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mercoledì 30 novembre 2016

Referendum Renzi-Verdini-Alfano NON VANNO PERDONATI PERCHE’ SANNO QUELLO CHE FANNO



di Fernando Rossi
Referendum Renzi-Verdini-Alfano
NON VANNO PERDONATI PERCHE’
SANNO QUELLO CHE FANNO
Qualunque sia l’esito del Referendum, il danno sarà enorme.
Hanno usato la Costituzione non solo per sottrarre potere al popolo, come da mandato JP Morgan e grandi banchieri, ma anche per dividerlo, pensando di radunare attorno al Si coloro che li seguiranno nella costruzione del partito dell’inciucio o ‘della nazione’.
Il danno di questa divisione/spaccatura del paese, operata sulle basi stesse della nostra convivenza sociale, civile e politica sarebbe, forse, sanabile solo dalla presenza di un Presidente della Repubblica come Pertini, ma con più poteri e oggi mancano entrambe le condizioni.
La globalizzazione/proprietà privata della moneta, sta già comportando preoccupantissimi effetti sull’Italia, come sugli altri paesi condotti su questa folle strada: 1) meno lavoro, meno pagato ( con meno diritti ) e conseguente calo del mercato interno; 2) drastica riduzione della sovranità del popolo e dello Stato (Euro, UE, Nato); 3) guerre, terrorismo, conflitti armati e saccheggio delle risorse di molti stati, con relativo corollario di catastrofiche migrazioni e tensioni etnico, economico, culturali.
La Costituzione Repubblicana, pur mai applicata nei sui principi fondamentali, era tuttavia l’unico collante laico delle tante, troppe originarie divisioni tra Nord e Sud, fascisti e antifascisti, spinte separatiste, partiti manovrati da banchieri e ambasciate straniere, ecc., ecc.. Dal 5 dicembre, comunque vada, a causa di questo sciagurato Referendum, entreremo in una nuova fase di profonda crisi/trasformazione sia politica che istituzionale.
Nascerà il RAV-B (partito di Renzi, Alfano e Verdini, non contrastato dai residuati berlusconiani) ed a lui si opporranno tre ‘insiemi’: i 5 Stelle; un raggruppamento imperniato su Salvini e destre non renziane; una sinistra sparsa, sempre più frantumata e ‘fuori tema’.
Le prime elezioni politiche potranno vincerle e andare al Governo sia il RAV che i 5 Stelle, ma entrambi dovranno cercare di rimettere insieme i cocci di una eventuale vittoria del SI.
Il RAV sarebbe costretto a farlo dalla forte crescita dello scontro sociale senza i freni di un comune sentire ‘Costituzionale’ e in presenza di un risveglio anche di chi avendo votato SI (motivato dalle balle su 'risparmio', 'meglio far qualcosa che non far nulla', 'il bicameralismo ha rallentato lo sviluppo', ecc. ) sgrugnerà sulle concrete conseguenze istituzionali, sociali, politiche e morali di quelle modifiche costituzionali.
I 5 Stelle, una volta al governo, oltre ad affrontare le questioni aperte dalla globalizzazione sarebbero a loro volta costretti a mettersi subito all’opera per cancellare la Controriforma. Con ciò purtroppo dovendo contribuire anch’essi a snaturare la Costituzione Repubblicana, che da legge delle leggi, diventerà 'de facto' una legge 'normale', che ogni nuovo Governo e/o nuova maggioranza politica vorrà-potrà, a suo piacimento, cambiare.
Fernando Rossi
fonte https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1312149402169479&set=a.117911198259978.17806.100001232959661&type=3&theater

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