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mercoledì 4 maggio 2016

TTIP, ecco i documenti segreti: è il sabba delle lobby!


Ecco i documenti segreti sul TTIP rivelati poco fa da Greenpeace Olanda:



QUESTI DOCUMENTI SVELANO CHE NOI E LA SOCIETÀ CIVILE AVEVAMO RAGIONE A ESSERE PREOCCUPATI: CON QUESTI NEGOZIATI SEGRETI RISCHIAMO DI PERDERE I PROGRESSI ACQUISITI CON GRANDI SACRIFICI NELLA TUTELA AMBIENTALE E NELLA SALUTE PUBBLICA! [GREENPEACE ITALIA]
Del resto, chiunque abbia l’occhio lungo, poteva capire cosa c’era nel TTIP già dall’analisi dei testi del TPP (Trans Pacific Partnership), il gemello del TTIP che gli USA stanno siglando sul fronte del Pacifico. Io ne avevo scritto qui: “Ecco la condanna a morte che ci attende“.
Se il Glifosato vi sembrava una minaccia grave, in confronto al TTIP sembrerà una passeggiata. Il TTIP è l’instaurazione della lobbycrazia al posto di ogni forma di democrazia residua. Le lobby dei pesticidi si stanno apparecchiando la tavola, e nel menu c’è la tua salute.
Le multinazionali americane stanno tentando di azzerare gli standard di sicurezza alimentare e ambientale previsti dalle nostre normative per colonizzare interi nuovi continenti di consumatori allevati come polli in batteria. E dove credete che si orchestri questa partitura, se non alla Commissione Trilaterale? Sì, quella dove la presidente Rai, Monica Maggioni, ha partecipato come moderatrice (a proposito, ti sei ricordato di firmare la petizione per chiederle di svolgere il suo lavoro di giornalista a capo del servizio pubblico e informare sui lavori che ha diretto, coperti da segreto, dove si discuteva della futura linea politica internazionale dell’Italia? Fallo qui adesso: https://www.change.org/p/monica-maggioni-monica-raccontaci-cosa-avete-detto-alla-trilaterale-di-roma).
E, se posso ancora permettermi di dare un consiglio a Luigi Di Maio, comprendo che il Movimento 5 Stelle abbia l’ambizione di governare questo Paese e che di conseguenza debba dialogare con quante più gruppi di interesse possibile, ma non va dimenticato che i Cinque Stelle sono nati in forte discontinuità contro un sistema di potere che volevano abbattere e sostituire ex novo. I poteri forti, quelli bancari, quelli delle multinazionali, quelli della finanza, quelli antidemocratici e completamente antitetici ai principi sui quali si è fondato un intero movimento, erano e devono continuare a non essere considerati interlocutori validi. Quindi suggerisco di fare più attenzione ai commensali con cui si pranza, come ad esempio il professor Carlo Secchi, bocconiano e presidente della Commissione Trilaterale in Italia, sia per mere questioni di comunicazione che, soprattutto, per il rispetto dello spirito e dei valori del Movimento 5 Stelle, così come era stato pensato, sviluppato e proposto agli italiani. La forma è sostanza e la sostanza è forma: dall’esterno si potrebbe iniziare a non cogliere più la differenza.
Adesso analizzate bene i documenti appena fuoriusciti. E intanto, leggetevi il riassunto che RaiNews fa del pezzo della Reuters (attendiamo con ansia le aperture dei TG e le prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali).

Fonte: RaiNews
[Il TTIP] appare soprattutto orientato ad abbassare, quando non a smantellare, gli standard attuali e futuri di protezione dell’ambiente e della salute applicati in Europa, e a dare alle lobby industriali e commerciali il diritto di accedere, influenzandoli pesantemente, ai meccanismi di decisione delle norme Ue fin dalle sue fasi preliminari, con un rischio evidente di stravolgimento del gioco democratico. “Una porta aperta per le lobby delle ‘corporation’” secondo Greenpeace, che accusa gli Stati Uniti di un “deliberato tentativo di cambiare il processo decisionale democratico dell’Ue“.
Inoltre, dai “Ttip papers” appare evidente che gli americani sono particolarmente aggressivi e determinati nel loro tentativo di costringere l’Ue a rinunciare al “principio di precauzione” come base per la gestione del rischio nell’approccio normativo riguardo alle politiche di protezione dell’ambiente e della salute, e in particolare per la  regolamentazione delle sostanze chimiche, dei pesticidi, degli Organismi geneticamente modificati (che vengono citati nei documenti con il termine “moderne tecnologie in agricoltura” e mai con la loro sigla Ogm) etc.
Per gli Usa, se una sostanza sul mercato presenta un rischio, quel rischio va gestito. Per l’Ue, invece, quella sostanza va evitata, e, quando è possibile, sostituita con una sostanza alternativa meno rischiosa”, ha spiegato il direttore dell’Ufficio europeo di Greenpeace, Jorgo Riss, sottolineando che “il principio di precauzione è iscritto nei Trattati Ue, ma sorprendentemente, non viene citato neanche una volta in queste 248 pagine, come se all’Ue non interessasse difenderlo. Così come – ha notato ancora Riss – non viene mai menzionata neanche la clausola delle ‘Eccezioni generali’ che da quasi 70 anni è presente nei trattati commerciali internazionali (art. XX Gatt/Wto), e che consente agli Stati di decidere restrizioni al commercio ‘per proteggere la vita o la salute umana, degli animali e delle piante’, e per ‘la conservazione delle risorse naturali esauribili’”.
E’ nel capitolo sulle misure sanitarie e fitosanitarie (Sps) che emerge particolarmente evidenteil tentativo americano di modificare e influenzare pesantemente i processi decisionali democratici dell’Ue nei settori ambientale, della protezione della salute e della politica dei consumatori (in particolare per quanto riguarda i pesticidi e gli Ogm). I negoziatori di Washington hanno proposto due nuovi articoli nel futuro Trattato transatlantico, rispettivamente su “Scienza e rischio” (art.X.5) e sui “Regolamenti per l’approvazione dei prodotti della moderna tecnologia agricola”, ovvero gli Ogm (art. X.12), che non lasciano dubbi sulle intenzioni Usa.
Innanzi tutto, si chiede di sottoporre tutto il processo di valutazione del rischio nell’Ue a una consultazione pubblica e soprattutto a una discussione serrata con la controparte americana, a cui verrebbe dato il diritto di riaprire le conclusioni delle autorità competenti (come l’Efsa di Parma per la sicurezza alimentare) e di proporre “possibili alternative volte a conseguire un appropriato livello di protezione”. In secondo luogo, alle stesse autorità competenti si richiede di giustificare le loro conclusioni precisando in che modo abbiano “tenuto conto delle pertinenti norme, linee guida e raccomandazioni internazionali riguardanti il rischio in questione”, e delle “tecniche di valutazione del rischio sviluppate dalle pertinenti organizzazioni internazionali” (che sono precisate nell’art.X.22 sulle “definizioni”: si tratta del Codex Alimentarious della Fao per quanto riguarda gli alimenti, della Wto per la salute animale e la Convenzione internazionale per la protezione delle piante per i prodotti fitosanitari).
Le autorità competenti dovrebbero anche specificare tutte le alternative “meno restrittive del commercio” che sono state segnalate durante la consultazione pubblica e fornire giustificazioni per aver scartato quelle alternative. Il Codex Alimentarius è fortemente influenzato dalle ‘corporation’ agroalimentari e chimiche come Nestlé e i produttori di pesticidi (Basf, Monsanto, Bayer, Dupont e Dow), e raccomanda standard spesso molto inferiori a quelli adottati dall’Ue. Ad esempio, sui residui di pesticidi ammessi, gli standard del Codex sono meno rigorosi di quelli europei nel 44% dei casi, con il 40% equivalente e solo il 16% più stringente, secondo dati riferiti da Greenpeace. Gli americani arrivano a pretendere che i governi degli Stati membri dell’Ue giustifichino il loro eventuale voto contro l’approvazione della commercializzazione di prodotti Usa (in particolare gli Ogm), precisando su quali basi e prove scientifiche e quali analisi e dati tecnici si sono basati. Se questa richiesta fosse accettata, ad esempio, i paesi Ue non potrebbero più opporsi alla coltivazione di Ogm sul proprio territorio, adducendo motivi socio-economici come il rifiuto della popolazione o la necessità di evitare contaminazioni delle altre colture. Infine, Greenpace accusa i negoziatori di entrambe le parti di avere totalmente ignorato la protezione del clima e l’accordo internazionale di Parigi scaturito dalla conferenza Onu “Cop 21”, che ha fissato l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura media globale sotto 1,5 gradi centigradi.
Tratto da Byoblu
http://www.complottisti.com/ttip-ecco-i-documenti-segreti-e-il-sabba-delle-lobby/

1 commento:

  1. Ho letto in Rete (quotidiani rete) che l'America esigerebbe il via libera degli OGM in Europa se l'EU desidera che l'America compri le sue auto. Si tratta di un ricatto di stampo colonialista vergognoso per i governi che lo sopporteranno!!! "O mangi questa minestra o salti dalla finestra". Le due clausole non sono da mettere sullo stesso piano perché accettare gli OGM può danneggiare seriamente l'alimentazione del popolo e l'ambiente, mentre la questione delle macchine è tutta diversa.

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