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martedì 24 maggio 2016

Se c'è una cosa che non sopporto è l'elogio alla capacità di "comunicazione" renziana. di Stefano Davidson

Se c'è una cosa che non sopporto è l'elogio alla capacità di "comunicazione" renziana (esattamente come non sopportavo quella berusconiana altrettanto patetica e deleteria, al massimo destinabile a una massa di campesinos del Messico dell'800 ma che, quantomeno, sembrava nella forma meno arrogante).
Credo infatti sia come minimo da decerebrati considerare quale comunicazione un'accozzaglia di menzogne, sparate, ignoranza manifesta e tracotanza. A comunicare così sono stati capaci in tanti, troppi, e non è mai finita bene. Chi esalta le NON doti del neoducetto (oltre ad avere la lingua più umida e felpata che si possa avere ben aderente all'ano del matteopoldo) non è altro che un imbecille (se non uno in malafede) in quanto tutto il paradigma relativo e corollari vari, si basano su un assunto di partenza completamente distorto. Chiunque scriva di questo equivale ad uno studentello di prima liceo che sbaglia a scrivere il primo passaggio di una normale espressione algebrica. L'errore che lì pare minimo, al termine dell'operazione, ne avrà completamente stravolto totalmente il risultato e con lui ogni verità analitica o "vera" che si voglia intendere.
PS: gli stessi lecchini (prezzolati in "dollari") che dicono che il ducetto è un grande comunicatore si vede che non hanno mai visto Roberto Da Crema, detto il Baffo in azione, diversamente al governo ci sarebbe lui da un pezzo, e sono gli stessi che raccontava Giorgio Gaber:
"Secondo me Andreotti è bravo!"
perché è lì che è incominciato il casino!
Fammi capire, forse non stiamo parlando della stessa persona. Non ce ne saranno mica due, eh?
Che Andreotti sia bravissimo io questo l'ho sempre saputo. Che sappia fare il suo mestiere questo è chiaro… è già lì da un po'!
Quello che viceversa da un certo punto in avanti è stato sempre meno chiaro è quali sono quelli bravi e quelli no! Eh, come si fa a distinguerli? Mica facile, eh?
Una volta erano bravi quelli che la pensavano come te. E per quelli che la pensavano come lui Giulio era bravissimo. Ora è bravo per tutti, capisci? Anche per quelli che non la pensano come lui.
Ma sì, in questo spappolamento generale, politica, cultura, spettacolo, tutto, non sono le idee che contano, no, non è la visione delle cose, no, non è la qualità dell'impegno, no: è l'astuzia del mestiere, è la bravura che conta, ma che dico la bravura... che conta... che conta… è l'audience!
Si fanno le statistiche, i sondaggi di opinione, le indagini di mercato e alla fine... hit-parade! Chi è in testa è più bravo, eh!"
Stefano Davidson

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