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lunedì 30 maggio 2016

MATTEO RENZI E GLI STUPRATORI DI BAMBINI



Matteo Renzi


 
Rodolfo Fiesoli

di Gianni Lannes

Nella biografia sbianchettata frettolosamente da Wikipedia e nella vergognosa pubblicistica corrente, non c’è alcun riferimento agli amichevoli contatti intercorsi fra Matteo Renzi e lo stupratore seriale di minori, Rodolfo Fiesoli (classe 1941). Eppure, la nuda e cruda realtà, omessa dalle fonti di disinformazione che vanno per la maggiore, illumina fatti e correlazioni inequivocabili. Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi, i due fondatori del Forteto, furono arrestati all'inizio degli anni '80 con l'accusa di aver compiuto violenze sessuali nella loro cosiddetta comunità: rilasciati e rinviati a giudizio, furono condannati nel 1985 dalla Corte d'Appello di Firenze per maltrattamenti e atti di libidine (rispettivamente il primo a due anni di reclusione l'altro a 10 mesi, per entrambi pena sospesa). La Cassazione respinse il ricorso presentato da Fiesoli e Goffredi nel maggio dello stesso anno. 

Nel 2000 una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per l'affidamento a Il Forteto di due bambini, figli di italiani emigrati in Belgio, comminando una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali, in ragione di trattamenti giudicati non conformi alla Convenzione di salvaguardia dei Diritti dell'Uomo. 

Nel 2002 l'eurodeputata Cristina Muscardini presentò un'interrogazione alla Commissione chiedendo «l'allontanamento immediato di tutti i minori presenti nella struttura e la cancellazione de Il Forteto quale centro di riferimento per la commissione per l'infanzia». Nella circostanza, la Commissione si dichiarò non competente.  


L’ineletto Renzi non può ignorare chi è Rodolfo Fiesoli, quando il 12 novembre 2011, alcune settimane prima del suo ennesimo arresto Rodolfo Fiesoli, lo stesso Fiesoli, non un omonimo, parla a Firenze nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, nel corso di un convegno (TedxTex: fondazione Al Gore), in qualità di educatore. In platea c’è l’allora sindaco Matteo Renzi che sorride ed annuisce, al quale Fiesoli si rivolge a più riprese. Dopo l’arresto del Fiesoli  i riferimenti al medesimo Fiesoli spariscono dal sito onlinedell’iniziativa e da YouTube, in cui però, sono visibili tutti gli altri interventi tra cui quelli di Jovanotti e dell’allora inquilino di Palazzo Vecchio Matteo Renzi. Il Corriere Fiorentino però conserva ancora memoria documentata di quell’intervento in tandem sullo stesso palcoscenico di Renzi e Fiesoli. Del resto. Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi erano di casa a Palazzo Vecchio: nel 2009 il testo Il libro dimenticato dalla scuola di Fiesoli e Goffredi viene presentatoimmancabilmente a Palazzo Vecchio. L’ultima opera di Fiesoli del 2010 intitolata, Fili e nodi vanta pure una prefazione firmata da Antonio Di Pietro. L’ex onorevole molisano,  singolare caso, entra in parlamento nel 1997 candidandosi proprio nel collegio 3 della circoscrizione Toscana, ossia nel Mugello.

Com’è possibile che, anche dopo le sentenze passate in giudicato e nonostante tutta l’attività inquirente che fermentava attorno alla comunità, il tribunale per i minorenni abbia continuato ad affidare minorenni a persone residenti all’interno del Forteto?
Il 9 settembre 2015 il tribunale di Firenze ha depositato la sentenza numero 3267/2015 con cui condanna Rodolfo Fiesoli a 17 anni e mezzo di reclusione, ed il socio Luigi Goffredi ad 8 anni di galera. I due padroni della struttura finanziata con denaro pubblico (1,3 milioni di euro nel solo periodo 1997-2001) erano già stati condannati nel 1985, con sentenza passata in giudicato. Una vicenda di cui avevano ampiamente parlato e dibattuto giornali e televisioni.

Dunque, c'è la nota sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (Ricorso n° 39221/98 et 41963/98), datata 13 luglio 2000.  Ma non solo. L’11 marzo 2002 Bruno Vespa ha scritto al garante Stefano Rodotà, una missiva in cui faceva presente di aver ricevuto pressioni «generalizzate, insistite e anche autorevoli» perché la trasmissione Porta a Porta non si occupasse della questione relativa al Forteto, per la quale lo Stato italiano era stato condannato dalla Corte europea di Strasburgo; precisando, tuttavia, che avrebbe adottato tutte le cautele del caso ma avrebbe, comunque, trattato la questione. Il 13 marzo 2002 è andata in onda la puntata in questione, con ospiti la signora Scozzari (madre dei minori) e i suoi legali e la tutrice dei figli della signora Scozzari. Nel corso della puntata Bruno Vespa ha dichiarato di aver ricevuto molte pressioni, quotidianamente e con sistematicità, per non trattare la questione del Forteto.  
  
Il 2 aprile 2002, infatti, l’europarlamentare Cristiana Muscardini presenta alla Commissione europea Strasburgo l’interrogazione scritta numero E-0888/02:
«”Il Forteto” è una cooperativa agricola toscana che beneficia di finanziamenti pubblici che vanno dalle 65 mila alle 300 mila lire giornaliere per accogliere minori in affidamento. “Il Forteto” annovera tra i suoi principali responsabili due personaggi già condannati nel 1985 per abusi sessuali e maltrattamenti sui minori. Dopo la condanna della Corte d'appello di Firenze nel 1985, a tutt'oggi il Tribunale dei minori insiste ad affidarsi a "Il Forteto", nonostante una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo abbia condannato l'Italia per l'affidamento di due bambini, figli di italiani emigrati in Belgio, al centro "Il Forteto", comminando una multa di 200 milioni di lire e prescrivendo il risarcimento dei danni morali. La Commissione: — può verificare l'azione e l'adeguamento delle autorità italiane alla sentenza con l'allontanamento immediato di tutti i minori presenti nella struttura e la cancellazione de "Il Forteto" quale centro di riferimento per la commissione per l'infanzia? — Può creare una commissione d'inchiesta che verifichi le reali motivazioni delle resistenze all'attuazione della sentenza? — Può promuovere un'indagine dell'UE sui 14 mila bambini italiani affidati a comunità finanziate con fondi pubblici, che in Italia possono essere superiori a 600 euro giornalieri? — Può mettere in atto misure adeguate per sottoporre alla verifica di inconfutabili requisiti di probità e moralità il riconoscimento giuridico delle comunità di affidamento dei minori?
L’atteggiamento del governo è stato pessimo quando, nell’estate scorsa, si è discusso alla Camera del commissariamento della struttura, dove tutt’oggi vivono e lavorano quasi tutti i condannati per gli abusi e dove quattro membri su cinque del Cda hanno testimoniato al processo a favore di Fiesoli. Il sottosegretario Ferri ha negato questa necessità motivandola con la distinzione che c’è fra cooperativa e comunità del Forteto, tesi smentita dagli stessi giudici nelle motivazioni della sentenza. In tutto questo giova ricordare che Ministro del Lavoro è Giuliano Poletti, che prima di assumere l’incarico era stato per 12 anni alla presidenza di Legacoop, a cui è affiliato il Forteto.
La violenza sempre più dilagante su bimbi e adolescenti non arrestata da chi risiede a Palazzo Chigi. Peggio dell’omertà. L’Italia attualmente detiene il primato europeo per la pedofilia impunita e protetta dal potere. Tranquilli: ben 40 atti parlamentari (interpellanze e interrogazioni) attendono da anni un riscontro del governo Renzi, imposto il 22 febbraio 2014 dal Napolitano, ma non votato dal popolo “sovrano” (sulla carta). Addirittura la prima interrogazione sul Forteto a risposta scritta (numero 4/27457) sotto il governo D'Alema fu ritirata.
Ecco un altro dato significativo: in relazione allo stupratoio istituzionale del Forteto in Toscana,  a cui il tribunale dei minorenni di Firenze per decenni ha affidato piccole vittime strappandole illegalmente alle famiglie naturali, addirittura 14 atti parlamentari non hanno ottenuto risposta dall’esecutivo renziano.
Com’è possibile che, anche dopo le sentenze passate in giudicato e nonostante tutta l’attività inquirente che fermentava attorno alla comunità, si sia continuato ad affidare minorenni a persone residenti all’interno del Forteto?
Com’è tollerabile in uno Stato di diritto o in una presunta democrazia, che un primo ministro abbia ombre del genere e comportanenti istituzionali a dir poco omertosi ed accomodanti, ovvero omissivi in materia di pedofilia? Dov'è la relazione annuale al Parlamento del primo ministro, sullo stato di attuazione della legge 269 del 1998 (“Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitu'”)? Perché la cosiddetta "opposizione" non chiede il conto al maggiordomo eterodiretto dall'estero, licenziandolo in tronco? 

 
riferimenti:













 
    






   





http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=forteto 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/05/il-traffico-sessuale-dei-bambini-in.html 


 Atti parlamentari inevasi ossia senza risposta del governo Renzi:

4/11122 (13711/2015), 4/10707 (12/10/2015), 4/08167 (26/07/2015), 2/00201 (25/09/2014), 4/05723 (29/07/2014), 3/01127 (22/07/2014), 2/00622 (09/07/2014), 4/01715 (05/09/2013), 4/00796 (04/09/2013), 4/00543 (11/07/2013), 4/07044 (08/03/2012), 3/02047 (08/07/2015), 5/03464 (07/08/2014), 4/08890 (18/12/2012).




Post scriptum:

La Fondazione Nella «Fondazione Il Forteto» siedono diverse personalità. Nell’atto, che il Corriere Fiorentino possiede, si legge che il comitato scientifico è stato nominato dal Cda della Fondazione Il Forteto il 9 settembre 1998 ed era allora composto tra l’altro dall’ex presidente del tribunale dei minori Gianfranco Casciano, dall’ex giudice minorile Antonio Di Matteo, dall’onorevole dell’ex Pci Eduardo Bruno, dal professore Giuliano Pisapia (oggi sindaco di Milano,che poi curerà il processo della Cassazione che condannò Fiesoli nel 1985), dall’ex pm Andrea Sodi, da Mariella Primiceri, allora a capo dell’Ufficio Minori della questura di Firenze. Nell’elenco figura anche Tina Anselmi. I nominativi appena elencati risultano nell’agendina di Fiesoli, che è stata sequestrata dai carabinieri. Di magistrati, tra cui Sodi, parlano alcune vittime nei verbali anche se l’ex pm ha spiegato di non aver mai dato informazioni a Fiesoli.
 La lista dei passaggi dal Forteto è lunga e la fa la commissione di inchiesta presieduta dal consigliere regionale Stefano Mugnai. «Per fornire un’idea di massima del fenomeno tentiamo di ricostruire dalle testimonianze ascoltate un elenco dei personaggi che, a vario titolo e con differenti modalità, passano al Forteto: Edoardo Bruno, Piero Fassino, Vittoria Franco, Francesca Chiavacci, Susanna Camusso, Rosi Bindi, Livia Turco, Antonio Di Pietro, Tina Anselmi, Claudio Martini, Riccardo Nencini, Paolo Cocchi, Michele Gesualdi (Presidente Provincia di Firenze), Stefano Tagliaferri (Presidente Comunità Montana del Mugello), Alessandro Bolognesi (Sindaco di Vicchio), Livio Zoli (Sindaco di San Godenzo e Londa), Rolando Mensi (Sindaco di Barberino di Mugello). E poi i magistrati del Tribunale per i Minorenni di Firenze, a cominciare dai presidenti che si sono succeduti (Francesco Scarcella, Piero Tony, Gianfranco Casciano), dal sostituto procuratore Andrea Sodi, i giudici Francesca Ceroni e Antonio Di Matteo e il giudice onorario Mario Santini. Frequenta Il Forteto Liliana Cecchi, allora presidente dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, ma anche molti medici tra cui Roberto Leonetti (responsabile dell’Unità funzionale Salute Mentale Infanzia-Adolescenza per la zona Mugello). Non mancano i professionisti: volti noti come i giornalisti Rai Betty Barsantini e Sandro Vannucci, ma anche avvocati come Elena Zazzeri, presidente della Camera Minorile di Firenze».

fonte http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/05/matteo-renzi-e-gli-stupratori-di-bambini.html

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