Translate

martedì 1 novembre 2016

LA PIU' GRANDE OPERAZIONE UMANITARIA DELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...



...proprio così, la definiscono così quella vera e propria diaspora di genti di ogni latitudine che viene a riversarsi verso il leggendario Bengodi  dell'Europa (dell'Italia in primis)

ma la vera  più grande operazione umanitaria della storia della repubblica italiana (quella fondata sul lavoro e che ripudiava la guerra come strumento per risolvere le questioni internazionali) ci siamo dimenticati era stata quest'altra: LA  GUERRA  DI  LIBIA  DEL 2011, dov'era in quei giorni l'attuale segretario della CEI , il ciarliero Nunzio Galantino,  forse era tutto assorto nei suoi studi di antropologia (sic) mentre il suo collega Monsignor Martinelli se ne stava da solo a gridare alla luna da una Tripoli sotto le bombe, senza che nessun Papa e nessun Cristo lo ascoltasse... ma se per domineddio è già successo di abbandonare il proprio figlio nel momento decisivo almeno il Papa Ratzinger avrebbe potuto alzare un dito per fermare i massacri di negri e libici immolati alla "ragion di NATO" delle telecamere di Al Jazeera e della CNN.
Altro che il biascichio di Colaninno il Boiardino dei Piccoli,  già nella primavera 2011 Mons. Martinelli chiarì qual'era la situazione in Libia, in molteplici interviste, per lo più sconosciute alla gente:

Mons. Martinelli, non crede che – per come è evoluta la situazione – un intervento armato fosse l’unica soluzione?

Assolutamente no. Si poteva cercare una mediazione, ma il dialogo non è nemmeno stato tentato. L’Occidente ha avuto fretta di ricorrere alla guerra, non so per quale ragione. Non voglio avere pregiudizi, ma l’intervento dei cosiddetti alleati mi è sembrato affrettato e piuttosto interessato.
Dai contatti che ho avuto con il World Islamic Call Society (un’istituzione sponsorizzata dalla Libia e incaricata del dialogo interreligioso e della promozione dell’islam nel mondo), so che si stava trovando un canale possibile per il dialogo. Era stata individuata una persona che aveva un certo peso sia tra i rivoltosi sia tra le autorità, e che poteva giocare un ruolo importante nella mediazione. Ma l’Occidente ha voluto iniziare la guerra, e ora non riesco a immaginare come possa andare a finire.

Vista da fuori, però, la situazione stava precipitando. Il numero di vittime cresceva vertiginosamente, e i terribili attacchi delle milizie di Gheddafi stavano polverizzando le conquiste dei ribelli. In qualche modo bisognava intervenire.

In parte è vero, ma in parte ciò che avete saputo in Occidente è stato ingrandito dai mass media. È chiaro che si sarebbe dovuto intervenire prima che la situazione precipitasse. La mancanza del Governo libico è stata quella di non aver ascoltato la crisi generazionale di questi tempi. Gheddafi doveva ascoltare i giovani che reclamavano più diritti.
Bisogna anche sottolineare, però, che se la reazione del colonnello è stata così forte c’è un motivo. Se è vero che la rivolta è nata spontaneamente, è altresì vero che a un certo punto vi è stata tra le fila dei ribelli un’infiltrazione di al Qaida.

Al Qaida? Aveva quindi ragione Gheddafi?

Quello che Gheddafi ha detto è vero. Dalle notizie che ho potuto raccogliere, ho motivo di credere che a un certo punto la rivolta è stata effettivamente strumentalizzata dal network di bin Laden. È questo che ha dato il via all’atroce repressione del colonnello.

Chi avrebbe dovuto, o potuto, intervenire?

Di certo non l’Occidente. Ci sono organismi nella società araba che avrebbero potuto giocare un ruolo importante, e che forse sono ancora in tempo per farlo. Ci sono personalità africane, sia all’interno che all’esterno della Lega araba o dell’Unione africana (di cui Gheddafi è anche stato presidente) che hanno una forte influenza sul raìs. Perché non cercare un mediatore tra questi, se veramente si voleva la pace?
Anche l’Italia era in gioco, e avrebbe potuto dare un’importante contributo alla pace, perché negli ultimi anni aveva acquisito una certa amicizia con la Libia e con Gheddafi.
Non so dire, vista l’attuale situazione, se la strada del dialogo è ancora percorribile. Ma perché non tentare?

Come finirà questa triste vicenda? Che fine farà Gheddafi?
A questa domanda è impossibile rispondere. Ciò che posso dire è che il leader libico è disposto a resistere fino alla fine. Per questo non vedo una soluzione alla guerra. Da quattro giorni, ogni sera e ogni notte veniamo bombardati. Ma fin dove si vuole arrivare? Fino a che punto gli alleati hanno il diritto di farlo? Che cosa ci si aspetta, che Gheddafi se ne vada? Non accadrà mai.




ECCO LE  NOSTRE  MISSIONI UMANITARIE:

Pare che gli unici commenti seri e testimonianze sulle questioni legate all'immigrazione vengano dai lettori dei blog, qua di seguito la corrispondenza di un nostro lettore, che riporto integralmente


"Cremona 35 euro al giorno per immigrato. 4 per stanza con letti attaccati e soffitto coperto di muffa. Fanno 140 al giorno. 5 al giorno per dormire, 10 per mangiare e 20 per corso di italiano, si prendono tutto. Quindi 140 al giorno per 10 giorni fanno 1400 e per fare il mese fai per tre viene 4200 euro al mese per quattro persone. Ma per quella cifra i quattro starebbero benissimo in una casa in affitto di lusso. Mangerebbero benissimo e vestirebbero benissimo. Invece vanno in giro vestiti come barboni per la città. Ma diamo a loro i soldi e non alla chiesa. Se poi fai 4200 al mese per 12 mesi fanno 48.600 euro all’anno, per 10 stanzette fanno 486.000 euro per sole 40 persone. Secondo me ci stanno derubando. Altro che x per 1000 alla chiesa col 730 , che poi sulle stanzette non ci paga neanche l’imu. Ho chiesto al prete di togliergli la muffa dai muri e non lo ha fatto. E poi in chiesa mi chiedono pure l’offerta. Non credo che rappresentino dio sulla terra. Penso facciano solo i loro interessi terreni. Dio e un altra cosa. Firmato un cristiano credente."

A  QUANTO  PARE  GLI  UNICI  SERI  A  FAR  CRITICA  SERIA  SONO ALCUNI ATTORI


fonte http://trasversal-mente.blogspot.it/2015/08/la-piu-grande-operazione-umanitaria.html

Nessun commento:

Posta un commento