Translate

martedì 19 luglio 2016

Quando Pasolini passò da Rodi: «I tuoi limoni dicono com’è l’Italia»



Quando Pasolini passò da Rodi:
«I tuoi limoni dicono com’è l’Italia»

Tratto da «La lunga strada di sabbia»
di Pier Paolo Pasolini

Rodi Garganico, luglio. E’ appena passata mezzanotte, e sono solo. Ma solo come può essere solo uno spettro. Tutti sono serrati nelle case, di questo paese peraltro abbastanza elegante. I piccoli borghesi foggiani in villeggiatura, i rodigiani, che domani mattina si devono alzare alle tre, alle quattro, per andare nei campi col mulo. E’ suonato un misterioso coprifuoco: nessuno lo trasgredisce.
Io cammino per la piccola spiaggia deserta, ai piedi del paese. E nel silenzio che c’è fuori e dentro di me, sento come un lungo, afono crolla. L’intera costa pugliese si sfa in questa quiete, dopo aver infuriato ai miei occhi, ai miei orecchi, per mattinate e meriggi di caos preumano, sottoumano.
Lo sperduto Salento, severo come una landa settentrionale, coi suoi paesi greci in sciopero secolare; poi l’esplosione di Brindisi, la più caotica, furente, rigurgitante delle città di mare italiane; e le stupende Otranto e Ostuni, le città del silenzio del Sud; e Bari, che segna i pericolanti e informi come accampamenti, folle sotto i palchi delle luminarie e i podi bianchi traforati delle bande, sono un solo, sordo frastuono. Che si infrange contro le muraglie del Gargano, il cui periplo, a picco sul mare, tra le severe, deserte montagne, allontana dall’Italia di migliaia di chilometri.
Ho perso il battello delle Tremiti, non ci potrò andare. Ma qui sono in un’isola, non credo laggiù sia diverso. Cammino, eslege, nel buio del coprifuoco, e già rimpiangono l’interminabile giorno su cui è caduta questa imprevista sera.
♥    ♥    ♥
L’amministrazione sta preparando un volume (a cura di Antonio Motta), ma l’idea che ronza in testa al sindaco Nicola Pinto è onorare quella “benedizione laica” sugli agrumi con un busto. Una statua se proprio bisogna esagerare, magari lungo la spiaggia. La stessa spiaggia che lui, 54 anni fa, solcò a piedi poco dopo mezzanotte e che oggi il mare ha (quasi del tutto) ingoiato soprattutto nel tratto litorale. Oggi lo sanno tutti che Pier Paolo Pasolini è stato a Rodi. In città tengono a precisare. «Non a Peschici, non a Vieste. E’ stato qui… » quando invece, per comodità visto che veniva dal Salento, avrebbe potuto fermarsi a Manfredonia (non a Foggia, visto che il viaggio si sviluppava solo sulla Lunga strada di sabbia del Paese).
Oggi lo sanno tutti, che una notte di luglio del 1959 Pasolini passeggiò in questa Rodi deserta, un’altra cosa rispetto alla cittadina garganica circondata (forse troppo, specie in alcuni punti) da alberghi. All’epoca ce ne erano solo due: la pensione Bologna (oggi non esiste più, allora era un raduno di cacciatori che si recavano sul Gargano non ancora area protetta) e il Miramare (all’epoca in un’altra posizione rispetto a dov’è ora). «Non ho alcun documento ufficiale che possa confermarlo, ormai sono passati tanti anni e non conserviamo più i registri antecedenti agli anni Sessanta – racconta Antonio Apicella, proprietario del Miramare – ma secondo me… ha dormito qui da noi. Lo facevano tutti i personaggi famosi, anche Marcello Mastroianni (che l’anno prima a Rodi aveva girato parte del film La legge, ndr) venne a dormire da noi: e questo lo so sicuro».
Ma lui, Pasolini, anche se reduce dal grande e controverso successo di Ragazzi di vita (Garzanti, 1955) non era ancora uno di quelli che resta impresso, non era ancora – come lui stesso odiava dire – uno “popolare ”. «Perché? Perché io scrivo, non vado in televisione a far dibattiti».
Sembra oggi, sono passati 54 anni e l’Italia è alle prese (ancora) con gli stessi dibattiti. Dello stesso parere il sindaco Pinto, che sul luogo in cui ha soggiornato Pasolini dice: «Credo al Miramare, non credo proprio ad altre teorie. Comunque verificheremo anche noi, coi nostri studiosi e con le persone (pochissime purtroppo, ndr) che dicono di averlo visto in paese». Ma perché è importante stabilire se Pasolini dormì in albergo o, come sostengono alcuni, all’addiaccio nella sua macchina? Perché al mattino, dopo il risveglio, nel proprio diario di bordo personale – che non entrò nel reportage – il poeta scrisse «ho dormito bene, anche comodo… ho sognato sogni sereni, come non facevo da tempo, oggi questo odore di limoni che invade l’aria appare come una profezia. Rodigiani o rodesi, i vostri limoni dicono tutto del bel Paese». Espressione tipica del poeta bolognese, con cui intendeva ironizzare sui grandi paradossi dell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta. Una metafora coltissima sul fatto che, l’odore di civiltà e progresso, stesse in realtà nascondendo l’odore del malaffare che avrebbe caratterizzato l’Italia del boom economico.
Una “consacrazione laica”, a cui (purtroppo solo ora) Rodi guarda con attenzione, ma meglio tardi che mai. «Il paese deve prendere atto di questo testamento – dice Piero Cotugno, due generazioni di imprenditoria turistica e oggi a capo dell’hotel Tramonto – che potrebbe essere l’occasione per diversificare la natura del nostro turismo. Dal prossimo anno abbiamo aperto agli inglesi (tra i maggiori lettori di Pasolini, ndr) e nelle schede di presentazione noi dobbiamo dire che Pier Paolo Pasolini trascorse qui un giorno, un giorno durante cui ha capito tutto quel che c’era da capire del Gargano e dei Garganici. Stiamo lavorando per questo, una strada, un busto, un segnale attivo e intelligente della sua presenza qui, ma che non sia un segnale inutile come le tante statue presenti in Italia… » Ma chessò, una via dei limoni che parta da Rodi per arrivare a Monterosso, il paese di Montale (lui ai limoni dedicò una poesia, una delle più belle del Nobel 1975). «Purtroppo Rodi accolse Pasolini nel periodo in cui si stava disamorando dei suoi agrumi – argomenta Alfredo Ricucci, presidente del Consorzio agrumi del Gargano – e nonostante ciò rimase colpito dalla bellezza, dall’odore. Solo alcuni anni dopo, Rodi ha capito che doveva ripartire dagli agrumi. Quello dei limoni è certamente un modo per interpretare la realtà dei garganici, noi dobbiamo fare tesoro di questi lasciti, anche letterari, perché se sono avvenuti… il motivo è che questo territorio li merita».
Davide Grittani

Vedi anche in pasolini.net:
http://www.pasolini.net/libri_seclier_stradasabbia.htm
http://pasolinipuntonet.blogspot.it/2012/09/con-me-stava-in-silenzio-niente-appunti.html
http://pasolinipuntonet.blogspot.it/2013/08/quando-pasolini-passo-da-rodi-i-tuoi.html

Nessun commento:

Posta un commento