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martedì 5 luglio 2016

Giusto per informazione visto che il cretinetti continua con la farsa banche: Il nostro Paese è a un passo dalla crisi sistemica.DI Stefano Davidson


Giusto per informazione visto che il cretinetti continua con la farsa banche:
Il nostro Paese è a un passo dalla crisi sistemica.
I 150 miliardi di euro concessi in un lampo dalla Commissione europea dopo sole 48 ore dalla Brexit è la cartina di Tornasole..
Il matteopoldo, ovviamente mentendo, attribuisce alla Brexit la crisi della sostenibilità economica e finanziaria delle banche italiane (il problema invece come tutti sanno esiste da anni ma lui, al solito, dice ma non fa un cazzo)
Il suo rapporto con il settore bancario non è mai stato sereno. I tre decreti con cui è partito una volta al governo (quello di gennaio 2015 di trasformazione delle banche popolari in società per azioni e i due di novembre 2015: quello con cui è stata recepita la normativa europea sul cosiddetto «bail-in» e quello del fallimento assistito di Etruria, CariFerrara, CariMarche e CariChieti) lo hanno subito affossato, causando una crisi di fiducia degli italiani nei confronti del sistema creditizio che ha generato «panico finanziario», per cui i risparmiatori hanno cominciato a ritirare i loro depositi in essere e/o a non portare più in banca le proprie piccole disponibilità.
Il ducetto conosce benissimo la condizione delle banche italiane, ma invece che metterne in sicurezza i bilanci, ha pensato a sistemare gli «affari di famiglia» del giglio magico.
Tutto il tema dei crediti deteriorati, per esempio, deriva proprio dalla valutazione che ne è stata fatta in occasione del fallimento pilotato delle quattro banche care al matteopoldo & friends a novembre 2015.
Con la sua gestione del potere attraverso l'abuso di menzogne reiterate (anche a mezzo stampa), il "dernier" in ultima analisi è stato il vero artefice del problema banche .
Ora, pateticamente, tenta di usare la scusa della Brexit per uscirne. Sperando che l'elettorato come al solito non si accorga dell'ennesima porcata.
Quel che preoccupa è il dato che emerge dagli accordi europei degli ultimi giorni:
l'Unione concede i 150 miliardi di garanzia per le banche in buona salute qualora queste vengano a trovarsi a corto di liquidità.
Il che in soldoni significa vuol dire che il sistema è al collasso.
La gestione della faccenda (come del resto di ogni cosa tocchi "fecaloman") è però quantomeno bizzarro:
annuncia che il governo è pronto a mettere in campo 40 miliardi per fronteggiare la crisi bancaria. Questo significa che il governo italiano abusivo sta diffondendo tramite"indiscrezioni pilotate" l'idea che in Italia vi sia una grave crisi bancaria, per fronteggiare la quale urge un intervento statale da 40 miliardi di euro. La Commissione però non lo sta nemmeno a sentire (dopo centinaia di 'oglionate e riunioni passa'e a gio'are co' i' thelefonino si saranno rotti i 'oglioni anche loro, suvvia.) e non dà segno di alcuna apertura.
Da cui il crollo dei titoli azionari delle banche italiane (ça va sans dire che il calo delle banche italiane è abbondantemente oltre uello dei altri titoli bancari europei: il tonfo è quindi da attribuire solo ed esclusivamente ai fenomeni della comunicazione leopoldesca e di Palazzo Chigi).
Ovviamente il rignanese non ha nessuna intenzione di far sapere all'italiano il reale stato delle banche italiane perché a lui interessa solo dare la colpa ad altri e rimanere sul trono.
L'Italia nata dalle coglionate del sopracitato dopo due anni e mezzo di scellerate menzogne iperboliche, è sempre più nella merda.
Il bluff del bulletto di Rignano sull'Arno ormai è stato "visto" da tutti gli altri al tavolo poiché d'altronde, pokeristi non ci si improvvisa, anche se hai il babbo campione del gioco delle tre carte.
Tutta quest'aria di "botto" che tira in Europa e che ha allontanato la Gran Bretagna dall'UE è responsabilità di Deutsche Bank, la quale non ha passato gli stress test negli Stati Uniti, ed ha un esposizione nozionale lorda ai derivati per qualcosa come 54,7 triliardi di euro (se trasliamo la cifra in dollari, il totale è superiore di 2 triliardi a quella di JP Morgan).
Come funziona l'intera faccenda e qual'è l'esposizione reale del gigante tedesco?
Partendo dall'assunto che, il mercato dei derivati è per definizione a somma zero, nel senso che per ciascuna posizione long esiste un posizione short uguale e contraria con il medesimo sottostante e la medesima scadenza si nota come Deutsche Bank sia e sia stata market maker su molti mercati dei derivati ed è leader nell'essere primary dealer, ovvero a fornire interconnessione diretta e deposito per svariati broker, ma questo non ci fornisce la cifra dell'esposizione reale ai 54,7 triliardi di derivati che ha in pancia. Quindi, in verità non si sa (e nessuno al Governicchio italiano, nonostante i sette miliardi anni versati al MES , indaga) quanto in realtà Deutsche sia vulnerabile.
Dovrebbero comunicare (senza balle) l'esposizione netta, ovvero azzerare le posizioni uguali e contrarie, per ciascuna classe di derivati, su ciascuna scadenza e fare le somme.
Deutsche Bank, a conti fatti, è esposta al mercato per 504,6 miliardi di euro in posizioni long e 487 miliardi di euro in posizioni short, quindi per un totale di 991,6 miliardi di euro.
Di fatto, i triliardo.
Cosa succede quindi se fallisce una o più controparti contemporaneamente (Italia, tevcnicamente già fallita nel 2011, e Germania, idem con kartoffeln?)
Lo scandalo Lehman Brothers che ha messo in ginocchio gli USA sarebbe una barzeeletta in confronto.
PS: Deutsche Bank: è sotto indagine per manipolazione della vendita di titoli di Stato italiani.
fonte: me stesso, Economia e Finanza, Die Zeitung
Stefano Davidson

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