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venerdì 1 luglio 2016

Renzi: “Il Ttip ha l’appoggio totale e incondizionato del governo Italiano”

Renzi

Il premier si augura che l’accordo di libero scambio tra Usa e Ue si chiuda entro la fine del prossimo anno. Per Calenda la pubblicazione del mandato della trattativa rispondere a chi si oppone all’accordo, ma le perplessità rimangono
Roma – Il Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti ha “l’appoggio totale e incondizionato del governo” italiano. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervenendo a Palazzo Colonna, a Roma, dove si è tenuta una giornata di dialogo sul Ttip organizzata dal vice ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda.
“Ogni giorno che passa è un giorno perso”, secondo Renzi, il quale si attende “un salto di qualità e uno scatto in avanti” nelle trattative, con l’augurio che si concludano “entro la fine del prossimo anno”. Perché il Ttip, ne è convinto il premier, “non è un semplice accordo commerciale come altri, ma è una scelta strategica e culturale per l’Ue”.
Il presidente del Consiglio non ammette critiche dunque. Anzi, l’iniziativa di oggi “è una risposta” a tutti coloro che si oppongono alla firma dell’accordo tra Usa e Ue. Poco importa se le contestazioni arrivino da premi nobel come Joseph Stiglitz, o da parlamentari europei dello stesso partito del premier, come Sergio Cofferati.
Anche Calenda ha puntato il dito contro “chi ritiene che il Ttip sia un accordo fatto per le multinazionali, con l’obiettivo si abbassare gli standard di sicurezza sociali e regolamentari”. Da questo punto di vista ha salutato con favore la declassificazione del mandato per le trattative. Se il documento viene letto “in buona fede”, sostiene il viceministro, si trovano tutte le “risposte alle comprensibili preoccupazioni dell’opinione pubblica”. In particolare, secondo l’interpretazione che Calenda dà del mandato, “i servizi pubblici non sono oggetto di negoziazione, così come non lo è la cultura o l’accesso indiscriminato degli OGM, o ancora la possibilità di limitare la sovranità dei governi europei”.
Tuttavia, soprattutto su quest’ultimo punto, i pareri non sono concordanti. La segretaria generale del Ces (Confederazione dei sindacati europei) ha espresso forti critiche all’Isds, il meccanismo che consentirebbe a un’azienda di intentare causa contro uno Stato membro davanti alla Corte di giustizia europea, qualora si ritenesse danneggiata da una legge nazionale in contrasto con il Ttip. Per Bernadette Ségol, “occorre eliminare il meccanismo di risoluzione delle controversie investitore-Stato”. La sindacalista si chiede “perché, nelle nostre democrazie, gli investitori abbiano bisogno di tutele speciali”.
Che le regole siano il vero punto cruciale del trattato lo ha confermato esplicitamente Giorgio Squinzi. Per il presidente di Confindustria, infatti, “il vero problema non sono le barriere tariffarie ma quelle regolamentari”.
fonte http://www.eunews.it/2014/10/14/renzi-il-ttip-ha-lappoggio-totale-e-incondizionato-del-governo-italiano/23167
Di tutt’altro parere sembra essere l’ONU:
All’indomani del Brexit, arriva dall’Onu la dura condanna dei trattati di libero commercio, TTIP e CETA, che la Commissione sta negoziando – in segreto – con Stati Uniti e Canada.
Intanto, in 24 mila firmano su Progressi per dire no ai trattati. Di seguito il comunicato coi particolari.
Grazie per l’attenzione
Chiara Saturnino
COMUNICATO STAMPA
Il monito dell’Onu: CETA e TTIP violano i diritti umani
In 24 mila si mobilitano online per dire no ai trattati commerciali con USA e Canada
All’indomani del Brexit, arriva dall’Onu la dura condanna dei trattati di libero commercio, TTIP e CETA, che la Commissione sta negoziando – in segreto – con Stati Uniti e Canada, rispettivamente.
“La ratifica del CETA e del TTIP potrebbe avviare una corsa al ribasso in termini di diritti umani e potrebbe compromettere seriamente lo spazio di regolamentazione degli Stati. Tutto ciò è contrario agli scopi e ai principi della Carta ONU e andrebbe a rappresentare un serio ostacolo al raggiungimento di un ordine internazionale democratico e giusto”. Sono le parole di Alfred de Zayas, esperto di diritti umani delle Nazioni Unite, che avverte dei pericoli a cui andremo incontro scavalcando i parlamenti nazionali nei controversi accordi commerciali.
Infatti i negoziati di TTIP e CETA stanno avvenendo a porte chiuse da mesi, nonostante la pressione forte della società civile, soprattutto in Nord Europa. Diversi studi confermano che con i nuovi trattati commerciali sono a rischio la tutela ambientale, i diritti del lavoro e la stessa salute pubblica, dato che andremmo a importare prodotti alimentari e chimici da Stati Uniti e Canada, dove gli standard sono notoriamente diversi. Tutto questo di certo non favorirebbe le piccole e medie imprese del comparto agroalimentare italiano, in rapporto asimmetrico rispetto alle multinazionali alimentari americane. Altro punto inaccettabile è il cosiddetto ISDS, ovvero la possibilità per quelle grandi imprese di rivalersi sui singoli Stati nel caso cambiassero le leggi a tutela di cittadini e consumatori e questo ne riducesse i profitti.
Il monito ONU arriva a una settimana dal voto in Consiglio Europeo sulla competenza del CETA,il trattato tra UE e Canada, ovvero si deciderà se includere i parlamenti dei singoli paesi europei nella ratifica oppure se sarà solo la Commissione a decidere. La scelta potrebbe essere accelerata dall’interesse a chiudere l’accordo prima che il Regno Unito lasci l’Unione.
Il ministro dello Sviluppo Economico italiano, Carlo Calenda, è il primo e più determinato sostenitore della seconda opzione, che negherebbe il coinvolgimento dei parlamenti.
“Siamo impegnati per garantire la legittimità democratica degli accordi, che devono passare al vaglio dei parlamentari, perché finora sono stati condotti in assoluta segretezza, escludendo le nostre istituzioni e la società civile” afferma Vittorio Longhi, fondatore di Progressi.
Migliaia di cittadini si stanno mobilitando infatti per chiedere al ministro di consentire una discussione democratica. In 20 mila hanno firmato la petizione contro il TTIP http://www.progressi.org/fuorittip, oltre 4000 in pochi giorni hanno chiesto trasparenza sul CETA http://www.progressi.org/stopceta.
De Zayas invita i governi ad assicurare una corretta informazione e la consultazione popolare sui trattati, anche perché da un sondaggio della Commissione europea del 2014 risulterebbe che ben il 97% degli europei è contrario ai contenuti del TTIP e per il CETA il discorso non cambia.
“Non sono certo gli Stati a dover garantire i profitti agli investitori o alle multinazionali, il loro unico compito è di legiferare e regolamentare in nome dell’interesse pubblico, della salute e dell’ambiente, dei diritti del lavoro e della sicurezza alimentare” ha precisato il funzionario ONU.
fonte http://zapping2015.altervista.org/1253-2/

1 commento:

  1. no perfavore ditemi che è una bufala!

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