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domenica 31 luglio 2016

SOCIAL NETWORK: SOTTO CONTROLLO MILITARE USA!







 di Gianni Lannes

Prima c’era l’Arpanet del Pentagono. Poi il centro di ricerca bellica Darpa ha messo a disposizione di tutti internet, per controllarci meglio, emozioni incluse.
Basta usare la logica e leggere i programmi più o meno ufficiali del grande fratello per comprendere quanto sia ampia, variegata e pervasiva questa strategia di controllo dell’umanità che ingabbia il mondo servendosi anche della propaganda e dei negazionisti. Da Facebook, a Twitter, da Pinterest a Kickstarter,  da Digg a Reddit: non sfugge niente. allo zio Sam.
Nel 2011 Darpa diede il via al programma SMISC, per l'individuazione e creazione a tavolino di campagne di propaganda sui social media.


Attesta DARPA che lo scopo generale del programma Social Media in Strategic Communication e' quello di «sviluppare una nuova scienza dei social networks fondata su una base tecnologica emergente. ... Attraverso il programma, DARPA cerca di sviluppare strumenti che facilitano il lavoro degli operatori umani per contrastare la disinformazione e la propaganda ingannevole con informazioni veritiere». 

Ovviamente la National Security Agencyusa i social media a scopo di propaganda e inganno. Documenti preparati dalla NSA e dall'inglese GCHQ   e precedentemente pubblicati da the Intercept e dalla NBC News hanno rivelato alcuni aspetti di questi programmi. Si menziona un'unita' impegnata a “screditare” i nemici dell'agenzia con false informazioni diffuse online. DARPA ha elargito 8.9 milioni di dollari alla IBM.  Studi che hanno ricevuto finanziamenti militari sono anche quelli della IBM. Uno di loro si intitola «Realizzazione di un modello dell'attitudine dell'utente verso argomenti controversi nei social media”, che ha analizzato le opinioni degli utenti su Twitter sul fracking. Nel discutere le applicazioni pratiche di questa ricerca, gli autori dichiarano: «Ad esempio, una campagna governativa su Twitter in supporto delle vaccinazioni può essere fatta con il coinvolgimento degli utenti che sono più propensi a questo tipo di azioni (diffondere messaggi di campagne governative) in base alle loro opinioni favorevoli. Quando messaggi anti-governativi vengono diffusi sui socia media, il governo può decidere di diffondere contro-messaggi per bilanciare quell'azione e quindi identificare utenti che sono più propensi a diffondere tali contro-messaggi, in base all'analisi delle loro opinioni».

Secondo Darpa: «I social media stanno cambiando il modo in cui la gente si informa, condivide idee, e si organizza in gruppi di interesse, alcuni dei quali potrebbero danneggiare gli Stati Uniti. DARPA supporta ricerche accademiche che cercano di capire alcune di queste dinamiche attraverso l'analisi di discussioni pubblicamente disponibili sui social media».

Senza contare Echelon e le tessere sanitarie. Al mondo non vi è nulla di gratuito: i social network che sono fallimentari senza una copertura dietro le quinte fungono da aggregante e catalizzatore per dirigere il subconscio collettivo.  

riferimenti:


http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/

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