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venerdì 7 ottobre 2016

NESSUNO TI RICORDA DI QUANDO PANNELLA PRESE I SOLDI DA SOROS, IL FINANZIERE MASSONE CHE HA INVENTATO LA CRISI CHE STA AMMAZZANDO L’OCCIDENTE

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NEL 2006, PER IL TRAMITE DELLA GALOPPINA DEI MASSONI EMME BONINO, PANNELLA RICEVETTE UN PRESTITO DI 2 MILIONI DA PARTE DI GEORGE SOROS, IL FEROCE SPECULATORE AL SOLDO DELLE BANCHE D’AFFARI CHE HANNO INVENTATO LA CRISI E CHE STANNO AMMAZZANDO LA POPOLAZIONE DI MEZZO MONDO. NESSUNO RICORDA QUESTI ALTARINI RADICALI. LO FACCIAMO NOI. RICORDANDO CHE SOROS FU ADDIRITTURA TESSERATO DA PANNELLA, COME POTRETE LEGGERE QUI SOTTO
Pannella assolda persino Soros“. I radicali comunicano notizia sul loro sito, con una certa spavalderia, come se fosse un onore e come se tutti gli italiani avessero l’anello al naso: “Marco Pannella è riuscito anche in questo, il finanziere ungherese e filantropo George Soros si è iscritto al partito.”
Ma fino a che punto Soros è filantropo, nonché finanziere? Ce lo spiega egli stesso con questa affermazione:
‹‹Sono certo che le mie attività speculative hanno avuto delle conseguenze negative. Ma questo fatto non entra nel mio pensiero. Non può. Se io mi astenessi da determinate azioni a causa di dubbi morali, allora cesserei di essere un efficace speculatore. Non ho neanche l’ombra di un rimorso perché faccio un profitto dalla speculazione sulla lira sterlina. Io non ho speculato contro la sterlina per aiutare l’Inghilterra, né l’ho fatto per danneggiarla. L’ho fatto semplicemente per far soldi››.
Quindi Soros non è affatto un finanziere, ma un sicario economico, un cinico megaspeculatore che non si fa scrupoli di danneggiare una nazione per il suo tornaconto personale. I radicali la chiamano “filantropia”, sperando che gli italiani non capiscano che chi finanzia un partito, ha sullo stesso una certa influenza…, vero Pannella?
Ma la filantropia di Soros non si ferma qui, difatti ha acquistato titoli dei debiti pubblici  europei per 2 miliardi di dollari a prezzi stracciati da una liquidazione dalla MF Global, la compagnia speculativa  fallita ad ottobre, diretta da John Corzine (un altro ex di Goldman Sachs, ed ex governaore del New Jersey). La MF Global aveva in portafoglio 6,3 miliardi di dollari in titoli degli stati più indebitati: italiani e spagnoli, ma anche portoghesi, irlandesi e belgi. Corzine speculava su tali debiti sperando di profittare, apparentemente, dalla differenza che riceveva sui bond europei e gli interessi che pagava in base agli naccordi di ricomprare.
Ora, a profittare sarà Soros: i bot, btp  e bonos comprati a prezzo di fallimento  sono a scadenza breve, si dice. Anche se non è chiaro se Soros intende tenerseli fino alla maturazione, oppure realizzare un colpo gobbo a breve. Non l’ha detto, ovviamente.
E veniamo ai fatti di casa nostra. Ce li racconta Blondet
Nel 1992 Ciampi, allora governatore di Bankitalia, dilapidò 48 miliardi di dollari in una assurda difesa della lira, che era sotto attacco da parte di Soros.
Soros aveva più mezzi: grazie all’effetto-leva e alla speculazione coi derivati, agiva come avesse 100 dollari per ogni 5 realmente impiegati. In pratica, con questa leva, Soros vendeva lire che non possedeva, contando poi di ricomprarle a svalutazione avvenuta.
Il venerato maestro Ciampi, che sapeva come stavano le cose, avrebbe dovuto rinunciare fin dall’inizio alla sua difesa, salvando i 48 miliardi di dollari. Invece la fece ad oltranza: cosa che costò ai contribuenti italiani 60 mila miliardi di lire (due o tre stangate alla Prodi) che in parte (almeno 15 mila miliardi di lire) finirono nelle tasche di Soros. E cosa ancora più grave, Ciampi prosciugò quasi totalmente le riserve in valuta di Bankitalia.
Così, quando alla fine la lira fu svalutata del 30% – come i Rothschild e le banche d’affari USA volevano, per poter comprare a prezzi stracciati le imprese dell’IRI – non c’erano più soldi per la difesa della italianità di quelle imprese. La svendita era stata accuratamente preparata da Giuliano Amatoche, appena diventato capo del governo, aveva trasformato gli enti statali in società per azioni, in vista delle privatizzazioni, in modo che le oligarchie finanziarie estere potessero controllarle diventandone azioniste, e poi rilevarle per il classico boccone di pane.
La cosa fu così sporca che Ciampi (come minimo, se non da complice, si comportò da incompetente) una volta prosciugate le riserve, offrì le sue dimissioni. Gli fu detto di star tranquillo; Ciampi sarebbe stato premiato con la presidenza della repubblica.
Ci fu anche un’inchiesta. Nel ‘96 la Guardia di Finanza indagò se «influenti italiani abbiano operato illegalmente dietro banche e speculatori», ricavando un guadagno accodandosi a Soros nella speculazione contro la lira. Secondo Il Mondo del dicembre ‘96, la «lobby a favore di Soros», secondo gli inquirenti, comprendeva Prodi, Enrico Cuccia (capo di Mediobanca per la Lazard) Guido Rossi, Isidoro Albertini, Luciano Benetton, Carlo Caracciolo.
Naturalmente, le procure insabbiarono. Gli indagati erano tutti padri della patria, venerati maestri, riserve della repubblica.
fonte http://www.grandecocomero.com/nessuno-ti-ricorda-di-quando-pannella-prese-i-soldi-da-soros-il-finanziere-massone-che-ha-inventato-la-crisi-che-sta-ammazzando-loccidente/


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