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sabato 16 dicembre 2017

Maria Elena Boschi e gli interessamenti per Banca Etruria, nel 2014 summit in casa per difenderla dai diktat Bankitalia. - Giorgio Meletti

Scontro sul credito – Fornasari, Consoli, Boschi, Trinca

Nel marzo del 2014 - Appena arrivata al governo, l’allora ministro ha ricevuto i vertici di Veneto Banca e dell’istituto di papà per arginare la Vigilanza.


Un sabato di marzo del 2014 Flavio Trinca, presidente di Veneto Banca, e Vincenzo Consoli, amministratore delegato, sono saliti in macchina e hanno percorso di gran carriera i 330 chilometri che separano Montebelluna in provincia di Treviso (sede della banca) da Laterina in provincia di Arezzo. Lì hanno suonato il campanello della villa di Pier Luigi Boschi, consigliere di amministrazione di Banca Etruria, che li attendeva con il presidente Giuseppe Fornasari. I rapporti sono oliati. È proprio Fornasari ad aver voluto nel 2011 Boschi nel cda della banca, in rappresentanza del mondo agricolo aretino. Ed è ancora Fornasari a conoscere bene Trinca: entrambi sono stati deputati, entrambi hanno alle spalle la militanza nella Dc, sebbene in due diverse correnti, l’aretino era fanfaniano (come Boschi), il trevigiano stava con Carlo Donat-Cattin in Forze Nuove.
La rimpatriata scudocrociata non spiega i 660 chilometri in macchina tra andata e ritorno. Il fatto è che Boschi ha organizzato un vertice con la figlia Maria Elena, che da pochi giorni è entrata nel nuovo governo Renzi come ministro delle Riforme, coronando la scalata al potere condotta accanto al suo leader. 
I tre visitatori vanno speranzosi, guardano alla giovane ministra come alla protettrice dei banchieri disperati. Lei ascolta, loro le spiegano le amarezze che li accomunano. 
Da alcuni mesi sia Etruria sia Veneto Banca sono nel mirino della Vigilanza di Bankitalia. Nel corso del 2013 severe ispezioni si sono concluse con letteracce molto simili del governatore Ignazio Visco. Identico il concetto: le vostre banche sono scassate assai, dovete al più presto trovarvi un “partner di elevato standing”, cioè una banca più grande e più sana che vi assorba e vi salvi. Identico il sottotesto, esplicitato a quattr’occhi dal severo capo della Vigilanza Carmelo Barbagallo: consegnatevi alla Popolare di Vicenza di Gianni Zonin. Gli uomini di Etruria se lo sentono dire il 5 dicembre, Consoli il 19 dicembre.
Le due banche recalcitrano, per due ragioni. La prima è che sono due Popolari, cioè due cooperative, che assommano circa 150 mila soci che decidono una testa un voto. Chi glielo va a dire che devono consegnarsi senza condizioni al rivale Zonin, il quale ha fatto subito sapere a Fornasari e Trinca che per aretini e trevigiani non ci sarà posto nel cda nella nuova bancona che nascerà dalle due fusioni?
La seconda ragione è più velenosa: i banchieri disperati ritengono che la banca di Zonin sia messa peggio delle loro, e che Barbagallo, forse ingannando lo stesso Visco, stia assediando Arezzo e Montebelluna non per salvare le loro banche ma per darle in pasto alla Popolare di Vicenza, istituto amatissimo da Palazzo Koch e aiutarla a tirarsi fuori dai guai serissimi in cui si è cacciata, nella distrazione della Vigilanza.
La neo ministra ascolta e annuisce. La missione di cui il padre – organizzando l’incontro – la invita di fatto a farsi carico è di mettere a disposizione di Etruria e Veneto Banca “lo spirto guerrier” del nuovo governo per rintuzzare l’aggressività di Palazzo Koch. In realtà non succede niente.
Pochi giorni dopo uno spettacolare blitz della Guardia di Finanza ordinato dal procuratore della Repubblica di Arezzo Roberto Rossi e originato da una denuncia di Barbagallo, fa secco Fornasari con accuse poi rivelatesi infondate al processo di primo grado. Lorenzo Rosi diventa presidente di Etruria e Boschi padre vicepresidente. 
Ma intanto Bankitalia continua a menare fendenti. La verità è che Matteo Renzi, non appena insediato a Palazzo Chigi, ha attaccato il governatore Visco chiedendogli di ridurre il suo stipendio da 495 mila euro annui a 248 mila, il tetto fissato per tutti i dirigenti pubblici. Visco lo manda al diavolo invocando l’indipendenza della Banca d’Italia. Lo strappo tra Palazzo Chigi e Palazzo Koch è velenoso, e non sarà mai ricucito.
Di fatto sarà Etruria la più maltrattata da Bankitalia nei mesi turbolenti delle crisi bancarie. Visco subisce il no a Zonin e va in pressing sugli aretini perché si trovino un compratore. Rosi, Boschi e gli altri battono tutte le strade possibili. Nell’estate 2014 Boschi si fa presentare il piduista Flavio Carboni dall’amico Valeriano Mureddu. Lavorano sull’ipotesi di far salvare Etruria dal fondo Qvs dell’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, lo stesso al quale, secondo indiscrezioni de La Stampa, si sarebbe rivolto Renzi nei giorni scorsi per chiedergli di salvare Alitalia. Non cavano un ragno da un buco. Si rivolgono allora alla banca francese Lazard e poi a Mediobanca, le quali contattano almeno una trentina di banche in tutta Europa ma ottengono solo dei cortesi “no grazie”. 
Questo spiega perché a gennaio 2015 la ministra, in un ultimo disperato tentativo, si rivolge in modo pressante al numero uno di Unicredit Federico Ghizzoni chiedendogli di salvare la baracca aretina e paterna. Lui risponde educatamente ma prende tempo.
Il 7 febbraio Rosi va a Torino e parla con Ghizzoni in occasione del discorso di Visco al Forex. Non serve a niente. Due giorni dopo il governatore firma il commissariamento di Etruria
Un anno dopo la Boschi si vendicherà con una rancorosa intervista al Correre della Sera senza nominare Visco e Barbagallo ma salutandoli come “le stesse persone che un anno fa suggerivano a Banca Etruria un’operazione di aggregazione con la banca di Zonin”.
LA PRECISAZIONE 
Nel nostro articolo di ieri, a pagina 2 e 3 del Fatto Quotidiano, intitolato “Riunione a casa Boschi per difendere Etruria dai diktat di Bankitalia”, per errore abbiamo scritto che Flavio Carboni era un “piduista”. In realtà, in tutte le inchieste giudiziarie sulla Loggia Propaganda 2 di Licio Gelli, non è mai emerso che lo stesso Carboni risultasse negli elenchi del “maestro venerabile” sequestrati dalla magistratura nella villa di Gelli a Castiglion Fibocchi (Arezzo). Flavio Carboni, invece, fu coinvolto nell’inchiesta sulla fuga a Londra e sull’omicidio del presidente del Banco Ambrosiano Roberto Calvi (nel giugno del 1982). Un’accusa dalla quale, però, è stato poi assolto a titolo definitivo, mentre fu condannato per concorso nel fallimento dell’Ambrosiano. 
Il nome di Carboni è legato alle vicende di Banca Etruria (Arezzo) perché a lui, nell’estate del 2014, si era rivolto Pier Luigi Boschi (padre del sottosegretario Maria Elena), allora vicepresidente dell’istituto toscano, per chiedergli consigli sulla nomina del direttore generale di Etruria. A mettere in contatto Boschi con Carboni era stato un massone, Valeriano Mureddu.
http://iglicinidicetta.blogspot.it/2017/12/maria-elena-boschi-e-gli-interessamenti.html

Schiavi dei Signori del Denaro




a maggior parte delle persone percepisce che c'è qualcosa che non funziona nell'economia mondiale, ma pochi comprendono che è in atto la grande truffa della storia mondiale. I soldi muovono grandi ingranaggi del potere e le varie implicazioni che il denaro esercita sulla nostre società possono cambiare intere esistenze.
Mai nella storia dell'umanità così tante persone sono state depredate da un élite spietata e, tutto questo grazie alla grande truffa del sistema bancario con la complicità delle istituzioni. ___________________ SCHIAVI dei SIGNORI del DENARO - Film Documentario 2017 Montaggio di Jérôme Scialoia © 2017 _________________________________________ © Il video e quanto in esso contenuto, può essere liberamente condiviso per la divulgazione ma non scaricato e successivamente ricaricato su canali diversi da quello originario. Grazie. --------------------------------------------------------------------------------------- Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/MegaDimensio... http://www.popolounico.org Dal baratto primordiale ai pagamenti virtuali ovvero l’assenza di contante https://megadimensionzero.blogspot.it... ---------------------------------------------------------------------------------------------------------- fonte Mega Dimension Zero 

Ungheria: Presidente Orban parla di una élite occulta che attenta all’esistenza delle nazioni e conferma tutto quello che finora è stato definito “cospirazionismo



BUDAPEST- Viktor Orban“Viviamo in una prigione totale e molti ancora non se ne rendono conto, plagiati dai media di regime.
Tutti i fantasmi che qualcuno pensava fossero stati fugati – sulla scia di testi di storia completamente distorti, falsi ed alterati – stanno prendendo corpo, e sotto le mentite spoglie di agnelli che lavorano per una presunta e miracolistica unificazione europea, i mostri e gli spettri più cupi del passato stanno tornando minacciosamente a galla per una sorta di attacco finale ai popoli”.
L’uomo della sovranità, l’uomo che ha osato NAZIONALIZZARE LA BANCA CENTRALE e vietare i distruttivi OGM nel proprio Paese, l’uomo che è diventato un esempio e modello per centinaia di milioni di europei distrutti dall’usura internazionale e dal golpe masso-mafioso dei poteri occulti che dominano l’Europa, ha preso la situazione di petto ed ha parlato alla Nazione in diretta TV.
Senza peli sulla lingua, Orban, ha esordito parlando del Nuovo Ordine Mondiale e di cosa gli stati devono fare per liberarsi da questo diabolico cancro mondialista, proteso a distruggere non solo le nazioni e le costituzioni, ma le famiglie, “la Famiglia”, e gli stessi uomini. Orban ha parlato di “debiti fittizi e inestinguibili” creati per espropriare la proprietà privata a milioni di cittadini occidentali e di guerre spacciate per missioni di Pace.
Orban nell’occasione ha chiamato a raccolta tutta la Nazione, tutti gli ungheresi di buona volontà sono stati chiamati a dare il proprio contributo in termini pratici e di idee, per contrastare il male assoluto che vuol distruggere e schiavizzare la Nazione, come è già avvenuto con la Grecia ed in buona parte con Spagna, Portogallo, Irlanda, Cipro e Italia.
Forza Orban! Forza Ungheria! L’Italia e gli Italiani ora hanno un modello da seguire. E non esistono più alibi e mezze misure per nessuno.
fonte  Italian Irib

https://www.controinformazione.info/ungheria-presidente-orban-parla-di-una-elite-occulta-che-attenta-allesistenza-delle-nazioni-e-conferma-tutto-quello-che-finora-e-stato-definito-cospirazionismo/

L'INCRETINAMENTO GENERALE PROSEGUE A PIENO RITMO


























A volte si cercano le risposte sui libri o nella filosofia o chissà dove, quando le si ha lì davanti, proprio sotto il naso. Succede.

E succede che si pensa sempre che le risposte a una domanda difficile debbano essere, anch’esse, estremamente difficili; talmente difficili, che solo in pochi, in pochissimi, potrebbero essere capaci di decifrarle, posto che riescano ad arrivarci. E invece, magari, le risposte sono semplici, di una semplicità addirittura disarmante: proprio perché nessuno pensa che lo siano, tutti ci girano attorno e non le notano neppure, non le degnano d’uno sguardo, benché siano proprio lì, chiare ed evidenti, purché ci si lasci cadere la benda dagli occhi.

Perché è proprio quella benda che abbiamo sugli occhi, che c’impedisce di vedere le cose che abbiamo davanti; e, fuor di metafora, è il blocco mentale da cui siamo affetti, che ci inibisce di trarre le logiche deduzioni da tutti quei fatti che pure la nostra mente è in grado di registrare; ma poi si rifiuta di fare la somma e si perde in ricerche astruse, si mette a cercare la verità lungo strade improbabili, si dilunga e si attarda per sentieri impossibili, che non conducono da nessuna parte.
Libri e varie...

In altre parole, siamo stati condizionati a non pensare con la nostra testa, ma a lasciare che qualcun altro pensi per noi; siamo stati programmati per vedere solamente le cose che fanno comodo a qualcun altro, e per non vedere assolutamente le cose che tornerebbero utili a noi.

Ci stiamo affannando per capire il momento storico che stiamo vivendo, tuttavia manchiamo continuamente il bersaglio, perché non abbiamo la chiave, o, per essere più esatti, l’abbiamo smarrita;e, senza la chiave, non ci riusciremo mai. Possiamo solo mettere in fila parole, magari anche numeri, statistiche, grafici e diagrammi; possiamo fare dei discorsi molto convincenti, ma solo in teoria; scrivere trattati di sociologia, di psicologia e anche di teologia, e comporre belle tesi di laurea, di quelle da centodieci e lode: ma non ci avvicineremo a quel che stiamo cercando, neppure d’un centimetro.

Quel che dovremmo fare, per prima cosa, è de-condizionarci: toglierci la benda dagli occhi, sbloccare la nostra capacità di riflessione e di ragionamento, che, ora come ora, è completamente bloccata, come un motore imballato. Dobbiamo svegliarci dal sonno ipnotico in cui siamo scivolati: ma qui appare evidente il circolo vizioso: come è possibile svegliarsi, se non ci si rende conto di stare dormendo?

Chi pensa di esser perfettamente sveglio, perfettamente attento e capace di ragionare e di vedere, è ancora dentro il sonno ipnotico, e nessuna forza al mondo potrebbe destarlo. Per destarsi, bisogna avere almeno un vago sospetto di stare dormendo, e, più precisamente, di essere sotto l’effetto ipnotico di un malvagio incantesimo. In altre parole, bisogna avere almeno una centesima parte della propria mente non del tutto addormentata, non del tutto condizionata; bisogna aver conservato una sia pur minima facoltà di sentire e di pensare.

Altrimenti, se qualcuno ci verrà a dire che stiamo dormendo e che la nostra vita si svolge in stato di sonnambulismo, non ci crederemo mai; piuttosto, prenderemo in antipatia colui che ce lo dicesse, lo considereremmo un presuntuoso e un seccatore; e, avendo constatato che di persone come lui ce ne sono in giro pochissime, lo dichiareremmo malato di mente, se non addirittura disturbatore della tranquillità sociale. Le persone di questo tipo le tratteremmo alla stregua di nemici pubblici, da ridurre al silenzio o da mettere comunque in condizione di non dare più fastidio.

Perché questo è ciò che sta a cuore, supremamente e assolutamente, ai dormienti: di non essere destati, di non essere annoiati, di non essere infastiditi. Non vogliono che alcuno li riscuota dai loro sogni voluttuosi; e, se pure i sogni voluttuosi si sono trasformati in incubi, non vogliono essere destati lo stesso.Perfino così, perfino immerso nell’orrore di un incubo, il dormiente preferisce rimanere nel proprio stato: se non altro, s’illude di essere ancora padrone di se stesso; ma se qualcuno viene a dirgli che non lo è più, che si è ridotto alla stregua d’un burattino o di una marionetta, che altri stanno muovendo con dei fili neanche tanto invisibili, si sente assalito da un panico così atroce, da preferire la morte. O da preferire che le cose rimangano così: immerso nell’incubo, ma senza qualcuno che glielo dica.

Chissà, potrebbe sempre succedere qualcosa. Si è talmente abituato e rassegnato alla passività, che non riesce a immaginare di poter fare qualcosa da solo, di potersi e doversi destare; preferisce sperare, se mai dovesse avere un vago sentore di come stanno le cose, che qualcosa succeda per tirarlo fuori di lì, che qualcuno intervenga in suo favore; oh, ma con molta delicatezza, vale a dire senza fargli notare che è a se stesso che deve attribuire la causa principale della propria schiavitù, e che è a se stesso che deve chiedere di fare uno sforzo per liberarsi. No, molto meglio attendere un qualche maestro, un qualche guru, un qualche leader, un qualche taumaturgo che faccia tutto lui, che gli levi il fastidio di doversi destare e liberare da sé. Ecco, quella sarebbe una voce che potrebbe ascoltare, e ascoltare con piacere: la voce del “pifferaio magico”.

Ora, per capire che cosa ci è successo negli ultimi cinquant’anni, basta scendere in strada e osservare, con un minimo di attenzione, quel che ci si presenta davanti agli occhi. Chi ha almeno cinquant’anni, potrà fare un utile confronto coi suoi ricordi di bambino (confronto che potrà anche includere una certa dose di nostalgia, ma che, di per sé, con la nostalgia non c’entra affatto); chi non li ha, dovrà fare assegnamento solo sul proprio buon senso e sulla propria capacità di osservazione: e, sopra tutto, sulla propria capacità di trarre le conclusioni da ciò che vede.

La prima cosa che balza all’occhio, se si è desti e ci si è tolta la benda degli occhi, e se non si dà retta né a quel che dicono i giornali, né a quel che dice la televisione, è che le città non sono più città, ma agglomerati umani e dormitori pubblici; che non c’è più commercio, tranne che nei luoghi turistici, ove circola moneta pregiata, perché non si compra più quel che è necessario, ma quel che ha stabilito la pubblicità, ossia cose assolutamente superflue, quando non addirittura nocive; che non c’è più industria, per la stessa ragione e anche perché l’economia finanziaria, fatta di bolle speculative, di derivati, di astrazioni, si è mangiata fino all’osso l’economia reale, fatta di cose, di lavoro e di denaro autentico, e chi possiede ancora qualcosa, lo ha disinvestito dall’industria e dal commercio e lo ha investito in banca, cioè proprio lì da dove sono partiti la grande truffa e il grande saccheggio planetario;

che non ci sono più gli italiani, perché sono stati sostituiti da una folla eterogenea, drenata da ogni parte del Sud del mondo, la quale nulla sa e alla quale nulla importa dell’Italia, e si muove con l’inconsapevolezza e l’arroganza di chi pretende di trovare la sicurezza economica e magari anche il benessere, ma senza dare nulla; 

che non ci sono più persone, ma solo post-persone, perché, per essere persone, bisogna avere un’anima, bisogna essere desti, bisogna provare sentimenti veri ed essere capaci di pensare,mentre tutte queste cose sono andate perse chissà dove e sono state sostituite da sentimenti artificiali e da pensieri preconfezionati, cioè da non-sentimenti e da non-pensieri.

E l’elenco potrebbe continuare a lungo. Non ci sono più bambini, perché sono stati sostituiti da precoci vecchietti che intristiscono sui telefonini e sui computer, ma non sanno più sognare e non sanno neppure giocare. Non ci sono più famiglie, perché al loro posto ci sono delle unioni incerte e fluttuanti, che durano fin che se ne ha voglia e poi si sciolgono, se ne formano di nuove, oppure nessuna, i figli stanno un po’ di qua e un po’ di là, i padri si cercano nuove compagne e le madri nuovi compagni, oppure i padri cercano un compagno e le madri cercano una compagna, e, per avere dei figli, ricorrono alle adozioni, magari con la pratica dell’utero in affitto, o alla fecondazione eterologa: e tutto ciò viene ancora chiamato famiglia. C’è un sindaco che legalizza simili unioni e fra poco ci sarà pure il prete, ma la vera famiglia è scomparsa, forse per sempre, annegata nella grande palude dell’edonismo sfrenato, della lussuria e delle passioni disordinate.

Non ci sono più genitori, ma uomini, e soprattutto donne, che comprano animali, specialmente cani, e li curano, li nutrono, li agghindano e li vezzeggiano come i figli che non hanno, o che hanno soppresso mediante l’aborto volontario. Osservate la scena, sempre più frequente, di due signore che s’incontrano per strada, ciascuna col proprio cane al guinzaglio: “Che carino! Quanti anni ha?” E l’altra: “Cinque: li compie proprio oggi”. E la prima: “Ma dài! Tanti auguri, allora, per il suo compleanno!”, “Guarda che amore, guarda quant’è carino!” Sono esattamente le stesse parole, le stesse frasi che le mamme, incontrandosi ai giardini, quarant’anni fa, si scambiavano a proposito dei loro bambini. Agghiacciante.

Non c’è più una scuola, né una università, ma, al loro posto, ci sono dei luoghi d’incretinimento accelerato e collettivo, nei quali si spaccia la menzogna per verità e si denigra la verità chiamandola menzogna; e dove, soprattutto, si insegna ai giovani a non pensare assolutamente, a non usare il proprio cervello, a non fidarsi di ciò che dice loro l’evidenza, ma a credere, piuttosto, a quanto c’è scritto nei libri, che è frutto, a sua volta, della Grande Menzogna con la quale il malvagio incantatore ha ipnotizzato tutto e tutti.

E avanti con il nostro elenco. Non c’è più lo sport, ma, al suo posto, ci sono delle squadre, formate in gran parte da stranieri, che funzionano solo come macchine per fare soldi, e che somministrano agli atleti sostanze chimiche per migliorare le loro prestazioni, ma per un giovane italiano “pulito”, che abbia voglia di fare sport, con passione, con perseveranza, non c’è più posto: nessuno saprebbe che farsene di lui.

Non c’è più il cinema, ma una mostruosa industria americana per l’incretinimento accelerato del pubblico, che ha ormai invaso tutte le sale e anche gran parte delle programmazioni televisive. Non c’è più arte: basta andare a qualche mostra di pittura, o ammirare – si fa per dire – l’ultima creazione di qualche archistar, tipo il ponte di Calatrava, a Venezia, o l’ultima chiesa modernista: c’è solo materia, ma nessuna idea, nessuna sensibilità.

Non c’è più letteratura, ma solo una industria editoriale che sforna libri stupidi, inutili e scritti malissimo, buoni per venderli e tradurli in decine di milioni di copie e per distribuirli anche nei supermercati, a prezzo scontato. Non c’è più artigianato, perché, se vi si rompe un oggetto personale o un elettrodomestico, vi conviene comperarlo nuovo: sia perché non vale la spesa farlo aggiustare, sia perché non trovate più nessuno che ve lo aggiusti: che si tratti di un paio di scarpe o della lavatrice. Nessuno ha più voglia di fare il calzolaio: si guadagna troppo poco, e inoltre si è smarrita l’arte, si è interrotta la catena generazionale delle competenze.

Oggi nessuno saprebbe più costruire, non diciamo la cattedrale di “Santa Maria del Fiore” a Firenze, o il “Duomo” di Milano, ma neppure il modesto capitello che ornava l’angolo di casa dei nostri nonni. Lo farebbero, sì, però male: costerebbe troppo e si logorerebbe in pochi anni. La verità è che non abbiamo più nemmeno muratori capaci di fare un piccolo lavoro a regola d’arte: abbiamo solo grandi società edili che tirano su palazzoni brutti e anonimi, ove dopo qualche anno sorgono problemi con le piastrelle, con le tubature, con il riscaldamento, con gli ascensori. Le cose fatte in serie sono programmate per non durare: sono non-cose, come gli aeroporti sono non-luoghi e come le folle che si aggirano per i quartieri anonimi sono non-persone.

Ma la cosa più grave di tutte, è la perdita della speranza. Osservate le facce della gente: non sono come quelle di trenta o quarant’anni fa. Sono assenti, atone; spesso sono tristi e preoccupate; ancora più spesso sono dure, con una luce cattiva nello sguardo. La gente si è indurita e incattivita, perché ha perso la speranza. Però non lo vuole ammettere, non lo ammetterebbe mai!

Ma se viviamo nel migliore dei mondi possibili: il mondo della tecnologia, della scienza, del progresso! Il mondo dei diritti umani e dei diritti civili finalmente rispettati! Il mondo dove ogni profugo, vero o falso, ha diritto di asilo; ogni omosessuale ha diritto di sposarsi e di avere dei figli; ogni cretino ha diritto di avere un diploma e anche una laurea; ogni asino calzato e vestito, di andare a votare; e ogni bambino ha diritto di avere due genitori… magari dello stesso sesso, di subire una decina di vaccini obbligatori, di andare a scuola a farsi rincretinire, e di avere il suo telefonino e il suo computer personali.

In un mondo così, non c’è ragione di essere tristi o preoccupati; soprattutto, non c’è ragione di svegliarsi. Meglio continuare a dormire; anche se i dolci sogni voluttuosi si stanno trasformando in incubi. Ma sono incubi di lusso, incubi progressisti: sono i costi inevitabili del benessere; bisogna pagarli senza fare tante storie.

Perdio, non si ha il diritto di essere così ingrati verso la modernità…

Articolo di Francesco Lamendola

Fonte: http://www.accademianuovaitalia.it/




http://altrarealta.blogspot.it/

PIANGONO DI GIOIA PERCHE’ HANNO LEGALIZZATO LA MORTE


E’ passata la legge sull’eutanasia. Emma Bonino e gli altri radicali nelle tribune al Senato  piangono di gioia: hanno adempiuto alla loro missione, dare la morte all’inizio, dare la morte alla fine della vita.

Naturalmente gli italiani sono a grande maggioranza a favore, e non s’accorgono di quanto sia aberrante questa scena di  lacrime fanatiche e  anti-umane. Gli Italiani, al 70 per cento, “vogliono”   l’eutanasia.  Si sono ormai perfettamente adeguati alla  condizione di esseri puramente zoologici, da eliminare quando il loro mantenimento costa più di quanto rende.
Naturalmente,  le bestie non riescono nemmeno a immaginarsi le conseguenze  di questa “conquista” sulle loro proprie vite.
Ancor meno riescono a capire di quali poteri satanici  loro,  e i radicali, stanno facendo il gioco.

Un’occhiata sul loro futuro possono averla da  questa notizia che viene da San Francisco.
Una organizzazione  che si batte contro la crudeltà verso gli animali”, la SPCA (Society for the Prevention of Cruelty to Animals )  nel Mission District ha cominciato ad utilizzare robot-poliziotti per ripulire le strade attorno al suo edificio di esseri umani: senzatetto di una grossa tendopoli che “lasciano aghi,  spaccano automobili,  delinquono” e  minacciano la sicurezza del loro personale, per non parlare della sporcizia.
Perché usare robot  per cacciar via uomini?  Perché, spiegano alla SPCA, costano meno: affittare un  robot costa 7 $ l’ora, ossia 3 $  in meno della paga minima in California.  I robot sono  stati istruiti a ripulire i marciapiedi da residui umani e loro aghi (come sapete, infuria in Usa una epidemia di oppiacei, che è una delle cause maggiori per cui i bianchi operai perdono il lavoro e diventano senza-tetto).
Ma passate poche ore, la gente del luogo, non solo  gli attendati, hanno reagito: spalmando i sensori dei robot di sostanze che vanno dal Ketchup alle Feci (umane), li hanno neutralizzati.

robot usaticontro i senzatetto: a 7 $ l’ora
Decine di altri hanno protestato  (ovviamente)  via tweet. Come questo, che è un buon sunto della questione:
Capitalism: instead of providing homes for homeless people, spend exorbitant sums of money creating robots that will prevent homeless people from making homes for themselveshttps://twitter.com/businessinsider/status/940655493156139014 …

Capitalismo: invece di provvedere a case per i senzatetto, spendono somme esorbitanti a fabbricare robot che impediscono ai senzatetto di farsi abitazioni da sé”. 
Come sapete, la California è sconvolta  da vastissimi incendi che sembrano invincibili. Quello di Bel-Air,  che minaccia le ville dei divi di Hollywood, “è stato causato da un fornelletto in un accampamento di senza tetto”, hanno rivelato i giornali, “che si sono accampati presso una delle entrate  di questo quartiere molto apprezzato dalle celebrità … Questo incendio mette in evidenza la crisi dei senzatetto che si aggrava da parecchi anni a Los Angeles […] Ciò significa che tali cose si ripeteranno finché non si risolve il problema”.
Più Europa vuol dire più pace, più sicurezza, più diritti, più crescita, più efficienza, più cultura, più libertà”
Il biotestamento è la soluzione del problema! L’eutanasia, naturalmente dei consenzienti. I prossimi robot spareranno siringhe risolutive.  Gli Stati Uniti  sono  sempre un’avanguardia. Presto in Europa.
Il nuovo diritto per uomini superflui.

Emma Bonino, asciugate le lacrime di gioia,  dopo il successo ha detto che  si presenterà alle elezioni  per poi allearsi col PD. Con Benedetto Della Vedova  ed altri funerari radicali ha formato una propria  lista.
Il cui nome è un programma:  “Più Europa” perché “più Europa vuol dire più pace, più sicurezza, più diritti, più crescita, più efficienza, più cultura, più libertà“, ha detto Bonino.
Svegliatevi, bestie! (Speranza vana)


Le persone non si rivolteranno. Non alzeranno gli occhi dai loro schermi, non abbastanza per notare cosa sta accadendo”
“1984” – George Orwell
Il partito Radicale non  riesce ad arrivare nemmeno a 3 mila iscritti. Eppure  riceve ogni anno  dallo Stato 20 milioni di euo per la sua radio. 
Maurizio Blondet
fonte https://www.maurizioblondet.it/piangono-gioia-perche-legalizzato-la-morte/


venerdì 15 dicembre 2017

GENTILONI, UN DISASTRO. L’ITALIA CADE NEL BARATRO: ECCO IL DOCUMENTO CON LE 10 PROVE CHE LO DIMOSTRANO

GENTILONI, UN DISASTRO. L’ITALIA CADE NEL BARATRO: ECCO IL DOCUMENTO CON LE 10 PROVE CHE LO DIMOSTRANO

Il governo Gentiloni è nato per due emergenze. Quella di salvare il Monte dei Paschi e quella di salvare il vitalizio dei parlamentari. Ricorderete tutti l’accelerazione durante un week-end di metà dicembre, che portò alla nascita di un esecutivo con strani ministri, tipo la (forse) diplomata Fedeli all’Istruzione, tanto per campà… E una squadra del genere non poteva che partorire risultati abbastanza deludenti. Un dato è certo: rispetto al 2016 l’Italia è peggiorata.
Ah, certo, il Pil è ripartito, ma i meriti non sono del premier. Dobbiamo ringraziare Mario Draghi e le sue manovre espansive che hanno indebolito l’euro e azzerato gli interessi su titoli di Stato e mutui. E soprattutto la crescita dell’economia è nettamente inferiore rispetto alla media europea… Il bilancio del primo anno di governo Gentiloni è quindi amaro. Ma l’esponente dem, area Margherita, va in giro per il mondo a vantarsi. Non si dimette e accarezza l’idea di un mandato bis, approfittando magari dell’ingovernabilità che potrebbe emergere dopo le Politiche, fissate per il 4 marzo. Ieri infatti al Financial Times non ha dato un’intervista da premier uscente. Tutt’altro. Ha addirittura chiesto «di promuovere la convergenza» europea, contro i soliti «populismi»… Insomma, sogna di passare dalla padella alla brace. Come se il suo anno a Palazzo Chigi fosse stato un trionfo. Invece di disastri ne ha appunto combinati a ripetizione. Vediamo punto per punto le cifre del disastro.
DEBITO PUBBLICO. A settembre, secondo quanto comunica la Banca d’Italia, è stato pari a 2.283,7 miliardi. Al 31 dicembre del 2016 era pari a 2.217,7 miliardi. Quindi è salito di 66 miliardi. Mica male…
OCCUPAZIONE. Il tasso di occupazione in Italia ha raggiunto il 57,8% nel secondo trimestre del 2017; resta tuttavia il secondo più basso tra i Paesi della Ue con una percentuale di disoccupati dell’11,2%, il quarto più alto del blocco dopo Grecia, Spagna e Cipro. Niente di cui andarne fieri.
QUALITA’ DEL LAVORO. L’occupazione non è solo statistica. Nel primo semestre 2017 in Italia gli occupati erano circa 23 milioni, cifra vicina ai livelli pre crisi del 2008, tuttavia in termini di ore lavorate per addetto la differenza resta molto rilevante rispetto al 2008. La crescita è basata prevalentemente sui contratti a tempo determinato (che nel 2017 hanno toccato i massimi dal 1992 a 2,7 milioni di persone), e nei settori agricoltura e servizi. Infatti, se nel 2008 i dipendenti full time erano l’86% del totale, 8 anni dopo il dato si è ridotto all’81%. Meno ore lavorate significa meno soldi in tasca. Olè.
VOUCHER. Il provvedimento più importante sul lavoro è l’abolizione dei voucher. Risultato? Dai servizi al turismo, dalla ristorazione all’agricoltura c’è un aumento del nero, scrive il Sole24Ore. Che aggiunge: «C’è una crescita del lavoro a chiamata (gli strumenti sostituitivi per il dopo voucher, a causa di costi e burocrazia, non stanno decollando, tutt’altro); e ora ci sono più rischi nei cambi appalti». Alla fine l’evasione è salita di 500 milioni circa. Complimenti.
PENSIONI. Ricordate l’Ape social? È stata introdotta un anno fa per permettere ad alcune categorie (lavoratori gravosi e disoccupati) di non aspettare i 67 anni per andare in quescienza. Ebbene, l’Inps è ancora impegnata ad esaminare le oltre 60mila domande pervenute. Peggio è andata con l’Ape volontaria, cioè quel sistema che permette di uscire prima dal lavoro a costo di prendere un assegno previdenziale decurtato: attualmente non è ancora attiva, per cui non è ancora possibile presentare la domanda. Forse non è ancora la volta buona, come avrebbe detto Renzi.
ASSISTENZA. Il 2017 si chiuderà con quasi 18 miliardi di prestazioni per la pensione d’invalidità, il 60% in più negli ultimi quindici anni e un trend di nuovo in accelerazione dopo la calma iniziata nel 2010. In Calabria ci sono il doppio di invalidi rispetto all’Emilia Romagna. La lotta agli sprechi nel welfare ci pare abbandonato da parte dell’esecutivo. E così si continua ad attingere ai contributi versati dai lavoratori per mantenere l’Inps, i suoi debiti e le sue spese. Capolavoro.
CONSUMI. A ottobre, ultimo dato disponibile, le vendite al dettaglio diminuiscono, rispetto a ottobre 2016, del 2% nella grande distribuzione e registrano una diminuzione del 2,2% nelle imprese operanti su piccole superfici. E dire che negli ultimi 4 anni, 2017 compreso, i governi hanno investito 40 miliardi di soldi pubblici per finanziare gli 80 euro. Chapeau.
CREDITO ALLE IMPRESE. Il credito alle imprese «continua a non supportare la ripresa economica». Un numero per tutti. A dicembre 2016 gli impieghi del settore bancario ammontavano a 1802 miliardi. Poi il governo è intervenuto per salvare Mps, Popolare di Vicenza e Veneto Banca con 20 miliardi di soldi pubblici, nostri. Ciò nonostante i soldi prestati dalle banche sono scesi a 1.764.000 miliardi. Trentotto miliardi in meno, più i 20 dati agli istituti falliti, più i 55 persi dal gettito causa troppe sofferenze… Meglio non andare oltre.
IMMIGRATI. Secondo i dati diffusi dal Viminale a fine novembre, nel 2017 sono arrivati 117.042 migranti contro i 173.008 dello scorso anno. Il flusso è calato, certamente, perché il ministro Minniti ha capito che non poteva accogliere tutta l’Africa in Italia. Resta il fatto che sono 117.042 in più rispetto allo scorso anno. Occhio…
SANITÀ. Tredici mesi di media per una mammografia, un anno per una colonscopia, stesso periodo per una visita oncologica o neurologica. Liste d’attesa più lunghe per le visite specialistiche: particolarmente grave – sottolinea l’ultimo rapporto di Cittadinanzattiva – la situazione per accedere a visite e interventi in oncologia, cardiologia e oculistica. Per una protesi al ginocchio o una cataratta passano anche 12 mesi prima di ottenere la prestazione. L’altro giorno c’è stato lo sciopero del personale medioco perché – sostengono – la situazione «è peggiorata».
Si può dire che questo governo non sia proprio in salute… Dovrebbe farsi ricoverare.
di Giuliano Zulin – Libero Quotidiano
http://www.stopeuro.news/gentiloni-un-disastro-litalia-cade-nel-baratro-ecco-il-documento-con-le-10-prove-che-lo-dimostrano/

I Governi finanziano George Soros e lui finanzia Migranti, Gender, Rom, Detenuti, Legalizzazione droga e Colpi di Stato nel mondo!


Le Istituzioni pubbliche nazionali ed internazionali sono Partners (finanziatori) della Open Society Foundation di George Soros. Governi, UE, ONU, OMS, UNESCO, UNICEF, e moltissimi altri enti, sono nella lista dei finanziatori.

Già con questa scandalosa e spudorata ammissione ufficiale bisognerebbe prendere atto dell’origine di moltissimi problemi nazionali e non. Ma andiamo oltre, nel nostro piccolo, per cercare di capire cosa ci fa con i soldi pubblici, George Soros e la sua Open Society Foundation. Aiuta i terremotati, i poveri, i disoccupati, gli emarginati, le famiglie? NO! 
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia i ROM europei.
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia, secondo La Stampa, Il Giornale ed altri quotidiani, le principali ONG impegnate nel traffico di africani verso l’Italia, come Médecins sans frontières, Save the children, Moas, Jugend Rettet, Stichting Bootvluchting, Proactiva Open Arms, Sea-watch.org, Sea-Eye, Life boat.
 La Open Society Foundation di George Soros avrebbe finanziato persino il Comune di Lampedusa per accogliere i migranti.
– La Open Society Foundation di George Soros ha finanziato il blog Fortress Europe di Daniele Del Grande, il presunto giornalista italiano imprigionato in Turchia (e poi liberato con tanta enfasi patriottica da parte di Alfano) che si occupa di flussi migratori in Europa.
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia la più potente organizzazione italiana di volontari delle carceri: Antigone.
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia le associazioni LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali)
– La Open Society Foundation di George Soros finanzia Arcigay e i progetti GENDER nelle scuole.
E, per finire, la Open Society Foundation di George Soros, coi soldi pubblici, finanzia… i terremotati, i poveri, i disoccupati, gli emarginati, le famiglie? Ancora e sempre: NO!
La Open Society Foundation di George Soros finanzia CILD, un’associazione italica che finanzia: lo IUS SOLI (allargamento della cittadinanza a tutti i migranti), i diritti dei detenuti, i diritti dei rifugiati, i diritti degli LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali), i diritti dei Rom, Sinti e Camminanti, la legalizzazione delle droghe.
Presunti e strani collegamenti indiretti anche tra la Open Society Foundation di George Soros e il Ministero della Giustizia italiano. Ci chiediamo, infine, come mai e perché Gentiloni si sia premurato ad accogliere George Soros, proprio lo stesso giorno in cui il Procuratore di Catania dott. Zuccaro, famoso per aver denunciato personaggi discutibili che finanziano le ONG che si occupano di traffici clandestini di migranti, era in audizione alla Commissione Difesa del Senato.
Ora capiamo meglio perché George Soros e le associazioni satelliti della sua Open Society Foundation, sarebbero state sfrattate dall’Austria, dichiarate non gradite dall’Ungheria e dalla Russia e considerate artefici di tutti i colpi di stato degli ultimi 25 anni, come avrebbe candidamente ammesso lo stesso Soros in Ucraina.
https://www.conoscenzealconfine.it/i-governi-finanziano-george-soros-e-lui-finanzia-migranti-gender-rom-detenuti-legalizzazione-droga-e-colpi-di-stato-nel-mondo/