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domenica 31 luglio 2016

Generale francese propone di sciogliere la NATO e di allearsi con la Russia

Bandiere di Russia, UE e Francia

L'esistenza della NATO nella sua forma attuale e l'espansionismo della NATO verso est è utile soprattutto agli Stati Uniti, che vogliono conservare la distanza tra l'Europa e la Russia, ha dichiarato in un'intervista con “Le Figaro” il generale francese ed esperto di geopolitica e di intelligence economica Jean-Bernard Pinatel.

Se la Russia fosse diventata un alleato dei Paesi europei negli anni '90, questa "super alleanza" avrebbe fatto una concorrenza pesante agli Stati Uniti e avrebbe lanciato una sfida alla loro supremazia globale ottenuta dopo il crollo dell'Unione Sovietica, afferma il generale.
Secondo Pinatel, la minaccia islamista ha di nuovo aperto la discussione sulla leadership globale.
I recenti tragici eventi in Europa mostrano chiaramente che la Francia e gli altri alleati degli Stati Uniti nella NATO non aiutano gli europei ad affrontare la minaccia terroristica.
Inoltre in questo contesto di incertezza ed esitazione gli europei vedono in Mosca la realizzazione di azioni efficaci per combattere lo "Stato Islamico", inducendoli a pensare di nuovo ad una alleanza con il suo vicino orientale.
La Russia ha da tempo proposto agli Stati Uniti di coordinare la azioni in Siria, ma Obama ha rifiutato sostenendo che l'opposizione moderata ha ancora del potenziale. A seguito di questa situazione in Medio Oriente si è formato un nuovo equilibrio di forze.
"Ritorna la Russia, che è storicamente presente nella regione, la Cina inizia a mettere il naso e solo la Francia, che aveva una posizione di interlocutore privilegiato, ha perso tutto dietro la protezione degli Stati Uniti," — ritiene Pinatel.
Il generale crede che la Russia e la Francia abbiano interessi strategici ed economici coincidenti e nella storia dei due Paesi ci sono stati periodi di proficua collaborazione e di amicizia.
"L'ambizione degli Stati Uniti di riportare in Europa l'atmosfera della guerra fredda si realizza attraverso la NATO ed è funzionale agli interessi americani, così come ai leader europei incompetenti e corrotti," — sintetizza l'analista geopolitico.
fonte http://it.sputniknews.com/mondo/20160731/3216711/Francia-Europa-Geopolitica-terrorismo-difesa-Siria.html?utm_source=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2F&utm_medium=short_url&utm_content=bNYt&utm_campaign=URL_shortening

Pardon, abbiamo massacrato la Grecia per errore


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In linguaggio umano e non in quello anglo robotico si potrebbe riassumere così: non abbiamo capito una cazzo della crisi greca, non abbiamo voluto vedere che si doveva tagliare fin da subito il debito e soprattutto non abbiamo gli strumenti per capirci un cazzo, non riusciamo né a prevedere, né a comprendere la realtà anche se tentiamo di imporla. Uscendo dalla miserevole gergo dei ricchi secondo cui le misure con cui è avvenuto il massacro di un intero Paese sarebbero solo “controverse”, il sorprendente rapporto interno del Fondo monetario  non è altro che un’odiosa lacrima di coccodrillo, la confessione  che le stelle fisse del pensiero unico liberista non sono che cerini accesi che ormai stanno arrivando alle dita di chi li accesi. A un’analisi attenta e rigorosa non può sfuggire l’essenza del documento elaborato dall’Independent Evaluation Office del fondo monetario: più che una ricerca di giustificazioni a fine commedia per gli errori commessi, si tratta di una vera e propria dichiarazione di impotenza, la confessione, sia pure neghittosa e pudica come quella di una escort colta sul fatto dal fidanzato, che le teorie utilizzate per imporre  ricette dichiarate necessarie non sono in grado di affrontare la realtà. La falsa scienza si rivela gaia politica.
E lo si vede anche dall’imbarazzato, impacciato e bugiardo tentativo di discolpa nel quale si tira in ballo persino Strauss Kahn che notoriamente pensava e diceva pubblicamente tutt’altro rispetto a ciò che i poteri finanziari volevano e dopo aver confessato l’errore su quanto è stato fatto in Grecia, ma anche in Irlanda e in Portogallo ci si lamenta non per le ferite inferte alle persone e alla civiltà, ma per il rischio che venga messa in forse “la credibilità del Fondo monetario che viene dalla competenza tecnica e l’indipendenza del proprio personale. Il Direttore Operativo deve assicurare che il suo lavoro tecnico è protetto da influenze politiche”. E’ un  bene che l’Fmi si trovi in america perché solo laggiù è possibile reperire atarassici morali e intellettuali di tale dimensione, ovvero dotati di paraocchi incorporati fin dalla nascita e attentamente protetti da qualsiasi idea. Essi applicano una tecnica dimostratasi impotente da decenni e invece di farsi venire dei dubbi su di essa e sul sistema di interessi che la impone dicono che di non fare politica. Altroché se la fanno, anche perché dove passa l’Fmi non cresce più welfare..
Perché la Grecia e gli altri Pigs non sono che l’ultimo incidente dentro una serie talmente lunga che pare frutto di una specifica volontà di affossare interi Paesi perché altri ne potessero approfittare, con la complicità di regimi autoritari e/o mediatici derivanti dall’impoverimento: i “consigli” dell’ Fmi che notoriamente non si possono rifiutare, a meno di non essere grandi come la Cina, hanno favorito e innescato la crisi dei Tequila bond in Messico, il collasso argentino e quello dell’Ecuador, la caduta del sud est asiatico, i problemi coreani, la vendita in tutto quello che veniva chiamato terzo mondo di assets pubblici e beni comuni in cambio dell’intervento delle multinazionali col ricatto dei prestiti : è quasi impossibile fare l’elenco dei disastri creati da quando è divenuto in maniera palese e indiscriminata uno strumento del dominio Usa con concessione di briciole agli europei. Tanto per fare un esempio ancora oggi dentro l’Fmi l’Olanda ha più potere di voto dell’India e fino a Pochi anni fa, più di India e Cina messe insieme. Di disastro in disastro alla fine hanno cominciato il saccheggio anche in Europa, sebbene il documento in questione cerchi in modo goffo e ridicolo di attribuire proprio alla Ue, come parte della troika, la responsabilità di errori volti a favorire le banche europee. Però i dubbi e il riconoscimento di aver sbagliato clamorosamente i calcoli erano stati espressi già nel 2003, dallo stesso direttore scientifico del Fondo, Oliver Blanchard, senza che nulla sia cambiato: in realtà è solo la tecnica di ammettere gli errori per continuare a farli, un po’ come i film antimilitaristi prodotti da Hollywood: la cattiva coscienza che verrebbe redenta dalla sua confessione anche se priva di sconfessione, secondo un antico e sempre rinnovato archetipo occidentale.
Ma tutto questo non riesce a nascondere né la pochezza dei concetti guida, né l’asservimento del Fondo agli interessi dell’impero, né la realtà anacronistica di un istituto nato nel dopoguerra e trasformatosi in un fossile vivente, in una specie di Cerbero di Washington. Tenuto in vita con alimenti artificiali, promuove e sorveglia tutto l’armamentario dei prestigiatori che spacciano il niente per oro e la finanza come la panacea. Ma ciò che più di tutto offende è la totale artificiosità del contesto ideativo neo liberista che esprime e di cui è la mano armata di dollaro. I suoi maestri con tipi come Robert Lucas eminente fondatore della scuola di Chicago, l’Al Capone degli economisti,  il quale nel 2003, cinque anni prima della crisi sub prime affermava: “La moderna politica macroeconomica ha risolto il problema del ciclo economico e l’ha ridotto ad un banale fastidio”. O come Henry Paulson, ministro del Tesoro dell’era Bush che ancora a metà del 2008 sosteneva che “il mercato dei sub-prime non rappresenta un pericolo per l’economia nel suo complesso”. Sono piccoli esempi in un oceano di incubi dogmatici che mostrano su quali basi si fondi la credibilità e la competenza del Fondo. Adesso chiedono scusa, sperando che arrendendosi all’evidenza e magari silurando la Lagarde possano continuare a spacciare miraggi e attacchi alla democrazia.
fonte https://ilsimplicissimus2.com/2016/07/30/pardon-abbiamo-massacrato-la-grecia-per-errore/

CIA ed FBI: "Attenti... i tagliagole verranno tutti in Europa se l'ISIS sarà sconfitto in Siria ed in Iraq..."

Europa aspettaci, stiamo arrivando

30 luglio 2016 - Ora persino gli organi del potere costituito iniziano a parlarne. La guerra in Siria si sta concludendo con la sconfitta dei tagliagole ed una volta completata l'operazione dove andranno tutti i desperados provenienti da varie parti d'Europa e sbarcati in Siria per combattere contro Assad? Torneranno da dove sono venuti e continueranno a fare il loro mestiere... 

L'allarme terroristi di ritorno è stato lanciato addirittura dai servizi segreti USA e quindi è “ufficiale” (altrimenti i mass media non l'avrebbero mai ammesso o divulgato). Ecco qui che i governi occidentali dopo aver favorito e finanziato l'emigrazione di muslim assatanati per mandarli a “liberare” la Siria dall'odiato “dittatore” Assad (come già fecero contro gli spaccamarroni talebani dell'Afganistan, il fastidioso rais iracheno Saddam e il disprezzato colonnello Gheddafi in Libia, etc.) ora il rigurgito gli torna in bocca. Poveri governi occidentali: non hanno digerito la minestra da loro stessi cucinata.

Ma bisogna sempre sospettare delle ragioni per cui  addirittura l'FBI e la CIA informano che “con la sconfitta dell'ISIS e la soppressione dello Stato Islamico i terroristi torneranno in Europa, e gli attentati aumenteranno”, sembra un annuncio rivelazione ma è già tutto predisposto da tempo. La spiegazione della confessione “intelligente” è semplice, si vuole creare ulteriore allarme nella popolazione distratta dai pokemon e dalle partite di pallone, in modo da far desiderare ai "benpensanti" che l'Isis non sia sconfitto ma resti indisturbato là dove si trova,  dove i musulmanifondamentalisti  hanno già una loro casa e non dovranno quindi tornare in Europa a vendicarsi....

Sì meglio aiutare i tagliagole a restare in Siria ed in Iraq. Ed è esattamente quello che già stanno facendo le forze “democratiche” coalizzate di USA, Francia, Inghilterra, Turchia, etc. (leggi NATO) con l'aiuto economico dei petrolieri dell'Arabia Saudita, Qatar e di altri emirati ed ovviamente sotto l'occulto comando supremo (ma sempre più evidente) di un grande manovratore che opera da dietro le quinte. Trattasi di uno stato teocratico di "eletti" insediatosi in Medio Oriente... (quello stato che occupa abusivamente la Palestina e che con i suoi potentati finanziari stabilisce ogni azione geopolitica  e decide pace e guerra, indirizzi di vita e di morte, depredazioni delle risorse  ed oppressione dei popoli ovunque sul pianeta). Ed avrete già compreso quale stato intendo significare...

Paolo D'Arpini


Portavoce di European Consumers Tuscia
Calcata (Vt) - Via della Fontana SNC
fonte http://paolodarpini.blogspot.it/2016/07/cia-ed-fbi-attenti-i-tagliagole.html

Attenzione: Le Forze di Sicurezza Turche Circondano e Isolano la Base Nato di Incirlik

Massima attenzione, la Turchia ha deciso di isolare (di nuovo) la base Nato (USA) di Incirlick per il timore di un “nuovo colpo di Stato”.
Ne da Conto Zero Hedge
Schermata-2016-07-31-alle-06.51.17
La scusa ufficiale è il timore di un nuovo colpo di stato….. e dunque si suppone che la Turchia consideri gli USA fiancheggiatori dei golpisti?
Tuttavia c’è una “coincidenza”.
Come noto i Russi e Assad stanno per riconquistare Aleppo, l’attacco finale avverrà ad ore e guarda caso la Turchia proprio adesso decide di ridurre la capacità operativa della base di Incirlik.
Schermata-2016-07-31-alle-07.10.33
Lo spazio aereo intorno alla base è chiuso.
Come cambiano in fretta gli scenari geopolitici.
http://ununiverso.altervista.org/blog/attenzione-le-forze-di-sicurezza-turche-circondano-e-isolano-la-base-nato-di-incirlik/

Marco Mori:Lettera aperta al m5s, per la salvezza nazionale ascoltateci.



Un grande e coraggioso avv Marco Mori si rivolge agli amici 5 stelle per mettere in chiaro i punti fondamentali della situazione che la nostra Italia e il mondo stanno vivendo.
A quello che dice Mori non c'è niente da aggiungere voglio solo ricordare che questa Europa è un crimine nei confronti dell'umanità e non si possono chiudere gli occhi e vedere altro.Riprendiamoci la nostra sovranità e riprendiamoci la nostra vita e di un mondo multipolare che si ha bisogno,la vita si basa sulla biodiversità.
Quindi per schierarsi dalla parte della vita non si può avere niente a che fare con i satanisti  trilateral .Il karma è ancora pulito non insozziamolo ,ascoltate l'avv mori e abbiate il coraggio di creare una grande mobilitazione,guidata da voi,coinvolgendo tutte le forze che sono per la sovranità e tutti i cittadini che amano questo paese.
Se non farete questo anche voi farete parte del piano della elite e sarete nemici di tutti i cittadini onesti che prima o poi impareranno a mettersi insieme.
Alfredo d'Ecclesia
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Nelle prossime ore tutti i Parlamentari ed Europarlamentari m5s riceveranno sulla mail questa mia comunicazione che qui vi trascrivo e anticipo. Speriamo davvero che questo appello non resti inascoltato!
OGGETTO: Il movimento può salvare il Paese, ma deve accantonare la linea di Di Maio. Euroexit come condizione preliminare imprescindibile per la fine della crisi.
Carissimi e stimatissimi Deputati, Eurodeputati e Senatori del movimento cinque stelle, mi rivolgo a voi in un momento storico gravissimo in cui non c’è in gioco solo il destino dell’Italia, ma quello del mondo intero. 
Alcuni di voi già mi conoscono, visto che ho partecipato a vari eventi informativi per denunciare, dal punto di vista tecnico-giuridico, i crimini di questa oscena dittatura finanziaria che prende il nome di Unione Europea.
Oggi più che mai è importante, se vogliamo davvero salvarci, comprendere le ragioni della crisi che ci attanaglia. Il modello neoliberista, codificato nei trattati europei, ci ha distrutto ed ha aggredito il mondo intero. Il mercato, ha superato la democrazia,spazzando via i nostri diritti inalienabili e portandoci ad un passo dalla guerra.
Se anche i politici fossero ancora più corrotti e rubassero ancora di più di quanto avviene oggi, ma contemporaneamente rispettassero il modello economico costituzionale, rispettassero la sovranità nazionale tenendosela stretta, anche in materia economica e monetaria, la crisi non esisterebbe. L’economia deve tornare sotto il controllo, la disciplina ed il coordinamento della Repubblica. Durante il miracolo italiano, che ci portò dall’essere un Paese raso al suolo dalla seconda guerra mondiale a divenire una potenza economica mondiale, pensate forse che la corruzione ed il malaffare non esistessero? I crimini c’entrano ben poco con la macroeconomia, la loro influenza è assai limitata.
Pertanto è con il più vivo rammarico che ho ascoltato le recenti dichiarazioni pubbliche di Luigi Di Maio, dichiarazioni che destano motivato e forte sconcerto e che risultano in definitiva sfociare direttamente nel tradimento dei valori largamente condiviso da gran parte di Voi, gli unici che possono portarci alla salvezza.
Abbiamo assistito ad incommentabili incontri con lobby del potere finanziario, dichiarazioni amichevoli verso l’UE e soprattutto al deciso cambio di rotta sull’euro. La campagna svolta alle europee è stata per questo definita un errore, si è fatta professione di moderazione con coloro che invece ci stanno annientando deliberatamente. 
La posizione del cinque stelle sul tema euro era in verità erronea anche in precedenza al cambio di rotta deciso unilateralmente da Di Maio, il referendum sull’euro non ha mai avuto alcun senso. Un Paese privo di sovranità monetaria sarebbe pesantemente ricattabile durante il tempo necessario a svolgerlo, prolungando di molti mesi le difficoltà che già avremo durante la campagna elettorale. Il voto ne sarebbe pesantemente influenzato con il rischio di farci rimanere nella gabbia.
I Paesi che non hanno sovranità monetaria possono fallire, debbono subire la dittatura dei creditori, di fatto non possono neppure più essere definiti Stati, perché sono retrocessi al rango di qualsivoglia altro soggetto privato. Concetti, questi, espressi anche da giuristi di fama ben maggiore della mia. Penso in particolare agli ex Corte Costituzionale Paolo Maddalena e Gustavo Zagrebelsky oppure al Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, Luciano Barra Caracciolo. Persone di ben altra pasta rispetto a quei Barbera e Prosperetti, che purtroppo avete contribuito a far sedere alla Consulta e che l’hanno infangata con la loro difesa di quel crimine contro l’umanità che si chiama “pareggio in bilancio”.
L’euro è una moneta concepita appositamente per creare con le sue regole una crisi atta ad obbligarci a cedere sovranità, smantellando lo Stato. L’euro è in definitiva un crimine contro la personalità dello Stato e per punire i criminali non si fanno certamente i referendum, si fanno i processi! 
L’euro oggi agisce esattamente come una volta agivano gli eserciti di occupazione, non abbiamo fatto il referendum per liberare l’Italia dai nazisti, abbiamo fatto la resistenza!
Tuttavia, prima della nuova linea targata Di Maio, quantomeno la denuncia al sistema euro era chiara e netta e l’errore del referendum era emendabile, non diventava una condizione “sine qua non” che mi imponesse di scendere in campo contro di Voi.
La campagna per le elezioni europee è stata davvero buona. Questo mi aveva spinto ad appoggiare e votare il movimento, a partecipare con entusiasmo alle conferenze in cui mi avete invitato come esperto, definizione che alcuni di Voi mi avevano attribuito, certamente a ragione, e che vi dovrebbe indurre ancor di più a ponderare ancor più attentamente oggi le mie parole.
Dobbiamo avere ben a mente quanto accadde nel secolo scorso, la seconda guerra mondiale non ha trovato affatto la sua origine nel nazionalismo, ma il nazionalismo fu una conseguenza, certamente sbagliata, delle politiche liberiste. Politiche esattamente speculari a quelle che oggi impregnano i Trattati europei, espressamente concepiti per tutelarle gli interessi di pochi speculatori, gente che conta immensamente di più di qualsivoglia burattino della politica nazionale, corrotto o meno che sia.
Non è come dice vergognosamente Di Maio che sia sufficiente registrate le lobby per controllarne gli effetti nella politica. Oggi associazioni eversive come la Trilaterale, con cui Di Maio si è purtroppo incontrato, si vantano apertamente di influenzare la scena politica. Se anche il Presidente della Repubblica vi si è inchinato ricevendo i suoi esponenti con tutti gli onori, questa non era una buona ragione per fare altrettanto. Da Voi mi sarei aspettato invece la richiesta di messa in stato d’accusa di Mattarella, che in punta di diritto sarebbe stata ineccepibile. Certi nemici sono ben noti, non serve frequentarli, occorre combatterli!
I nostri Padri Fondatori hanno messo nero su bianco nei verbali dell’Assemblea Costituente questi concetti, sui quali hanno poi scritto quel capolavoro di democrazia che è la Costituzione del 1948. 
Ve ne cito uno degli esempi più eloquenti, vi riporto le parole di Gustavo Ghidini, scolpitevele nella mente perché ci parlano della nostra attuale realtà: “Se si lascia libero sfogo alla legge della libera concorrenza e alla libera iniziativa animata solo dal fine del profitto personale, si arriva pur sempre al super capitalismo e così a quelle conseguenze che lo stesso onorevole Maffioli depreca, fra le quali primeggia la guerra tremenda che fu la rovina di tanti popoli (omissis…). È possibile parlare di un progetto social-comunista quando si afferma all’articolo 38 che la proprietà privata è assicurata e garantita e all’articolo 39 che l’iniziativa privata è libera? Non è dunque un progetto social-comunista. È vero che sono affermati vincoli e limiti al diritto di proprietà. Ci sono limiti, perché non si vuole che si formino delle grandi concentrazioni di proprietà che sottraggono all’iniziativa privata grandi strati di produttori e costituiscono a un tempo delle potenze economiche tali che, se anche potessero condurre ad un grado di produttività più elevato, portano altresì a quella potenza politica che, non avendo altro intento che il vantaggio patrimoniale privato, disconosce e travolge gli interessi materiali, morali e politici della collettività scatenando quelle conflagrazioni che ci hanno portato alla miseria attuale”.
Ecco perché oggi mi rivolgo a Voi. Avete compreso la gravità del momento? Dovete avere chiaro che stiamo scrivendo la storia dell’umanità e che, conseguentemente, le Vostre responsabilità sono immense. Non c’è più tempo per giochi nel movimento, da subito è necessario inquadrare il programma di salvezza nazionale che vi porterà (ci porterà se me lo consentite) a vincere le prossime elezioni e salvare il Paese.
In TV dovreste parlare di Euro ed UE, spiegare la loro incompatibilità con la Costituzione e la loro natura criminale. Parlare dell’importanza della sovranità, dell’indispensabilità di quella monetaria ed economica. Spiegare come il neoliberismo sia un crimine contro l’umanità e di come l’economia debba tornare ad inchinarsi senza se e senza ma ai Parlamenti sovrani, che non lo sono certo di per sé stessi, ma solo in forza del l’investitura del popolo (concetto da spiegare agli attuali abusivi della maggioranza che osano addirittura tentare una criminale modifica della carta costituzionale su cui però vi sento assai distratti).
Chi non vuole l’uscita dall’euro immediata e senza alcun referendum deve essere cacciato immediatamente dal movimento perché per ignoranza o malafede finisce per aiutare tutti noi a camminare a passo spedito verso il baratro.
Se prenderete questa posizione vincerete (vinceremo!) le elezioni con percentuali mai viste nella storia della Repubblica, perché la gente ha già capito il messaggio ed appena parlerete molto più di neoliberismo ed euro, anziché di sprechi e corruzione, anche chi ancora non ha capito arriverà a comprendere appieno il grande crimine in cui viviamo, crimine diretto a spazzare via lo Stato e tutti quei diritti inviolabili che la sua esistenza tutela.
Quando postate sulle auto blu, anziché sull’euro, fate un passo ulteriore verso la nostra fine! Pensateci!
Ieri come oggi sono a vostra disposizione per ogni chiarimento tecnico, scriviamo subito il programma che metterà fine all’oscena dittatura finanziaria in cui viviamo prima che sia troppo tardi, collaborate con tutti noi, tecnici che solo vedendo l’assenza di posizioni chiare nel movimento, hanno fondato un proprio partito, Alternativa per l’Italia. Ma noi faremmo a meno di fare politica se ci foste Voi a prendere le decisioni che l’interesse nazionale oggi impone.
Con stima e speranza, disponibili a collaborare ma mai pronti a compromessi, c’è una sola linea vincente e credo che la maggior parte di Voi la condivida, allora contattateci e percorriamola.
Avv. Marco Mori
fontehttp://scenarieconomici.it/

Hillary Clinton, una minaccia per tutta l’umanità. La III guerra mondiale è “sul tavolo”.

Laura Boldrini negli Usa a sostenere Killary: l'ipocrisia va in paradiso
Il mondo guarda con orrore come Hillary Clinton si dirige a Philadelphia per essere nominata come candidato del Partito Democratico per la presidenza.
Eppure i protagonisti del cosiddetto movimento “progressista” sostengono che è il dovere della sinistra di votare per questo neocon guerrafondaio.
Ma le conseguenze di questa strategia potrebbero  portare direttamente alla guerra nucleare. Questo è il Backgrounder GRTV su globalresearch.ca
L’opzione nucleare è sul tavolo. Hillary Clinton costituisce una minaccia esistenziale contro l’intera umanità.
fonte http://www.complottisti.com/hillary-clinton-minaccia-tutta-lumanita-la-iii-guerra-mondiale-sul-tavolo/


Il pensiero delle masse viene adattato al pensiero dominante

La fusione delle aziende mediatiche, nelle ultime decadi, ha generato una ristretta ma potente oligarchia di gruppi di controllo. Gli spettacoli televisivi che seguiamo, la musica che ascoltiamo, i film che guardiamo e i giornali che leggiamo, sono tutti prodotti da cinque corporations, che in questo modo riescono a creare una standardizzazione e un’omologazione del pensiero umano.
I proprietari di questi gruppi di controllo hanno legami stretti con le élites di potere, di cui in molti casi fanno parte integrante. Possedendo gran parte dei media in grado di raggiungere le masse, hanno il potere di creare nelle menti delle persone una singola e coesa visione del mondo, generando questa “standardizzazione del pensiero umano”.
Persino movimenti o stili considerati marginali, sono spesso estensioni del “pensiero mainstream”. I mass media producono loro stessi dei finti ribelli, che fanno parte del medesimo establishment e non lo mettono mai veramente in discussione. Gli artisti, le creazioni e le idee che non si adattano al pensiero dominante, vengono invece inesorabilmente rifiutate e dimenticate dai gruppi di controllo, che le fanno gradualmente scomparire dalla società, mentre le idee che sono giudicate adatte ad essere accettate dalla società, sono abilmente vendute alle masse con lo scopo di farle diventare norme ovvie.
Già nel 1928, Edward Bernays, colse l’immenso potenziale dei film nello standardizzare il pensiero, affermando: “Nel mondo di oggi, le pellicole americane sono i più grandi mezzi per diffondere la propaganda. Sono grandi distributori di idee e opinioni. I film possono standardizzare le idee e i costumi di una nazione. Poiché i film sono fatti per andare incontro alle richieste del mercato, essi riflettono, enfatizzano e forse esagerano le abitudini popolari, anziché stimolare nuove idee e opinioni. I film si servono solo di idee e opinioni che sono in voga. Come i giornali cercano di fornire notizie, i film cercano di fornire intrattenimento”. (Edward Bernays – Propaganda)
Già negli anni trenta, questi aspetti furono infatti ritenuti pericolosi per la libertà umana, da pensatori della Scuola di Francoforte, come Theodor Adorno e Herbert Mancuse, i quali identificarono tre principali problemi dell’industria della cultura. L’industria può:
  1. ridurre gli esseri umani allo stato di massa, ostacolando lo sviluppo di individui emancipati che sono in grado di compiere decisioni razionali;
  2. rimpiazzare il legittimo desiderio di autonomia e consapevolezza, con la pigra sicurezza del conformismo e della passività;
  3. permettere agli uomini di scappare dal mondo crudele e assurdo in cui vivono, perdendosi in uno stato ipnotico di auto-soddisfazione.
Le masse, che costantemente cercano l’intrattenimento, si affideranno a costosi prodotti che possono essere unicamente prodotti dalle più grandi realtà industriali del mondo. Questi prodotti contengono messaggi attentamente bilanciati e simboli che non sono nient’altro che propaganda nell’intrattenimento. Il pubblico è stato allenato ad amare la propaganda a cui è sottoposto, a tal punto che spende i soldi guadagnati con il sudore della fronte, per esserne esposto ulteriormente. La Propaganda (utilizzata nella sua accezione politica, culturale e commerciale) non è più nella forma coercitiva e autoritaria delle dittature, è diventata sinonimo di intrattenimento e piacere.
“Riguardo alla propaganda, i primi sostenitori della letteratura universale e della libertà di stampa ipotizzarono solo due strade: la propaganda poteva essere vera o falsa. Essi non previdero ciò che in realtà è successo in tutte le democrazie capitaliste occidentali: lo sviluppo di una gigantesca industria di comunicazione di massa, che non si interessava al vero e nemmeno al falso, bensì a ciò che era parzialmente o totalmente irrilevante. In una parola, non avevano tenuto conto dell’infinita attrazione dell’uomo per le distrazioni”. (Aldous Huxley – Prefazione al Mondo Nuovo)
L’azione di un singolo canale mediatico non ha comunque effetti costanti sulla psiche umana. I mass media, per via della loro onnipresenza, creano quindi un ambiente vivente in cui evolvere nel corso dell’intera giornata. Definiscono le norme e escludono ciò che non è desiderato. Nello stesso modo in cui i cavalli di una carrozza indossano paraocchi in modo tale da vedere ciò che sta davanti a loro, le masse possono vedere solo la direzione in cui sono spinti.
“È l’emergere dei mass media che rende possibile l’uso della propaganda su scala sociale. Il controllo della stampa, della radio e della televisione crea un continuo e duraturo ambiente, che nasconde l’influenza costante della propaganda. I mass media costituiscono il legame essenziale tra l’individuo e le richieste di una società tecnologica”. (Jacques Ellul)
Tecniche di Manipolazione
Una delle ragioni per cui i mass media influenzano con successo la società, è fornita dal gigantesco proliferare di ricerche sulle scienze cognitive e sulla natura umana.
La spinta alla vendita di prodotti e idee al pubblico, ha portato a un numero di ricerche sul comportamento umano e sulla psiche senza precedenti.
Le scienze cognitive, la psicologia, la sociologia, la semiotica, la linguistica e molti altri campi correlati, sono continuamente esplorati da nuovi studi. I risultati di questi studi sono applicati alla pubblicità, ai film, ai video musicali e ad altri media, con lo scopo di renderli il più possibile influenti. L’arte del marketing è frutto di calcoli e ricerche scientifiche, perché deve raggiungere sia la coscienza individuale che quella collettiva. Un video non è mai solo un semplice video, immagini, simboli e significati sono posizionati strategicamente per raggiungere l’effetto desiderato.
“È conoscendo l’essere umano, le sue tendenze, i suoi desideri, i suoi bisogni, i suoi meccanismi psicologici, i suoi automatismi e altrettanto con la conoscenza della psicologia sociale e della psicologia analitica, che la propaganda raffina le sue tecniche”. (Jacques Ellul – Propagandes)
La propaganda di oggi non usa mai argomentazioni logiche o razionali. Si indirizza verso i bisogni e gli istinti umani primari, con lo scopo di generare una risposta emotiva e irrazionale. Tanto per fare un esempio, i neonati e i bambini sono costantemente presenti nelle pubblicità rivolte alle donne per una ragione specifica: alcuni studi hanno dimostrato che l’immagine del bambino innesca nelle donne un bisogno istintivo di nutrire, proteggere e curare, scatenando in definitiva una sensazione di affetto nei confronti della pubblicità.
Se pensassimo sempre razionalmente, probabilmente non compreremmo il 50% dei prodotti che invece acquistiamo quotidianamente.

Ecco la prova “inconfutabile” che la nuova Costituzione è stata voluta dalla Banca JP Morgan

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Molti oggi si chiedono chi ha scritto e perché le riforme di Renzi. Ve lo spieghiamo in questo articolo e con documenti alla mano.
Molti non ricorderanno, o forse non ne hanno avuto mai notizia, di ciò che arrivo sul tavolo del governo italiano nell’estate del 2013. La Jp Morgan, storica società finanziaria (con banca inclusa) statunitense, scrisse nero su bianco quella che sembrò essere la ricetta del grande capitale finanziario per gli stati dell’Eurozona. Il suo “consiglio” ai governi nazionali d’Europa per sopravvivere alla crisi del debito è: “liberatevi al più presto delle vostre costituzioni antifasciste”.
In questo documento di 16 pagine datato 28 maggio 2013  firmato Jp Morgan, dopo che nell’introduzione si fa già riferimento alla necessità di intervenire politicamente a livello locale, a pagina 12 e 13 si arriva alle costituzioni dei paesi europei, con particolare riferimento alla loro origine e ai contenuti: “Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica (…) Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea”.
Attenzione a questo passaggio: “Le costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo”.
Quindi, per colpa delle idee socialiste inserite nelle nostre costituzioni, secondo Jp Morgan, non si riescono ad applicare le necessarie misure di austerity. “I sistemi politici e costituzionali presentano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se sono proposte modifiche sgradite dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche.
Leggendo questo documento si capisce chiaramente che il “consiglio” è quello di distruggere le democrazie e di ritornare al fascismo. Ora appare chiaro chi e perché ha spinto prima Letta e poi Renzi a distruggere con un accanimento ossessivo la “Costituzione più bella del mondo”.
Un ultimo appunto, Carlo Smuraglia  presidente dell’Anpi, a Bologna, è tornato a parlare della posizione dell’associazione sul referendum di ottobre, soprattutto dopo la lettera dei 70 senatori in cui si fa pressing affinché non si schieri: “Nel nostro statuto è scritto che noi siamo obbligati a difendere la Costituzione nello spirito dei Costituenti. Quando si fanno riforme che vanno contro a quello spirito siamo obbligati, abbiamo il dovere di opporci”.
In conclusione, se le riforme sono contro lo spirito dei padri Costituenti abbiamo il dovere di opporci… TUTTI!!

ADDIO ADRIATICO: SPECTRUM DA’ IL COLPO FINALE



 di Gianni Lannes


E' una condanna a morte decretata a tavolino, mentre tante gente se la spassa in riva al mare, nel cuore di un'altra estate anomala, e lacasta dei politicanti italidioti (abominevoli parassiti sociali) al servizio degli interessi stranieri vomita futilità. Comunque, si sprofonda in tutta fretta verso il disastro finale, però, con tutte le autorizzazionipreviste in carta bollata dalla legalità mafiosa. 

«Non è attività di ricerca»: in base a questa incredibile motivazione i giudici amministrativi regionali del Lazio hanno respinto l'istanza della Provincia di Teramo, di 7 Comuni della costa teramana e di altri 2 Comuni marchigiani contro il decreto di Via rilasciato in favore della compagnia norvegese Spectrum Geo Limited. Che quindi potrà cercare gas e petrolio in una zona che va dalle coste della Romagna fino al Salento, per poi vendersi i diritti a rubare gli idrocarburi alle solite multinazionali impresentabili come la Shell o la Total. 

Gargano: uno dei 7 capodogli assassinati dalle attività disumane - dicembre 2009


Si tratta di un’area vasta ben 29.910 chilometri quadrati, a cui vanno sommati altri 35 mila chilometri quadrati concessi dalla Croazia alla stessa società. E’ il totale che fa la somma: 64.910 chilometri quadrati vuole dire accaparrarsi tutto il mare Adriatico, con conseguenze ambientali incalcolabili sul fronte dell’inquinamento, della subsidenza e dell’erosione costiera. Notoriamente, le estrazioni di idrocarburi minano la stabilità del sottosuolo e possono provocare terremoti. Inoltre, hanno un grave impatto sulla fauna, soprattutto a danno dei sensibili cetacei.    

L'autorizzazione a devastare l'Adriatico, definita "compatibilità ambientale", è stata rilasciata dai ministri dell'Ambiente e dei Beni e attività culturali. I ministri Galletti e Franceschini (entrambi nati in Emilia Romagna), come hanno potuto dare il via libera, quando il mare Adriatico impiega un secolo per ripulire la sue acque superficiali?




L’attività è quella di prospezione descritta da due istanze presentate il 26 gennaio 2011 per altrettante aree dell’Adriatico, la d1 BP SP (per 13.700 chilometri quadrati, da Rimini a Termoli) e la d1 FP SP (per 16.210 chilometri quadrati, da Rodi Garganico a Santa Cesarea Terme) entrambe riperimetrate il 29 gennaio 2016. Gli enti locali contestavano la procedura seguita dai ministeri competenti e che ha portato al decreto favorevole di Via, fino alla mancata valutazione ambientale strategica (VAS).



Dunque per il Tar, la Via è legittima, soprattutto perché non si tratta di attività di ricerca, ma di prospezione. Secondo il noto dizionario della lingua italiana Zingarelli, il termine “prospezione” vuol dire testualmente: «esplorazione del sottosuolo condotta con vari metodi e per molti scopi». La parola "esplorazione" significa alla lettera: «indagine diretta su cose o zone sconosciute». Vale a dire, inequivocabilmente, ricerca propedeutica all'estrazione di idrocarburi di pessima qualità (petrolio amaro). Allora, quei magistratiamministrativi non conoscono la lingua italiana. Ma quei togati come l'hanno avuto il posto fisso? O c'è di peggio dietro certe inqualificabili motivazioni per distruggere l'Italia?


Il presidente della Spectrum, Rune Eng, conferma che i dati finora raccolti «Indicano una grande potenzialità della parte croata dell’Adriatico», ma invita alla prudenza: «È ancora troppo presto per parlare delle quantità ma l’Adriatico orientale è senza dubbio molto attraente per le corporations internazionali dato che il mare non è molto profondo, fatto che riduce notevolmente il costo delle piattaforme per l’estrazione, in paragone ad altre parti del mondo, come in Africa o in Brasile».
I giacimenti di petrolio e di gas, sia pure di pessima qualità, fanno gola ad una ventina di multinazionali petrolifere che hanno già acquistato dalla Spectrum  la documentazione raccolta.
La Croazia pubblicato un primo bando per le concessioni gasiere e petrolifere. Una procedura forse un po’ troppo “svelta” rispetto alle normative che l’Unione europea ha approvato dopo il disastro della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. Infatti il 21 maggio 2013, il Parlamento europeo ha approvato un rapporto che chiede nuovi standard di sicurezza nelle operazioni offshore di petrolio e gas e prevede norme che obbligano le aziende a provare la loro capacità di coprire i danni potenziali e dalle maree nere derivanti dalle loro attività e a presentare una relazione sui possibili pericoli e soluzioni, prima che le operazioni possano cominciare. Ma Ivan Vrdoljak, ministro dell’Economia croato nel 2014 ha dichiarato: «Sembra che la Croazia possa essere uno dei pochi Paesi europei che possiedono molte più risorse di gas e petrolio del loro fabbisogno e potrebbe, entro la fine di questo decennio, trovarsi nella posizione di una piccola Norvegia, diventando uno snodo energetico dell’intera regione». Secondo Vecernji list l’operazione porterebbe nelle casse della Croazia fino a 1 miliardo e 300 milioni di euro in 4 anni.

Il 25 novembre 2013, l’eurodeputato Andrea Zanoni ha  presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere indagini sulle ricerche di idrocarburi che la Spectrum sta conducendo lungo le coste croate in Adriatico, denunciando «La pericolosità dei metodi impiegati, con l’emissione ogni dieci secondi di un muro di onde sonore di 240, 260 decibel che rappresentano una fonte di inquinamento acustico subacqueo con possibili effetti negativi sul prezioso ecosistema marino».

Mentre dal lato italiano dell’Adriatico la contrarietà a prospezioni e trivellazioni offshore di petrolio e gas si fa sempre più forte, la Croazia, ultima entrata nell’Unione europea, punta molto sullo sfruttamento dei giacimenti che ci sarebbero davanti alle sue coste dove è tornata la foca monaca. Oggi il ministro dell’economia della Croazia, Ivan Vrdoljak, ha invitato i giornalisti sulla Seabird Northern Explorer, la nave della compagnia norvegese Spectrum, che dallo scorso settembre sta svolgendo per il governo di Zagabria l’esplorazione delle i risorse petrolifere offshore, ed ha confermato che «Ci sono forti e concreti indizi che nel sottofondo marino della parte croata dell’Adriatico potrebbero esserci ingenti risorse ancora non scoperte di petrolio e di gas».

La “Multi-Client 2D seismic acquisition survey offshore Croatia” della Spectrum  copre la maggior parte dell’off-shore croato  con una griglia 5 km x 5 km. L’indagine si collega a dati sismici dell’Adriatico italiano rielaborati da Spectrum, fornendo così una  valutazione a livello di bacino e «Confronti con analoghi campi di produzione di petrolio e gas nel vicino Adriatico italiano Adriatico - dice la società norvegese - l’acquisizione sismica iniziata nel settembre 2013 e si è conclusa il 19 gennaio 2014. Prodotti i finali saranno disponibili dall’aprile 2014».

Il presidente della Spectrum, Rune Eng, conferma che i dati finora raccolti «Indicano una grande potenzialità della parte croata dell’Adriatico», ma invita alla prudenza: «È ancora troppo presto per parlare delle quantità ma l’Adriatico orientale è senza dubbio molto attraente per le corporations internazionali dato che il mare non è molto profondo, fatto che riduce notevolmente il costo delle piattaforme per l’estrazione, in paragone ad altre parti del mondo, come in Africa o in Brasile».

I dati raccolti dai norvegesi dimostrerebbero quello che gli ambientalisti italiani e croati temono: «L’esistenza di giacimenti di petrolio e di gas» che fanno già gola ad una ventina di multinazionali petrolifere che hanno già acquistato dalla Spectrum la documentazione raccolta, cosa che non disturba Vrdoljak, che anzi ha detto che «Numeri più precisi sulle quantità delle risorse si sapranno dopo un’analisi dettagliata dei dati e un ulteriore ciclo di esplorazioni» e intanto ha annunciato che la Croazia pubblicherà già ad aprile un primo bando per le concessioni gasiere e petrolifere. Una procedura forse un po’ troppo “svelta” rispetto alle normative che l’Unione europea ha approvato dopo il disastro della Deepwater Horizon nel Golfo del Messico. Infatti, il 21 maggio 2013, il Parlamento europeo ha approvato un rapporto che chiede nuovi standard di sicurezza nelle operazioni offshore di petrolio e gas e prevede norme che obbligano le aziende a provare la loro capacità di coprire i danni potenziali e dalle maree nere derivanti dalle loro attività e a presentare una relazione sui possibili pericoli e soluzioni, prima che le operazioni possano cominciare. Ma Vrdoljak tira dritto: «Sembra che la Croazia possa essere uno dei pochi Paesi europei che possiedono molte più risorse di gas e petrolio del loro fabbisogno e potrebbe, entro la fine di questo decennio, trovarsi nella posizione di una piccola Norvegia, diventando uno snodo energetico dell’intera regione». Secondo Vecernji list l’operazione porterebbe nelle casse della Croazia fino a 1 miliardo e 300 milioni di euro in 4 anni.

Attualmente esistono 107 piattaforme offshore dedicate all’estrazione di gas naturale, che sono ubicate per la quasi totalità nel mare Adriatico. In particolare 68 sono operative nel Nord Adriatico (costa romagnola), e 33 in Centro Adriatico.  Proprio  nel  settore petrolifero, attualmente ci sono oltre 12.290 kmq nell’Adriatico centro meridionale italiano, interessati da permessi di ricerca, istanze di coltivazione o per nuove attività  di esplorazione che si aggiungono alle 8 piattaforme già attive.
 
Il 25 novembre 2013, l’eurodeputato Andrea Zanoni ha  presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere indagini sulle ricerche di idrocarburi che la Spectrum sta conducendo lungo le coste croate in Adriatico, denunciando «La pericolosità dei metodi impiegati, con l’emissione ogni dieci secondi di un muro di onde sonore di 240, 260 decibel che rappresentano una fonte di inquinamento acustico subacqueo con possibili effetti negativi sul prezioso ecosistema marino».

I burocrati dell’Ue ha risposto il 23 luglio 2014: «La Commissione è a conoscenza delle attività di ricerca subacquea menzionate dall’onorevole deputato. Gli operatori devono rispettare le disposizioni delle direttive Uccelli selvatici(1) e Habitat(2), sotto la responsabilità dell’autorità competente croata. In particolare, gli Stati membri devono adottare provvedimenti che vietino di perturbare deliberatamente le specie marine rigorosamente tutelate come i cetacei e le tartarughe marine, in conformità all’articolo 12, paragrafo 1, lettera b), della direttiva Habitat. Tra gli elementi da tenere in considerazione ai fini del rilascio dei permessi vanno annoverati anche gli effetti prodotti sugli ecosistemi marini e sugli habitat vulnerabili, e ciò nel rispetto del protocollo offshore della Convenzione di Barcellona per la protezione dell’ambiente marino e del litorale del Mediterraneo, alla quale l’UE ha aderito nel 2012. La Commissione è attualmente impegnata a verificare se tutti gli obblighi sono stati rispettati ed è in attesa che le autorità croate competenti le forniscano chiarimenti sul progetto in questione. Inoltre, la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino(3) fa obbligo agli Stati membri di elaborare strategie per l’ambiente marino finalizzate al conseguimento di un buono stato ecologico delle rispettive acque entro il 2020. L’inquinamento acustico subacqueo costituisce uno dei principali problemi da affrontare. I Direttori delle Acque degli Stati membri hanno approvato recentemente un documento, di prossima pubblicazione, contenente delle linee guida per il monitoraggio dell’inquinamento acustico subacqueo».

Dopo due anni le autorità governative croate non hanno ancora fornito delucidazioni, mentre si moltiplicano i rischi e l’insensatezza della nuova corsa all’oro nero. Secondo informazioni riportate dal Vecernji list di Zagabria, ci sarebbe la possibilità di attivare circa venti centri estrattivi su piattaforma. Ad oggi le riserve certe sotto tutto il mare italiano sono di appena 9,7 milioni di tonnellate e nei fondali di fronte le coste di M arche, Abruzzo e Puglia, mentre si stima siano presenti 5,4 milioni di tonnellate di greggio nelle acqua prospicienti la Croazia. 




riferimenti:














 
 





















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