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domenica 27 marzo 2016

LA TURCHIA RIVENDICA IL BAGNO DI SANGUE DI BRUXELLES


LA TURCHIA RIVENDICA IL BAGNO DI SANGUE DI BRUXELLES DI SAVVAS KALÈDÉRIDÈS TRADUZIONE DI GUIDO FONTANA ROS FONTE NOTA SULL'AUTORE: Brigadiere dell'esercito greco. Si è dimesso nel 2000 dopo la cattura del leader curdo Abdullah Öcalan da parte della CIA, del Mossad e del MIT turco. È stato poi in missione a Nairobi (Kenya), per conto della intelligence greca. Molto popolare in Grecia e a Cipro, è autore di numerosi libri di analisi geopolitica; dirige la casa editrice Infognomon e il sito web InfognomonPolitics. Da sei mesi la Turchia minaccia la Francia, il Belgio e la Germania, per spingere queste nazioni a contribuire ad eliminare il movimento di liberazione nazionale curdo. Il regime di Recep Tayyip Erdogan ritiene ideologicamente i turchi una "razza superiore" a cui i kurdi devono obbedire o essere eliminati. La Francia, che aveva promesso di aiutare la Turchia per risolvere la questione curda "senza compromettere l'integrità del suo territorio" (vale a dire deportando i curdi turchi in Siria), non è più stata più in grado di mantenere la sua promessa, è stata la prima ad essere colpita. Il Belgio che dà asilo ai curdi, è stato il secondo obiettivo. Ogni terrorista nello scegliere il proprio bersaglio, vuole far passare un messaggio per giustificare la sua azione. Il più delle volte è il messaggio che interessa ai terroristi, non l'entità del disastro causato dal loro atto terroristico. In questo modo, riescono a bypassare l'esclusione cui sono soggetti da parte dei media mainstream e improvvisamente si trovano sotto i riflettori al centro del dibattito. Nel caso degli attacchi terroristici di Bruxelles, ci potrebbero essere diversi messaggi, tra cui quello relativo alla stessa esistenza dell'UE1 . Tuttavia, il messaggio centrale, che è stato costantemente ripetuto dal governo turco, da parte dello Stato e del para-stato e dalla stampa turca, riguardava il sostegno del Belgio e della UE alla causa curda. Lo stesso presidente Erdogan, mentre era in corso il vertice UE con la Turchia, ha pronunciato un violento attacco contro l'Unione europea accusandola di ospitare e sostenere le organizzazioni del movimento di liberazione nazionale curdo. Il giornale Star, organo ufficioso del regime di Recep Tayyip Erdogan, ha aperto la sua edizione del 22 marzo, 2016 (vale a dire, la mattina degli attacchi di Bruxelles) con il titolo "Il Belgio Stato terrorista". L'articolo è stato illustrato con fotografie di curdi che sventolano la bandiera del Rojava, la regione autonoma del nord della Siria, che ora serve come retrovia per il PKK, rappresentando una grave minaccia per la Turchia. Lo stesso giornale pubblica le minacce del presidente Erdogan al Belgio. L'edizione speciale dello Star del 23 marzo, è intitolata con : “Il Belgio è stato morso dalla serpe che ha nutrito al suo seno”, riferendosi al discorso pronunciato dal Presidente Erdogan, il 18 marzo2 Inoltre, il giornale islamico Akita, uno degli organi del Partito della Giustizia e dello Sviluppo, il 23 marzo, usa lo stesso argomento del titolo di testa dello 1 La Milly Görüş, la milizia islamista da cui ha avuto origine il presidente Erdoğan storicamente si oppone alla UE che considera un "club cristiano". 2 “Başkan Erdoğan AB’yi tehdit”, yazan Recep Tayyip Erdoğan, Réseau Voltaire Sitesi, 18 marzo 2016 Il quotidiano Star, organo ufficioso del regime di Recep Tayyip Erdoğan, apre con questo titolo di testa, il 22 marzo, 2016 (vale a dire, la mattina degli attacchi di Bruxelles), con "Belgio Stato terrorista". Il giornale ha criticato il Belgio per aver permesso alle famiglie curde delle vittime delle incursioni della guerra civile di manifestare a Bruxelles in occasione del vertice UE-Turchia. Star. Questo articolo è illustrato dalle fotografie dell'ex deputato Indar Zubair, uno dei leader del movimento di liberazione nazionale curdo e di Fehriye Erdal, accusati dell'omicidio di Ozdemir Sabanci, entrambi rifugiati politici in Belgio. Un secondo titolo recita: "Il Belgio sostiene i terroristi." Nel suo editoriale di oggi dal titolo "Chi dorme con il terrorismo, si sveglia con lui", Khanty Ozisik, principale editorialista pro-Erdogan della rivista elettronica Internethaber.com, scrive testualmente: "Il governo che dirige questo paese [Belgio], nonostante le proteste e le obiezioni della Turchia, autorizza e consente la propaganda del PKK. Non ha detto una parola quando il PKK ha montato le sue tende e organizzato incontri con i militanti. D'altra parte, il governo belga, sostenendo le forze di difesa popolari (YPG)3 , che sono considerati il più grande nemico dello Stato islamico in Iraq e Siria, ha agito come se avesse detto ai jihadisti "Venite qui da noi a mettere le bombe". Ci sono altri documenti e prove della responsabilità turca per l'attacco di Bruxelles, come ci sono per gli attacchi contro la Francia. Questi ultimi sono stati realizzati per far capire a François Hollande che ha ospitato a Parigi all'Eliseo, i leader del YPG in uniformi militari, di non potere più fare marcia indietro al suo impegno per creare un falso stato curdo4 . Non prestate attenzione a chi siano gli autori di questi attacchi, né al gruppo cui rivendicano di appartenere. La Turchia è un alleato strategico del Daesh ed è in grado di trattare "contratti" direttamente con il suo gruppo dirigente. Spero che il primo ministro greco e membri del suo governo sapranno leggere e analizzare tutto questo mentre con le loro azioni hanno consegnato il nostro paese in ostaggio alla Turchia. Se non si svegliano, ci troveremo ad affrontare eventi inimmaginabili. 3 Le Forze di difesa popolari (YPG) sono state costituite su istruzioni personali di Abdullah Ocalan per difendere i curdi nel nord della Siria. Durante la guerra di aggressione contro la Siria, hanno combattuto insieme con l'esercito arabo siriano. Tuttavia, il 31 ottobre 2014, il capo della YPG, il musulmano,Salih tradendo Ocalan, ha partecipato a un incontro segreto all'Eliseo con Hollande e Recep Tayyip Erdoğan. Si era deciso di creare uno stato fantoccio sul territorio siriano e di nominare un presidente musulmano, espellendovi i membri del PKK turco, nel quadro del piano Davutoğlu-Juppé del 2011. Nel corso di un po' di più di un anno, la più grande confusione si era diffusa nelle file curde all'interno della Siria fino a che Russia e Stati Uniti non hanno preso l'iniziativa. Dal 15 marzo, il YPG ha riacquistato la sua unità. Riceve armi da Mosca e Washington e le trasferisce al PKK. 4 «La République française prise en otage », di Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 16 novembre 2015
http://www.noicomunisti.it/attualit%C3%A0/europa/210-la-turchia-rivendica-il-bagno-di-sangue-di-bruxelles.html

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