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martedì 2 agosto 2016

IL PAREGGIO DI BILANCIO E' IN NETTO CONTRASTO CON I PRINCIPI FONDAMENTALI E INDEROGABILI DELLA COSTITUZIONE

IL PAREGGIO DI BILANCIO E' IN NETTO CONTRASTO CON I PRINCIPI FONDAMENTALI E INDEROGABILI DELLA COSTITUZIONE
L’opera di distruzione della nostra Costituzione, che bisogna salvare con un NO plebiscitario al referendum, è cominciata pericolosamente con l’introduzione del principio del pareggio di bilancio, che ha introdotto in Costituzione un principio neoliberista, che porta all’accentramento di ricchezza, di fronte al principio keynesiano della redistribuzione della ricchezza stessa, che ci ha assicurato 30 anni di benessere nel secondo dopoguerra.
SI TRATTA QUINDI DI UNA DISPOSIZIONE IN NETTO CONTRASTO CON I PRINCIPI FONDAMENTALI E INDEROGABILI DELLA COSTITUZIONE STESSA.
Tra l’altro, il pareggio di bilancio è stato introdotto con votazione parlamentare omettendo qualsiasi forma di consultazione popolare, ed ha avuto l’unico fine di sopprimere la politica economica del nostro Paese sottoponendola al controllo burocratico della BCE.
Il pareggio di bilancio mira, in sostanza, a far ricadere sui più deboli le colpe dei disastri provocati dalle amministrazioni inette delle banche privatizzate e dalla speculazione finanziaria.
In questa situazione l’Italia, pur di pareggiare i bilanci, e restare nell’Euro, segue la politica suicida di svendere il territorio, compreso i beni demaniali, soprattutto gli immobili pubblici di carattere storico e artistico, che a termine dell’Art.42 comma 1 sono proprietà collettiva demaniale del popolo italiano.
Fermare le privatizzazioni sarebbe il primo dovere del Governo in carica. Se non si bloccano le privatizzazioni gli Italiani resteranno senza territorio e saranno come gli “Ebrei sotto la schiavitù di Babilonia”.

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