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giovedì 3 marzo 2016

La stepchild era una amnistia per Vendola


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La stepchild era una amnistia per Vendola
Quando qualche settimana fa in un ristorante romano trovo vicino a me una tavolata di Sel e sento raccontarsi: "ma lo sai che Niki sarà papà? Sta per nascere un figlio con la maternità surrogata in California", ho fatto la cosa più naturale del mondo prima di scrivere un indiscreto. Ho chiesto a Niki Vendola se era vero. Mi ha risposto "non mi risulta ". Siccome un leader politico non mente mai, chissà - mi sono detto- il suo Ed gli avrà fatto una sorpresa... Ma Ed non avrebbe avuto i soldi per quel costosissimo cadeau... Il suo Niki invece li aveva: glieli abbiamo dati noi, con la buonuscita da consigliere regionale della Puglia che Vendola disse di avere abolito insieme ai vitalizi. E non mentiva: li aveva aboliti, ma non per sè e i suoi compagni di legislatura. A Vendola abbiamo pagato nel 2015 un assegno per la sua nuova vita di 198.800 euro, più il vitalizio mensile superiore ai 5 mila euro. Quindi tutti noi siamo un po' papà di quel bambino comprato con i nostri soldi. E anche noi siamo un po' colpevoli : perché comprare un bambino come ha fatto Vendola in Italia è un reato. Un grave reato. Se non avessi sentito quella sera le chiacchiere di quel tavolo, forse la notizia non sarebbe mai uscita. Noi non sapevamo, ma i suoi colleghi parlamentari sapevano tutto. E allora mi viene un dubbio: non è che questo insistere sulla stepchild e questo annuncio del Pd di una nuova legge sulle adozioni altro non era che la solita legge ad personam? Una sorta di amnistia per Vendola? ...

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