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sabato 26 novembre 2016

Se il prossimo papa sarà bergogliano, il Vaticano diventerà a tutti gli effetti una succursale cattomassonica.

Ringraziamo Agostino Nobile, Autore di: “Quello che i cattolici devono sapere – Almeno per evitare una fine ridicola” e “Anticristo Superstar”, per averci inviato il testo riportato di seguito.


Il cattolicesimo? Per definirlo è necessario specificarne la tipologia, che va dal sedevacantista, tradizionalista, modernista, cattocomunista al cattofascista. Con Bergoglio si sono aggiunti i cattoecologisti, cattobuonisti, cattorelativisti e non è detto che la lista si esaurisca qui. Le divisioni ci sono in tutte le famiglie e il cattolicesimo non fa eccezione, ma a partire dal Vaticano II le definizioni di appartenenza sono fiorite in maniera esponenziale come una malapianta, una più velenosa dell'altra. Una guerra fratricida sta mettendo a dura prova una Chiesa che per secoli, nonostante le infinite controversie, ha tenuto una linea di demarcazione abbastanza netta tra cattolicità ed errori dottrinali. Col vescovo di Roma che promuove una Chiesa aperta al mondo corteggiando sia gli atei che le altre religioni, lamentandosi puntualmente dei cattolici con una sfilza di accuse colorite, diciamo, poco misericordiose, si prevede un ulteriore inasprimento tra le fazioni cattoliche.

È mai possibile che Bergoglio non si renda conto che mentre cerca l'unità a tutti i costi con i cristiani scismatici sta disgregando la cattolicità? È possibile che non si renda conto che la pace nel mondo non si raggiunge corteggiando le altre fedi, ma con la conversione a Cristo? Come notano alcuni, anzi, pochi giornalisti cattolici, più che aperta al mondo la Chiesa sembra aver abdicato alla sua funzione bimillenaria di guida, accogliendo, apertamente o con perifrasi, le istanze del mondo. In questo sconvolgimento epocale l'atteggiamento di non pochi preti e giornalisti cosiddetti cattolici, sensibili ai segni dei tempi, da wojtyliani-ratzingeriani che erano, oggi si professano bergogliani. Della serie, l'importante è restare a galla. Se questi mutamenti in politica sono, pur turandosi il naso, accettabili, risultano particolarmente autolesionisti quando si tratta di fede. Tanto più che la costituzione bimillenaria della Chiesa non lascia dubbi sul suo contenuto, quando per esempio, ammonisce “finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto” (Matteo 5,17-19). E non è necessario essere credente per cogliere l'incompatibilità che si trova tra la chiesa bergogliana che rinuncia all'evangelizzazione (Dio non è cattolico) e duemila anni di Magistero. Per quanto riguarda i fedeli, molti di loro sembrano avviati sull'orlo di una crisi di nervi. Si è innescata una guerra senza esclusione di colpi tra i cosiddetti tradizionalisti e bergogliani. I primi cercano di rimanere fedeli al Vangelo, mentre per i secondi qualunque cosa faccia e dica il papa ha sempre ragione, perché, dicono o pensano, eletto dallo Spirito Santo. Idea alquanto bizzarra e ingenua se si considera che la vita di certi pontefici aveva ben poco di cristiano. Ma - diciamola tutta - la maggior parte di quei preti, pseudoteologi, intellettuali e giornalisti che seguono a ruota Bergoglio cercano, consciamente o meno, di dare il colpo di grazia alla Chiesa cattolica.

La storia è come la malattia, se non conosciamo le cause non si trovano le cure.
Se diciamo che l'elezione di Bergoglio rappresenta la conseguenza logica di alcuni fatti storici  rischiamo di essere tacciati di complottismo, ma dato che i laicisti non sono ancora arrivati al taglio delle teste, rischiamo pure. Anche perché la definizione ricorda da vicino le parole avvelenate come omofobo, oscurantista, razzista, ecc... che come unico scopo hanno quello di zittire e ridicolizzare  per non affrontare i fatti reali.

Il signor Marcel Prélot, morto nel 1972, non era un massone qualunque. Professore alla facoltà di Diritto di Parigi, senatore della regione del Doubs e grande specialista del diritto costituzionale francese, nel suo libro Il Cattolicesimo liberale, pubblicato nel 1969, scrive:
«Abbiamo lottato per un secolo e mezzo per far prevalere le nostre opinioni all’interno della Chiesa, e non ci siamo riusciti. Infine è venuto il Vaticano II e noi abbiamo trionfato. Ormai, le tesi e i principii del cattolicesimo liberale sono definitivamente e ufficialmente accettati dalla Santa Chiesa». 
Dunque un programma portato avanti durante un secolo e mezzo, come dimostrano i documenti dei Carbonari (si, quelli di Mazzini) che hanno “fatto” l'Italia utilizzando la stessa violenza della massoneria rivoluzionaria francese. Con questo non vogliamo insinuare che i papi Wojtyła e Ratzinger fossero manovrati dall'esterno, ma sappiamo che erano già circondati dai “lupi” di cui parlava Benedetto XVI. Se fino a papa Ratzinger la Chiesa, pur attaccata da dentro e fuori del Vaticano ha in qualche modo tenuto testa ai nemici della cattolicità, con Bergoglio i lupi si sono dati alle danze. Stanno facendo di tutto per rendere l'acqua dei battezzati ancora più torbida. La mutazione di pelle raggiunta dal quotidiano della CEI,Avvenire, de L'Osservatore Romano, nonché della rete vaticana TV2000, dimostra ampiamente che i lupi ormai dettano legge. Fra tutti, basti ricordare Giovanni Maria Vian, direttore de L'Osservatore Romano, che nel dicembre ratzingeriano 2012 esternava «preoccupazione e dissenso sull’ipotesi di nozze gay», mentre nel maggio bergogliano 2016 decide di assumere la scrittrice e direttore di Rai 3 Daria Bignardi, favorevole alle unioni per le persone dello stesso sesso, e l'autrice del libro porno-gay per adolescenti “Sei come sei” di Melania Mazzucco. Il libro è passato alle cronache quando nel 2014 fu adottato nel liceo Giulio Cesare di Roma sollevando le ire dei genitori.

A questo punto c'è da chiedersi se la politica intrapresa da Jorge Mario Bergoglio sia tutta farina del suo sacco. In seguito alla pubblicazione di 2.576 file  riconducibili alle attività della “Open Society” del magnate George Soros, alcuni siti americani hanno scritto titoli che non lasciano spazio a interpretazioni, in special modo il sito cattolico The Remnant: “Papa e Soros, una santa alleanza”. Ricordiamo che il magnate ungherese di nazionalità americana, oltre a pianificare e finanziare colpi di stato nei paesi non allineati con gli USA, sostiene con milioni di dollari le presidenziali della fondamentalista pro-aborto Hillary Clinton, che durante un congresso a favore dell'aborto ha assicurato che «I codici culturali profondamente radicati, le credenze religiose e le fobie strutturali devono essere modificati. I governi devono impiegare misure coercitive per ridefinire i dogmi religiosi tradizionali». Soros versa milioni di dollari alle organizzazioni LGBT, alla Planned Parenthood, la clinica abortista più potente del mondo e a tutti quei movimenti decisi a eliminari i cosiddeti “diritti non negoziabili”. È amico dell'abortista Emma Bonino, come lo è il vescovo di Roma che l'ha definita “tra i grandi dell'Italia”, e sostenitore - come lo è Bergoglio - dell'immigrazione prevalentemente musulmana in Europa e negli Stati Uniti. Come sappiamo, durante la visita del pontefice negli USA per l'incontro mondiale della famiglia a Philadelphia, Soros, attraverso il consigliere del papa cardinale Óscar Rodríguez Maradiaga, ha donato 650mila dollari alla Chiesa per promuovere i temi della giustizia economica e razziale. Cosa che Bergoglio fa già egregiamente da quando siede sul soglio pontificio. Secondo alcuni siti americani il magnate è il più grande proprietario terriero privato in Argentina, con oltre 1.2 milioni di acri e oltre 150mila capi di bestiame, nonché proprietario di enormi partecipazioni finanziarie. A questo punto una domanda viene spontanea: il sodalizio tra Soros e Bergoglio è iniziato prima o dopo l'elezione del vescovo di Roma? Non sappiamo cosa ne sarà del cattolicesimo, soprattutto dopo il prossimo 31 ottobre, quando il pontefice sarà in Svezia per commemorare i 500 anni della Riforma luterana [vedi, nel blog], ma siamo certi che le divisioni tra i cattolici si inaspriranno. I papi vanno e vengono, e in circostanze come quella attuale l'unica medicina antistress per i credenti è quella di restare fedeli al Vangelo e ai grandi santi. Se oltre Oltretevere continueranno di questo passo, e non si alzano le barricate, è probabile che i grembiulini costituiranno a tutti gli effetti la colonna portante del Vaticano.
Agostino Nobile
fonte http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2016/09/se-il-prossimo-papa-sara-bergogliano-il.html

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