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martedì 24 maggio 2016

I SAUDITI HANNO TRASFORMATO IL KOSOVO IN UN FOCOLAIO DI ESTREMISTI ISLAMICI



di Marcello Foa

Dove l'Occidente bombarda o interviene militarmente, cresce il fondamentalismo islamico. Fateci caso: Irak, Afghanistan (dove i talebani sono più influenti di prima), Libia, in modo indiretto Siria, ma anche Bosnia Erzegovina. Alla lista ora si può aggiungere anche il Kosovo.

Dopo l'intervento della NATO nel 1999 e la dichiarazione di indipendenza, i petrodollari delle monarchie del Golfo, in particolare dell'Arabia Saudita hanno iniziato a fluire nel piccolo Paese balcanico. Per diffondere il wahabismo, tramite una rete di fondazioni e di predicatori che adescano i giovani del posto. E tutto avviene sotto l'occhio noncurante degli americani e delle truppe Nato della Kfor.

Così oggi l'un tempo laico Kosovo si ritrova a dover fronteggiare l'estremismo religioso e, nelle forme più estreme, quella del terrorismo islamico. Negli ultimi due anni le autorità hanno identificato 314 kosovari — tra cui 2 kamikaze, 44 donne e 28 bambini — che si sono uniti all'Isis. Il più alto numero pro capite in Europa.

Un reportage del New York Times racconta che i futuri combattenti dello Stato Islamico vengono indottrinati all'estremismo da gruppi di predicatori e associazioni finanziate da Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e Bahrain. "Usano un'oscura rete labirintica di donazioni da parte di fondazioni, privati e ministri," si legge sul quotidiano americano. In seguito di due anni di indagini della polizia locale sono stati arrestati 14 imam e 19 organizzazioni religiose sono state chiuse.

Insomma, ancora una volta si scopre che l'Arabia saudita finanzia correnti dell'islam più integralista e pericoloso. E' sempre lo stesso film. E riguarda anche l'Isis, come sostengo da anni sul mio blog, un mostro partorito dalle monarchie del Golfo, dai turchi con la partecipe compiacenza degli Stati Uniti.

L'Europa, colpita da tre attentati nell'ultimo anno è sempre più esposta al terrorismo e alla destabilizzazione di Paesi strategici lungo il Mediterraneo, che genera instabilità, immigrazione incontrollata, ingiustizia.

Sì, grazie davvero amici sauditi. E grazie anche ai loro protettori americani, che ora sembrano ricredersi, almeno in parte. Ma come sempre tardi, troppo tardi. Il prezzo lo paghiamo noi europei.

Qui potete leggere l'articolo del NYT:http://goo.gl/t2IWHh

Marcello Foa

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