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martedì 8 novembre 2016

Elezioni europee 2014, la rete italiana di Soros: all’Arcigay 100mila dollari e per i rom 50mila?




La notizia è stata debitamente silenziata, perché certe persone non vanno disturbate. Il problema è che nella società della Rete, non tutto è controllabile. E quindi oggi sappiamo non solo che George Soros ha subito un attacco hacker da parte di DCLeaks – sicuramente un gruppo di russi al soldo del Cremlino – ma che gli oltre 2500 documenti rubati testimoniano la capillare attività dell’arcipelago umanitario di Soros, capitanato dalla Open Society Foundation, nelle faccende interne di parecchi Stati al mondo.

Praticamente tutti. Un portavoce dell’FBI, Laura Silber, ha confermato che l’intrusione informatica è avvenuta lo scorso giugno e si è limitata a un sistema intranet utilizzato da membri di board, staff e partner delle fondazioni. Sabato scorso, DCLeaks ha pubblicato i 2576 files, classificandoli in sezioni che rappresentano tutto il mondo: Usa, Europa, Eurasia, America Latina, Africa, la Banca Mondiale, “L’ufficio del Presidente” e un’entità sconosciuta denominata SOUK. Si tratta di documenti che partono dal 2008 e arrivano fino a oggi. Tra i più interessanti, compare quello denominato “European crisis: key development of the past 48 hours”, dedicato all’impatto della crisi dei migranti e un altro dal titolo “The Ukraine debate in Germany”. I documenti svelano piani di lavoro, strategie, priorità e altre attività di Soros, includendo anche report sulle elezioni in Europa, la migrazione e la politica di asilo. Insomma, non solo Hillary è vittima dei pirati informatici.

Milano2
C’è poi questa lista,
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(basta cliccare per vederla ingrandita e poter leggere) la quale mostra le ONG e le organizzazioni europee che hanno goduto di donazioni di Soros per progetti legati alle elezioni europee del 2014 e guarda chi spunta fuori: l’Arcigay con quasi 100mila dollari e l’Associazione 21 luglio, onlus per la promozione dei diritti umani di rom e sinti in Italia, finanziata con quasi 50mila dollari. Mentre queste altre schermate
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ci mostrano come il CESIE (Centro studi e iniziative europee) abbia goduto solo di 8900 dollari, mentre meglio è andata al COSPE (Cooperazione per lo sviluppo dei Paesi emergenti) che ha beneficiato di 46mila dollari. Ci sono poi queste altre due associazioni romane,
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sconosciute ma che hanno goduto di circa 25mila dollari a testa, stando ai documenti hackerati. Sono vere queste cifre? Sono vere queste donazioni o gli hacker ci hanno messo del loro, manipolando? A me sembrano un po’ troppo circostanziate per essere un tarocco ma se le associazioni prese in esame proveranno la loro falsità, sono pronto a chiedere scusa e rimuovere il post. Se però sono vere quelle cifre, forse qualche domanda – eminentemente etica, non c’è nulla di illegale o penalmente rilevante – occorrerebbe farla. E farsela, perché si tratta di soldi che Soros ha dato attraverso le sue fondazioni ad associazioni e ONG di tutta Europa relativamente a progetti legati al voto per l’Europarlamento: in parole povere, ha fatto campagna elettorale per interposta persona ma con un’agenda precisa.

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Si chiama, come minimo, intromissione nella politica interna di uno Stato estero. I documenti mostrano che Soros, ad esempio, tra il 2009 e il 2014 ha donato almeno 4,9 milioni di euro a ONG olandesi, enti di beneficenza e gruppi di riflessione, tra cui ProDemos, Kieskompas e l’organizzazione studentesca pro-europea AEGEE, che è presente in quasi tutte le città universitarie olandesi. Inoltre, il “sì” per la campagna al referendum olandese sull’Ucraina è stato in parte finanziato da Soros nel mese di aprile. Non manca Amnesty International Netherlands, la quale ha ricevuto più di 250mila dollari e Meldpunt Discriminatie, finanziata con quasi 50mila: ma anche la Casa di Anna Frank e diverse organizzazioni musulmane di Amsterdam e Rotterdam hanno ricevuto denaro. Insomma, soldi a pioggia.

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Dunque abbiamo un miliardario, filantropo americano che si occupa delle elezioni europee: strano, no? E poi, perché tutti quei soldi all’Arcigay e alla 21 luglio: diritti gender e dei nomadi erano una priorità per Soros? Forse no ma tutti sappiamo che quelle associazioni sono in grado di raggiungere e influenzare efficacemente informazione e opinione pubblica, offrendo – magari involontariamente – la coperta dei “diritti” alla realtà che si cela dietro Soros, le sue fondazioni e le loro attività nel mondo. Un esempio? Il filantropo ungherese è il fan numero un di Hillary Clinton e non da oggi. La sostiene così tanto e da così tanto tempo da essere stato capace di teleguidarla, quando era a capo del Dipartimento di Stato, nella gestione della crisi albanese del 2011. Grazie alle mail rese note da Wikileaks il 12 agosto scorso, infatti, si scopre che il 24 gennaio di cinque anni fa, Soros scrisse alla Clinton una lettera che iniziava con un “Dear Hillary” molto confidenziale.

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Ecco la parte più interessante: “Una situazione molto seria è scoppiata in Albania e richiede urgente attenzione da parte dei massimi livelli del governo Usa. Dovresti sapere che una dimostrazione dell’opposizione a Tirana venerdì scorso ha portato alla morte di tre persone e alla distruzione di proprietà… Io penso che due cose vadano fatte urgentemente. Primo, utilizzare tutto il peso della comunità internazionale nei confronti del premier Berisha e del capo dell’opposizione Rama per evitare nuove dimostrazioni pubbliche e abbassare i toni dei loro pronunciamenti. Secondo, nominare un funzionario europeo come mediatore”. Pochi giorni dopo l’invio della mail alla Clinton, l’Ue nominò uno degli uomini suggeriti da Soros, Miroslav Lajcak, come mediatore e lo inviò a Tirana per incontrare i leader.
George Soros HACKED, Thousands of Open Society Foundations Files Online Now
Full Show – LEAKED SOROS DOCS CONFIRM MIGRANT CRISIS A TOOL OF ‘GLOBAL GOVERNANCE’ – 08/16/2016
Avete capito di chi stiamo parlando, a livello di manipolazione e gestione sotterranea del potere globale? Sicuramente le associazioni che Soros finanzia sono tutte favorevoli all’immigrazione di massa e all’agenda pro-migranti della Open Society Foundation ma, ancorché si tratti di donazioni assolutamente legali, ribadisco, forse qualche risposta quelle associazioni dovrebbero comunque fornirla. Almeno a livello etico, visto che quei soldi provengono dalle stesse casse che hanno finanziato, tra l’altro, il golpe in Ucraina con 5 miliardi di dollari. E al di là della totale mancanza di democraticità e trasparenza che regna in quel Paese, dubito che la giunta di Poroshenko e le nazi-milizie che la difendono siano così rispettosi, ad esempio, dei diritti di gay e rom.
http://www.complottisti.com/elezioni-europee-2014-la-rete-italiana-soros-allarcigay-100mila-dollari-rom-50mila/

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