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mercoledì 8 febbraio 2017

Bersani (quello che dice cazzate non il cantautore): "Congresso a giugno, legge elettorale e voto nel 2018"



di Stefano Davidson
Bersani (quello che dice cazzate non il cantautore): "Congresso a giugno, legge elettorale e voto nel 2018" Ripeto: Il Governo Renzi, nominato dal golpista napolitAno, scassinando la Costituzione vigente, fu giustificato agli occhi dei babbei in quanto, prima di un eventuale voto, avrebbe dovuto portare avanti le "riforme" (sic!) e dare al Paese una legge elettorale. Poiché però sfiduciato al referendum dal 60% dei votanti, detto Governo (abusivo e golpista) ha oggettivamente perso ogni ragione d'essere, anche se riciclato sotto forma di ammasso di Gentilonzi. Se l'ectoplasmafioso, o chi ne muove i fili, non scioglie in tempi brevi le Camere e non manda il Paese al voto, significa voler mantenere un clima di totale incerezza (cibo di cui va ghiotto lo spread, spesso aizzato dallo stesso Draghi quando serve) e condannare lo stesso alla Troijka e ad un commissariamento definitivo. Bersani, uno dei golpisti del 2011, lo sa perfettamente e si conferma la merda che da sempre è stato. Va da sé che se arriva la Troijka, i figli di, che ce l'hanno portata, non subiranno alcuna ripercussione per il loro operato golpista almeno quinquennale (per la verità è da Mani Pulite che si piccona il Paese). Al voto! ORA! Prima che sia tropo tardi.
Stefano Davidson

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