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mercoledì 12 ottobre 2016

Julian Assange pubblica le prove che l'Arabia Saudita finanzia l'ISIS

 
L'Arabia Saudita finanzia l'Isis e la rifornisce di armi e gli Stati Uniti che chiedono la incriminazione di Assad e della Russia per crimini di guerra, ne sono al corrente.  

                                             di Patrizio Ricci

"Mercoledì scorso, in una riunione del comitato dei deputati alla Casa Bianca, funzionari del Dipartimento di Stato, della CIA e del Joint Chiefs of Staff hanno discusso di attacchi militari limitati contro il regime (di Assad) Uno dei modi proposti è stato quello di aggirare le obiezioni della Casa Bianca e colpire il regime di Assad senza una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sarebbe quello di effettuare gli attacchi di nascosto e senza riconoscimento pubblico. " (Washington Post)

E' evidente la spregiudicatezza e la illegalità racchiusa in questo breve estratto che riportiamo dal quotidiano Washington Post. Gli Stati Uniti d'America quando intendono portare avanti  quella serie di mire geopolitiche ed economiche che chiamano 'interesse nazionale', intendono portare avanti i propri obiettivi ad ogni costo. Negli ultimi anni è venuta loro incontro la dottrina 'responsability to protect' che è diventata nient'altro che il 'il Jolly' da usare in tutte le occasioni. 

Se un dato paese non 'allineato' fa resistenza, per giustificare l'uso della forza, la sua devastazione o un intervento diretto, si usa la scusante del popolo che aspira alla democrazia. Se il piano non riesce, se le false flag, i camuffamenti ed i diversivi non riescono, si interviene direttamente ma lo si fa 'di nascosto'. 
Quel che è raccapricciante è che, allo stesso tempo i soggetti che dichiarano di combattere il terrorismo e che si propongono come difensori della legalità e dei diritti umani nel mondo, alimentano essi stessi il terrorismo e lo usano per i loro giochi di potere.

Come prova di tutto questo, Wikileaks ha pubblicato sul suo sito una mail di Hillary Clinton(ossia del candidato alla presidenza degli Stati Uniti d'America che attualmente, in base ai sondaggi, appare il più quotato a ricoprire la carica) che sembra un condensato di tutte queste cose. 
Nella mail appare chiaro che gli Stati Uniti  scelgono e coprono i propri alleati in modo strumentale. Washington è perfettamente al corrente che Ryad supporta lo Stato Islamico (Isis). Da notare che l'Arabia Saudita aderisce alla coalizione di Stati che si sono uniti contro Isis.
Nello stesso tempo, l'Arabia Saudita fa parte degli 'amici della Siria' che ha come fine il portare la democrazia contro 'il regime' di Assad. Quindi l'Arabia Saudita supporta l'Isis ma nello stesso tempo fa parte della coalizione anti Isis. Ma paradossalmente non ha dato neanche una costituzione al proprio popolo ed è uno dei paesi più autoritari del mondo.

Come possa accadere una cosa del genere è incomprensibile. Tutta la propaganda chè c'è sulla guerra di Siria sembra fatta di paradossi: ad esempio, l’Arabia Saudita non riconosce la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ed è uno dei Paesi al mondo in cui più si violano i Diritti Umani. Tuttavia, nel giugno del 2015, l’ambasciatore saudita Faisal bin Hassan Trad è diventato presidente del Gruppo consultivo del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (Unhrc).

Questa settimana Francia e Germania insieme agli Stati Uniti, hanno chiesto il deferimento della Siria e della Russia alla Corte dell'Aja per crimini di guerra. Allo stempo, il Tribunale Penale Internazionale si è dichiarato 'incompetente' per i crimini dell'Isis che ha seppellito vivi decine di bambini e si è macchiato di crimini orrendi. 

Direi proprio che ci stanno prendendo in giro. 
fonte http://www.lplnews24.com/2016/10/julian-assange-pubblica-le-prove-che.html

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