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lunedì 5 dicembre 2016

Se non si dovesse andare al voto immediato sarebbe gravissimo.


di Stefano Davidson
Se non si dovesse andare al voto immediato sarebbe gravissimo.
Il Governo dell'ex aspirante leopolduce ha avuto come unica giustificazione del suo essere (oltretutto illegittima) QUELLA DI PORTARE AVANTI LE "RIFORME".
Il Governo in questione ha fallito su tutti i fronti (ricordare il voto alle amministrative) ha spaccato il Paese, ha perso tre anni traccheggiando e riformando male quanto ha toccato, il tutto in una condizione di illegittimità latente data dall'incostituzionalità di quella maggioranza che ha approvato a botte di fiducie o tagliole tutte le porcate dettate dalla speculazione internazionale.
Non andare a elezioni immediatamente sarebbe l'ennesimo golpe alla faccia della Consulta e della coerenza di chi firmò la sentenza che decretò l'incostituzionalità di questo Parlamento.
La legge elettorale (fatta coi piedi per assicurarsi il dominio sul Paese se fosse passata la rifurbaforma) esiste ed è legge da Maggio 2015 ( LEGGE 6 maggio 2015, n. 52, in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 8 maggio 2015), quindi non ci sono scuse per governicchi di scopo o tecnici salvo solo quello che condurrebbe alle urne, attraverso lo svolgimento della sola normale amministrazione. Se la sono apprtovata? Ne subiscano le conseguenze!
Ricordo che le opposizioni uscirono al momento del voto e che detta legge fu approvata con 334 voti a favore e 61 contrari.
Se per qualche motivo questa legge elettorale non viene ritenuta valida come legge dello Stato, allora vanno abolite anche buona scuola, jobs act, salvabanche e rivista ogni cosa fatta da quest'ultimo governo abusivo. Compresi i processi al matteopoldo.
Stefano Davidson

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