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lunedì 30 maggio 2016

Spiegazione empirica dell'agire del ducetto e dei suoi bravi (manzonianamente intesi).di Stefano Davidson



Spiegazione empirica dell'agire del ducetto e dei suoi bravi (manzonianamente intesi).
Vi ricordate quando da ragazzi noi maschi uscivano da scuola e giocavamo a pallone con le cartelle come pali?
Vi ricordate chi vinceva?
Sempre i più prepotenti che decidevano loro se la palla era dentro o fuori o troppo alta su di un'immaginaria traversa.
I bravi bambini al massimo facevano una buona partita, una gagliarda prestazione, ma alla fine perdevano sempre.
Perché?
Perché i prepotenti spintonavano, si facevano le regole tra di loro e si appoggiavano l'un con l'altro a negar rigori palesi e quant'altro.
Una volta in Italia la situazione Governo - Popolo era la medesima con il primo che decideva lui cos'era giusto o meno, non dei rappresentanti di quello stesso Popolo possibilmente regolarmente eletti.
Poi per fortuna i prepotenti vennero cacciati da dei finti gentili (che sostanzialmente sono quasi cent'anni che pretendono il "pizzo" dal mondo intero ma poi la gente quando parla di mafie vede al massimo nel caso dei Riina o Provenzano solo dei picciotti dei guagiloni. Figuriamoci il resto: le pulci dell'animale.) che consentirono la creazione se non altro di porte con traverse regolari. Ovviamente coi prepotenti c'era poco da fare ma con le porte se il tiro era fuori, era fuori!
Bene, se vi guardate intorno, ora sono tornati quelli che ci vogliono portare a giocare di nuovo con le cartelle al posto dei pali. È questo che ci chiedono a Ottobre.
Vogliamo davvero tornare a giocare in quel modo?
PS: l'esempio con i bambini non è casuale visto che tutto l'ambaradan degli adulti questi sedicenti adulti lo gestiscono con i princípi dei bambini. A partire dal cretinetti che ogni due per tre quando vede che continua a perdere minaccia di andarsene portandosi via il pallone perché è suo visto che glielo ha regalato il n'onno Giorgio .
Stefano Davidson

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