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martedì 31 maggio 2016

Allarme terrorismo : sono già in circolazione 5.000 terroristi del Daesh in Europa

Componenti di un gruppo terrorista sbarcato in Europa

L’ex capo dei servizi di intelligence della Bulgaria ha lanciato l’allarme sulla presenza in massa di terroristi salafiti, appartenenti al gruppo dell’ISIS (Daesh in arabo) che si sono infiltrati in Europa attraverso la Turchia.
“Tra 4000 e 5000 componenti delle organizzazioni estremiste dell’ISIS circolano nel territorio dell’Europa”, ha avvisato il generale Kircho Kirov, nel corso di una intervista rilasciata il Lunedì attraverso il canale radio romeno Radio Focus.
Il generale ha spiegato che i terroristi sono riusciti ad infiltrarsi in Europa tanto mescolandosi nei flussi migratori come anche attraverso i canali di spostamento standard, per poi sottolineare che la estensione dei visti d’ingresso per i cittadini turchi comporterebbe serie minacce per i paesi dell’Unione Europea.
Con l’abolizione dei visti, ha aggiunto che dalle 300.000 alle 350.000 persone circa, quelle che hanno ottenuto passaporti o carnet di identità turchi, avranno l’opportunità di attraversare la frontiera con la Bulgaria.
Secondo Kirov, “in questa enorme massa di cittadini turchi di origine estera senza dubbio vi sono persone coinvolte in organizzazioni terroriste come lISIS. il Fronte Al Nusra (filiale di Al Qaeda) ed altre di queste”.
L’ex capo dei servizi di intelligence ha dichiarato che sarà un problema urgente di esercitare la vigilanza su queste persone, sarebbe questo un compito prioritario di tutti i servizi di intelligence degli Stati membri della UE, in specie la Francia, l’Italia e la Bulgaria, alla luce dei prossimi eventi dell’Eurocoppa del 2016.
Richiedenti asilo in Slovenia
Richiedenti asilo in Slovenia
Nota: La Federica Mogherini, assieme alla Angela Merkel, a Donald Tusk, a Jean C. Junker ed agli altri funzionari europei, sta metttendo a punto il piano per consentire al Governo turco di far entrare liberamente i cittadini turchi in Europa senza visti di ingresso, oltre a far pervenire alle autorità turche il pagamento di sei miliardi che lo stesso premier Erdogan ha sollecitato all’Unione Europea ed accelerare le procedure di ingresso della Turchia nella UE.
Erdogan ha fretta di concludere, già l’anno scorso aveva promesso ai suoi cittadini che “si avvicina la conquista dell’Europa da parte dell’Islam attraverso l’emigrazione di massa….. “, vedi: Erdogan auspica in pubblico il ritorno dell’Impero Ottomano
Il turco non vuole deludere i suoi sostenitori e preme sulle autorità europee per ottenere quanto concordato. D’altra parte i funzionari della UE sanno che, non ottemperando le richieste di Erdogan, questi è capace di inondare l’Europa con due milioni di pofughi attualmente accampati nei campi per rifugiati allestiti in Turchia, dove nel frattempo fa lavorare come schiavi i cittadini siriani rifugiati, inclusi i bambini. Vedi:  “….Bimbi schiavi nelle fabbriche”.
Alfano e Renzi sono stati anche loro informati del prossimo pericolo incombente sull’Europa ma hanno risposto a modo loro: Renzi ha dichiarato che “non bisogna prestare fede ai gufi” ed Alfano ha fatto seguito dicendo che “non è una emergenza e non ci sono problemi di sorta”. Gli italiani potranno dormire sonni tranquilli e continuare a seguire le “appassionanti” polemiche sulle riforme costituzionali  e le prossime cronache dei “mondiali  di calcio”.
Fonte: Hispan Tv
Traduzione e niota; Luciano Lago
fonte http://www.controinformazione.info/allarme-terrorismo-sono-gia-in-circolazione-5-000-terroristi-del-daesh-in-europa/#

Terzi “Pressioni per far tornare i marò in India”

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“La vicenda dei due fucilieri di Marina si basa sull’atteggiamento indiano di negazione di diritto internazionale. Non capisco perché negli ultimi quattro anni l’Italia abbia continuato a porsi problemi di natura legale. Come se la colpa fosse italiana.” Così l’Ambasciatore Giulio Maria Terzi di Sant’Agata, Ministro degli affari esteri con il governo Monti, ha commentato a Gli Occhi della Guerra le varie tappe della vicenda marò. Non risparmiando le critiche nemmeno all’attuale esecutivo. “Sarebbe ora di smetterla e manifestare l’interesse nazionale, – ha detto l’ex Ministro- facendo vedere che l’Italia è un Paese serio che non accetta di essere sbeffeggiato. Il nostro atteggiamento continua ad essere di chi vuole coprire le malefatte di due militari. Ma qui si sta solo cercando di coprire le malefatte di altre persone e i loro loschi affari”.
Ambasciatore, finalmente anche Salvatore Girone è ritornato a casa.
Esprimo tutta la mia soddisfazione e il mio senso di gioia per il rientro di Salvatore Girone. Sono felicissimo che entrambi i fucilieri siano in Italia.
Come sta gestendo il “caso marò” il governo Renzi?
Il governo Renzi sta sbagliando. È risibile sentirli dire: “siamo noi che abbiamo mosso l’arbitrato”, perché così non è. E poi quello che il governo sta facendo adesso non semplifica le cose. Casomai le complica ulteriormente.

Per approfondire: La semilibertà di Salvatore Girone


Perché?
Perché io mi aspetterei che il governo dicesse forte e chiaro che i due marò sono assolutamente innocenti. E un modo per farlo esiste.
Si riferisce alla parata?
Esattamente. Bisognerebbe farli sfilare alla parata del 2 giugno. C’è anche un’altra cosa che il governo dovrebbe fare.
Cioè?
Dovrebbe dichiarare apertamente l’innocenza dei due fucilieri di Marina, perché da tre anni a questa parte nessuna istanza istituzionale ha affermato la loro innocenza. Deve essere, inoltre, ripristinata la loro dignità di soldati e cittadini italiani, di fronte a quella massa di persone spregevoli che animano i social media e che dicono cose offensive sui militari.
Parla delle dichiarazioni di Alfredo Simone Negri, il sindaco dem di Cesano Boscone?
Si anche. Perché le sue non sono frasi dette per scherzare ma rivelano un animus contro le forze armate. Il disprezzo dei cittadini con le stellette che rischiano la vita per difendere la sicurezza del Paese.
Matteo Renzi ha preferito non accogliere Salvatore Girone a Ciampino al suo rientro. Per “non strumentalizzare la vicenda”, stando alle parole del premier. Che ne pensa?
Questo discorso delle strumentalizzazioni, del mantenere un profilo basso, del non dire nulla perché se no si compromette la conclusione della vicenda è inaccettabile. E lo è sin da quel giorno di febbraio del 2012 durante il quale i nostri fucilieri di Marina furono sequestrati in acque internazionali da un’azione proditoria dell’India. In quell’occasione gli indiani fecero credere al comandante della Enrica Lexie e agli ufficiali militari che volevano chiedere solo la nostra collaborazione per individuare dei pirati. Ma era solo una messa in scena vergognosa per catturare i due fucilieri.
Dopo le sue dimissioni nel 2013 da Ministro degli Esteri, lei ha ribadito la necessità di contestare la giurisdizione indiana e affidare la controversia ad un arbitrato internazionale. In un certo senso i fatti le hanno dato ragione.
Io, riguardo l’arbitrato, non ho mai fatto nulla che non fosse di natura assolutamente collegiale col governo Monti. Il quale, i primi giorni di marzo 2013, avviò l’azione di arbitrato, dichiarandolo a tutto il mondo. In quell’occasione il governo italiano affermò che sarebbe stato necessario trattenere in Italia i due fucilieri di Marina sino al momento in cui le Nazioni Unite non si fossero pronunciate sulla giurisdizione. Questa è la posizione che io avevo condiviso all’interno del governo. Mentre ho nettamente respinto, il 22 marzo 2013, una vera e propria infamia per la politica estera di sicurezza del Paese.
Quale?
In quella data, dopo soli 10 giorni dalla decisone di trattenere i marò in Italia, attendendo la decisone dell’arbitrato internazionale, il governo decise di rimandarli in India. Quest’azione determinò la sospensione dell’arbitrato in atto. Arbitrato che poi è rimasto bloccato per 27, lunghi, mesi. Prima col Governo Letta e poi con quello Renzi. Ed è stato fatto ripartire solo nell’estate dello scorso anno, quando non c’era più nessuna altra soluzione. Il governo Monti, all’epoca, fece una giravolta spaventosa che fu all’origine di tutti i mali. E che complicò enormemente la vita ai familiari dei fucilieri.
Poi cos’è successo?
Poi, dopo una infinita serie di incertezze, è stata ripresa la via dell’arbitrato. E si è dimostrata la carta vincente.
Perché?
Perchè l’India è stata obbligata a tirar fuori le carte di tutta la vicenda davanti alla Corte arbitrarle. Ed è emerso che i nostri due uomini non c’entrano assolutamente niente con la morte dei due pescatori indiani. Dato che la Enrica Lexie si trovava a decine di miglia di distanza dal luogo dell’incidente e i proiettili ricavati dall’autopsia erano completamente diversi da quelli in dotazione alla Marina militare italiana.
Il 29 marzo 2013, in un’intervista affermò di aver ricevuto pressioni per autorizzare il rientro dei due marò in India, pressioni che rifiutò e che portarono alle sue dimissioni. Le andrebbe di fare chiarezza sull’episodio?
Io le pressioni le ho viste, non le ho ricevute. Ecco perché chiedo che il governo Renzi faccia chiarezza sulle connessioni tra malaffare e spinte fatte all’esecutivo Monti, nel 2013, per rimandare in India i marò. Queste spinte delle quali parlo furono poste in essere perché alcuni membri governativi italiani sostenevano che i due fucilieri dovessero ritornare a Nuova Delhi per evitare che i nostri affari con l’India potessero pagarne le conseguenze. Questo stesso ragionamento fu fatto dal Presidente del Consiglio Monti durante la sua deposizione al Senato.
Quindi perché il governo lasciò ripartire i fucilieri?
Per non turbare i rapporti commerciali tra noi e loro.
Poi i rapporti in un modo o nell’altro sono stati turbati. Proprio l’altro giorno, mentre Salvatore Girone rientrava in Italia, il Ministero della Difesa indiano annullava un contratto da 300 milioni di dollari con Finmeccanica per una fornitura di siluri per sottomarini.
Le dirò di più. Il governo indiano lunedì ha affermato di aver inserito Finmeccanica in una lista nera. Il tutto è stato giustificato facendo riferimento al pagamento di tangenti da parte di Finmeccanica per un appalto di elicotteri Agusta Westland del 2010. Ma se lei ricorda tutta la faccenda uscì proprio quando i marò furono rimandati in India tre anni dopo la vicenda di corruzione.
Un caso?
Nessuno può dire con assoluta certezza che i fucilieri siano stati mandati in India nel 2013 per tenere le acque tranquille e non turbare affari emersi o sommersi. E, come hanno detto anche autorevoli giornalisti, se non ci fossero stati questi affari da proteggere nessuno avrebbe mai pensato di rimandarli in India. Facendo, inoltre, una sciocchezza così grande come quella di non trattenerli in Italia fino alla fine dell’arbitrato. E tutta questa storia di Finmeccanica deve essere spiegato al popolo italiano attraverso una Commissione d’inchiesta.
Che ne pensa delle condizioni imposte dall’India ai due fucilieri?
La corte suprema indiana ha posto sette condizioni, molto dettagliate, nelle quali dice cosa l’Italia deve fare per vigilare sulla libertà di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre. Ma ha fatto questo al di fuori di qualsiasi cooperazione giudiziaria esistente con l’Italia. Tra l’altro, me lo lasci dire, sul caso marò non c’è mai stata alcuna cooperazione giudiziaria. Lei immagini che persino le rogatorie inviate dall’Italia nel 2012 sono state prese come carta straccia dall’India.
Queste condizioni rappresentano un’ingerenza indiana sulla Repubblica italiana?
Si. Queste sette condizioni sono una forma di applicazione extraterritoriale della sovranità indiana sul territorio italiano. E poi, diciamoci la verità, quello che è stato fatto dall’India verso l’Italia è un condizionamento ricattatorio per ridarci Salvatore Girone. E, inevitabilmente, il governo italiano ha dovuto firmare le condizioni poste da Nuova Delhi. Bisogna, però, valutare se giuridicamente questo atto sia valido o meno.

Fabrizio Ciannamea

fonte http://www.occhidellaguerra.it/pressioni-per-far-tornare-i-maro-in-india/

lunedì 30 maggio 2016

STUPRATOIO FORTETO: L’OMERTA’ DI RENZI






di Gianni Lannes


Il governo dell’ineletto Renzi è stato insediato senza il voto del popolo italiano il 22 febbraio 2014. Da allora non ha risposto a ben 14 atti parlamentari sul famigerato caso del lager per minori “il Forteto” in Toscana. Lo stesso Renzi il 12 novembre 2011 a Firenze ha ospitato in un convegno il fondatore del lager nonché violentatore pluricondannato di minori, Rodolfo Fiesoli.




In uno Stato di diritto le domande fondamentali a chi detiene il potere istituzionale sono fondamentali, ed altrettanto eloquenti sono le omissioni di chi occupa Palazzo Chigi.

Inoltre, lo stesso, in qualità di presidente del consiglio è obbligato ogni anno  a presentare al Parlamento la relazione sullo stato di attuazione della legge 269 del 1998 (“Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù”). E la relazione del 2015?

Il parlamento tricolore ha impiegato addirittura 5 anni e 24 giorni per ratificare con la legge 172/2012 la convenzione di Lanzarote del 2007 (protezione dei minori contro lo sfruttamento e  l'abuso  sessuale), ma poi il primo ministro pro tempore, Matteo Renzi (convegnista a Firenze con il pluricondannato per violenza contro i minori Rodolfo Fiesoli), in palese violazione della legge 269 del 1998 (articolo 17, comma 1), per ben due anni di seguito non ha presentato il rapporto sull’applicazione delle "norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù". L’ineletto è un recidivo: infatti, non risponde a 40 atti parlamentari inerenti la violenza contro bambini e adolescenti. Infine, l'esecutivo Renzi, - come si evince dai copiosi atti parlamentari - ha programmato la chiusura di ben 73 postazioni di polizia postale, ovvero di chi combatte il fenomeno sul campo.  

Pertanto, alla luce di questi gravissimi fatti, chiedo e pretendo in qualità di cittadino italiano le immediate dimissioni di Matteo Renzi.

 riferimenti:

Atti parlamentari inevasi ossia senza risposta del governo Renzi sullo stupratoio minorile del Forteto:

4/11122 (13/11/2015), 4/10707 (12/10/2015), 4/08167 (26/02/2015), 2/00201 (25/09/2014), 4/05723 (29/07/2014), 3/01127 (22/07/2014), 2/00622 (09/07/2014), 4/01715 (05/09/2013), 4/00796 (04/09/2013), 4/00543 (11/07/2013), 4/07044 (08/03/2012), 3/02047 (08/07/2015), 5/03464 (07/08/2014), 4/08890 (18/12/2012).
















fonte http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/05/stupratoio-forteto-lomerta-di-renzi.html

Cucù, gli 80 euro non ci sono piu’: non era un bonus ma un pacco

Renzi-80euro





Beffati dal bonus. E costretti a restituirlo. È accaduto a 1,4 milioni di italiani che nel 2015 hanno ricevuto lo sconto Irpef da 80 euro in busta paga e, poi, sono stati costretti a rinunciarvi perché guadagano troppo poco.. Un conto da oltre 750 milioni.
La restituzione è toccata a parecchie persone, circa uno su otto di chi lo aveva ricevuto.  Circa 798mila lavoratori lo hanno dovuto restituire integralmente in sede di dichiarazione. L’aspetto più antipatico della vicenda è che i contribuenti interessati, pur avendo percepito il bonus Renzi di 80 euro a rate durante l’anno precedente, devono restituire l’importo in un’unica soluzione.
Centinaia di euro in una botta sola. Di questi 341mila avevano un reddito sotto i 7.500 euro all’anno, scrive il Fatto. Un sacrificio, ma soprattutto una beffa. Il beneficio, infatti, spetta a quanti hanno un reddito compreso tra gli 8mila – la soglia di incapienza, sotto cui non si pagano le tasse – e i 26mila euro. La richiesta la presentano i datori di lavoro, che devono “determinare la spettanza del credito e il relativo importo sulla base dei dati reddituali a loro disposizione”, come dice la stessa Agenzia delle Entrate

fonte http://www.imolaoggi.it/2016/05/30/cucu-gli-80-euro-non-ci-sono-piu-non-era-un-bonus-ma-un-pacco/

Isis mette in vendita schiave sessuali su Facebook

Isis mette in vendita delle schiave sessuali per ottomila dollari.



Su Facebook.
A scoprirlo è stato il Washington Post, che ha scoperto come molti combattenti dello Stato islamico stiano tentando di arricchirsi vendendo sui social network donne giovani e giovanissime. Messe all'asta con tanto di fotografie, in un'oscena vendita di carne umana. Tra i venditori ci sono anche foreign fighters di origine europea: i giornalisti della testata statunitensi hanno scoperto queste offerte sul profilo, tra gli altri, di un miliziano che si fa chiamare Abu Assad Almani ("Abu Assad il tedesco").
Nonostante le foto e le offerte siano state cancellate poche ore dopo la pubblicazione, gli analisti temono che possa trattarsi di un giro d'affari molto florido, alimentato dalla crisi finanziaria di cui lo Stato islamico soffrirebbe da alcuni mesi a questa parte. La caduta del prezzo del petrolio (i cui recentissimi rialzi non hanno ancora fatto in tempo a fare sentire i propri effetti), le rinnovate offensive di peshmerga e Coalizione e le prime sconfitte militari spingono il Califfato a moltiplicare gli sforzi per procurarsi fonti di approvvigionamento. E nuovi combattenti.
Non è un caso infatti che l'offerta sia esplicitamente rivolta agli stranieri, con inviti a raggiungere il Medio Oriente e unirsi alle fila del Califfato. Come ricompensa, anche le schiave sessuali. In molti casi, purtroppo, anche minorenni.
fonte http://www.ilgiornale.it/news/mondo/isis-mette-vendita-schiave-sessuali-su-facebook-1265242.html

Spiegazione empirica dell'agire del ducetto e dei suoi bravi (manzonianamente intesi).di Stefano Davidson



Spiegazione empirica dell'agire del ducetto e dei suoi bravi (manzonianamente intesi).
Vi ricordate quando da ragazzi noi maschi uscivano da scuola e giocavamo a pallone con le cartelle come pali?
Vi ricordate chi vinceva?
Sempre i più prepotenti che decidevano loro se la palla era dentro o fuori o troppo alta su di un'immaginaria traversa.
I bravi bambini al massimo facevano una buona partita, una gagliarda prestazione, ma alla fine perdevano sempre.
Perché?
Perché i prepotenti spintonavano, si facevano le regole tra di loro e si appoggiavano l'un con l'altro a negar rigori palesi e quant'altro.
Una volta in Italia la situazione Governo - Popolo era la medesima con il primo che decideva lui cos'era giusto o meno, non dei rappresentanti di quello stesso Popolo possibilmente regolarmente eletti.
Poi per fortuna i prepotenti vennero cacciati da dei finti gentili (che sostanzialmente sono quasi cent'anni che pretendono il "pizzo" dal mondo intero ma poi la gente quando parla di mafie vede al massimo nel caso dei Riina o Provenzano solo dei picciotti dei guagiloni. Figuriamoci il resto: le pulci dell'animale.) che consentirono la creazione se non altro di porte con traverse regolari. Ovviamente coi prepotenti c'era poco da fare ma con le porte se il tiro era fuori, era fuori!
Bene, se vi guardate intorno, ora sono tornati quelli che ci vogliono portare a giocare di nuovo con le cartelle al posto dei pali. È questo che ci chiedono a Ottobre.
Vogliamo davvero tornare a giocare in quel modo?
PS: l'esempio con i bambini non è casuale visto che tutto l'ambaradan degli adulti questi sedicenti adulti lo gestiscono con i princípi dei bambini. A partire dal cretinetti che ogni due per tre quando vede che continua a perdere minaccia di andarsene portandosi via il pallone perché è suo visto che glielo ha regalato il n'onno Giorgio .
Stefano Davidson

La manipolazione della masse nelle democrazie occidentali



di  GERMÁN GORRAIZ LÓPEZ
Edward L. Bernays, nipote di Sigmund Freud ed uno dei pionieri nello studio della psicologia delle masse, scrisse a suo tempo nel suo libro “Propaganda” del 1928, “La manipolazione deliberata ed intelligente delle abitudini consolidate e delle opinioni delle masse è un elemento importante nelle società democratriche. Coloro che riescono a manipolare questo meccanismo occulto della società costituiscono un governo invisibile che risulta essere il vero potere che dirige il nostro paese.
Siamo governati, le nostre menti sono conformate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee suggerite, in grande misura per mezzo di uomini dei quali non abbiamo mai sentito parlare”.  Allo stesso modo, le fondamenta ed il sostegno di tutti i sistemi di governo si trovano nella “manipolazione dell’opinione pubblica”, nell’affermare che “i Governi, che siano monarchici, costituzionali, democratici o comunisti, dipendono dall’acquiescenza dell’opinione pubblica per portare a compimento i loro sforzi e, di fatto, il Governo è un Governo soltanto in virtù di queta acquiescenza pubblica”.
In un altro dei suoi libri, “Cristallizzando l’opinione pubblica”, l’autore interpreta i meccanismi cerebrali del gruppo e l’influenza della propaganda come metodo per unificare il suo pensiero e portare gradualmentele le masse verso un “pensiero unico”. Così, secondo le sue parole “la mente del gruppo non pensa, nel senso stretto della parola. Invece dei pensieri manifesta impulsi, abitudini ed emozioni” . Nel momento di decidere, il suo primo impulso è normalmente quello di seguire l’esempio di un leader in cui confida. Questo è uno dei principi più fermamente stabiliti per la psicologia delle masse”, per cui la propaganda dell’establishment sarà diretta non al soggetto individuale ma al Gruppo in cui la personalità dell’individuo unidimensionale si diluisce e rimane avvolta nei ritagli delle false aspettative create ed nelle ansie comuni che la alimentano.
Così lo statunitense Harold Lasswell (quello che fu uno dei primi pionieri della mass comunicación research”), studiò dopo la Prima Guerra Mondiale le tecniche della propaganda ed identificò un modo per manipolare le masse (la teoria dell’”ago ipodermico o della pallottola magica”), una teoria forgiata nel suo libro “Tecniche della propaganda mella Guerra Mondiale (1.927) e basata sul fatto di “iniettare nella popolazione una idea concreta con l’aiuto dei media per indirizzare l’opinione pubblica a proprio vantaggio e che permette di ottenere l’adesione degli individui alla propria ideologia politica senza dover ricorrere alla violenza”.
Questa tecnica risulta una conseguenza dell’encefalogramma piatto della coscienza critica della società attuale, favorito da una pratica giornalistica pericolosamente diffusa e mediatizzazta in assenza di esegesi o di obiettività negli articoli di opinione e nel termine di qualsiasi codice deontologico giornalistico che dovrebbe la sua formazione ed implementazione di autocensura e sottomissione “nolis volis” alla linea editoriale della sua Direzione (frutto dell’ endemico ed atavico servilismo ai poteri di fatto dello stus quo) e che avrebbero trasformato il giornalista  in una mera cinghia di trasmissione dei postulati dell’establishment o del sistema dominante.
L’attuale sistema dominante o l’establishment delle società occidentali utilizzerebbe quindi la dittatura invisibile del consumismo compulsivo dei beni materiali per annullare gli ideali dell’individuo primordiale e trasformarlo in unessere acritico, pauroso e conformista che passerà ineludibilmente ad ingrossare le fila di una società omogenea, omologata e uniforme, facimente manipolabile mediante queste tecniche di manipolazione di massa.
Manipolazione dei media
Manipolazione dei media
Così il sociologo tedesco Herbert Marcuse, nel suo libro “L’uomo unidimensionale” (1964), spiegava che “la funzione basica dei media è quella di sviluppare dei pseudo bisogni di beni e di servizi fabbricati dalle grandi corporations, legando gli individui al carro del consumismo e della passività politica”, sistemi politici che che saranno il brodo di coltivazione del virus patogeno conosciuto come “autos-kratos” o autocrazia, una forma di Governo esercitata da una sola persona con un potere assoluto e illimitato, una specie di parassita endogeno di altri sistemi di Governo (inclusa la denominata democrazia formale), che, partendo dalla crisalide di una proposta di partiti eletti mediante libere elezioni, arrivato al potere subisce una metamorfosi in leader presidenzialista con chiare tinte totalitarie (inflessibile, centralista e autoritario), cosa che conferma l’aforisma di Lord Acton “Il Potere tende a corrompere e il Potere Assoluto, corrompe assolutamente”.
Tuttavia, grazie all’interattività che forniscono oggi i social media di Internet (il denominato Quinto Potere che collega ed aiuta la formazione di identità moderne), alcuni sostengono che si starebbe rompendo l’endemico isolamento e la passività dell’individuo sottomesso ed acritico delle società consumiste occidentali (l’Uomo Unidimensionale) e starebbe già sorgendo un nuovo tipo di individuo riaffermato in una solida coscienza critica, che sostiene alcuni valori caduti in disuso ma presenti nel nostro codice atavico come la “solidarietà” e l’”indignazione” collettiva davanti alla corruzione e all’ingistizia imperante e disponibile a violare le norme e le leggi imposte dal sistema dominante. Un individuo Multidimensionale generatore di un possibile tsunami popolare di denuncia dell’attuale deficit democratico, sociale e dei valori ed instauratore del caos costruttivo che finirà per diluire l’oppiaceo inibitore della coscienza critica (consumismo compulsivo).
GERMÁN GORRAIZ LÓPEZ- Analista
Nota: Vogliamo sperare che la ventata di ottimismo finale dell’ottimo  German G. Lopez abbia un qualche fondamento reale e che prometta un “risveglio delle coscienze”.
Noi su questo punto rimaniamo alquanto scettici poichè riteniamo che il sistema sia troppo forte per non prevedere come prevenire questi fenomeni ed infatti ha creato la “fake opposition” dei movimenti che vengono portati verso gli obiettivi che l’establishment persegue. Le “rivoluzioni colorate” degli ultimi anni ne sono state un chiaro esempio.
Traduzione e nota: Luciano Lago – Controinformaizone
http://www.complottisti.com/la-manipolazione-della-masse-nelle-democrazie-occidentali/

Rivelato il collegamento tra Soros e gli attacchi sotto falsa bandiera ad opera della CIA


Il miliardario George Soros, importante finanziatore della campagna per le elezioni presidenziali di Hillary Clinton, ha avuto collegamenti con un attacco terroristico nella ex Cecoslovacchia.
In un’epoca di attacchi terroristici sotto falsa bandiera, un documento della CIA riservato, risalente al febbraio 1987, rivela il collegamento del miliardario George Soros con un attacco terroristico in Cecoslovacchia, lo riporta il giornalista investigativo Wayne Madsen in un articolo pubblicato sul suo portale, Infowars.
I fondi di Soros erano destinati agli avversari dei governi comunisti. Tra questi gruppi il “pro-democrazia” come Carta 77, il primo nucleo di resistenza organizzata contro il governo cecoslovacco alla fine del 1980.
Secondo il giornalista, un terzo dei fondi della Carta 77 preveniva dalla Soros Foundation, e un altro numero consistente di entità collegate con la CIA, e il National Endowment for Democracy degli Stati Uniti (NED).
“I fondi sono stati destinati a rafforzare Carta 77 ed i loro capi, oltre a finanziare atti terroristici in Cecoslovacchia”, ha scritto Madsen.
Secondo il documento della CIA citato dal ricercatore, “gruppi estremisti finanziati da Soros e dalla NED hanno effettuato un attacco terroristico contro la sede del Partito comunista della Cecoslovacchia a Ceske Budejovice e provato altri attacchi alle sedi del partito in altre città.”
Inoltre, la CIA ritiene che l’attacco è stato effettuato al fine di mobilitare, la “generalmente svogliata” popolazione cecoslovacca.
Attualmente Soros, che ha finanziato “atti terroristici sotto falsa bandiera, è un importante finanziatore della campagna di Hillary Clinton”, ha concluso Madsen.
Fonte: RT
Tratto da: L’Antidiplomatico
http://www.complottisti.com/rivelato-collegamento-soros-gli-attacchi-falsa-bandiera-ad-opera-della-cia/

LO STUPRATOIO DEL FORTETO PROTETTO DALLA SINISTRA!






di Gianni Lannes



Il 9 dicembre 1999 sette deputati interrogano il governo D'Alema, in cui siede anche il ministro Sergio Mattarella. Oggetto dell'attenzione onorevole è il caso del Forteto. Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi, i fondatori di questo inferno per minori, erano già stati condannati nel 1985 con sentenza definitiva, rispettivamente a due anni di reclusione il primo  e dieci mesi l'altro. Meno di due mesi dopo, esattamente il 22 febbraio 2000, sotto il secondo governo D'Alema (quello che autorizzò i bombardamenti della Jugoslavia, per intenderci, e per le deleterie intese istituzionali con Berlusconi e qualche libretto  pubblicato dalla Mondadori) come per incanto sinistro, viene ritirato dall'onorevole Giuseppe Scozzari. 

Dal Forteto è transitata anche tale Rosy Bindi, attualmente a capo della Commissione parlamentare antimafia. Proprio la Bindi, nel 2007, sul mensile Social News, gettava acqua sul fuoco: "In realtà il fenomeno della scomparsa dei minori, se pur da tenere sotto osservazione e controllo, va ridimensionato alla luce di un'attenta lettura dei dati a disposizione". Secondo i dati ufficiali nel 2015 in Italia sono scomparsi più di 12 mila minori. Soltanto alla data del 30 aprile 2016, secondo i dati del ministero delle Politiche sociali, ben 5.099 minori migranti non accompagnati, collocati nelle strutture di accoglienza, risultano irreperibili. Non sono stati registrati, però, ricongiungimenti familiari. Dove sono andati a finire bambini e adolescenti? Non è dato sapere cosa fa la commissione antimafia guidata dalla Bindi, esattamente in questa materia. 
  

Come mai onorevole Rosy Bindi, nella sua attività politica, ha visitato la cooperativa agricola e centro di accoglienza per minori 'Il Forteto', nonostante le indagini per abusi sui minori, e come riporta il 'Corriere della sera' del 16 gennaio 2013, «già nel 1985, a pochi anni dalla nascita de 'Il Forteto', Fiesoli e il suo socio Goffredi furono arrestati e condannati per maltrattamenti e atti di libidine. Non solo, ma nel 2000 la Corte europea per i diritti dell'uomo sanzionò l'Italia al pagamento di 200 milioni di lire per i danni morali subiti da due bambini, figli di italiani emigrati in Belgio, affidati alla comunità»?


riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=forteto 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=minori 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=pedofilia 




fonte http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/05/lo-stupratoio-del-forteto-protetto.html#more