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martedì 17 maggio 2016

Donald Trump sulla politica estera degli Stati Uniti



Nel 1940 viene costituito il comitato “America First Committee”, organizzazione che nasce con l’intento di opporsi ad un potenziale intervento statunitense nella Seconda Guerra Mondiale.
“America first sarà il tema principale e prevalente della mia amministrazione”, queste le parole con cui il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald#Trump, ha esordito nel discorso tenutosi presso il Center for the National Interest, fondato da Richard Nixon. Il miliardario americano ha dunque tracciato le principali linee guida della sua agenda, mettendo al primo posto esclusivamente l’America, ricalcando, di fatto, quelle che, oltre settanta anni fa, sembravano essere le intenzioni dell’“America First Committee”.

Sappiamo tutti come andò realmente a finire la Seconda Guerra Mondiale, nonostante le intenzioni non interventiste dimostrate a più riprese e quindi non capiamo le paure di chi immagina un’isolazionismo da parte degli states ed un loro ritiro dallo scacchiere mondiale qualora ad avere la meglio nella corsa alla Casa Bianca fosse proprio Donald Trump.
Se ciò non bastasse a creare dubbi sui reali propositi espressi da Donald Trump, ricordiamo anche le parole pronunciate da Franklin Delano Roosevelt che divenne Presidente degli Stati Uniti proprio grazie alla sua posizione anti-interventista che trovava la massima espressione nella massima “pace senza vittoria”, da lui coniata e ripetuta nei vari comizi elettorali. Frasi come “vi do un’altra assicurazione, l’ho già detto altre volte ma lo ripeterò all’infinito, i vostri ragazzi non verranno mandati a combattere nessuna #guerra straniera […], potete quindi definire qualsiasi discorso sull’invio di eserciti in Europa come pura menzogna”, sembravano non lasciare dubbi su un eventuale intervento #militare degli Stati Uniti.

Tutti sanno come andò a finire la Seconda Guerra Mondiale ma sono in pochi a sapere come mai, nel giro di pochi mesi, un’intera Nazione cambiò radicalmente il pensiero nei confronti del conflitto; il nodo principale era trasformare un popolo di pacifisti in un branco di esaltati e, per ottenere ciò, si costituisce il primo grande centro per la propaganda, la Commissione per l’informazione pubblica, meglio nota come “Commissione Creel”.

http://www.controinformo.info/controinformo/2016/05/07/donald-trump/2074

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