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lunedì 29 febbraio 2016

L'UE DALLE ORIGINI AL TTIP. LE OPERAZIONI SEGRETE USA PER DAR VITA A UNO STATO FEDERALE EUROPEO

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DI MARIA GRAZIA BRUZZONE
Underblog
L’Unione Europea non è nata soltanto  dal  ‘sogno’ di Altiero Spinelli  e di Jean Monnet (al quale il Spinelli pare non stesse neppure simpatico) di Schuman e di Spaak, come ci viene sempre  raccontato da politici e media che acriticamente  esortano a sostenere   il progetto salvifico di un superstato unitario  come inevitabile e desiderabile sviluppo. 
L’Unione Europea non sarebbe mai diventata tale se non fosse stata il progetto, pensato, finanziato e guidato segretamente dagli Stati Uniti, di uno Stato Federale  europeo politicamente  a loro legato, per non dire vassallo degli Usa, come è emerso da documenti  alcuni venuti alla luce nel 1997, altri de-secretati nel 2000 grazie a un ricercatore della Georgetown University di Washington, Joshua Paul.


Un piano volutamente portato avanti sotto traccia e gradualmentedal dopoguerra a oggi, fino all’accordo economico transatlantico siglato nel 2007, mai ricordato  ( vedi qui in italiano, da Infowars) concretizzatosi  nel poco discusso e non ancora ratificato TTIP.  
A rilanciare questo narrazione – già oggetto nel 2000 di un breve articolo del Telegraph di un giovane Ambrose Evans-Pritchard (qui qui vocidallestero + qui eunews, recenti) ma soprattutto di un libro inglese divenuto un best seller (Christopher Brooker , Richard North, The Great Deception. A Secret History of the European Union, Continuum 2003, qui e cenni qui) è oggi un post di un sito british in cui ci siamo imbattuti da poco, truepublica.org.uk.  Un blog indipendente e serio, per niente complottista ma critico, la cui missionè “smascherare la cattiva informazione, disinformazione e propaganda”, sul quale scrivono firme già incontrate altrove.  
Ci sembra interessante proporlo in questo momento in cui l’UE  è direttamente e indirettamente al centro dell’attualità: dall’economia ai migranti, dalle banche al TTIP,   all’UE in sé, sempre più divisa  e messa in questione  da movimenti di opinione che troppo spesso vengono liquidati come “populismi” . Al Brexit, appunto. 
Il post sottintende un punto di vista britannico e anche per questo è interessante: per l’approccio libero dalla mitologia europeista a senso unico di cui sono intrise le narrazioni italiane; e perché fa   capire le ragioni delle diffidenze e delle resistenze di tanti cittadini inglesi, orgogliosi della loro indipendenza e diffidenti nei confronti dell’UE, alla quale aderirono solo nel 1973, ma anche verso i ‘cugini’ americani ai quali troppo spesso tendiamo ad assimilarli.    
Salvo, come diremo alla fine, scoprire il ruolo cruciale e non meno sotterraneo alle origini proprio dei britannici ovvero di alcuni di essi, l'élite conservatrice e filo-élite-Usa oggi preoccupatissima di un eventuale Brexit. 
Premessa (di truepublica)  
“Per chi ha ancora dei dubbi, l’Unione Europea non è stata motivata dai desideri gemelli di por fine alle guerre sul continente Europeo e di promuovere la crescita economica rendendo più facile ai paesi europei commerciare gli uni con gli altri. Questa è la storia che vi raccontano. In realtà l’ UE è stata una creazione dell’America.  Leggete.  
“Dopo la seconda Guerra Mondiale, l’America vede l’opportunità di trasformare un continente lacerato dalla guerra. Vuole che l’Europa sia complementare alla politica americana, vede il federalismo americano un ideale modello politico. Desidera integrare l’Europa e avvia varie operazioni coperte per minare la resistenza convinta alle idee federaliste, specie da parte del governo laburista Britannico.  
“L’opportunità che si presentava era quella di un superstato guidato da burattini e riempito con impiegati compiacenti utile per i commerci e la manipolazione di mercati globali strategici e, non meno importante, una zona cuscinetto contro il nuovo nemico, i Rossi dalla Russia alla Cina.  
 “Storici della diplomazia hanno scovato già nel 1997 prove delle operazioni coperte degli Stati Uniti destinate a minare le influenze comuniste in Europa. Funzionari Usa lavorarono nel 1950 a un piano che portasse agli Stati Uniti dl’Europa. E’ qui che vediamo emergere il Gruppo Bilderberg e l’Action Committee for a United States of Europe.  Winston Churchill fu uno dei cinque presidenti del Consiglio d’Europa, un’ organizzazione eterogenea che premeva per una rapida unificazione europea. 
“Cosa interessante, questi documenti non sono stati trovati negli archivi americani o britannici, ma a Bruxelles, la capitale di fatto dell’UE. 
“Oltre a ciò Washington temeva l’emergere di mercati e di qualsiasi cosa somigliasse anche lontanamente a una alleanza orientale, come Russia e Cina, che da allora ha preso forma nel gruppo economico delle nazioni BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) e nella creazione  della Shangai Cooperation Organisation (SCO) . Alla fine dell’anno scorso il FMI ha aggiunto lo yuan al suo paniere  delle monete di riserva, un riconoscimento internazionale dei progressi della Cina in un sistema economico globale dominato per anni da Usa, Europa e Giappone.  
 “Il termine BRICS venne originariamente coniato da Goldman Sachs, secondo la quale nel 2050 quelle economie domineranno il mondo. Negli ultimi anni l’America ha visto la prova dell’avanzamento delle nazioni emergenti nel declino della produzione e dell’export dei propri beni e servizi.  Il commercio internazionale è diminuito del 30% in tre decenni e si è dimezzato dalla seconda guerra mondiale. L’America sapeva già nei tardi anni ’40   che il suo dominio economico sarebbe stato minacciato e aveva bisogno che degli Stati Uniti d’Europa fungessero da   ammortizzatore in tale eventualità.  
“Nel 2000 documenti declassificati dal governo americano mostrano che il servizio americano di intelligence cominciò a condurre una campagna su larga scala negli anni ’50 e ’60 per dare impulso a un’Europa unita.  Ha anche fondato e pienamente diretto il Movimento Federalista Europeo, qualcosa  a cui   molti stati membri europei resistevano ma infine capitolavano – “siete con noi o contro di noi”.  
 “Le pressioni venivano aggressivamente esercitate anche sul Regno Unito.  
documenti mostrano che l’American Committee for a United Europe (ACUE) creato già nel 1948 finanziò le operazioni del Movimento Europeo, la più importante organizzazione federalista negli anni del dopoguerra. Nel 1958 fornirono più della metà dei fondi (il 53,5%).  
 Il Telegraph citato aggiunge altri dettagli.  Un memorandum, datato 26 luglio 1950 fornisce istruzioni per una campagna finalizzata a promuovere un parlamento Europeo a pieno titolo. E’ firmato dal generale William Donovan, capo del servizio segreto americano in epoca bellica, l’Office of Strategic Studies (OSS), precursore della CIA.  
Vicepresidente dell’ACUE era Allen Dulles, direttore della CIA negli anni ‘50. Il comitato comprendeva Walter Bedell Simith, il primo direttore della CIA e un elenco di figure ex-OSS che entravano e uscivano dalla CIA.  
 L’European Youth Campaign, un braccio del Movimento Federalista Europeo, è stata interamente finanziata e controllata da Washington – racconta il Telegraph. “Il direttore belga, il barone Boel, riceveva pagamenti mensili in un conto speciale. Quando il direttore del Movimento Europeo Joseph Retinger, di origini polacche, si risentì di questo livello di controllo americano e cercò di raccogliere fondi in Europa venne subito rimproverato”.  
Truepublica  parla di operazioni  gestite dalla CIA ma aggiunge che i documenti mostrano come gli ordini arrivassero dal Dipartimento di Stato. Le operazioni comprendevano finanziamenti a gruppi politici alleati seguaci dei valori e/o della politica dell'America, sabotare i sindacati e influenzare le tendenze culturali e intellettuali in Europa. Si andò ancora oltre, con operazioni volte a provocare deliberatamente disaccordi in stati non compiacenti e la creazione di  reti ‘stay behind’ o GLADIO disegnate per addestrare forze speciali,  reti di spie e squadre di boicottaggio per contenere ogni potenziale incursione Sovietica e finanche ogni business  in Europa.  
 “I leader del Movimento Europeo – Joseph Retinger, Robert Schuman e l’ex primo ministro belga Paul-Henri Spaak – venivano tutti trattati come dipendenti dai loro sponsor americani. Il ruolo degli Stati Uniti veniva gestito come un’operazione segreta. Il finanziamento dell’ACUE arrivava dalle Fondazioni Ford e Rockefeller, nonché da gruppi d’affari con stretti legami con il governo degli Stati Uniti e con la CIA.  
Il direttore della Fondazione Ford, l’ex ufficiale dell’OSS Paul Hoffman ottenne un doppio incarico come capo dell’ACUE alla fine degli anni ’50. 
E’ stato un processo ‘passo dopo passo’ e tuttavia molto pianificato.  
Truepublica  ne elenca le varie tappe: Trattato di Bruxelles  del 1948 ; Trattato di Parigi, 1952; Trattato di Bruxelles Modificato, 1955; Trattato di Roma, 1958. Il tutto portò nel 1967 alla fusione di trattati che fu chiamata Mercato Comune, ma finì per essere la Comunità Economica Europea (EEC).  
“Molti cittadini britannici e Primi Ministri erano incerti e profondamente sospettosi sulle intenzioni del nuovo club. I conservatori spinsero per l’adesione nel 1973 senza tener conto dell’elettorato.  I Laburisti, contrari, in occasione delle elezioni del 1975 tirarono fuori un manifesto che chiedeva di rinegoziare le condizioni del Regno Unito e un referendum, che tuttavia vide prevalere i favorevoli (65%.  
“Seguono altri trattati: Maastricht 1992, che pone le fondamenta reali dell’Unione Europea, rafforzate dal Trattato di Amsterdam, 1997, quindi dal Trattato di Nizza e infine da quello di Lisbona firmato il 13 dicembre 2007, entrato in vigore il 1° dicembre 2009. E tuttavia, viene osservato, l’UE non ha una sua costituzione. Qualcuno dice che non ne ha bisogno in quanto l’insieme dei trattati ne disegnerebbero una. 
In ogni caso l’UE non è ancora uno stato federale.  
“Originariamente caratterizzata da solidarietà e fiducia reciproca fra cittadini Europei, l’UE ha visto le sue pietre fondanti erose drammaticamente.   
Ironicamente è l’America che sta causando tanti danni a un’unione che vuole serva meramente ai suoi scopi geopolitici e monetari  .  Il coinvolgimento in guerre impopolari, lo psicotico sistema bancario americano, hedge funds parassitari che depredano paesi sensibili come Grecia Spagna e Portogallo,  il sovvertimento di relazioni internazionali, in particolare con la Russia e alcune delle sue nazioni; e ancora, l’attività spionistica, la sorveglianza di massa, le svalutazioni monetarie e molto altro spingono tanti europei  a disprezzare l’UE in sé e il coinvolgimento degli USA.  
“L’UE e gli USA sono le maggiori potenze economiche e militari nel mondo, a dispetto della mancanza di una politica europea di difesa comune .  Dominando il commercio globale, giocano ruoli guida nelle relazioni politiche internazionali, e quel che uno di loro dice ha un peso rilevante per molta parte del resto del mondo.  
Hanno popolazioni simili, una composizione religiosa quasi identica, ed entrambe hanno economie da $18 trilioni - eppure l’Americavuole dominare.  
“ Un memo del Dipartimento di Stato datato giugno 1965 consigliava il vicepresidente della Comunità Economica Europea, Robert Marjolin, di perseguire l’unione monetaria in segreto. Raccomandava di ‘ sopprimere il dibattito fino al punto in cui ‘l’adozione di tali proposte sarebbero state virtualmente ineludibili’.  
“La concezione del dominio economico americano la si vede bene oggi con l’accordo commerciale segreto che verrà presto approvato noto come TTIP.  
“Questo accordo rappresenta un attacco massiccio alla sovranità di governi eletti democraticamente e mostra chiaramente quali fossero le intenzioni americane fin dall’inizio, negli anni ’50. (Come detto sopra, dell'accordo del 2007 che ne gettava le premesse non non si è saputo quasi nulla, vedi qui il blog comedonchisciotte.it
“Gli USA vogliono armonizzare gli standard fra EU e USA, visti dagli oppositori come un grave colpo alle sudate protezioni su cibo e sicurezza chimica (per es cosmetici , insetticidi e pesticidi), l’ambiente e i diritti dei lavoratori.  Il settore agricolo americano sta premendo fortemente l’Europa perché importi prodotti OGM attualmente illegali (ma di cui l’UE ha autorizzato l’ importazione nell’aprile 2015) e carne non conforme agli standard europei,  vale a dire bestiame  cresciuto con ormoni della crescita (questo divieto continua ma con un accordo per comprare ulteriori 48.000 tonnellate annue di carne americana senza ormoni della crescita).  
“Il fracking e la privatizzazione del Servizio Sanitario Nazionale sono nel programma delle corporations Americane,  obiettivi aggressivamente promossi da un governo Conservatore neocon di  estrema destra la cui ideologia volta al mero profitto renderà la Gran Bretagna un avamposto stato vassallo degli Usa, se gli si dà modo di continuare.  
“La ragione per cui i negoziati del TTIP sono così segreti  è che gli americani hanno raccomandato, come abbiamo detto più sopra,  di ‘sopprimere il dibattito fino al punto che l’adozione è diventata ineludibile’.  
“Motivo per cui gli americani hanno dato vita al non meno segreto Gruppo Bilderberg, definito come un gruppo di lobbisti di élite, vertici di multinazionali Usa, funzionari UE, capitani di industria, capi di agenzie di intelligence e reali Europei : come dire che tutti i principali lobbisti degli affari e della finanza  a favore del TTIP   sono sotto lo stesso tetto. Non è difficile capire quale sia la vera agenda.  
“Quello a cui siete testimoni è un ‘ colpo di stato corporate’ dell’Europa da parte dell’America  delle multinazionali.   
Così conclude il post – senza alcun dubbio apparente sulle origini ‘americane’  dell’Unione Europea. Un ‘colpo di stato al rallentatore’ come scrissero gli autori di The Great Deception.  
UNA STORIA UN POCO DIVERSA. 
Eppure, ad ideare l’unione europea e a premere inizialmente sull’America perché appoggiasse il progetto sarebbero stati   paradossalmente proprio gli inglesi. Alcuni inglesi, quanto meno, le élites britanniche da sempre conservatrici e legate alle élites Usa. 
(Del resto Jean Monnet, uno dei 'sognatori'  del superstato europeo era stato convinto da un funzionario british suo amico e nel ’40 venne inviato negli Usa come rappresentante del governo inglese, divenendo poi un ascoltato consigliere del presidente Roosevelt, vedi libro di cui sopra). 
Il ruolo inglese si capisce anche  dalla storia di Joseph Retinger che di quel progetto  fu uno degli ideatori e soprattutto uno dei promotori più attivi, così come  fu poi i nventore e promotore del  Gruppo Bilderberg.  
E’ stato proprio il sito ufficiale del Bilderberg  a ricordarlo, in occasione della sessione 2013 dell’annuale conferenza svoltasi nel Regno Unito, ospite David Cameron, riproponendo la figura di quel personaggio misterioso e sfuggente pressoché ignorato dai media,  forse perché - polacco di nascita e cosmopolita nella vita, vicino ai Gesuiti e al Vaticano come alla socialista Fabian Society, amico di papi e primi ministri,  reali e grandi banchieri mitteleuropei - fu anche un agente segreto britannico  (degno di un romanzo di Le Carré  ha scritto Underblog, citando il post originale del Bilderberg ). 
Almeno, ne era convinto l’esperto in guerra psicologica nonché consigliere del presidente americano Eisenhower, C.D Jackson. “Sapeva come lavorare tra le ombre e stare tra le ombre e una di queste ombre era l’ala oscura dell’intelligence britannica”, scrisse Pietro Quaroni, ambasciatore italiano a Parigi, Londra e Bonn, in un lungo ricordo di Retinger - col quale aveva collaborato per anni. Quaroni fu con Alcide De Gasperi, al quale era molto vicino, il primo membro italiano del Bilderberg alla sua nascita, nel 1954.   
Sorta di “monaco soldato”, “incarnando il motto dei Templari ‘non nobis’ partecipò ai maggiori intrighi politici internazionali del XX secolo per idealismo e per ammirazione verso gli  uomini a cui decise di volta in volta di legarsi” . 
Per dire, il Congresso dell’Aja, la megaconferenza che nel maggio del 1948“ fu il punto di partenza del processo politico che portò al Trattato di Roma del 1957”, venne organizzato da Retinger e da lui promosso insieme a Duncan Sandys, genero di Churchill. Vi parteciparono 800 figure chiave dell’Europa e del Nord America. Retinger “conosceva tutti e aveva accesso ovunque, in quegli anni era uno degli uomini meglio informati”, ricorda Spaak.  
Due anni prima Mr R - o Dr. R o semplicemente R, come lo chiamavo i suoi nemici - aveva tenuto al Royal Institute of International Affairs di Londra un discorso sul futuro dell’Europa che fu uno dei primi appelli all’unificazione del “vecchio Continente”. E dopo la conferenza dell’Aja fu tra i motori dietro la creazione del Movimento Europeo, del Congresso d’Europa, del College of Europe di Liegi e dell’European Center of Culture di Ginevra, tutti volti a promuovere l’idea di un’Europa unita. 
Ponte fra i popoli europei, R fu anche un ponte fra l’Europa e gli Stati Uniti ”. “ Fu uno dei soli tre europei (con W. Churchill e R. Coudenhove-Calergi) a far parte dell’American Committee on United Europe (ACUE), definita come struttura di facciata creata nel 1948 dalla CIA, dal Dipartimento di Stato e dal Council of Foreign Relations per coordinare gli aiuti all’unificazione Europea, progetto che all’inizio della guerra fredda era una priorità politica assoluta per gli Usa. R era responsabile della distribuzione dei milioni di dollari senza i quali l’unificazione europea non sarebbe stata possibile.” 
Peccato che il link originale del post Bilderberg non funzioni più, come accadde sempre più spesso.

Maria Grazia Bruzone

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=16280
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MONSANTO & OGM PER ELIMINARE IL DNA UMANO

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.PRENDETE COSCIENZA che ORA le guerre contro l'Umanita' per schiavizzare completamente l'Essere Umano si combattono con ARMI subdole che VOI non potete nemmeno vedere ma che hanno un Effetto distruttivo come l'Atomica solo che il loro effetto e' a lungo termine cioe' agisce nel tempo ... quindi distruggono l'Umanita' attraverso ARMI di STERMINIO di MASSA attraverso l' Inquinamento e/o Avvelenamento del Cibo dell' Acqua dell' Aria e con la loro nuova Tecnologia H.A.A.R.P riescono anche ad interferire sull'Interconnessione Energetica-Vibrazionale-Armonica del SOLE con il PIANETA TERRA e tutti i suo ESSERI VIVENTI compreso , chiaramente , L'ESSERE UMANO ... ma tornando alla MONSANTO hanno ritirato in una base-segreta inacessibile , sotteranea in antartide tutte le SEMENZE ORIGINALI del pianeta Terra ... poi le hanno sostituite con semenze Geneticamente Modificate e le stanno ora imponendo cambiando LEGGI e NORMATIVE MONDIALI a tutto il pianeta Terra in modo che l'essere umano si nutra di un alimentazion completamente e geneticamente modificata ... il fine e' quello di destabilizzare ed annientare dall'interno del suo corpo l' Essere Umano ... e chiedetevi il perche' !!!! ... PERCHE' VOGLIONO AVVELENARE L'ESSERE UMANO ??!!! .... PUO' UN ESSERE UMANO COMUNE , DOTATO DI ANIMA E CUORE DESIDERARE UNA COSA DEL GENERE ?!!! .... DOVETE INIZARE A SCOPRIRE LA VERITA' ..SIETE ANCORA IN TEMPO ... QUELLI CHE ORA SONO AL COMANDO DEL MONDO NON SONO ESSERI UMANI , SONO QUEGLI STESSI ESSERI CHE HANNO INGANNATO I GOVERNANTI NEGLI ANNI 1940 e 1950 quando in cambio di tecnologia sono riusciti ad ottenere il loro infiltrarsi ed impossessarsi pian piano del dominio sull'essere umano comune di tutto il mondo , di tutti gli stati di tutta la popolazione umana ignara di tutto quello che da quel momento comportava loro , cosa che solo adesso da certi ricercatori seri e capaci come corrado malanga siamo riusciti ad ottenere delle prime investigazioni sull'operato di questi esseri multidimensionali che ora sono riusciti ad agganciarsi sia alla mente sia allo spirito e sia all'anima dell'essere umano... QUINDI quelle che alcuni sono riusciti a classificare come possessioni demoniache ora abbiamo compreso essere la presenza di questi esseri che chiamiamo alieni o esseri extra e multi-dimensionali CHE VOGLIONO L'ANIMA DEGLI ESSERI UMANI per poter stare e dominare da questa dimensione l'aldila' ... ove tutti gli esseri dotati di anima vanno per compiere il passo evolutivo dell'esistenza eterna ed illuminata e ci sarebbe tanto da dire... ma sta' di fatto ch tutti gli organi ai vertici di tutto il potere e delle sue corporazioni in tutti i campi di tutto il mondo ORA SONO IN MANO DELLA STESSA IDENTICA BANDA DI ESSERI DISUMANI CHE STANNO PRENDENDO QUESTO MONDO E QUESTA DIMENSIONE USANDO ED ABUSANDO DELL'ESSERE UMANO ... MA QUESTO L'HANNO FATTO E LO POSSONO FARE SOLO FINO A QUANDO L'ESSERE UMANO E' INCOSCIENTE ... MA SE' VOI PRENDETE COSCIENZA E SAPETE LORO NON POSSONO PIU' FARE QUELLO CHE FANNO PERCHE' LE LEGGI UNIVERSALI SONO CHIARE ... 
ORA SAPETE , ORA POTETE ANCHE DESIDERARE ED OTTENERE LA VOSTRA LIBERTA' ... VOLERE E' POTERE



domenica 28 febbraio 2016

Top secret anche per i deputati: non osano divulgare il crimine del Ttip !!

Ttip
.Un covo di Cosa Nostra? No, la stanza super-segreta con gli atti del Ttip, il Trattato Trasatlantico che ridurrà a zero la residua sovranità europea: fine delle tutele su salute, servizi, cibo e lavoro. A dominare saranno le multinazionali, grazie a speciali tribunali che daranno loro ragione, contro gli Stati. E’ sotto choc la deputata tedesca Katja Kipping, della “Linke”, a cui è stato eccezionalmente permesso – insieme ad alcuni colleghi – di varcare le soglie del sancta sanctorum del nuovo super-potereeuroatlantico che sta rimpiazzando il Wto. Due ore in tutto, per dare un’occhiata a documenti in gestazione da anni, ai quali lavorano in segreto 1.500 lobbysti. Sconcertante la procedura di accesso ai dati: «Secondo i piani, annunciati dal vice-cancelliere tedesco Sigmar Gabriel, i parlamentari devono prima registrarsi per poter accedere alla stanza, e possono rimanere per solo due ore a leggere i documenti», scritti in inglese (esclusa la possibilità che i parlamentari possano portare con sé consulenti e interpreti). E ancora: «I telefoni cellulari e qualsiasi altro dispositivo elettronico devono essere depositati in una cassetta di sicurezza».
I documenti del Ttip sono accessibili da un computer che non è connesso a Internet, scrive “Sputnik News” in un post ripreso da “Voci dall’Estero”. E, sebbene ai parlamentari sia “concesso” di prendere appunti, «non possono copiare parti dei testi e non La parlamentare tedesca Katja Kipping, della Linkepossono condividere alcun dettaglio dell’accordo né in pubblico né in Parlamento», come se si trattasse di un segreto militare, anziché del futuro socio-economico d’Europa. «La stessa procedura di registrazione per entrare nella stanza la dice lunga», afferma la Kipping, che – dopo essersi “registrata” – ha ricevuto precise istruzioni su come avrebbe dovuto utilizzare la stanza. «La prima cosa che ho notato è che i termini e le condizioni erano già state oggetto di trattative tra la Commissione Europea e gli Stati Uniti. Fateci caso, il Ttip non è ancora formalmente ratificato, e già i singoli paesi coinvolti hanno perso il diritto di decidere chi possa leggere il testo e a quali condizioni».
Grottesco, ridicolo, sinistro. «Ho sempre pensato che i parlamentari eletti abbiano diritto all’informazione. Eppure i negoziatori del Ttip (chi mai gli ha dato legittimità?) si comportano come se ci stessero concedendo l’accesso ai testi solo per il loro buon cuore», scrive la Kipping in una nota. L’accesso come “segno di eccezionale fiducia”? «Pensano davvero che un parlamentare debba sentirsi lusingato? Per me ha solo il sapore del totalitarismo. “Permettere l’accesso” e “estendere la fiducia” non è il tipo di linguaggio che usi se credi davvero nella democrazia». Per rendere il trattato ancora ancora più complesso da decifrare, dice la Kipping, ai parlamentari non è consentito portare con sé alcun esperto per interpretare il linguaggio tecnico usato nel testo, peraltro fornito soltanto in inglese. «Non ci viene consentito di portare con noi alcuno specialista, ad alcuna condizione di sicurezza, nella stanza di lettura. Così come per i cittadini comuni, che alla fine dovranno sopportare il peso Il vicecancelliere Sigmar Gabriel, dell'Spdmaggiore del Ttip, anche gli specialisti non hanno alcuna possibilità di accedere a questi testi segreti. A casa mia questa non è trasparenza».
I sostenitori del Ttip dicono che i paesi membri riceveranno un grande impulso economico, dovuto al crollo delle barriere commerciali tra Usa e Ue? «Non c’è nulla che supporti nemmeno lontanamente queste affermazioni», ribadisce la Kipping. «Le due ore che ho passato nella stanza di lettura erano ovviamente insufficienti per leggere tutti i documenti. Eppure, dopo, mi sono resa conto che nulla di ciò che ho letto mi avrebbe potuto far ripensare le mie critiche iniziali sul Ttip». E aggiunge: «È già di per sé rivelatorio che il ministero per gli affari economici adotti tutte queste misure per impedire che il testo del Ttip venga divulgato. E hanno ogni ragione per farlo. Chiunque voglia entrare in questi negoziati avendo in mente di migliorare la protezione dell’ambiente, dei consumatori, e le condizioni di lavoro, non avrebbe alcuna paura della trasparenza. Chi invece è attivamente impegnato a svendere la democrazia, è ovvio che non voglia finire sotto esame da parte dell’opinione pubblica. Se Sigmar Gabriel e i negoziatori sono davvero convinti dei benefici del Ttip, perché non rendono il testo pubblicamente disponibile su Internet?».
fonte: Libreidee
http://blogdieles2.altervista.org/top-secret-anche-per-i-deputati-non-osano-divulgare-il-crimine-del-ttip/


Le minacce dell'Isis all'Italia e a Roma.


Bombardano i campi di cipolle,non l'Isis ,nel video si può notare la solita processione di Toyota bene ordinate e tutto curato nei minimi particolari.
Ora si dovrà destabilizzare ancora di più la Libia e bisogna creare ovunque il caos.

sabato 27 febbraio 2016

ATTENZIONE l'Italia non esisterà più. di Stefano Davidson


di Stefano Davidson
ATTENZIONE!!!
Se non si provvede immediatamente alla rimozione dell'Ineletto e del suo nuovo compagno di merende Verdini, già condannato, nell'arco di massimo tre anni (Draghi lascerà la Presidenza di BCE al massimo alla fine del 2019, sempre che non venga silurato all'inizio di Marzo prossimo)) l'Italia non esisterà più.
Il fallimento del nostro Paese c'è già abbondantemente stato, ma viene mascherato per permettere alla Germania di proteggersi (MES) in caso di espulsione (ormai sicura) del nostro Paese dall'UE. Da quel momento non saremo più zona di conquista (ormai hanno già spazzolato quasi tutto) e diventeremo semplice terzo mondo (tipo Messico per capirci) con quello che comporterà sull'economia individuale.
Perché siamo già falliti?
- La pressione nominale e' circa il 42%, ma quella reale, sulle piccole imprese italiane, supera il 68%..
- Le entrate tributarie nel periodo gennaio-novembre 2015 sono aumentate del 9,2% (oltre 32 miliardi in piu'), rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Dato che la crescita del PIL e' stata minore dell'1% ma le entrate crescono di oltre 9%, c'e' una sola spiegazione: e' aumentata la pressione fiscale.
- Sofferenze bancarie 2011 104 miliardi
Sofferenze bancarie 2015 201 miliardi
Anni del periodo 4
Incremento della voragine 93%
Totale crediti "incagliati" 150 miliardi circa
Percentuale statistica che un credito incagliato si trasformi entro pochi anni in "sofferenza" 99%
Nelle foto un po' di Tabelle con dati reali su crescita, pressione fiscale etc....
Regolatevi
Stefano Davidson
Fonte: me stesso / winthebank

Il “buonismo” idiota, strumento del nuovo totalitarismo


di Francesco Lamendola
Il “buonismo”, la filosofia oggi universalmente sovrana e l’unica politicamente corretta, non è soltanto un atteggiamento sbagliato e irresponsabile nei confronti della vita, degli altri e di se stessi, vale a dire un atteggiamento degno di un perfetto idiota: è qualcosa di più, e di peggio. Dietro il buonismo all’ingrosso, dietro il permissivismo, il perdono facile, l’indulgenza a un tanto il chilo, verso tutto e verso tutti (ma specialmente verso quelli che rappresentano, per una ragione o per l’altra, un referente e un simbolo ideologico, tali da confermare gli schemi mentali del buonista ad oltranza), c’è qualcosa di più della semplice ingenuità o della semplice stupidità: c’è un disegno raffinato e tenebroso, curato fin nei dettagli, da parte di quelle centrali occulte del potere mondiale, finanziarie in primissimo luogo, le quali, ormai da molto tempo, si servono di ogni mezzo possibile e immaginabile, restando però nell’ombra, per condizionare, manipolare, stravolgere, il senso comune delle persone e per sovvertire i fondamentali etici e spirituali sopra i quali riposa la stessa possibilità di una civile convivenza fra i cittadini, fra i popoli e le culture.
Chiameremo questo disegno con l’espressione di “totalitarismo destabilizzatore”, perché quello che si propone è instaurare una forma di totalitarismo (democratico, ovviamente), che però non sia percepito come tale, pur apparendo come eticamente e socialmente auto-evidente; e perché lo scopo di questo totalitarismo di nuovo genere non è, come per i totalitarismi del passato, di assicurare il massimo dell’ordine e della stabilità, ma, al contrario, di assicurare un disordine permanente ed una instabilità cronica, a tutti i livelli: economica, sociale, culturale, etica e spirituale. La ragione di un disegno in apparenza così contraddittorio è che le centrali occulte del potere mondiale non hanno bisogno dell’ordine e della stabilità per realizzare i loro fini, ma del massimo della precarietà e della insicurezza possibili, sia a livello individuale, che collettivo: solo così esse potranno alimentare e riprodurre incessantemente il meccanismo del loro dominio.
Per la prima volta nella storia mondiale, infatti, la meta perseguita da coloro i quali aspirano al dominio politico ed economico non ha un carattere limitato, per quanto ambizioso, come il controllo di questa o quella società, di questo o quello Stato; ma è una meta illimitata sia nello spazio, che nel tempo: si tratta di mantenere un controllo permanente, definitivo, incontrastato, su ogni essere umano e su ogni popolo, insomma letteralmente su ogni angolo del globo terracqueo, sia nel presente che nel futuro, e ciò principalmente mediante gli strumenti della pressione psicologica, conscia ed inconscia, e del ricatto economico e finanziario. Nessuno, nella storia umana, aveva mai aspirato a una cosa del genere; perfino i costruttori degli imperi universali “classici”, come gli Assiri, i Persiani, i Macedoni e i Romani, avevano mirato, sì, ad una conquista geografica completa (limitatamente all’ecumene allora conosciuta), ma sempre secondo gli schemi del dominio diretto. E così è stato pensato e realizzato anche l’Impero coloniale britannico, il sistema politico ed economico più ambizioso e più riuscito della storia universale, che riuscì a porre un quarto della superficie terrestre sotto l’autorità del medesimo sovrano e della stessa metropoli.
Quello odierno, pertanto, è un disegno che sintetizza le due forme finora conosciute di dominio imperiale: quello legato al territorio, tipico degli imperi antichi e del colonialismo moderno, e quello mirante al controllo intimo, personale, psicologico, proprio dei totalitarismi del XX secolo, non legato al territorio, proprio perché ideologico, ma al controllo dei mezzi d’informazione e di propaganda, del sistema scolastico e universitario, della radio, della stampa, il cui scopo è il capillare, sistematico condizionamento della mente dei cittadini. A prevalere, comunque, è la seconda forma, perché il controllo del territorio non è il vero scopo, ma semplicemente uno dei mezzi; mentre il dominio della mente dei cittadini resta la cosa principale, con la sola – notevole – differenza, rispetto ai totalitarismi del XX secolo, che il potere non vuole svelarsi, non vuole mostrarsi per ciò che è, anzi, mette in opera ogni strategia per restare discreto, se non proprio nascosto.
E ciò perché esso non mira al consenso, se non in via strumentale: ciò che veramente persegue è il portafoglio delle persone, perché dal loro modo di vivere, di mangiare, di fare la spesa, di vestirsi, di passare il tempo libero, dipende la sua possibilità di drenare occultamente le risorse mondiali alle quali mira. Imporre le tasse è un vecchio modo di esercitare il potere economico; vecchio, perché manifesto, dunque suscettibile di provocare reazioni: ma perché imporre un prelievo fiscale, se è possibile fare in modo che siano le persone, volontariamente (o, per essere più precisi, credendosi perfettamente libere), a spendere tutto il loro denaro – e gli stati, a spendere tutto il loro bilancio – in maniera tale da alimentare le centrali del potere occulto?
Da questa necessità mimetica derivano tutte le ipocrisie, le mezze verità, le sottili manipolazioni su cui si regge il sistema odierno dell’informazione, della scolarizzazione, della cultura, perfino della medicina e della scienza: il trucco è fare in modo che le persone e le società pensino di essere libere. Ma la libertà possiede un senso reale, quando si dia la possibilità di operare una scelta fra diverse alternative: se alla grande quantità di merci presenti sugli scaffali dei supermercati, o alla grande quantità di prodotti finanziari che vengono proposti al cliente dagli impiegati di una banca, o alla grande quantità di programmi messi in onda dalle diverse reti televisive, per non parlare della gran quantità di partiti e movimenti politici che sollecitano il voto degli elettori, non corrisponde affatto la possibilità di effettuare una scelta fra cose realmente diverse, è evidente che ci troviamo in presenza di una truffa mondiale assai bene organizzata, nella quale chi lanciasse un grido d’allarme passerebbe immediatamente per visionario o paranoico.
E ora torniamo al buonismo. È chiaro che questa “filosofia” di vita è estremamente funzionale al disegno di seminare il massimo dell’ambiguità, della contraddittorietà, e, in ultima analisi, della instabilità e insostenibilità permanenti, all’interno del corpo sociale. Perché una società impostata sui principi del buonismo, astratti e velleitari (versione ulteriormente semplificata e corretta del già demenziale ottimismo di Rousseau) non può funzionare: ciò dovrebbe essere evidente a chiunque, se, appunto, non fossimo ormai sprofondati in un clima di anestetizzazione permanente del senso critico individuale, a tutto vantaggio di un conformismo dilagante, che rafforza, indirettamente ma sicuramente, quel totalitarismo occulto che è nei piani della élite globale.
Ha scritto Sergio Ricossa nel suo libro «Vivere è scegliere. Scritti di libertà. Il liberalismo come ideologia della vita» (Fondazione Achille e Giulia Boroli, 2005, pp. 64-70):
«… Il “buonismo” oggi dilaga, spande melassa ovunque. è un buonismo stupido, che consola gli afflitti con gli eufemismi. Gli zoppi diventano “portatori di handicap”. Che bell’aiuto! […] Il vocabolario buonista è falso dalla A alla Z. Il mondo dei poveracci è il Terzo Mondo.  I Paesi sottosviluppati sono Paesi in via di sviluppo. Gli immigranti afro-asiatici sono extracomunitari. D’accordo, non bisogna offendere nessuno, nemmeno e soprattutto quando gli offesi siamo noi. Per gli islamici sempre più numerosi, che abbiamo in casa, noi siamo gli infedeli; ma non vale il dritto di reciprocità, a noi non è lecito dire che gli infedeli sono loro. Finiremo col censurare la “Divina Commedia”, perché Dante (toscano, quindi cattivissimo) mise Maometto all’Inferno. Anzi, si finirà con l’abolizione dell’inferno da parte della Chiesa, per non offendere i peccatori, i quali non saranno più peccatori bensì erranti per distrazione, ragazzi un po’ vivaci  in vena di simpatiche birichinate. […] Lo psicologo tedesco Hans Jürgen Eysenck credeva, a torto o a ragione, nell’importanza del patrimonio genetico circa il quoziente di intelligenza; credeva, in altre parole, che non si nascesse tutti eguali. Lo disse in aula. Gli studenti buonisti ed egualitaristi lo gettarono a terra, lo presero a pugni e calci, gli sputarono addosso, finché fu tratto a salvamento, sia pur con gli occhiali rotti  e il naso sanguinante, da colleghi di passaggio.
Era l’anno 1973, uno degli anni del “buonismo di piombo”. Il luogo: la London School of Economics. È passato molto tempo, da allora, eppure è meno che mai “politically correct” parlare di imbecilli congeniti. Quanto ai pazzi, il legislatore italiano ha dichiarato che non esistono e ha chiuso i manicomi. Un illustre giurista ha già proposto di cancellare la delinquenza chiudendo le carceri (o almeno dandole in autogestione ai delinquenti, che ovviamente non si chiameranno più delinquenti). Sarà un delitto non il derubare, ma il farsi derubare. La signora che esca, ostentando un monile di oro vero, è chiaramente una provocatrice , e merita di essere scippata, se c’è giustizia a questo mondo. Il buonismo si regge sul principio che tutti gli uomini (e tutte le donne, beninteso!) sono buoni per natura. i cattivi sono buoni traviati da istituzioni politiche sbagliate. Basta una piccola rivoluzione, che migliori le istituzioni, e i cattivi sopravvissuti tornano buoni, come in fondo sono sempre stati. Il problema è sopravvivere: le rivoluzioni, se non sono sanguinarie, non sono convincenti.  Marx (un feroce buonista) sosteneva che perfino i capitalisti sono buoni per natura: sfruttano i proletari perché costretti a farlo dalla proprietà privata del capitale.  Ma amano i proletari non appena cessa la proprietà privata del capitale, ovvero non appena i capitalisti abbiano perso la proprietà del loro capitale e siano divenuti essi stessi proletari. Se poi, insieme al loro capitale, i capitalisti perdono anche la vita davanti a un plotone di esecuzione, è perché oppongono resistenza a chi vuole il loro bene.
I milioni di assassinati in nome del marxismo-leninismo-maoismo lo furono a opera di chi voleva il loro bene e il bene di tutta l’umanità. I buonisti non si limitano ad amarci, ci impongono il loro amore. Noi dovremmo lasciarli fare e ringraziarli. Invece fra noi esistono degli ingrati, che per errore di calcolo non apprezzano i benefici e ostacolano la santa missione dei buonisti. […] Impedire ai buonisti di fare il bene è segno di egoismo, asocialità, perversione individualistica: difetti gravi, che autorizzano chi ci ama a intervenire con rimedi drastici e senza badare a spese (tanto la cura la paghiamo noi, i beneficiari; la rieducazione la paghiamo noi, gli ignoranti). I buonisti raggiungono il potere sventolando bandiere molto più prestigiose della Croce Rossa: arrivati al potere come minimo ci ripuliscono le tasche con imposte e tasse benefiche; ci alleggeriscono le tasche del peso inutile di un denaro che non ci serve più.
Poiché sono i buonisti a badare ai nostri bisogni, è corretto che badino pure alle nostre finanze. Rubano i salvadanai di cui non sapremo fare il giusto uso. È una gara a chi è più buono, e la bontà non si misura dal numero dei salvadanai rubati, rotti e sperperati; giacché, per i buonisti, lo spreco diventa generosità. Cessi il calcolo meschino, da ragionieri, di costi e ricavi. Contano le intenzioni, che per i buonisti sono tautologicamente buone. I buonisti non sbagliano mai, ma se anche sbagliassero lo farebbero per generosità, per eccesso di amore del prossimo, perché il loro cuore trabocca di altruismo. Chi oserebbe non perdonarli? Chi avrebbe il coraggio di rallentarli, se non fermarli, sulla strada verso la società perfetta, la società finalmente liberata dal male, da ogni male, e regno senza macchia del bene?».
[…] Ricossa fa l’esempio dei nomadi: i buonisti si credono molto nobili e generosi nel non discriminarli, ma non sanno di essere loro discriminati, perché i nomadi disprezzano le popolazioni sedentarie presso le quali vivono: appunto per questo ritengono cosa lecita e giusta vivere di furti sistematici ai loro danni. Ma si potrebbero fare infiniti esempi. Si è così alimentata una mentalità basata sulla esasperazione dei diritti, proprio da parte delle minoranze svantaggiate, le quali si son viste, così, incoraggiate a trasformare il loro svantaggio in un vantaggio, a brandirlo come un’arma, a pretendere che gli altri, tutti gli altri, i “fortunati”, si inchinino davanti a loro, si proclamino colpevoli, o, comunque, si sentano in difetto, in debito, e dunque in obbligo di “risarcirle” indefinitamente. Lo spirito di rivalsa mostrato da alcune lobbies omosessuali, miranti a ottenere una legislazione che preveda il matrimonio gay e l’adozione di bambini da parte delle coppie gay, ne è un buon esempio. È questa la strada che vogliamo seguire?
(il discrimine, 15 aprile 2015)
http://www.maurizioblondet.it/il-buonismo-idiota-strumento-del-nuovo-totalitarismo/

IN PUGLIA NON UNO, MA DUE GASDOTTI INTERNAZIONALI


di Letizia Ricci

Due metanodotti nel raggio di 20 chilometri, a sconquassare le coste del Salento ed i boschi di ulivo del Levante d'Italia. Quando Gianni Lannes ne aveva scritto tre anni fa, con dovizia di particolari e dettagli, pochi avevano creduto realizzabile uno scempio di mastodontiche dimensioni. Ora è una tragica realtà, su cui al massimo andrà in onda il solito teatrino della casta parassita di politicanti a buon mercato, e le sterili diatribe referendarie di sedicenti ambientalisti dell'ultim'ora. La strategia speculativa dell'Unione europea sugli approvvigionamenti di gas come già stabilito a tavolino in passato, con il favore dei governanti tricolore a livello nazionale e regionale, dilanierà soprattutto la Puglia, e poi il resto dell'ex belpaese. Ecco i progetti di ben due gasdotti, uno attaccato all'altro. L'accordo preliminare tra Edison e il colosso russo Gazprom, ha rilanciato il progetto Poseidon destinato all'approdo di Otranto, a cui partecipa anche lo Stato nazista di Israele. Il gas azero, invece, per riscaldare Bruxelles, Berlino e Amsterdam, fluirà nel Tap a Melendugno. Nel frattempo una marea di migranti è in fuga dall'ennesima guerra scatenata dall'occidente per rapinare indisturbato le risorse naturali del cosiddetto "terzo mondo", mentre nazioncine incivili come Croazia, Slovenia, Austria, Ungheria, Germania, Svezia, barricano le frontiere. La fastidiosa xylella, disseminata ad arte sarà servita a qualcosa o no? Meditate italidioti.

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=gasdotti


Ci prendono per il culo


Ci prende per il culo il nostro ministro degli esteri, quando ci racconta che i droni in partenza da Sigonella effettueranno solo operazioni "difensive". Sappiamo tutti benissimo che non sarà così.
Ci prendono per il culo gli americani, quando dicono che la NSA ascolta le conversazioni dei capi di stato esteri "solo quando è necessario". Sappiamo tutti benissimo che fanno tutto quello che gli pare, come e quando gli pare, senza chiedere il permesso a nessuno.
Ci prende per il culo Renzi, quando dice che "chiederemo conto agli Stati Uniti" per lo spionaggio non autorizzato. Sappiamo tutti benissimo che verranno date soltanto spiegazioni di facciata: ovvero, altre prese per il culo.
Ci prendono per il culo i nostri governanti, quando dicono che "non si accontenteranno di mezze verità" da parte degli egiziani sul caso Regeni. Sappiamo tutti benissimo - lo abbiamo saputo fin dal primo giorno - che quella verità non vedrà mai la luce del sole.
Eccetera eccetera eccetera.

Ma perchè ci facciamo prendere per il culo, così platealmente e sistematicamente, da tutti? [...]
Perchè permettiamo a questa classe di sedicenti giornalisti di raccontarci queste frottole senza che uno solo di loro abbia il coraggio di sollevare una semplice obiezione? Senza che uno solo di loro abbia il coraggio di dire che ci prendono tutti per il culo?
Quando ci preoccupiamo "per il futuro dei nostri figli" perchè magari c'è troppo inquinamento, non ci viene in mente che sarebbe molto più importante regalare alle nuove generazioni un futuro in cui nessuno possa più prenderci per il culo così impunemente?
Massimo Mazzucco
fonte http://www.luogocomune.net/LC/index.php/28-opinione/4352-ci-prendono-per-il-culo


giovedì 25 febbraio 2016

Il Sacro Ordine dei Servi di Palazzo di Gianni Tonelli


Editoriale del Segretario Generale Gianni Tonelli
Oggi lunedì 22 febbraio sono ormai arrivato al 33° giorno di sciopero della fame e ho già perso 14 chili. 
Questa vicenda è sicuramente un tormento ed è molto difficile resistere. 
Però la determinazione è fortissima e vado avanti. 
Sul circuito di Facebook con un post abbiamo già raggiunto oltre 2 milioni e 300 mila visualizzazioni e ho ricevuto decine di migliaia di messaggi. 
La censura di Palazzo è sempre meno efficace per quanto sia una presenza ingombrante e avversa. 
Il motivo è molto semplice: prestare attenzione al mio sciopero della fame significa prestare attenzione alle responsabilità contenute nella mia denuncia pubblica e a quella alla Procura della Repubblica. 
Il Sacro Ordine dei Servi di Palazzo è più nutrito di quanto si possa pensare. Sulla scia dell’anima della protesta, ho scritto una lettera a tutti i Questori e ai dirigenti che hanno ruolo di datore di lavoro per chiedere loro contezza, per mettere l’Amministrazione di fronte alle proprie responsabilità e per dimostrare la debilitazione dell’apparato di sicurezza. 
Tali responsabilità, condivise colpevolmente anche dal movimento sindacale, sono dovute alla totale inerzia in tema di sicurezza e di salute sul posto di lavoro. Oggi, a 22 anni dalla promulgazione della legge 626/94, la situazione interna relativamente a questa materia è disastrosa. 
Tutto ciò è colpa anche del movimento sindacale che non ha avuto il coraggio di dare battaglia su una delle sue fondamentali competenze. 
Per tale motivo ho inviato questa lettera in cui esorto i Questori e i dirigenti con funzione di datore di lavoro, a verificare lo stato di integrità degli equipaggiamenti in uso alla polizia. 
Altrimenti gli stessi sarebbero responsabili non soltanto civilmente o in via amministrativa ai sensi della legge 81 del 2008. Prima di tutto occorre verificare le effettive caratteristiche dei giubbotti antiproiettile. 
Il 30 dicembre del 2014 è uscita una circolare del ministero dell’Interno in cui si spiega che un campione di giubbotti, collaudato al banco nazionale per i test balistici, poteva essere utilizzato dagli operatori di polizia nonostante i giubbotti fossero scaduti. 
La stessa circolare, però, non specifica se i giubbotti testati erano nuovi oppure già in uso. Un nostro perito balistico ha documentato come la funzionalità dei giubbotti sia strettamente correlata non solo alla data di scadenza, comunque ipotizzata in un utilizzo presunto e medio, ma in particolar modo alle condizioni di utilizzo degli stessi dispositivi, nonché all’esposizione a sollecitazioni di natura meccanica, a sbalzi di temperatura, ad agenti corrosivi contenuti ad esempio nel sudore, a raggi Uva, eccetera. In sostanza, tale lettera si è resa necessaria a causa dell’atteggiamento del tutto elusivo con cui i nostri vertici continuano a giustificare l’inadeguatezza dei dispositivi oramai obsoleti, degradati o comunque scaduti. 
I contenuti della circolare non sollevano in alcun modo da responsabilità il datore di lavoro che con coscienza e volontà metta a rischio la sicurezza del personale.
In secondo luogo, ho chiesto di certificare le condizioni delle imbottiture interne dei caschi di protezione, che molto spesso risultano “marce” e “disgustose”. I controlli si rendono necessari per verificare la resistenza agli stress meccanici a cui i caschi sono sottoposti come il lancio di bottiglie, sassi, colpi e quant’altro.
Inoltre, occorre verificare la funzionalità delle Beretta PM12, che risalgono agli anni 70. In riferimento a queste ultime, ho chiesto di ricevere informazioni relativamente alle modalità di manutenzione ordinaria e straordinaria a cui le stesse sono state sottoposte nel corso degli anni.
Nella lettera faccio poi riferimento alle recenti segnalazioni che ci sono arrivate circa le numerose cartucce difettose. Mi riferisco in particolare a una partita di munizioni acquistata nel 2013, di cui una circolare ministeriale ne ha stabilito l’utilizzo solo nei poligoni e non in servizio. 
Questa limitazione di certo non impedisce che si verifichino incidenti e quindi chiediamo che le cartucce vengano ritirate anche dai poligoni. Infine, bisogna verificare l’efficienza dei dispositivi di videosorveglianza e videoregistrazione più volte segnalati come danneggiati o non operativi per migliorare le misure di sicurezza attive e passive dei presidi di polizia.
Ci stanno perseguitando perché dicono che andiamo a raccontare patacche. Il bue che dà del cornuto all’asino. 
Tutti voi ben sapete la disastrosa condizione dei nostri ambienti, delle nostre dotazioni e della nostra formazione. 
Eppure cercano sfacciatamente di negare questa verità e addirittura loro, responsabili di aver provocato questa vergogna, intendono punire chi la denuncia. 
Per questo proseguirò nel mio sciopero della fame. E’ una questione di verità, di libertà e di interesse per l’intera comunità. I ❤ POLIZIA
fonte http://www.sap-nazionale.org/mobile/sapflash.php?id=497#0





RENZI IL "COGLIONAZZO" E IL SUO TEATRINO DI SCHIAVI RIDENTI E OBBEDIENTI.


ECCO IL "COGLIONAZZO" E IL SUO TEATRINO DI SCHIAVI RIDENTI E OBBEDIENTI.. MA, "IL COGLIONAZZO", OMETTE SEMPRE DI DIRE CHE NON E' STATO ELETTO DA NESSUNO, TRANNE DA SUOI FEDELI SCHIAVI (SOLO ALLE EUROPEE E NON IN ITALIA), CHE PER L'APPUNTO LO SEGUONO DEVOTI E APPLAUDONO ALLE SUE BATTUTINE DEL CAZZO (QUESTO E' UN VERO POLITICO!!).. LUI PERO' NON E' UN "GOMBLOTTISTA".. NO LUI NO!! LUI NON E' QUELLO CHE STA' SVENDENDO GLI ASSET DELLO STATO... NO LUI NO!! LUI NON E' QUELLO CHE VA IN GIRO A SVENTOLARE A MEZZA ITALIA DI VOLERE UN "NUOVO ORDINE MONDIALE".. NO LUI NO!! LUI NON E' QUELLO DELL'IMMAGINARIO MICROCHIP, MENTRE LE MULTINAZIONALI STANNO AUTOMATIZZANDO MEZZO MONDO, PERSONE COMPRESE.. NO LUI NO!! LUI NON E' QUELLO CHE NON CREDE ALLE SCIE CHIMICHE, SENZA SPIEGARE PERO' COSA SONO.. LUI NO!! PERCHE' APPUNTO PERDERE TEMPO A SPIEGARE AGLI ITALIANI (E AI SUOI SCHIAVI) TUTTE QUESTE COSE?.. MEGLIO APPUNTO RIEMPIRSI LA BOCCA (E LE TASCHE) IMMEDESIMANDOSI ATTORE DI QUESTO SUO TEATRO... ORA QUINDI IL COGLIONAZZO LAMENTA ANCHE IL MALE PORTATO AL SUO PALCOSCENICO.. CHE TENEREZZA!! PROPRIO UN PICCOLO TENERO COGLIONAZZO!! (BRAVO)
fonte Juno III






martedì 23 febbraio 2016

Svelato il volto di Tsipras, un traditore servo dell'Ue

di Diego Fusaro
Il premier ellenico colpisce le pensioni. Facendo il gioco della Troika. Nella Grecia martoriata c'è il futuro di tutti i popoli europei. Destinati a diventare schiavi senza dignità.

Il premier greco Alexis Tsipras.


I riflettori sulla Grecia si accendono e si spengono in modo intermittente, rendendo impossibile una visione chiara e nitida di quanto sta veramente accadendo nella terra che fu di Platone e che ora è della troika e della dittatura finanziaria pudicamente chiamata Unione Europea.
OFFENSIVA AI DANNI DEL LAVORO. Non è casuale, certo. I “circences” giornalistici e intellettuali devono sempre raddoppiare simbolicamente l’ordine esistente, glorificando sovrastrutturalmente i rapporti di forza: devono indurre i popoli europei ad amare i loro aguzzini, e dunque a volere sempre “più Europa”, anche quando la parola Europa è sempre più evidentemente una vernice che occulta categorie come il potere bancario, l’offensiva ai danni del lavoro e la distruzione lineare del sociale.
UNA SITUAZIONE TRAGICA. Ecco allora che mentre in questi giorni in Grecia si sta sviluppando una vera e propria insurrezione popolare dei lavoratori contro la troika, i nostri “circences” sono impegnati a raccontarci di Sanremo e a indurci a fare nostre le battaglie del multimiliardario Elton John, confondendo l’emancipazione con l’acquisto dei bambini eugeneticamente prodotti tramite uteri in affitto. La situazione è, ancora una volta, tragica ma non seria.
E non ci dicono, ovviamente, che intanto la polizia greca ha sparato gas lacrimogeni per disperdere gli agricoltori che stanno insorgendo contro la riforma delle pensioni: riforma che, manco a dirlo, va ad abbassare drasticamente le pensioni minime, che arrivano ora a 378 euro mensili.
LA GRECIA È IL FUTURO DEI POPOLI EUROPEI. La massa è sempre più schiavizzata e riplebeizzata: la Grecia è il futuro di tutti i popoli europei, che le èlite neofeudali e finanziarie – hegelianamente, il nuovo Signore – vogliono ridurre al rango di un nuovo Servo illimitatamente sfruttabile e senza dignità.
Le masse schiave nemmeno più sono rappresentate, dato che i partiti che un tempo ne tutelavano gli interessi e le rivendicazioni sono ora passati disinvoltamente alla difesa degli interessi del nuovo Signore: hanno abbandonato la lotta per il lavoro e per i diritti sociali.
TSIPRAS DEVE DIMETTERSI. E così circa 800 agricoltori provenienti da Creta si sono scontrati duramente con la polizia all’ingresso del ministero: hanno scagliato pietre e rotto finestre.
In risposta, gli agenti hanno usato gas lacrimogeni.
E Tsipras? Dopo aver liquidato come se nulla fosse il referendum del suo popolo, ora abbassa le pensioni minime: ha tradito il suo mandato, e dovrebbe dimettersi.
Ha tradito la classe dei lavoratori.
Ha rivelato di essere al servizio della troika e della Germania, non dei lavoratori della Grecia.


Twitter @DiegoFusaro
http://www.lettera43.it/firme/svelato-il-volto-di-tsipras-un-traditore-servo-dell-ue_43675235133.htm
Il premier greco Alexis Tsipras.