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giovedì 31 marzo 2016

Il 17 Aprile vota SI al mare pulito TUESDAY, MARCH 1, 2016 I 135 motivi per votare si al referendum contro le trivelle

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Il 17 Aprile vota SI al mare pulito

 di Maria Rita D'orsogna


I 135 motivi per votare si al referendum contro le trivelle





Eccoci qui, le 135 piattaforme marine e le 3 unita' galleggianti di stoccaggio nel nostro Mar Adriatico, nel Mar Ionio e nel Canale di Sicilia.

Le tre unita' galleggianti altro non sono che navi FSO o FPSO: Vega (Pozzallo, Sicilia), RospoMare (Vasto, Abruzzo) e Aquila (Brindisi, Puglia)

Sono 135, ed altrettanti motivi per dire "si al mare pulito" e no alle trivelle di Renzi, della Guidi, di Galletti e di tutti i politici pseudo-amanti del mare che del mare italiano non amano, non conoscono e non meritano niente.

Notare che i gran professori vanno dicendo che "se non lo tiriamo fuori noi, lo faranno i croati". Bene, ecco qui, sono tutti pozzi attivi, alcuni sottocosta, altri vicino al confine delle acque croate. Trivelliamo dagli anni '50 senza chiedere niente a nessuno.  La coerenza qui e' un optional.

Sul referendum: si e' un referendum svuotato del suo intento iniziale, cioe' fermare le trivelle in mare. Il questito, da quel che riesco a capire, riguarda solo la durata temporale delle concessioni. Quindi non e' un voto *veramente* contro le trivelle.  Dei quattro quesiti iniziali e' rimasto solo questo, e non certo per colpa del popolo italiano, quanto dei nostri politici che hanno cercato di fare di tutto per fermare questo voto, troppo timorosi di perdere le faccia, invece che di fare la cosa giusta e cioe' ASCOLTARE il popolo.

Resta pero' un voto importanate anche se  simbolico: occorre votare e votare SI per mandare un segnale a Renzi e compari che siamo tanti, quale che sia il quesito.  E serve per mandare un segnale ai petrolieri che qui siamo informati, che siamo agguerriti e piu' forti di loro, che alle loro chiacchere non crediamo, che non sono benvenuti, cosi magari prima di venire ci pensano due volte.

Si, i nostri pesudopolitici hanno fatto di tutto per farlo fallire questo referendum: un giorno a casaccio, senza l'accorpamento con il voto di Giugno, un solo quesito,  poca pubblicita'. E quindi sta a noi NON farlo fallire. Occorre andare a votare, dirlo a tutti, volerlo. Occorre che ciascuno ne parli con i propri amici, e parenti, e conoscenti, e fare lo sforzo di diventare piccoli attivisti.

Hanno paura dei nostri numeri, e ci accusano di essere "populisti", e "poco informati" e "chiusi al dialogo". Non e' vero niente, hanno solo paura, perche' loro sono pochi, siamo molti piu' noi. E sono sicura che qualsiasi persona LIBERA da interessi di parte non potra' che essere con noi. Sta allora a noi martellare tutti, e vincere. Dobbiamo fargli vedere che non vogliamo l'Italia al petrolio, in tutti i modi possibili, Anche con questo referendum.

Dobbiamo fare ogni giorno quel che possiamo, e il 17 Aprile e' il voto al SI che possiamo fare, noi e i nostri amici.  
fonte http://dorsogna.blogspot.it/2016/03/i-135-motivi-per-votare-si-al.html

Scontrini Renzi, Tar condanna Comune Firenze a pagare spese legali a M5s. Di Maio: “Ora premier pubblichi le ricevute”


“Il Tar di Firenze, con una sentenza articolata, ha dato ragione al Movimento 5 Stelle: il Comune deve consegnare al M5S gli scontrini e le ricevute delle spese di Matteo Renzi risalenti al tempo in cui era sindaco”. La comunicazione è arrivata direttamente dai gruppi parlamentari di Camera e Senato del M5S ed è relativa al periodo in cui Matteo Renzi era sindaco di Firenze. “La sentenza è chiara e inequivocabile: ‘L’accesso dei consiglieri comunali – si può leggere nel corpo del testo riportato dai 5 Stelle – è strumento di controllo e verifica del comportamento dell’amministrazione, in funzione di tutela di interessi non individuali, ma generali, e costituisce espressione del principio democratico dell’autonomia locale e della rappresentanza esponenziale della collettività’”. “Anche per questa ragione – continuano i parlamentari M5S – il Comune di Firenze è stato condannato al pagamento delle spese legali nei confronti di due consiglieri comunali del M5S che hanno fatto richiesta di accesso agli atti. Ora non ci sono proprio più scuse e il sindaco Nardella, piuttosto che difendere il suo capo Renzi, rispetti i cittadini italiani che vogliono sapere come Renzi ha speso i fondi pubblici, cioè i soldi di noi tutti”. I 5 Stelle, dopo la pronuncia del Tar, hanno deciso di recarsi con una folta delegazione di parlamentari lunedì prossimo a Palazzo Vecchio, per chiedere che le spese vengano rese note e tentare di risollevare il polverone sulla vicenda.




Il matteopoldo continua a violare norme e leggi senza che uno straccio di Procuratore apra bocca. di Stefano Davidson



Il matteopoldo continua a violare norme e leggi senza che uno straccio di Procuratore apra bocca.
"I forti di Forte Coraggio" erano degli impavidi a loro confronto.
Il "Nominato dall'Ineleggibile" infatti invita i suoi all'astensione ma ciò facendo li invita alla violazione della Costituzione all'art. 48, II comma, che statuisce testualmente: “Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”.
Se non bastasse:
c'è anche l'aperta violazione all'art. 98 Testo Unico delle leggi elettorali, (valido anche per i referendum popolari)
Titolo VII:
Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera
1. a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od
2. a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati
3. ad indurli all'astensione,
è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.
Che ognuno ne tragga le conclusioni che più gli aggradano.
Stefano Davidson

Arabia Saudita un Isis che c'è l'ha fatta.


Uno Stato carogna che dovrebbe essere bandito dall'umanità,uno stato di bestie che finanzia tutti i terroristi.Uno stato di bestie che finanzia i politici di tutto il mondo.Uno stato di bestie che finanzia tutte le moschee e che finanzia l'odio e la disintegrazione ovunque.Ecco cos'è l'Arabia Saudita salvate questo documentario perchè fra poco sparirà.
Alfredo d'Ecclesia






Arabia Saudita svelata.

arabia-saudita-esecuzioni1
I bracci alzati di due gru tengono sospesa in aria a una decina di metri di altezza una barra alla quale sono appesi cinque corpi senza testa. Appartenevano a cinque ladri, decapitati e poi appesi per giorni, come monito per tutti i cittadini. Questa scena non è stata filmata nei territori controllati dallo Stato islamico, ma in Arabia Saudita, governato da un regime islamico tra i più repressivi al mondo.



ARABIA SAUDITA SVELATA. Per sei mesi i giornalisti dell’emittente britannica Itv e di quella americana Pbs hanno filmato con telecamere nascoste la vita del Regno, azione illegale e passibile di essere giudicata come atto di terrorismo. Così hanno dato vita al documentario Saudi Arabia Uncovered (Arabia Saudita svelata), che viene trasmesso in queste settimane in tre parti da 20 minuti e che mostra le diverse sfaccettature del regime saudita.
DECAPITAZIONI. Oltre alle immagini dei corpi appesi, le telecamere riprendono scene orribili di decapitazioni e crocifissioni, pene previste dalla sharia, la legge islamica che vige nel paese, e sempre più spesso comminate dalle autorità. Nel 2015 sono state decapitate più di 150 persone ma quest’anno 70 sono state giustiziate in meno di tre mesi. Nel braccio della morte c’è anche un ragazzo di nome Ali Mohammed al-Nimr, arrestato nel 2012 all’età di 17 anni per aver partecipato a una protesta illegale e condannato in via definitiva alla decapitazione e alla crocifissione.
«È SOLO UN RAGAZZO». Nel documentario compare la madre del ragazzo, che parla di come il figlio sognasse «dignità e libertà». Parla anche il padre, che spiega: «Quando ho visto mio figlio dopo l’arresto mi ha detto: “Papà che cos’è significano “eversione e tradimento”? Erano le sue accuse. Ali è solo un ragazzo». Secondo la famiglia, Ali è stato arrestato per via di suo zio, importante imam sciita che da anni denuncia la repressione e la persecuzione subita dalla minoranza sciita in Arabia Saudita, paese a maggioranza sunnita. Al-Nimr è stato decapitato a gennaio, suo nipote potrebbe fare molto presto la stessa fine.
DONNE OPPRESSE. Nel filmato viene denunciata anche l’oppressione delle donne, trattate come cittadini di serie B, impossibilitate a scoprirsi il capo, ad uscire senza un accompagnatore maschile, a guidare. Alcune delle immagini più forti riguardano proprio il trattamento delle donne, insultate per strada dalla polizia religiosa, che deve promuovere la virtù e prevenire il vizio, picchiate e anche frustate da comuni cittadini.
arabia-saudita-decapitazione
IL CASO BADAWI. La libertà di espressione non esiste. Per una critica al governo o a una sua opera si può essere condannati per terrorismo ed è vietato anche dissentire sui precetti dell’islam. In questo senso è emblematica la storia del blogger Raif al-Badawi, che viene raccontata attraverso le interviste alla moglie e ai tre figli, condannato a 10 di carcere e 1.000 frustate per aver scritto questa frase su internet: «L’unico modo di vivere in un mondo non libero è diventare così assolutamente libero che la tua stessa vita rappresenti un atto di ribellione». Dopo una fortissima protesta internazionale la pena delle frustate è stata sospesa, ma Al-Badawi resta in carcere.
FONDAMENTALISMO ESPORTATO. L’Arabia Saudita svelata è anche quella del fondamentalismo islamico esportato in tutto il mondo, attraverso le moschee e i centri culturali sparsi per il globo dove viene insegnato il wahabismo, una versione ultraconservatrice dell’islam sunnita molto simile all’ideologia dello Stato islamico. Il regime, che gode di proventi immensi dalla vendita del petrolio, ha speso circa 70 miliardi di dollari nella promozione. Non è un caso se 15 delle 19 persone coinvolte nell’attentato dell’11/9 erano saudite.
«DECAPITARE TUTTI I CRISTIANI». L’indottrinamento dei giovani in Arabia Saudita e di quelli in tutto il mondo avviene anche attraverso i sermoni in moschea e i libri scolastici. Durante un discorso ripreso nel Regno, l’imam arringa i fedeli: «Gli ebrei hanno abusato, spadroneggiato e corrotto questa terra. Allora, oh Allah, fermali e fai schioccare su di loro la frusta della tortura, non lasciare che la loro bandiera sventoli in alto e fai di loro un esempio». Un bambino interrogato su che cosa dica il suo testo scolastico sulle religioni, ripete a memoria: «Cosa dice degli sciiti e degli infedeli? Tutti i cristiani dovrebbero essere puniti e decapitati fino a quando non ne sarà rimasto neanche uno. Gli sciiti sono blasfemi e dovrebbero essere puniti con la morte. Dovremmo combatterli nel nome dell’islam». Davanti a queste riprese, non ci si può stupire se uno scrittore algerino come Kamel Daoud abbia inventato questa perifrasi per descrivere il regime: «L’Arabia Saudita è un Isis che ce l’ha fatta».



Leggi di Più: Arabia Saudita svelata. Un documentario | Tempi.it 

mercoledì 30 marzo 2016

Marò,vigliaccheria e cialtroneria dei governi italiani.



Prima di tutto bisogna trovare il fesso di turno o lo scemo del villaggio che deve fare la proposta in questo caso l’ingrato compito è toccato all’ambasciatore Francesco Azzarello il quale  nella due giorni fell’udienza dell’Aja ha presentato la richiesta di far rientrare in Italia Salvatore Girone
<<Non può restare in India fino alla fine del procedimento a suo carico, che potrebbe durare almeno tre o quattro anni» ha detto. Girone rischierebbe di dover rimanere «detenuto a Delhi senza alcun capo d’accusa per un totale di sette o otto anni». Si tratta ha detto l’ambasciatore, di «una grave violazione dei suoi diritti umani». «Girone sia autorizzato a tornare a casa fino alla decisione finale dell’arbitrato» ha chiesto Azzarello. L’India ha dichiarato subito: «La richiesta dell’Italia è inammissibile».
«Essere umano non può essere usato come garanzia» ha poi detto Azzarello«L’unica ragione per cui Girone non è autorizzato a lasciare l’India è perché rappresenta una garanzia che l’Italia lo farà tornare a Delhi per un eventuale futuro processo. Ma un essere umano non può essere usato come garanzia per la condotta di uno stato» ha precisato l’ambasciatore italiano all’Aja. Per poi ribadire: «Abbiamo già preso l’impegno di rispettare qualsiasi decisione di questo Tribunale».
Salvatore Girone, ha aggiunto Azzarello «è costretto a vivere a migliaia di chilometri dalla sua famiglia, con due figli ancora piccoli, privato della sua libertà e dei suoi diritti. Il danno ai suoi diritti riguarda l’Italia, che subisce un pregiudizio grave e irreversibile dal protrarsi della sua detenzione, e dell’esercizio della giurisdizione su un organo dello Stato italiano». «L’Italia nutre speranze basate su solide motivazioni giuridiche e umanitarie» ha sottolineato l’ambasciatore, per poi rivolgersi direttamente al fuciliere di marina «Vogliamo dire che continuiamo a lavorare con l’usuale e indispensabile discrezione, per lui e per il Fuciliere Latorre. A entrambi va il nostro pensiero affettuoso». Salvatore Girone si trova tuttora detenuto a Delhi, mentre l’altro marò, Massimiliano Latorre è rientrato in Italia con un permesso provvisorio per curarsi dopo l’ictus che l’aveva colpito. Resterà nel nostro Paese almeno fino al 30 di aprile.
E subito da Nuova Delhi hanno risposto : «La richiesta dell’Italia è inammissibile, c’è il rischio che Girone non ritorni in India nel caso venisse riconosciuta a Delhi la giurisdizione sul caso». «Sarebbero necessarie - si legge ancora - assicurazioni in tal senso che finora sono state insufficienti». L’India ci fa sapere che «Girone non è in prigione, vive nella residenza dell’ambasciatore italiano a New Delhi dove la sua famiglia può fargli visita, quindi sono condizioni ragionevoli» dato il crimine di cui è accusato.  L’urgenza della richiesta italiana  è incomprensibile per  gli indiani    sottolineando che «ciò che è veramente irreversibile è la morte dei due pescatori».
«La Corte speciale indiana non ha avviato il processo nei confronti dei due marò - ha spiegato  l’agente per il governo indiano Neeru Chadha  aa’Aja- non per negligenza o leggerezza da parte di Delhi bensì per le azioni di ostruzionismo dell’Italia» che ora, ha aggiunto «non può lamentarsi delle conseguenze della propria condotta». «La richiesta dell’Italia era già stata bocciata dal Tribunale del mare di Amburgo, e da allora nulla è cambiato» nelle condizioni di Salvatore Girone, ha aggiunto Neeru Chadha.
Questa è la situazione nuda e cruda e la colpa è dei governi italiani che non hanno mai fatto quello che dovevano fare  e che continuano a fare i rimbabiti e a pensare solo a pararsi il culo a vicenda  .Ogni governo ha pensato ad assolvere chi lo ha preceduto e a continuare la stessa politica fallimentare.
Hanno pure creato una fonte che doveva dividere in destra e sinistra e poi in innocentisti e colpevolisti.
Lo sappiamo che sono innocenti  ma se fossero stati colpevoli a loro non si applicavano le regole del diritto internazionale?
Tutti hanno la loro giurisdizione escluso gli italiani ,di chi è la colpa di questa assurda situazione?
E a quei miserabili che hanno pensato di soffocare ogni protesta e di creare un esercito di venduti governativi cosa direte e cosa farete? Un consiglio voglio darvelo…prendete quei fiocchettini gialli e infilateveli nel cu..
Alfredo d’Ecclesia



L'ITALIA NON SI TRIVELLA!




di Gianni Lannes

Attenzione allo specchietto per le allodole, ai contentini verdastri, nerastri e rossastri, mentre i mari d'Italia vengono degradati ed inquinati un giorno si e l'altro pure col beneplacito dei controllori di Stato; inoltre risultano svenduti agli interessi stranieri. Nell’italietta delle banane eterodiretta dall’estero ecco cosa passa il conventucolo tricolore. Altro che “si” oppure “no”. Si semplifica, anzi si banalizza una questione senza minimamente mettere in discussione il modello economico di rapina delle risorse naturali con conseguenti danni ambientali e sanitari, e si accentra l’attenzione generale su un problema per nasconderne altri ben più gravi. 


Di che parliamo? Ma del farsesco referendum telecomandato dalle solite orchestrine di riciclati in salse variopinte, che andrà in onda il 17 aprile e non raggiungerà il quorum a causa dell’oscuramento mediatico e dell’indifferenza generale. Per chi come il sottoscritto si batte da sempre contro lo sfruttamento di madre Natura, la coerenza conta sempre e non a stagioni alterne, eppure in questo caso le mie perplessità e le mie riserve sull’iniziativaintinta solo di facciata nel verde, aumentano sempre più. Pensate alle macroscopiche contraddizioni della regione Puglia, tra i promotori dell'iniziativa, che vanta al suo attivo più di una dozzina di autorizzazioni a trivellare e a pompare idrocarburi nel sottosuolo regionale.


Qual è il quesito preciso? «Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio»?

Questo significa che nessun giacimento che si trovi in mare, entro le 12 miglia dalla costa, possa continuare le operazioni una volta superato il termine di durata della concessione. Tale disposizione in ogni caso non si applicherebbe alle trivellazioni sulla terraferma e a quelle che si trovano oltre le 12 miglia. L’eventuale vittoria del " sì" comporterebbe, in caso di raggiungimento del quorum, l’abrogazione dell’articolo 6 comma 17 del Codice ambientale, nel quale è consentita la durata delle trivellazioni fino a che il giacimento “lo consenta”.

Dunque, contrariamente a quanto molti credono erroneamente, gli elettori italiani non sono chiamati a pronunciarsi su nuove trivellazioni in  ossequio alle imposizioni delle multinazionali straniere, bensì soltanto sulla prosecuzione di quelle già in atto entro le 12 miglia dalla costa, fino all’esaurimento dei giacimenti, gran parte dei quali, peraltro, fornisce gas metano.

Insomma, un referendum di minuscolo cabotaggio per ingannare ancora una volta la già tanto disinformata popolazione italiana. E non tanto per l’ambito circoscritto del quesito referendario, l’unico dei sei originari sopravvissuto alla scure della Corte costituzionale, quanto per l’effetto politico che il responso è in grado di produrre o meno. C’è realmente qualche ambientalista nel fronte “no triv”o “si triv” convinto che una vittoria del “si” possa effettivamente condizionare la politica energetica del governicchio Renzi, imposto dal Napolitano ma non votato dal popolo italiano, nel passaggio dall’economia sporca del petrolio a quella fintamente pulita delle “rinnovabili” italiane, dove anche i rifiuti con un trucchetto normativo sono considerati energie pulite? D’altronde, l’orientamento agnostico del piddì che prima presenta e approva la norma sotto esame e poi si pronuncia contraddittoriamente per l’astensione favorirà di certo un naufragio nell’astensionismo di massa.

A dirla tutta, si tratta a mio avviso, di un referendum inconsistente rispetto alla sfida della sostenibilità che poco a che fare con la sostanza della questione. La casta dei politicanti italidioti ha da tempo svilito l’istituto costituzionale del referendum, eludendo o vanificando il responso popolare. Qualche esempio: da quello sul finanziamento pubblico ai partiti a quello sulla responsabilità civile dei magistrati, fino a quello sull’acqua pubblica che ora l’esecutivo renziano intende privatizzare (come tutti i suoi predecessori). Il vero nodo da sciogliere è un mutamento radicale di paradigma: il transito dall’economia all’ecologia, dal capitalismo all’etica, a partire almeno per l’Italia dalla conquista della sovranità nazionale.

riferimenti:










 

fonte http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/03/litalia-non-si-trivella.html#more


Breviario del cretino ovvero: perché non ci si ribella? [Alceste]


Stiamo diventando un popolo di cretini?
Ne ho il sospetto.
Solo una popolazione europea di cretini può accettare lo stato attuale delle cose senza provare la voglia di menar le mani.
E cosa è accaduto di così profondo tanto da rimbambirci in tal modo?
Una immane mutazione antropologica, una frattura continentale, uno iato spaventoso; si è insinuato nel sangue un virus zombificante, favorito dal parallelo e debordante progresso tecnologico. A forza d’incoraggiare l’elemento immaginifico dell’uomo, il suo lato emozionale, uterino, isterico, vegetativo, siamo giunti al punto di rottura epocale, alla devoluzione della ragione.
Punto di rottura. 100 gradi celsius. Un attimo primo c’è l’acqua, l’attimo dopo il vapore. È ancora acqua, ma solo chimicamente.
Ed esattamente cosa si è rotto?
Rispondo: il principio di non contraddizione.
Il principio dei principî. L’architrave dell’homo occidentalis: “Non può essere che una cosa sia e non sia una certa cosa allo stesso tempo e nel medesimo rispetto”.
Esempio: Io sono più alto di Mario, qui e ora. Non posso essere più alto e più basso, allo stesso tempo, ora, nei confronti di Mario.
O sono più alto o sono più basso.
Facile, no?
Da ciò deriva il principio di identità (Io = Io; Mario = Mario) nonché l’amabile principio del terzo escluso: ogni proposizione dotata di senso può essere o vera o falsa. Ch’io sia più alto di Mario può essere o vero o falso.
Se non è zuppa è pan bagnato, e viceversa. Non ci sono ulteriori alternative: tertium non datur.
Per il cretino no, non è così. Tremila anni di logica ‘au cabinet’, per dirla con Alceste.
Ma se crolla tale sommo architrave cosa accade?
L’apocalisse della razionalità.
La si può condensare nella formula dello pseudo Scoto: “Ex falso sequitur quodlibet”: tutto è permesso. Se è ammissibile la suprema contraddizione (che una cosa sia e non sia) allora tutto vale, ogni follia è permessa; siamo ai Saturnali della logica, al Carnevale della deduzione, al tana-libera-tutti della causalità.
Il supremo principio non viene più riconosciuto, né applicato.
Ecco la vera new age: lasciata alle spalle l’era dello stupido, entriamo trionfanti in quella del cretino. Il cretino risponde solo a stimoli bassamente emozionali, ad anacoluti logici, al volemose bene dell’inferenza. Per lui tutti i gatti sono grigi.
Esempio 1: Siamo un partito di lotta e di governo.
Esempio 2: Mi piace Céline, ma anche Fabio Volo.
Esempio 3: Mi ha messo le corna eppur mi ama ancora.
Esempio 4: La scoperta dell’alba è un grande romanzo.
E via così.
Ma esiste un cretino integrale, perfetto?
Certo, il cretino 2.0. Sta facendosi strada velocemente. Purtroppo residuano ancora delle sacche di razionalità e buon senso, specie nelle vecchie generazioni. Qualcuno ancora s’ostina, disperatamente, a tramandare ai discendenti basici elementi di logica; tuttavia il dado è tratto: ancora mezzo secolo di Occidente e i cretini 2.0 erediteranno la terra. Sì, mezzo secolo, di questo passo, è più che sufficiente, ve lo dice uno stupido.
Nel frattempo trastulliamoci delineando una (provvisoria) fenomenologia del cretino.
1. Ci sono due tipi di cretino: il cretino-cretino (old style) e il cretino 2.0 (coming soon).
2. Il nocciolo duro delle convinzioni del cretino-cretino sono i pregiudizî. Su quelli non transige. I pregiudizî del cretino: la tradizione familiare, l’imparaticcio scolastico, la chiacchiera, le gazzette.
3. Il cretino-cretino, infatti, ha un piccolo serbatoio di pensieri e frasi fatte a cui non applica il minimo ragionamento o critica. Quando tale angusto orticello è messo criticamente in pericolo, il cretino-cretino può arrivare al turpiloquio, al fanatismo, all’offesa più sanguinosa.
4. Al cretino-cretino puoi far credere tutto, basta lisciarlo nei pregiudizî.
5. I pregiudizî assicurano il cretino-cretino del possesso d’un pensiero.
6. Il fiume del cretino-cretino si perderà naturalmente nello sterminato oceano del cretino 2.0.
7. Il cretino 2.0 è il cretino integrale, il cretino del futuro.
8. Al cretino 2.0 va bene tutto. Per lui, in fondo, tutto è possibile. Per lui un evento può essere bianco o nero. Tertium datur. Ma anche quartum, quintum e sextum. Rosso, verde, a pois. Perché no?
9. Per il cretino ogni posizione, a ben guardare, è desiderabile. Come quelle di Desdemona nelle parole di Iago: “With her, on her, what you will”.
10. Il cretino 2.0 ha finalmente abolito il nesso di causalità. Se vede il fumo non inferisce il fuoco, a meno che glielo annunci il telegiornale o un conoscente cretin-autorevole. Per lui una colonna di fumo può arrivare a significare tutto tranne l’incendio. Di solito quando il cretino 2.0 si ritrova coi piedi bruciati, dà la colpa al destino cinico e baro.
11. Se il cretino 2.0 protesta contro una gabella gravosissima lo fa sotto gli stessi vessilli del politico che l’ha imposta. Se urlacchia contro gli immigrati lo fa al fianco di chi ha firmato il trattato di Schengen. Se sfila a favore della famiglia tradizionale lo fa mano nella mano con un divorziato. Se si batte per il libero amore divorzierà dalla moglie che l’ha reso cornuto. Si può andare avanti per giorni.
12. Il cretino 2.0 è un conformista di prim’ordine. Anche nell’anticonformismo.
13. La cretineria 2.0 è comune a ogni gradino sociale o gruppo o casta o consorteria o carboneria.
14. Il cretino 2.0 è un appassionato di meteorologia; egli compulsa avidamente i referti di tale scienza poiché desidera, sempre e comunque, il bel tempo da cartolina. Il cretino 2.0, infatti, è un congenito homo turisticus.
15. Il cretino 2.0 si stanca presto. Egli può sinceramente darti la mano e sancire: “Combatterò assieme a te, senza requie e tentennamenti, la politica nefasta delle Teste Tonde!”. Qualche ora dopo potrai trovarlo sulle barricate a urlare: “Abbasso le Teste Piatte, viva le Teste Tonde!”. Cambia idea col volgere del clima, come si cambia una casacca fuori stagione.
16. Al cretino 2.0 manca lo sguardo d’insieme, la visione generale, il panorama a volo d’aquila, il colpo d’occhio del genio. Lui si interessa alle minuzie, agli attimi. La sua vita, infatti, è frantumata in attimi e minuzie. È un uomo liquido: un cretino, appunto.
17. Il cretino 2.0 è facile agli entusiasmi. Ogni iniziativa lo esalta. Quasi sempre, però, abbandona il balocco dopo qualche giocata.
18. Il cretino 2.0 ama divertirsi: in fondo è un goliarda. Quando agli eventi appiccano il cartello ‘questo è davvero divertente!’, egli si diverte ancor di più. Il cretino 2.0 applaude tutto quello che si muove. Se le gazzette scrivono d’un film: ‘commovente’, il cretino 2.0, alla visione, si commuove: si sentirebbe altrimenti a disagio.
19. Il cretino 2.0 ambisce alle vacanze a Formentera, in Provenza, a Londra, al Cairo, in Nepal o nella Death Valley. Il Colosseo, Paestum e gli Uffizi, invece, lo annoiano sino allo sbuffo.
20. Al cretino 2.0 piacciono i calembour, i giochi di parole, le storpiature, i doppi sensi, le parodie, il plagio, la freddura, il centone, l’impressione, la fantasticheria, lo psicologismo; tutti debitamente privi d’arguzia. Tale bolsa e superficiale ginnastica mentale sostituisce presso di lui la lettura, lo studio assiduo, la tranquilla profondità, la solida saggezza.
21. Quando dieci cretini 2.0 s’intruppano insieme fondano una corrente politico-filosofico-letteraria o un think-tank. Il cretino 2.0 in solitaria tende, invece, all’estensione di romanzi o memorie o consimili aggrumati di fonemi.
22. Per il cretino 2.0 il passato non esiste, e neanche il futuro. Esiste il qui e ora, eternamente ripetuto e affermato. Il cretino 2.0 è senza storia. Come presentì Eraclito: “Per lo sciocco il sole è nuovo ogni giorno”.
23. Come tutti coloro che si occupano di minuzie, bagattelle e piccinerie, il cretino 2.0 possiede un’alta considerazione di sé stesso. Manca di ironia, di scetticismo, di tutte le qualità, insomma, che derivano dalla comprensione generale della vita e dei fenomeni umani. Egli degenera spesso in un burocrate oppressivo, e devoto ai cavilli di quella legge di cui ignora lo spirito.
24. Il campo d’azione del cretino 2.0 è il proprio pollaio.
25. Poiché manca d’una visione generale dei problemi, il cretino 2.0 cambia spesso idea o non ne ha alcuna; è un testardo che si impunta su delle sciocchezze o su interpretazioni sbagliate o fasulle. Non guarda il cielo, né la luna, ma neanche il dito; di solito si guarda il ciuffo.
26. Il cretino 2.0 non riconosce i propri predatori. Nonostante questo non si estinguerà: anche i predatori sono, infatti, cretini 2.0, ma con la villa al mare.
27. Il cretino 2.0 si propaga in ragione esponenziale.
28. Quando il cretino 2.0 dominerà la Terra, non avrà altri umanoidi a cui fare la morale. Allora, solo allora, si squarceranno le porte del cielo e Azathoth, il Dio cieco e idiota dello Sfacelo, fra l’infernale strepito di flauti e buccine interstellari, gorgoglierà sbavando il testamento dell’umanità.
fonte http://pauperclass.myblog.it/2016/03/27/breviario-del-cretino-ovvero-perche-ci-si-ribella-alceste/

martedì 29 marzo 2016

Per cui domani di Stefano Davidson


Per cui domani il matteopoldo va negli States (ovviamente col suo "economico" aeroplanino) per un "summit" (si dice come è scritto, non "sammit" come dicono gli imbecilli e i giornalisti in tv... è latino, cazzo. Cediamo la sovranità anche sulla lingua? ndr) obamiano sul nucleare (e in italia il nucleare ad uso civile fu già stato cassato per referendum, figuriamoci l'uso militare!) dove nessuno ha in programma incontri bilaterali con l'Italia.e dove mancano i principali interlocutori tra i quali Cina e Russia (eh già è un po' come se si facesse un summit sul calcio e non partecipassero Brasile e Germania).
Praticamente il "furbino", a parte i soliti presenzialismi in qua e in là per gli USA a raccattare ordini dai suoi datori di lavoro, andrà a stringere mani e prendere accordi sottobanco per proprio esclusivo uso e consumo futuro (politico o meno) a spese dei cittadini italiani.
PS: spettacolare ilsole24ore nel fondo a giustificare il viaggetto del ducetto:
"Un appuntamento sulla sicurezza nucleare del pianeta, creato da Obama e giunto alla quarta edizione (wow una specie di Telegatto radioattivo!), in cui quest’anno il presidente americano ha voluto - anche alla luce dei nuovi attacchi a Bruxelles e le minacce dell'Isis - inserire una sessione ad hoc, tutta dedicata alla lotta al Califfato: un vertice nel vertice per fare il punto sull'emergenza terrorismo che sarà FORSE anche l'occasione per parlare di Siria, Iraq e Libia."
Forse??? Ma come forse??? Che cazzo vuol dire forse??
O parlano di quello o no. Punto. E se non ne parlano che cazzo ci vai a fare con il casino che c'è qui? Oltretutto Obama non ha nemmeno alzato il culo da Cuba quand'è successo il tutto.
"Forse" scrivono sti deficienti.. ma santiddio... e lo mettono pure nero su bianco... "forse"!
Giornalismo vero... forse
II PS:
Rettifico, non può andare con il suo aeroplanino perché han fatto un gran casino con targhe, registrazioni ed omologazioni ed Etihad sta nu poco 'ncazzata. In compenso mentre il matteopoldo volerà con relativa ulteriore spesa il matteoplano starà a terra al costo modico di 40.000 euro al dì.
Stefano Davidson


LEGGETE; DIFFONDETE, CHIAMATECI......siamo candidati a Roma

l'immagine del profilo di Ciro Scognamiglio
LEGGETE; DIFFONDETE, CHIAMATECI......
UN APPELLO A PARTECIPARE – UNITI PER CAMBIARE
“La nostra città“ …… Chi siamo noi?
Siamo donne e uomini, che a Roma ci vivono, ci lavorano, ci transitano; siamo bambini, nonni, lavoratori, pensionati, disoccupati, madri e padri, giovani e meno giovani, studenti. Siamo coloro che vivono quotidianamente nel disagio del traffico e dei trasporti, dell’inquinamento, della mancanza di sicurezza, delle tasse, della mancanza di servizi , della mancanza di lavoro, dei diritti negati, dell’essere considerati cittadine e cittadini non tutti uguali , ma pochi di serie A e tanti di serie B. Siamo consapevoli, dopo anni di esperienze negative sulle nostre spalle, dei veri problemi della nostra città, siamo altresì consapevoli di come e perché siamo arrivati allo stato di degrado attuale e abbiamo fra di noi le competenze e capacità per cambiare le cose. Siamo soprattutto consapevoli della nostra parte di responsabilità, dovuta anche al fatto che per anni abbiamo delegato ad altri, sperando che sentissero e dessero le giuste risposte a tutta la collettività…invece di pensare a sperperare il nostro scarso denaro e sistemare i propri amici e gli amici degli amici. Ad ogni tornata elettorale, abbiamo sperato che i volti fossero diversi e portatori del cambiamento. Nulla o poco è cambiato negli ultimi 30 anni.
Perché vogliamo avere un sindaco o una sindaca nostra (di tutta la nostra città di Roma)?
Perchè siamo stanchi delle sofferenze, dei disagi, di non avere voce e di non avere punti di riferimento, di non avere ascolto e, nei limiti del possibile, soluzioni ai nostri problemi quotidiani. Possiamo farcela? Si …perché le brave cittadine e i cittadini di Roma, gli eroi quotidiani, sono tantissimi, sono onesti, sono capaci, INSIEME SIAMO UNA FORZA DI GOVERNO E CAMBIAMENTO.
Cosa dobbiamo fare?
Non dobbiamo avere paura di metterci la faccia, non dobbiamo essere rassegnati, dobbiamo farci avanti, unirci, imparare ad avere fiducia, a collaborare, ad ESSERE UNA SQUADRA di amici e amiche, che lottano insieme per raggiungere un unico obbiettivo: mandarli tutti a casa. Il percorso può iniziare da Roma, per arrivare chissà dove. Dobbiamo diventare cittadini attivi, ognuno secondo le proprie capacità e disponibilità, (in una squadra è importante chi segna, ma anche chi difende). Dobbiamo tornare ad essere cittadini attivi, perché la funzione di cittadini l’abbiamo dimenticata, perché ci hanno manipolato, demotivati, illusi, raggiungendo il loro scopo: non farci andare a votare, per garantirsi con i loro voti, per lo più clientelari, il quorum per poter essere eletti. Tutti noi che crediamo nel progetto di cambiamento dovremo: diffondere l’idea sulla rete, organizzare piccoli incontri per conoscerci realmente e cercare persone valide che si vogliano candidare, indicare la propria, anche minima, disponibilità di tempo, per la campagna elettorale, diffondere ogni iniziativa attraverso ogni mezzo (telefono, smartphone, facebook, twitter, you tube, sms, mail ecc.).Cercare, possibilmente, piccole donazioni presso gli amici, i professionisti, i commercianti, che ognuno di noi conosce. Incominciare a pensare di dare la propria disponibilità, per i rappresentanti di lista presso i seggi elettorali. Vogliamo chiudere con un pensiero:
“Nessuno salva sé stesso, Nessuno salva l’altro, SOLO TUTTI INSIEME CI POSSIAMO SALVARE“
Per cominciare da subito puoi scrivere a eligioceccanei@libero.it o ciroscognamiglio13@virgilio.it oppure puoi telefonare ai numeri 366 3371433 o 342 8090136.

STRAGISTI ISLAMICI, COLPEVOLI EUROPEI

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Nessuna sicurezza ci potrà essere, finché resteranno al potere proprio i portatori di quegli interessi
-che hanno messo in moto le migrazioni di massa, col land grabbing e con le loro guerre per accaparrarsi il petrolio del Golfo e della Libia, e l’oppio dell’Afghanistan (accerchiando al contempo la Russia);
-che hanno voluto le porte aperte all’immigrazione incontrollata;
-che ci guadagnano sopra;
-che, attraverso istituzioni asservite, mass media controllati, e un clero affarista, continuano a negare la spiacevole realtà, ossia:
-il fallimento del multiculturalismo (e come può riuscire il multiculturalismo con genti che storicamente non conoscono tolleranza né democrazia né legalità?),
-il fallimento dell’integrazione (e come può riuscire l’integrazione rispetto a gruppi etno-culturali forti e coesi, che vogliono rimanere distinti?),
-la strettissima correlazione statistica tra il 95% del terrorismo nel mondo e una precisa fede religiosa (e si tratta di terrorismo non di singoli, ma di gruppi religiosi collegati internazionalmente).
Continuano a negare, cosicché non si riesca nemmeno a progettare misure efficaci per la sicurezza.
Non vogliono che lo si faccia, chiaramente. Vogliono che la situazione si deteriori per creare, con la paura, un consenso popolare a un surveillance state (europeissimo, naturalmente).
E sono proprio quei personaggi che ipocritamente dichiarano, da sempre, e di nuovo all’indomani della strage di Bruxelles, che combatteranno quel terrorismo fino a sconfiggerlo. Come se non fossero essi i suoi responsabili.
  Marco Della Luna
https://sadefenza.wordpress.com/

WIKILEAKS ESPONE HILLARY CLINTON A UN ENORME RILASCIO DI E-MAIL PRIVATE E ACCUSA FACEBOOK DI CENSURARLE

WIKILEAKS ESPONE HILLARY CLINTON A UN ENORME RILASCIO DI E-MAIL PRIVATE E ACCUSA FACEBOOK DI CENSURARLE

thelastamericanvagabond 


CE ) Non molto tempo fa, Hillary Clinton è stata bandita per l'ipocrisia e la corruzione, per i 3.000 messaggi di posta elettronica che sono stati rilasciati dal suo server di posta elettronica privato alla fine di dicembre del 2015. Le e-mail sono dettagliate sul fatto che l'intervento violento in Libia non era affatto necessario, e che l'invasione non serviva per la protezione del popolo da un dittatore, ma, era solo una questione di soldi, banche, petrolio, e per impedire la sovranità economica africana. Si può leggere di più su questo qui .

Ora la Clinton è stata messa di nuovo sotto accusa, questa volta per le email ha inviato mentre prestava servizio come Segretario di Stato. Se non avete già sentito parlare (nessun media mainstream sembra averne riconosciuto), Wikileaks ha pubblicato un archivio consultabile di 30.322 e-mail di posta elettronica estratte da un account privato che stava usando in quel periodo. I messaggi sono stati resi facilmente disponibili in un format di ricerca .

Pochi giorni dopo, WikiLeaks ha accusato il gigante dei socialmedia Facebook di censurare e bloccare deliberatamente l'accesso del post.

Ecco cosa anti-Media aveva da dire circa il rilascio:
 La inquietante, anche se affascinante rivelazione su chi c'è nel letto dei saloni del potere globale si è espanso fino a includere Facebook, secondo Wikileaks. L'organizzazione ha accusato il sito di social networking di censura, dicendo che Facebook sta bloccando l'accesso agli utenti gli ultimi invii sulla Clinton.


IL PROBLEMA CON LA POLITICA E' CHE NESSUNO PARLA MAI

Innumerevoli politici e Presidenti hanno detto al mondo, più e più volte, che una 'mano invisibile' il governo 'invisibile' è veramente in carica, e che questo governo 'ombra' è esentato dalla stessa legge, può fare qualsiasi cosa voglia, mentre accumula enormi quantità di potere e  perpetua il complesso militare-industriale. Questo conglomerato non identificato controlla l'intero processo politico - non i capi di stato - che probabilmente è come il Presidente Roosevelt ci ha detto che i presidenti sono "scelti, non eletti."

Qui di seguito è una dichiarazione del senatore William Jenner, datato dal Congresso nel 1954:
 Oggi il percorso della dittatura totale negli USA può essere posta con mezzi strettamente giuridici, invisibili e inuditi dal Congresso, dal Presidente, o dal popolo. . . . Abbiamo un gruppo di azione politica ben organizzato in questo paese, determinato a distruggere la nostra Costituzione e stabilire uno stato a partito unico. Esso opera in segreto, in silenzio, e continua a trasformare il nostro governo. . . [E] questo avviene da un élite senza scrupoli in cerca di potere si tratta della malattia del nostro secolo. Questo gruppo non deve rispondere né al Presidente, né al Congresso, né ai Tribunali. È praticamente inamovibile  Fonte )
Per ulteriori dichiarazioni come quella di cui sopra, da vari presidenti e politici, si può cliccare qui .

Bernie Sanders ha recentemente fatto questo punto pure, rivelando al popolo americano, senza mezzi termini, quanto poco i presidenti di potenza hanno veramente:
 A prescindere da chi viene eletto come Presidente, quella persona non sarà in grado di affrontare gli enormi problemi che affliggono le famiglie dei lavoratori del nostro paese. Loro non saranno in grado di riuscirvi perché il potere della imprenditorialità Americana, il potere di Wall Street, il potere dei volontari della campagna è così grande che nessun presidente da solo può resistere a loro. ( Fonte )
Purtroppo, la teoria comune che democratici e repubblicani non sono altro che due ali dello stesso gabbiano, che condividono la stessa traiettoria di volo, sembra essere vera. Se c'è un grande problema l'intero processo politico, ci dà l'illusione della democrazia. Pensateci: Votare fa davvero alcuna sorta di differenza? Con l'intero sistema politico americano che è nelle mani di un piccolo novero di persone e con le corporation a gestire, il tutto tenuto insieme dalle mega banche, a che serve l'elezione di un Presidente che non ha assolutamente alcun potere?

Anche se hanno l'influenza, la maggior parte sono comprati e pagati dai loro sponsor, e molti si impegnano in attività che sono nascoste dalla conoscenza del pubblico; queste e-mail di Hillary sono un grande esempio di questo. Viviamo in un mondo di segretezza, quella in cui sono condannati gli sforzi di trasparenza come quelle di Julian Assange e Edward SnowdenChe razza di democrazia è questa? Il fatto è che la verità minaccia l'intero sistema di controllo, minaccia gli interessi della élite globale, e minaccia la loro capacità di tenerci tranquilli.

La politica è diventata un mondo di segretezza, in cui pochi cittadini hanno alcuna idea reale di ciò che sta realmente accadendo. L'esigenza di maggiore sicurezza nazionale ha fornito la giustificazione per tali segreti, e come ci ha avvertito il Presidente Kennedy, questa costante, accresciuta esigenza di sicurezza è stato colto al volo da parte di coloro che continuano ad abusare del potere che li offre.Dwight Eisenhower inoltre ci ha avvertito circa l'enorme potenziale del potere fuori luogo all'interno del complesso militare industriale.

Ancora una volta, i politici possono essere in grado di influenzare alcuni pezzi di legislatura qua e là, ma in ultima analisi, le corporation detengono un così grande  potere sulla politica governativa che il principale corpo legislativo è raramente fatto passare attraverso un processo realmente democratico. Anche se lo fanno passare, favorisce generalmente le grandi multinazionali. Il Pacific Partnership Trans ( TTP ) è un grande esempio di questo.  Ogni anno abbiamo sperimentato la stessa cosa -  abbiamo sentito le stesse promesse, siamo martellati con false speranze, e poi abbiamo messo il nostro desiderio di cambiamento nelle mani di altri. Eleggere un presidente attualmente è un genere di gesto piuttosto nullo.
 "Dietro l'apparente governo troneggia un governo invisibile che  a causa dell'infedeltà non riconosce alcuna onere al      popolo".  ( Fonte ) - Presidente Roosevelt