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venerdì 20 maggio 2016

CITTADINI NON SUDDITI!




di Gianni Lannes


Altro che referendum: la miglior difesa da un regime totalitario è l'attacco alle fondamenta d'argilla. Il progetto eseguito da Renzi & fantocci associati per conto terzi, è porre sotto dittatura l’Italia e rovinare definitivamente il belpaese. La ricetta seguita pedissequamente dall’ineletto toscano, infatti, è stata già esposta ufficialmente nel 2013 da JP Morgan Chase & Co., ossia una società finanziaria con sede a New York. Questa corporation della finanza speculativa, esattamente il 28 maggio 2013 ha licenziato un documento in cui chiede, non si sa a quale titolo, ai governi dell’Europa, addirittura riforme strutturali. Il diktat è questo: fate fuori al più presto le vostre costituzioni repubblicane. 




In questo documento di 16 pagine, dopo che nell’introduzione si fa già riferimento alla necessità di intervenire politicamente a livello locale, a pagina 12 e 13 si arriva alle costituzioni dei paesi europei, con particolare riferimento alla loro origine e ai contenuti:

«Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica (…) Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea… i sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo… I sistemi politici e costituzionali del sud presentano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se sono proposte modifiche sgradite dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)».

Che fare? Combattere per la libertà e conquistare l’indipendenza. Peraltro, la corte costituzionale con la sentenza numero 1 del 2014, ha stabilito che la legge elettorale è incostituzionale per cui il parlamento e il capo dello stato, in sostanza sono abusivi ed illegittimi, o meglio non hanno titolo per occupoare gliscranni istituzionali e dettare legge per conto straniero. Ha detto Giuseppe Dossetti, un padre costituente: «Quando i poteri pubblici violano le libertà fondamentali e i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è un diritto e un dovere del cittadino». 

Uniti, non divisi: diamo vita ad una nuova Costituente. L'Italia non è una colonia. Su la testa!

riferimenti:


http://legislature.camera.it /frameset.asp?content=%2FAltre_SezioniSM%2F304%2F5291%2F5293%2Fdocumentoxml.ASP%3Fpercdoc%3DDDL%26nomedoc%3Dcost0





fonte http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/

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