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lunedì 26 settembre 2016

L’ISIS vende le donne come schiave in subaste che si svolgono nell’Arabia Saudita

Schiave vendute in Arabia Saudita

L’Arabia Saudita, il grande alleato degli USA e dell’Occidente, organizza e gestisce un florido commercio di schiavi all’interno del proprio territorio grazie alle “prede di guerra” ottenute dall’ISIS e subito rivendute a mezzo subaste che si svolgono in varie località del paese.
La orribile scoperta è stata rivelata con la morte di un miliziano del gruppo terrorista nel corso dei combattimenti avvenuti nella città di Shirqat, nella provincia di Salah-Din, nel centro dell’Iraq, come ha informato questa settimana il giornale “The Sun”.
I componenti delle Unità di Mobilitazione Popolare (PMU) iracheni, formazioni militari che combattono contro i terroristi per riprendere il controllo della città, hanno infatti recuperato il telefono portatile del terrorista ucciso e da questo hanno prelevato le terribili immagini di questo ripugnante commercio di esseri umani che si svolge in Arabia Saudita.
“Il nostro agente investigativo è rimasto scioccato nel vedere un insieme di immagini che riteniamo si riferiscano ad una donna della etnia izadi dell’Iraq (una minoranza etnica della regione) venduta come schiava sessuale”, secondo una informativa trasmessa al giornale britannico.
Dopo aver indicato che le foto sono state prese durante una subasta realizzata in Arabia Saudita, il portavoce ha aggiunto  che l’ubicazione precisa di dove si è svolto l’evento non è stata ancora determinata.
Risulta che il gruppo terrorista dell’ISIS (Daesh in arabo) ha venduto per 31 dollari una giovane izadi di 19 anni d’età, ad un cittadino australiano in Siria, secondo una informazione rivelata il Martedì.
Schiave vendute in Arabia Saudita
Schiave vendute in Arabia Saudita
“Altre immagini registrate in altre zone sotto ocupazione dell’ISIS, come Mosul (capitale della provincia di Ninive) mostrano questo miliziano della banda (a cui sono state recuperate le foto) che combatteva nelle fila del gruppo terorrista da molto tempo”, ha spiegato il portavoce.
In una informativa scritta recentemente da James Cockayne, direttore dell’Ufficio dell’Università dell’ONU nella città di New York, risulta che i gruppi terorristi, in varie parti del mondo, hanno ridotto in schiavitù alcune centinaia di migliaia di persone deboli (donne e bambini ) ed hanno creato registri degli schiavi ed istituito mercati di questi, come anche sono stati realizzati manuali di istruzioni circa il trattamento ed il commercio degli schiavi.
Nota: L’Arabia Saudita, come noto, risulta il paese che ispira e sponsorizza i gruppi terorristi islamisti radicali di ideologia wahabita e salafita che combattono in Iraq, in Siria ed in altre regioni (dal Pakistan alla Nigeria) per diffondere l’islamismo radicale. Forma parte di questa ideologia la possibilità di ridurre in schiavitù gli “infedeli” che non si convertono alla religione islamica wahabita.
Essendo un importante paese petrolifero, grande alleato degli USA e degli stati europei, primo acquirente di armamenti occidentali, grande esportatore di petrolio e finanziatore di molte organizzazioni USA ed europee (fra cui la Fondazione Clinton), non ha mai avuto problemi su questo tipo di commercio ma anzi, grazie ai “buoni uffici” di Ban Ki Moon (segretario generale dell’ONU), ha potuto accedere nelle Nazioni Unite all’incarico di paese che presiede la “Commisssione dei Diritti Umani”.
Esponenti degli USA e del Regno Unito non hanno mancato di sottolineare più volte la strategica alleanza che lega i loro paesi all’Arabia Saudita.
Fonte: Hispan Tv
Traduzione e nota: Luciano Lago
http://www.controinformazione.info/lisis-vende-le-donne-come-schiave-in-subaste-che-si-svolgono-nellarabia-saudita/#

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