oggi controllato da un gruppo di persone, che impongono, attraverso istituti propagandati come "autorevoli" (Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea), di tagliare la spesa pubblica, di privatizzare quello che ancora rimane e di attuare politiche non convenienti alla popolazione italiana. I nostri governi operano nell'interesse di questa élite, e non in quello del paese.
fonte JunoIII

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