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domenica 31 gennaio 2016

Monti confessa: dietro alla Troika c’era Soros.

MontiConfessa
Mario Monti ieri al Wall Street Journal: «A partire da novembre (il 9 lo spread dell’Italia vola a 573 punti, il 16 Monti diventa presidente del Consiglio, ndr.), la Germania, il Fondo Monetario Internazionale e investitori privati come George Soros invitavano con forza l’Italia a chiedere qualche sorta di salvataggio. Ma io ho detto: assolutamente no. Perché avevamo bisogno dì mobilitare il Paese affinché accettasse dure riforme strutturali e di austerità». (in realtà,  per distruggere la domanda interna)
E qui Monti dà clamorosamente ragione ai dietrologi, mettendo le pressioni di Soros sullo stesso piano di quelle discutibili ma comunque legittime della Germania e del Fmi. [Fonte: Bussi, Milano Finanza]
http://www.byoblu.com/post/2014/05/01/monti-confessa-dietro-alla-troika-cera-soros.aspx



La Russia rivela il "Master Plan" di Obama per distruggere l'America .

La Russia rivela il "Master Plan" di Obama per distruggere l'America .


Sorcha Faal 















Un nuovo, splendido rapporto  pubblicato al Cremlino dal Ministero degli Affari Esteri (MoFA) avverte che il presidente Barack Obama ha intrapreso un "master plan" per alterare per sempre l'intero elettorato degli Stati Uniti utilizzando ciò che gli analisti legali della Federazione descrivono come il più temibile caso della Corte Suprema che da sempre ha contestato questa storia, e le nazioni avrebbero successo se l'America fosse completamente distrutta.

Secondo questo rapporto, il presidente Obama è attualmente il capo della nazione occidentale più potente del mondo, un recente studio dell'Università di Princeton ha confermato che ha affossato la democrazia ed ora è una oligarchia [un piccolo gruppo di persone che hanno il controllo di un paese] -ma a causa dei "conservatori tradizionali /" la popolazione americana, questi oligarchi con "agenda comunista" è stato sventato da una conseguente " nazione americana completamente polarizzata ", la cui popolazione a maggioranza conservatrice (Rosso) sono ora governati dalla sua élite Est-Ovest delle regioni costiere (Blu) con nessuno dei quali è in grado di superare l'altro.



Il motivo alla base della polarizzazione Rosso - Blu degli Stati dell'America, spiega la relazione , è dovuto al 14 ° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, in particolare la sezione 2 che da oltre due secoli ha deciso la composizione    dell'elettorato americano e i rappresentanti eletti di entrambe le posizioni del governo statale e federale, che ha dato una quantità sproporzionata    di potere alle città più delle zone rurali.

Al suo suo insediamento nel 2009, continua il rapporto, il presidente Obama ha iniziato sfruttando questo schema sproporzionato causato da un'ambiguità costituzionale [incertezza o inesattezza di significato nel linguaggio] della seconda sezione  del 14 °Emendamento , con la presente  invasione degli Stati Uniti con altrettanti rifugiati e illegali stranieri,  sapendo che in base al diritto statunitense attuale, a questi "non-americani" sono dati esattamente gli stessi diritti di rappresentanza come i cittadini americani.





















Cerco di fermare il "master plan" del presidente Obama di distruggere l'elettorato americano così che i suoi oligarchi possono attuare pienamente la loro "agenda comunista", affermano le note di questa relazione, è un fondo di difesa legale senza scopo di lucro denominata Project on Fair Representationche nel 2014 ha presentato una querela nei suoi confronti Evenwel v. Abbott e il cui rilascio deve essere decisa dalla Corte Suprema degli Stati Uniti afferma:
  "Se il tribunale distrettuale di tre giudice ha ritenuto correttamente che la" sola persona, un voto principio "Se il tribunale distrettuale di tre giudice ha ritenuto correttamente che la" sola persona, con voto di principio "sotto la Equal Protection Clause permette ai membri di utilizzare la totalità della popolazione, e non richiede membri per utilizzare gli elettori, quanto alla ripartizione dei distretti legislativi statali. "
La differenza tra "popolazione totale" e "popolazione degli elettori" nella selezione dei rappresentanti come citato in questo caso monumentale, spiega la relazione, è la "scappatoiaIl presidente Obama ha usato l'invasione dell'America con illegali elettori perché la "popolazione totale" viene utilizzata, come "popolazione elettorale" e può completamente sopraffare i loro diritti con semplici numeri.



Per lo shock del presidente Obama ed i suoi alleati oligarchi, questa relazione rileva inoltre, la Corte Suprema degli Stati Uniti nella passata primavera ha accettato di ascoltare e decidere questo caso dopo aver fallito per risolvere questo problema per degli ultimi 25 anni e che ha comportato al New York Times lo scorso maggio (2015), di dichiarare, in parte, a questo proposito:
 "La Corte Suprema ha accettato Martedì di dare ascolto a un caso per rispondere alla domanda a lungo contestata su un principio fondamentale del sistema politico americano: sul significato di "Una persona un voto " 
 La sentenza della Corte, prevista nel 2016, potrebbe essere immensamente conseguente. Qualora la Corte concordi con i due elettori del Texas che hanno portato il caso, la sentenza sposterebbe il potere politico dalle città alle zone rurali, dal passaggio ne trarrebbero  beneficio i repubblicani.
 La Corte non ha mai risolto se i distretti di voto devono avere lo stesso numero di persone, o lo stesso numero di aventi diritto al voto. Contando tutte le persone si amplifica il potere di voto con un gran numero di residenti che non possono votare legalmente, compresi gli immigrati che sono qui legalmente, ma non sono riconosciuti cittadini, immigrati clandestini, bambini e prigionieri.  Quei posti tendono ad essere urbani e a votare per i democratici. 
 La sentenza sui distretti se basata su un numero uguale di elettori si muoverebbe il potere politico lontano dalle città, con i loro molti immigrati e bambini, verso le maggiori aree rurali più omogenee ".
Dell'odio e del disprezzo dell'America del presidente Obama delle "aree rurali più estese e maggiormente omogenee", dicono le note della relazione, è stato vagliato nel 2008, mentre era candidato alla presidenza è stata registrata la sua affermazione mentre diceva: "Convinti di essere duri, si attaccano alle armi o alla religione o all'avversione per la gente che non è loro, o a un sentimento anti immigrazione o contro la concorrenza nel commercio, opinioni ,strumenti per spiegare le loro frustrazioni. "



Anche se la Corte Suprema degli Stati Uniti deve ancora pubblicare la decisione finale di questo caso, la relazione continua, il presidente Obama sembra credere che vincerà, e come dimostrano le oltre 34 milioni di "carte verdi" e "permessi di lavoro" che ha ordinato al suo governo di creare un altro flusso di immigrati clandestini così travolgeranno completamente i diritti dei cittadini americani, e una volta che tutto il suo "master plan", è attuato rimangono.

Per quello che  diverrà poi l'America, emerge dalla relazione, basta guardare oltre all'Unione Europeae all'attuale illegale crisi migratoria che ha trasformato la moderna Europa in un "pasticciomedievale che conduce numerosi esperti ad avvertire che la "caduta d'Europa" è praticamente alle porte, e gli Stati Uniti  la seguiranno rapidamente.



gennaio 2016 © UE e USA Tutti i diritti riservati. Il permesso di utilizzare questo rapporto nella sua interezza è concessa a condizione che sia citata la fonte originale a WhatDoesItMean.Com. Contenuto freebase sotto licenza CC-BY eGFDL.
http://sadefenza.blogspot.it/2016/01/la-russia-rivela-il-master-plan-di.html

„L'assessore regionale ai Trasporti Giannini replica alla Barone

Gino Lisa, la replica dell'assessore Giannini a Barone

L’assessore Giovanni Giannini replica alle dichiarazioni di Rosa Barone consigliera regionale del movimento cinque stelle

Nessun errore è stato commesso dall’assessorato ai Trasporti e dagli uffici regionali in relazione al procedimento di notifica degli aiuti di stato sull’aeroporto di Foggia. Tanto è emerso anche dalla video conferenza tenutasi lo scorso 22 gennaio con i Servizi della Commissione alla quale hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco e il presidente della Camera di Commercio di Foggia”
Da Bruxelles, i funzionari della DG Comp – evidenzia Giannini - si sono limitati esclusivamente a sostenere due concetti già ribaditi in passato: i dati e gli studi sulla domanda di traffico attesa, benché articolata, ampliata, e nel tempo arricchita dalla Camera di Commercio di Foggia con lo studio del Gruppo Clas (Università Bocconi di Milano), non ha mai permesso di dimostrare in quale senso l’investimento, in ragione della domanda, offra prospettive di utilizzo soddisfacente a medio termine da parte delle compagnie aeree; il soggetto privato che deve obbligatoriamente cofinanziare l’intervento nella misura del 25% deve essere preventivamente definito.
L’assessore sottolinea che “a queste richieste la Regione aveva sempre replicato inviando, sulla prima questione il predetto studio del Gruppo Clas, appositamente commissionato oltre che dalla Camera di Commercio anche dai Gruppi di Azione Locale della Daunia e sulla seconda questione richiamando l’ordinamento giuridico italiano laddove vengono previste procedure pubbliche obbligatorie per la selezione di soggetti privati”.
"Tutto ciò risulta chiaramente dalla documentazione che ho messo da tempo a disposizione della consigliera Barone che, da quanto dichiarato, sembra non aver avuto modo di approfondirne i contenuti” aggiunge l’assessore regionale ai Trasporti
In sede di ultima videoconferenza è stato ribadito che, ove la Commissione avesse dovuto esprimersi sull’istanza, l’esito sarebbe stato negativo, definitivo e per sempre. "Dopo due ore e mezzo di serrato confronto invece, siamo riusciti ad aprire un prezioso spazio di collaborazione stabilendo, di comune accordo, il ritiro dell’attuale notifica e la previsione di presentare due nuove pre-notifiche: la prima sulla compatibilità dell’aiuto pubblico nella misura massima del 75% corredato da una nuova relazione sulla domanda che contenga (come richiesto) un dimostrabile interesse commerciale delle compagnie aeree e la seconda, sulla possibilità di designare un servizio di interesse economico generale (SIEG) in ragione della marginalità geografica del Gargano e della Daunia.
"Questi sono i fatti che smentiscono qualsiasi forma di strumentalizzazione politica utile solo a produrre effetti negativi sulla soluzione dei problemi. La Regione Puglia di concerto con l’Amministrazione Comunale di Foggia e con la Camera di Commercio guarda alla sostanza impegnata com’è nella formulazione della nuova istanza e resta in attesa di contributi di merito, magari anche dalla stessa Consigliera Barone."

Bene questi sono i fatti e da questa dichiarazione di Giannini si denota la voglia di continuare a prendere in giro un intera comunità quella foggiana.

SE NON FOSSE N.A.T.O, LETTERA APERTA DI GIULIETTO CHIESA ALL' M5S




Intervento del giornalista Giulietto Chiesa sul convegno del Movimento 5 Stelle tenutosi il 29 gennaio dal titolo "Se non fosse NATO. Le domande che si pongono in questo convegno sono molto critiche sulla nostra permanenza nella NATO (North Atlantic Treaty Organization), su chi comanda realmente e per quale motivo sono presenti molte basi militari nel nostro Paese.  Per rendersi conto di quante basi militari Americane siano rpesenti sul nostro suolo, ecco una mappa molto dettagliata (clicca sull'immagine per collegarti al sito di riferimento)
 basi USA in Italia
Nonostante Chiesa ponga l'accento sull' importanza dell'iniziativa dell' M5S, è anche critico sul proseguo dell'iniziativa a meno che il Movimento non riesca a liberarsi da tatticismi ed ingenuità che ancora lo caratterizzano.

Viene posto inoltre l'accento sulla necessità di unione di intenti svincolata da ideologie politiche. Il Movimento dovrebbe, secondo Chiesa, cercare un' unione di intenti ed aprirsi anche ad altre forze politiche che vogliono perseguire questa "indipendenza dell'Italia dalla NATO".






IL PUNTO DI GIULIETTO CHIESA

 
fonte Stefano Becciolini
http://fahrenheit912.blogspot.it/2016/01/se-non-fosse-nato-lettera-aperta-di.html

venerdì 29 gennaio 2016

Spunta il nome della Boschi nell’inchiesta “Mafia Capitale”


C’è anche il nome del ministro Maria Elena Boschi nelle intercettazioni telefoniche dell’inchiesta Mafia capitale.
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Spunta il nome della Boschi nell’inchiesta “Mafia Capitale”
La telefonata è contenuta nell’incartamento giudiziario della Procura della Repubblica di Roma,depositato al maxi processo contro la presunta cupola mafiosa capitolina. Lo riporta il quotidiano il Tempo .
Nello specifico la telefonata è delle ore 22:05 del 7 novembre 2014, giorno della cena elettorale per Matteo Renzi. Salvatore Buzzi, il principale indagato di Mafia Capitale ha partecipato a quella raccolta fondi e ne parla in una telefonata con una sua amica, nella quale racconta dei presunti rapporti che avrebbe avuto con il ministro per le riforme costituzionali e per i rapporti con il Parlamento dicendo: “Abbiamo consegnato alla Boschi la lettera per Matteo”.
Gli atti in mano agli inquirenti, si arricchiscono dunque di nuovi particolari legati a quella cena del novembre del 2014 fatta per finanziare il PD e Matteo Renzi. La telefonata è avvalorata anche da un altra telefonata che Buzzi ha avuto con Michele Nacamulli, esponente romano del Pd, in cui dice: “Se becchi Renzi gli ricordi che abbiamo finanziato la Leopolda e oggi gli abbiamo dato 15mila euro. Potevamo dirlo alla Boschi cazzo”. Nacamulli risponde con un “Ok, la Boschi è qui”. Le telefonate sono esplicite e non hanno doppi sensi o parole camuffate, tutto estremamente chiaro.
Inoltre, secondo le fonti difensive, nei tabulati telefonici ci sarebbero anche altre conversazioni avute tra il ministro Boschi e Buzzi, queste però non avrebbero alcun profilo penale e si riferiscono a un periodo precedente alla cena di novembre, confermano comunque la conoscenza tra i due.
Tra settembre e ottobre, infatti, Buzzi dialoga col ministro per avere informazioni sulla cena e si dichiara pronto a partecipare alla cena versando un proprio contributo. L’obbiettivo di Buzzi era mantenere la sua posizione di forza tra le fila del PD romano, anche con l’arrivo di Renzi e di riposizionarsi politicamente, magari facendo un salto di qualità.
Il punto di arrivo è sempre lo stesso: aggiudicarsi appalti sempre più grandi e con maggiori guadagni per le casse delle cooperative legate al presunto boss, Massimo Carminati. Negli interrogatori Buzzi, ha  infatti precisato che finanziando le campagne elettorali “ti fai un’assicurazione sulla vita, sul futuro” ed aggiunge: “15mila euro a Renzi, ci hanno chiamato i finanziatori”.
Stando a quanto emerso quindi, nella cena di autofinanziamento del PD, Buzzi avrebbe pagato la somma pattuita versando il denaro che sarebbe finito nelle casse della Fondazione Open gestita dall’intimo amico del premier, l’imprenditore Marco Carrai – si sempre lui, quello dello scandalo ancora in corso per la gestione della“cybersecurity italiana” – nella cui Fondazione Open risulta esserci anche la Boschi.
Inoltre , ci sono le intercettazioni del 6 novembre 2014 tra il ras delle coop e il suo stretto collaboratore Carlo Guarany, fatte sull’utenza di Buzzi, che confermano il pagamento per la cena elettorale. I due discutono della cena e decidono di informarsi meglio con Lionello Cosentino, ex segretario del Pd di Roma, che poi a dicembre 2014 verrà  commissariato da Matteo Orfini.
Il “finanziamento” è confermato anche in un altra telefonata avvenuta nei giorni successivi alla cena tra Buzzi e l’allora direttore generale di Ama, Giovanni Fiscon, al quale racconta di aver fatto due versamenti, uno da 15mila euro per la cena e un altro da 5mila per la candidatura di Renzi.
Quindi nei tabulati telefonici, sarebbero confermati i contatti tra Salvatore Buzzi e Maria Elena Boschi. Dopo quello di Banca Etruria, dunque, un’altra grana raggiunge il contestatissimo ministro delle riforme, alla quale però, tutto sembra… “scivolargli addosso”.
fonte http://fattieavvenimenti.altervista.org/spunta-il-nome-della-boschi-nellinchiesta-mafia-capitale-2/?doing_wp_cron=1454027397.5807690620422363281250

ASCOLTATE PIERO CALAMANDREI: IO HO PIANTO… DAI PADRI COSTITUENTI AI FIGLI DESTITUENTI (articolo di Giuseppe PALMA)



costituzione difendila

Avrò ascoltato questo discorso di Piero Calamandrei almeno un centinaio di volte… e l’ultima volta, esattamente come la prima, ho pianto. Sì. Ho pianto. Come un bambino.
Se anche voi, ascoltando le parole di quello che fu uno dei più autorevoli Padri Costituenti, doveste provare un sussulto o dovesse scendervi giù una lacrima, allora vuol dire che siete sulla buona strada.
Cerchiamo, unendo le forze, di fermare lo stupro della nostra Costituzione da parte dei “Figli Destituenti“, i quali, in una situazione normale, non sarebbero stati in grado di modificare neppure un regolamento condominiale.
Le parole contenute in questo video furono pronunciate dal grande Piero Calamandrei esattamente 61 anni fa (il 26 gennaio 1955), ma sono di un’attualità disarmante!
Ascoltate! Ascoltate! Ascoltate! 

***
Il 21 gennaio 2016 è uscito un mio nuovo libro (in formato e-book), intitolato:
FIGLI DESTITUENTI.
I gravi aspetti di criticità della RIFORMA COSTITUZIONALE“,
(formato e-book) Editrice GDS, gennaio 2016
Costo dell’e-book: € 2,49
FIGLI DESTITUENTI di Giuseppe Palma
(formato e-book, acquistabile nella maggior parte delle librerie on-line. Cliccando il link qui di seguito indicato, troverete un elenco di alcune librerie on-line dalle quali è possibile acquistare l’e-bookhttp://scenarieconomici.it/i-gravi-aspetti-di-criticita-della-riforma-costituzionale-figli-destituenti-il-nuovo-libro-e-book-di-giuseppe-palma/)

Non lasciatemi solo! Informatevi… e tornerete liberi!

Giuseppe PALMA 

 http://scenarieconomici.it/ascoltate-piero-calamandrei-io-ho-pianto-dai-padri-costituenti-ai-figli-destituenti-articolo-di-giuseppe-palma/

E’ VOLATO FUORI DAL PETTO… di Marcia Theophilo


E’ VOLATO FUORI DAL PETTO… di Marcia Theophilo


Strano questo olocausto non lo ricorda nessuno.




' NON LO RICORDA NESSUNO', non significa che non ci siano stati registi, scrittori, storici e rarissimi politici, che coraggiosamente non abbiano testimoniato:
- il genocidio di milioni di pellerossa, purtroppo non ultima, tappa del lungo Olocausto d' Oltreoceano (iniziato con le spedizioni di Colombo di fine 1400) con lo sterminio, dai 50 agli oltre 100 milioni, di indiani d'America, indios e amerindi;
- il genocidio degli aborigeni australiani;
- il genocidio (maafa) di 10 milioni di africani uccisi nel commercio degli schiavi;
- il genocidio degli armeni;
- il genocidio ancora in atto, degli indios e dei palestinesi ...
significa 'solo' che, in Italia 'LA GIORNATA DELLA MEMORIA CORTA' non li ricorda; .. perchè loro non hanno una lobby sionista alle spalle, al governo di grandi banche, società multinazionali e dei maggiori media mondiali, ... perciò non dirigono università, giornali, televisioni, ospedali, partiti o logge massoniche, e non sono in grado di ottenere una giornata che ricordi e celebri anche il loro genocidio.
fonte Fernando Rossi

Denuncia di Maiorano a Renzi per le vacanze d'oro

"Per 12 giorni (13/08/2014-24/08/2014) il nostro amatissimo premier Matteo Renzi con moglie e tre figli ha soggiornato in un lussuoso albergo di Forte Dei Marmi, il Roma Imperiale, in via Corsica 9 a Forte Dei Marmi (Lucca). Le tariffe di tale albergo riguardanti 5 persone con pernottamento e colazione (esclusi i due pasti principali) oscillano tra i 1300-1600 euro giornalieri ...

da cittadino che paga tutte le tasse e non fa spesso furbate come Renzi (vedi affitti pagatigli da Carrai riguardo la sua ex abitazione in via degli Alfani 8 a Firenze) vorrei sapere come Renzi si sia potuto pagare tale faraonico soggiorno oppure se lo stesso albergo gli abbia fatto sconti o se abbia addirittura regalato a Renzi l'intero soggiorno, perché nell'una o nell'altra cosa la legge sul finanziamento pubblico dei partiti IMPONE una dichiarazione congiunta per motivi di trasparenza (Renzi non è parlamentare) e quegli obblighi Renzi è tenuto a rispettare come segretario del PD. Non di meno il codice di condotta adottato per tutta l'amministrazione pubblica con norme più severe inserite a palazzo Chigi vieta a chiunque lavori, Renzi compreso, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, di non accettare doni di tale natura che si tratti come in questo caso di uno sconto di centinaia di euro o di offerta natura della vacanza stessa.

Faccio presente alla Procura della Repubblica di Lucca che l'albergo è di proprietà della famiglia Maestrelli proprietari della società PI.DA spa, già finanziatore di Renzi nelle sue campagne elettorali. Chiedo all'Ag di indagare in relazione a tutti i reati che ravviserà e di informarmi in caso di eventuale archiviazione attraverso l'avvocato romano prof. Carlo Taormina
". 


La truffa del capitalismo, della sovrappopolazione e del superdebito spiegati in pochi minuti


AFRICA E CAPITALISMOIn un articolo ospitato sulla rivista  Nature del dicembre 2015, la giornalista scientifica Megan Scudellari bolla disinvoltamente come falsa l’idea secondo cui la popolazione della Terra crescerebbe costantemente in modo esponenziale portando inevitabilmente ‒ come per primo affermò il pastore anglicano ed economistaThomas R. Malthus (1766-1834) nel 1798 ‒ alla carestia e alla miseria. (clicca qui) La popolazione mondiale, infatti, non cresce per nulla in modo esponenziale. Oggi, per esempio, la popolazione mondiale cresce a un ritmo che è addirittura la metà di quello seguito prima del 1965.url Quanto agli attuali 7,2 miliardi di abitanti della Terra da mangiare ce n’è davvero a sufficienza per tutti. A documentarlo è la FAO,l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, secondo le cui stime la produzione mondiale di cibo è di gran lunga superiore alla crescita demografica.Attualmente, la sola produzione calorica mondiale in cereali è sufficiente a sfamare anche 12 miliardi di persone.(nature articolo)
Né scarseggia neppure l’acqua, come ha documentato il vice segretario generale delle Nazioni Unite, Jan Eliasson, sulle pagine dello stesso Nature nel gennaio 2015 il vero problema dell’acqua, infatti, è che in certe regioni molti (si calcola 1,2 miliardi di persone) hanno difficoltà ad accedervi, ma questo per ragioni politiche, militari o economico-sociali.SOVRAPPOPOLAZIONE
La fame nel mondo allora non esiste? Niente affatto: esiste eccome. Ma, non è il “sovraffollamento” a causare la fame in questo mondo dove l’1% della popolazione possiede il 40% della ricchezza planetaria; in un mondo in cui 34mila bambini muoiono ogni giorno per povertà e prevenibili malattie, dove il 50% della popolazione mondiale vive con meno di due euro al giorno e la restante classe media assiste quotidianamente al suo impoverimento, una cosa è chiara c’è qualcosa di profondamente sbagliato nella redistribuzione delle risorse!
In realtà il “problema del sovraffollamento mondiale” è un problema che riguarda soltanto l’èlite di ricconi che schiaccia i popoli di tutto il mondo con il superdebito. Vorrei inoltre aggiungere che non è nemmeno questo presunto surplus umano ad inquinare il pianeta, ma sono sempre loro (gli elitaristi) i responsabili dell’inquinamento con scie chimiche, haarp discariche abusive e quanto di più micidiale possa esistere.  Un mondo abitato da 7 miliardi di persone rappresenenta un intralcio per l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale: non è facile per loro domare 7 miliardi di opinioni e di idee personali di democrazia e miriadi di popoli con diversi usi e costumi, tutto qui. (agenda 21: i piani degli elitaristi per sterminare l’umanità) Non è quindi un problema degli schiavi, poveracci indebitati fino al midollo, che approvano l’aborto e le unioni omosessuali per la paura di essere troppi, e di morire di fame; anche se quest’ultima, a dir la verità è una paura legittima, ma la causa non è il sovrappopolamento, bensì l’assorbimento selvaggio dei beni nazionali da parte delle banche e dei governi ombra che guidano quelli visibili.
Ciò che è più agghiacciante è che questi paesi resi così economicamente fragili oltre a subire il massacro economico da parte dell’occidente vengano posti dei veri e propri ricatti in cambio di aiuti per lo sviluppo.
Ecco a cosa mirano gli Illuminati; ecco a cosa serve la globalizzazione: schiacciare i popoli sotto il calcagno del potere satanico per poter dominare un mondo sotto un’egida che dire orwelliana è poco, il cui disegno è celato dietro quel trucco di quegli incomprensibili grafici che spingono spesso lo spettatore a dover cambiare canale quando vengono proposti in televisione servizi che parlano di economia e finanza. Infatti se il sistema monetario e la globalizzazione venissero spiegate semplicemente per come sono ci sarebbe il rischio che i sogni messianici dell’èlite vadano a monte.
Fra tutte le istituzioni sociali da cui siamo diretti e condizionati non esiste sistema così poco compreso come il sistema monetario. Ricordiamo cosa affermò Lord Jacob Rotschild nel 2012. Nell’annunciare la sua partnership strategica con la Rockefeller Financial Services e il suo ritiro dall’Europa come investitore affermò: “Sappiamo tutti che l’Europa attraverserà un periodo nero per i prossimi cinque-dieci anni”: Il 22 febbraio 2011 lo stesso auspicio lo aveva fatto anche Mario Monti alla Luiss : “Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di sovranità nazionali…”, e si capisce che questa ondata da accogliere è una delle crisi che ci hanno fatto e faranno soffrire, per quello scopo: la UE sovrana, e poi, lo scioglimento della UE nel governo mondiale sotto il controllo degli Stati Uniti d’America. (i leaders mondiali invocano il NWO)url2
L’egemonia del dollaro consiste in questo semplice fatto: gli USA producono dollari a volontà (li stampano) e il resto del mondo produce merci reali che i dollari di carta possono comprare. Rothschild controlla le banche mondiali tramite la sua Federal Reserve Bank rendendo le banche centrali impossibilitate a stampare piu’ moneta corrispondente al loro approvvigionamento di valuta estera. I paesi vendono i loro beni reali in cambio di dollari. Per i dollari i paesi acquistano obbligazioni USA per cui i soldi tornano nella FED USA. In questo modo la FED schiaccia le economie dei vari paesi che non hanno così un reale controllo del politica e della politica monetaria.
Gli USA sono deficitari nella bilancia commerciale, ma hanno un enorme attivo monetario: i suoi stessi creditori, quelli che gli vendono le merci fatte col sudore dei loro cittadini, gli prestano di continuo il denaro che gli manca. Ed a caro prezzo, perché i BOT americani e le azioni e obbligazione americane sono in dollari “forti”. E’ per questo che l’economia USA “cresce” da decenni, di fronte a crisi finanziarie ricorrenti nel resto del mondo. E’ l’economia USA e la sua egemonia del dollaro che ha distorto la globalizzazione in quella “corsa al ribasso” che vediamo, dove si sfrutta il lavoro con i salari più bassi possibili per guadagnare dollari. La mondializzazione dell’economia, che ne è la condizione, implica la libera circolazione di uomini, merci e capitali”.
Avete in tasca lo smartphone Samsung invece che uno chiamato Brionvega o Philips, ditte che non esistono più perché non competitive? Vi rallegrate del tablet Asus made in China che costa così poco? Lo state pagando con la distruzione delle vostre industrie, con la disoccupazione strutturale, e adesso con l’ondata di immigrati islamici, fuggiaschi da un’altra crisi del mondialismo armato: del globalismo si prende il pacchetto completo.
url-1Gli effetti avversi per le economie in sviluppo sono ovvii: deruba i loro lavoratori dei magri frutti, e mantiene le loro economie affamate di capitale, perché tutti i dollari guadagnati in surplus devono essere mantenuti nelle riserve – e di fatto investiti in BOT americani – per “interventi” che impediscano il collasso delle loro monete nazionali.
La vera, profonda e mai confessata causa di questa deriva sta nell’architettura finanziaria internazionale, che dà agli USA uno svantaggio sleale e decisivo, non solo sugli altri Paesi, ma anche su Europa e Giappone. E’ il “vantaggio strutturale monetario” basato sul dollaro.
I Paesi poveri “devono” accumulare un surplus di dollari attraverso le loro esportazioni, nella speranza di poter mettere assieme il capitale necessario allo sviluppo interno (strade, scuole, sanità), e sperare negli investimenti esteri (in dollari). Ma quelli fra i Paesi poveri che hanno un deficit commerciale sono condannati al sottosviluppo perpetuo, in quanto tutti i dollari e gli investimenti esteri vengono investiti nei settori dell’export dove si guadagnano dollari, sicché non resta capitale per lo sviluppo (istruzione, strade, infrastrutture, sanità): è il caso dell’Africa.
E anche i Paesi che hanno attivi all’export possono dedicare solo pochi dei dollari così guadagnati allo sviluppo interno, in quanto sono obbligati a detenere grandi riserve in dollari per sostenere il cambio della loro valuta nazionale: è il caso della Cina.
Di fatto, come ebbe a dire Sam Mpasu, ministro del Commercio del Malawi durante la riunione del WTO a Cancun (2003): “abbiamo aperto la nostra economia, ed è per questo che siamo a terra”.
La competizione globale per l’Africa significa essere invasa (per l’abolizione dei dazi protettivi) da merci estere, tecnologiche e costose, per pagare le quali non ha che i suoi prodotti agricoli; e di fatto la parte dell’export agricolo dei Paesi poveri (africani per lo più) è passato dal 50% del 1965 a meno del 10% oggi. E siccome l’economia dei paesi poveri è prevalentemente agricola, il collasso della loro agricoltura ha significato il collasso di tutta intera la loro fragile economia, con la crescita tragica della disoccupazione.
Infatti la globalizzazione non ha ridotto la povertà nelle aree del mondo meno favorite; e tuttavia è vietato mettere in discussione il dogma che gli scambi portano benessere, e hanno ormai rimpiazzato i vecchi programmi di sviluppo nazionale dirigisti. “Il frasario della globalizzazione è pieno di concetti come ‘democrazia’, ‘libertà d’impresa’ e ‘condivisione delle innovazioni tecnologiche’, ma la realtà è il dominio delle elites, mercantilismo ed egoismo”, scriveva
signoraggiol’inviato del Guardian a Cancun il 13 ottobre 2003. Di fatto, la competizione globale è un “arbitraggio sui salari”, il capitale va a investire dove i salari sono bassi, per fabbricare merci che venderà dove i salari e il potere d’acquisto sono alti. La “tigri asiatiche” in via di sviluppo hanno goduto di questo beneficio.
Ma hanno beneficiato relativamente poco dell’esportazione crescente delle loro merci, perché parte rilevante del ricavo è andata a retribuire il capitale estero. Nei Paesi super-poveri come quelli africani, finirà dunque per imporsi qualche forma di protezionismo.
AIUTI ECONOMICI ALL’AFRICA IN CAMBIO DI GENDER
Il cardinale guineano Robert Sarah riguardo il capitalismo e il ricatto ai danni dei paesi africani ha dichiarato quanto segue: “Per quanto riguarda il mio continente di origine vorrei denunciare con forza la volontà di imporre falsi valori usando argomenti politici e finanziari. In certi paesi africani sono stati creati ministeri per la teoria del gender in cambio di sostegno economico (cioè ricatto NdA). Qualche governo africano ha ceduto alle pressioni volte a favorire l’accesso universale dei diritti sessuali riproduttivi. Constatiamo con grande sofferenza che la salute riproduttiva è diventata norma politica mondiale, la quale contiene quanto l’occidente ha di più perverso da offrire al resto del mondo in cerca di sviluppo integrale. Com’è possibile che i capi di stato occidentali possano esercitare una tale pressione su paesi così fragili ed in difficoltà. L’ideologia del gender è diventata la condizione perversa per la cooperazione e per lo sviluppo”
Proprio se là si irrobustirà la mitica democrazia, la volontà popolare esigerà dai suoi governi la protezione delle produzioni nazionali, contro gli interessi delle elites locali esportatrici. Ma il protezionismo avanza nell’intero scacchiere mondiale, sotto la forma celata dei “tassi di cambio flessibili” tra valute. Mentre il WTO veglia che nessuno metta dei dazi, i tassi di cambio sono divenuti una forma di dazio: come noto, gli Stati che svalutano la loro moneta rendono più competitive le loro esportazioni, e più costose (come se vi fosse applicata una tassa) le importazioni.
Il cosiddetto “libero mercato mondiale delle valute” è in realtà manipolato regolarmente da interventi degli Stati allo scopo di bilanciare la bilancia commerciale, variando con acquisti e vendite sapienti di dollari il valore della loro moneta rispetto alla moneta di riserva, appunto il dollaro.
url4Ormai, le economie mondiali non commerciano più per profittare dei vantaggi competitivi reciproci, che accrescono il benessere interno; esse competono nell’esportazione per catturare quanti più dollari possono, sia per pagare gli interessi sui debiti esteri (denominati in dollari), sia per accumulare enormi riserve in dollari il tasso di cambio della loro moneta sui mercati valutari mondiali. Più le pressioni dei mercati per svalutare una data moneta sono forti, più la Banca Centrale di quel Paese deve tenere grandi riserve in dollari.
Ciò, naturalmente, configura un meccanismo che rafforza il dollaro; e questo rafforzamento stesso obbliga le altre Banche Centrali ad accrescere le loro riserve, a detenere ancora più grandi cumuli di dollari, aumentando la forza della divisa americana. Una divisa senza copertura aurea, stampata con larghezza eccessiva, emessa da un paese indebitatissimo, si rafforza mentre dovrebbe deprezzarsi. E’ questa la forza imperiale, nel senso meno legittimo. Un tempo quel compito fu della sterlina.
il dollaro forte è nei suoi interessi imperiali, perché da un lato mantiene l’inflazione americana a livelli bassi con l’importazione di merci estere a basso costo, e dall’altro rende costosi per gli investitori stranieri “gli attivi in dollari” che essi sono obbligati a comprare. Infatti gli stati esteri grandi esportatori, come la Cina, accumulano dollari, che per definizione devono poi investire in titoli denominati in dollari – dove creano quell’enorme surplus di conto capitale.
All’estero, le banche hanno ormai indebitato le famiglie fino all’inverosimile, fino al fallimento. In Usa e in Gran Bretagna, i prestiti alle famiglie hanno raggiunto ormai l’80% del prodotto interno lordo. Noi, in Italia siamo ancora al “fanalino di coda” perchè da noi esistono ancora risparmiatori (seppur sempre in numero minore). Solo da noi dunque il mercato del debito al consumo ha ancora ampie possibilità d’espansione. Con prospettive di lucri enormi per le banche. Ma di che si tratta in realtà? In Italia, spiegava il Financial Times, del 2005 quando una famiglia vuole una macchina nuova, “mette da parte i soldi per tre anni”, ossia risparmia (e rinuncia ad altri consumi). Inaudito, primitivo.
Nella civile America e nella civile Inghilterra, il consumatore non mette da parte nulla: s’indebita. Chiede i soldi alla banca per il “credito al consumo”, e lo ottiene prontamente. Naturalmente, la famiglia americana e inglese pagherà poi vita natural durante gli interessi, del 15-17%, alla felice banca creditrice. I ratei dei vari debiti contratti, più i grassi interessi, saranno risucchiati mese per mese, in modo automatico, dal conto corrente del capofamiglia, perennemente “scoperto”.
Questo è il tipo di civiltà finanziaria che le banche estere vogliono imporre agli italiani. Specie ai giovani. Potete permettervi a malapena una Punto, ma volete una Porsche? Niente paura, la banca vi soccorre.
url-1Potete chiedere un prestito, meglio ancora stipulare un contratto di leasing per soli 700-1000 euro mensili, interessi inclusi: un leasing è per sempre, non si estingue mai perché quando la Porsche sarà vecchia, il creditore vi consentirà di comprarne una nuova. Con la Porsche volete una casa? Bene. Ma perché un bilocale, quando la banca vi consente di acquistare un attico? Giù un mutuo: altro rateo, 1000-2000 euro mensili. Non vi resta più niente per mandare i figli a scuola? Ecco qui il “debito sull’onore”: la banca vi anticipa le spese per l’Università, e s’intende che il figlio, una volta laureato, comincerà a pagare il debito contratto con i primi stipendi – e tutti gli stipendi dei suoi prossimi 30 anni di vita lavorativa. A questo punto, cominciate a temere che – essendo il vostro salario completamente prosciugato ogni mese dai debiti – rischiate di morire di fame. Ma no, via. Ecco qui la carta di credito per fare la spesa.
Prosciutto, uova, anche caviale e champagne. Consumate oggi e pagate domani, in comode rate; naturalmente con interessi a vostro carico del 18-22 per cento. Non stiamo esagerando.
Precisamente così vivono inglesi e americani. Al di sopra dei loro mezzi, e a credito; legati alla catena d’acciaio di interessi crescenti e debiti impagabili, eterni. Ogni americano, anche ricco, ha in corso, in qualunque momento della
vita, qualche gigantesco debito (gigantesco in proporzione al suo reddito) che sta pagando; ogni americano, anche ricco, ha il conto corrente in rosso, e sta pagando interessi sullo scoperto.
Questa condizione generale ha, fra l’altro, un vantaggio – per il sistema creditizio, e per chi detiene il potere – che viene enunciato di rado, ma è decisivo: chi è indebitato perennemente, chi non ha risparmi, non si ribella mai. Sul posto di lavoro non parla di politica, né si iscrive ai sindacati, né crea grane al padrone: abbassa la testa, obbedisce senza discutere e accetta di fare gli straordinari, perché deve “servire” il debito che ha contratto per la Porsche e la casa che non poteva permettersi. La “democrazia” occidentale funziona egregiamente in Usa e UE appunto per questo: perché i cittadini sono servi del debito, incatenati ad esso per tutta la vita, e non possono permettersi una protesta, né un’idea politica, e men che meno di iscriversi a un’organizzazione politica o sindacale. E’ questo stile che le banche estere vogliono imporre anche agli italiani. Non più, magari, ai vecchi, incalliti risparmiatori; ma ci sono i giovani, affamati di telefonini con video, di mp3 a colori, di orribili scarpe Reebok, insomma di tutta la costosa gadgetteria elettronica e le carabattole di moda pubblicizzate dal luna park globale.
Loro sì possono essere convinti. Quindi, cittadini, lasciate che in cambio di tale generosità i banchieri internazionali vi regalino la possibilità di sposarvi un gay; l’indottrinamento all’ideologia di genere, o il plauso per arrestare la crescita demografica con l’aborto.
Indebitatevi e godetevi la vita.
fonte http://antimassoneria.altervista.org/