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venerdì 12 agosto 2016

Siria: Enormi quantità di denaro arrivate da Arabia Saudita e Usa per sostenere i terroristi ad Aleppo (Financial Times)

Miliziani jiadisti ad Aleppo

LONDRA – L’offensiva dei ribelli siriani su Aleppo non sarebbe stata possibile senza il supporto delle grandi potenze estere.
Lo riporta una infromativa del Financial Times. I miliziani jiadisti e gli attivisti dell’opposizione armata siriana con cui ha parlato il FT hanno sottolineato che durante le operazioni militari sono stati riforniti di una grande quantità di armi, di munizioni e di denaro in contanti. “Ieri sul confine abbiamo contato decine di camion che trasportavano armi. Questo accade tutti i giorni da circa una settimana… armi, artiglieria: non si tratta soltanto di qualche fucile e qualche proiettile ma di armi sofisticate come lanciamissili e missili anticarro”, ha raccontato l’interlocutore anonimo del FT che ha attraversato il confine turco-siriano.
Gli altri ribelli interpellati dal quotidiano hanno raccontato che il denaro e gli equipaggiamenti provengono dai paesi sponsor regionali: l’Arabia Saudita ed il Qatar.  Gli aiuti ai guerriglieri passano attraverso il confine turco-siriano.
Il FT ha osservato che la controffensiva dei ribelli sulle posizioni delle truppe governative è stata programmata ed organizzata dal gruppo terrorista al-Nusra dietro istruzioni rivevute dall’esterno.
Alcuni insorti hanno confermato che ufficiali americani, responsabili del supporto all’opposizione cosidetta “moderata” siriana, hanno intenzionalmente chiuso un’occhio sulla partecipazione dei terroristi all’offensiva, in modo da garantire agli insorti la roccaforte di Aleppo. Vedi: Outside help behind rebel gains in Aleppo
Si è saputo, fra l’altro, che dalle unità navali USA che navigano al largo nel Mediterraneo arrivano dati precisi sulle posizioni delle forze siriane, sui movimenti dell’aviazione russa e probabilmente ordini ed istruzioni precise ai capi dei gruppi teroristi.
Miliziani ad Aleppo
Miliziani ad Aleppo
“Senza dubbio gli americani sapevano cosa stava succedendo. Lo avevano pianificato per esercitare un certa pressione su Russia e Iran”, ha riferito al FT un diplomatico occidentale anonimo in contatto con l’opposizione siriana. I guerriglieri confermano che molte forze estere hanno validi motivi per aiutare in segreto gli oppositori di Assad ad Aleppo. Se cade Aleppo la partita per i ribelli (mercenari assoldati da Arabia Saudita e Qatar) sarebbe irrimediabilmente persa.
Miliziano ad Aleppo con lanciamissili
Miliziano ad Aleppo con lanciamissili
Adel Jubair, ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, ha avvertito ripetutamente che Rijad avrebbe potuto aumentare l’aiuto ai ribelli se i tentativi di risolvere il conflitto poiticamente (leggi conl’uscita di scena di Assad) saranno ignorati.
“Una enorme quantità di denaro è stata spesa negli ultimi mesi per finanziare tutti questi gruppi e per coordinarli”, lo ha detto una figura dell’opposizione con sede in Turchia. “L’unico modo per ottenere che questi miliziani dei vari gruppi possano lavorare insieme è quello di pagarli”, ha detto. L’Arabia Saudita ed il Qatar hanno investito grandi cifre per assicurare il supporto a queste milizie formate da mercenari provenienti da svariati paesi.
L’arrivo di tutto questo denaro ha tacitato le varie discrepanze fra i gruppi e questo spiega il cambio di atteggiamento ultimo delle milizie jihadiste. Il denaro ed i rifornimenti hanno risollevato il morale dei mercenari assoldati dalla Monarchia Saudita per conto di Washington.
Traduzione e sintesi: Manuel de Silva
fonte http://www.controinformazione.info/siria-enormi-quantita-di-denaro-arrivate-da-arabia-saudita-e-usa-per-sostenere-i-terroristi-ad-aleppo-financial-times/#

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