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venerdì 25 novembre 2016

SONO MOLTEPLICI I MOTIVI PER I QUALI LA REVISIONE DELLA COSTITUZIONE RENZI-BOSCHI DEVE ESSERE FERMATA DAI CITTADINI ITALIANI CON UNA VALANGA DI NO.


di Alfredo Leonoce
SONO MOLTEPLICI I MOTIVI PER I QUALI LA REVISIONE DELLA COSTITUZIONE RENZI-BOSCHI DEVE ESSERE FERMATA DAI CITTADINI ITALIANI CON UNA VALANGA DI NO.
Sostanzialmente dalla parte del No al referendum sicuramente c’è la difesa dell’impalcatura democratica del nostro Stato contro una svolta centralista, autoritaria e pericolosa, senza l’introduzione di adeguati contrappesi puntellata da una ossessiva personalizzazione del risultato del referendum voluta da Renzi il quale ha ripetutamente affermato:
“il voto referendario è un voto sulla mia persona e sul mio operato di capo del governo”.
Quindi se dovesse vincere il No, significherebbe un voto di sfiducia nei confronti di Renzi e della sua maggioranza, che lo dovrebbe indurre alle dimissioni.
Ci troveremmo in presenza di una vera e propria crisi extraparlamentare scaturente dalla personalizzazione del voto referendario, in un contesto in cui l’attuale capo del governo non solo non è stato eletto, ma non è stato neanche designato con il voto dal corpo elettorale.
Verrebbe quindi a mancare qualunque legame elettorale di cd. democrazia immediata e risulterebbe abnorme ristabilirlo ex post sulla base del referendum costituzionale favorevole al premier.
Il voto per il NO non è soltanto contro la riforma costituzionale ma sopratutto contro la legge elettorale Italicum.
Dunque se il referendum costituzionale uscisse sconfitto dalle urne, è ovvio che trascinerebbe con sé la nuova pessima legge elettorale denominata “ITALICUM”, rendendola inapplicabile, in quanto pensata e scritta per la sola Camera dei deputati, nella previsione che il Senato non avesse più il rapporto fiduciario con il governo.
Il ragionamento sul collegamento tra riforma costituzionale e legge elettorale suscita inquietanti preoccupazioni: questo meccanismo finirebbe col sovvertire il principio democratico soffocando il pluralismo politico, in quanto ci sarebbe una sola Camera che decide in nome e per conto di una maggioranza governativa, frutto di un significativo premio in termini di seggi.
Auspico quindi, per il bene dei cittadini italiani, per la salvezza della nostre istituzioni democratiche e della nostra libertà, che il referendum confermativo esca sconfitto a larga maggioranza, solo così si potrebbe lanciare un segnale forte e chiaro anche ai potenti d’Europa che arbitrariamente controllano e condizionano la vita politica nazionale.
Alfredo Leonoce


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