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giovedì 7 aprile 2016

Le multinazionali e i ricchi, ormai sono prigionieri di un'avidità patologica e autodistruttiva


I Panama Papers confermano che il virus che sta corrodendo la società è la deregulation e che si tratta di una deregulation morale ancor prima che economica. Dietro ci sono le multinazionali e i ricchi, ormai prigionieri di un'avidità patologica e autodistruttiva; però bisogna prendere atto che a creare le condizioni del loro dominio è stata la sinistra radicale, con il suo perdonismo (trasformatosi in impunità), il suo antistatalismo (trasformatosi in globalismo), il suo anarchismo (trasformatosi in libero mercato).
Una percentuale di stronzi c'è sempre stata, in ogni sistema e in ogni tempo; ma la ragione per cui oggi hanno un potere assoluto è che non rischiano niente. Al massimo, proprio al massimo, si devono dimettere e ritirarsi a condurre una vita di lusso e privilegi. Basta. Serve intransigenza, serve rigore, servono adeguate punizioni. La formula della tolleranza zero è stata usata contro i poveri e i disperati; è ora che la si usi contro i ricchi e i potenti. Finitela di turarvi il naso, finitela con i miti del meno peggio e della Realpolitik e finitela di sprecare empatia per chi non ne ha: chiunque sia al potere e sbaglia deve pagare duramente e non solo politicamente. Deve essere distrutto, emarginato, portato alla stessa disperazione che non ha esitato a infliggere a milioni di persone per ansia di guadagno e di successo o semplicemente per indifferenza. Non è vero, come piace ripetere ai conservatori per giustificare l'ineguaglianza, che gli uomini siano lupi (homo homini lupus); ma è vero che se crolla la certezza della legge e si disgregano le convenzioni sociali, alcuni di loro lo diventano. Basta. Serve più civiltà, più solidarietà; non più pazienza e tanto meno indulgenza nei confronti degli individui che si credono dèi.

fonte Francesco Erspamer
https://www.facebook.com/frerspamer?fref=nf

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