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domenica 19 marzo 2017

GIU' LE MANI DALLA CHIESA !



   Giù le mani dalla Chiesa Cattolica ! pare proprio ufficiale la notizia di un complotto made in Usa per "neutralizzare" papa Benedetto XVI ordito da George Soros Barack Obama e Hillary Clinton le menti del colpo di stato in Vaticano  

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GIU' LE MANI DALLA CHIESA CATTOLICA!

di

Cinzia Palmacci



Ebbene, pare proprio ufficiale la notizia di un complotto made in USA per "neutralizzare" papa Benedetto XVI, ordito da George Soros, Barack Obama e Hillary Clinton, le "menti" del colpo di stato in Vaticano per rovesciare il conservatore Ratzinger e sostituirlo con il radicale di sinistra Papa Francesco, secondo un gruppo di leader cattolici citando prove di varie fonti, tra cui le e-mail di WikiLeaks.Il gruppo di leader cattolici cita nuove prove scoperte nelle e-mail diffuse da WikiLeaks per rivendicare che il conservatore Papa Benedetto non ha in realtà dato le dimissioni di propria iniziativa, ma è stato spinto fuori Vaticano da un colpo di stato dice il gruppo di ricercatori che si chiama "Catholic Spring". Soros, Obama e Clinton macchine usate della diplomazia degli Stati Uniti complice il potere finanziario per costringere, con tangenti e ricatti il "cambio di regime" nella Chiesa Cattolica Romana, al fine di sostituire il conservatore Benedetto con l'attuale Papa Francesco, portavoce improbabile della sinistra internazionale. Sinistra internazionale che in Italia già pregustava la vittoria della Clinton alle presidenziali americane. Infatti, le lotte  intestine del PD sono da ricondursi non solo al risultato referendario dello scorso dicembre, ma soprattutto alla mancata vittoria della Clinton che ha evidentemente  scombussolato i piani dei supporters italiani. Il 20 gennaio 2017 un gruppo di leader cattolici ha inviato una lettera al Presidente Trump chiedendogli di avviare un'indagine ufficiale sulle attività di George Soros, Barack Obama, Hillary Clinton (e altri), coinvolti nel complotto per il "cambio di regimein Vaticano. Questo il testo della lettera nei punti salienti: "In particolare, abbiamo ragione di credere che un 'cambio di regime' in Vaticano è stato progettato dall'amministrazione Obama ", dicono i firmatari, nella loro lettera del 20/01 al Presidente Trump. "Ci siamo allarmati allo scoprire ," dicono nelle note della lettera,"che, nel corso del terzo anno del primo mandato dell'amministrazione Obama, suo predecessore e avversario, il segretario di Stato Hillary Clinton, insieme ad altri funzionari del governo con lei consociati, ha proposto una "rivoluzione" cattolica per effetto della quale si sarebbe realizzata la scomparsa definitiva di ciò che che restava della Chiesa cattolica in America". La lettera contiene link a documenti e notizie che sottolineano le loro richieste. E prima dirige l'attenzione al famigerato trio Soros-Clinton-Podesta delle e-mail divulgate lo scorso anno da Wikileaks, in cui Podestà e altri progressisti discutono il cambio di regime per rimuovere quello che hanno descritto come "dittatura del medioevo" nella Chiesa cattolica. Per quanto riguarda il podestà e-mail in questione, The New American ha riferito lo scorso ottobre:"Podesta, in un lungo periodo da consulente / confidente e attivista al top della Clinton raccoglie fondi per la sinistra dal finanziatore George Soros, rivela una E-mail del 2011 che lui e altri attivisti stavano lavorando per effettuare una rivoluzione la Primavera cattolica all'interno della Chiesa cattolica, un evidente riferimento alle disastroso colpo di stato della "primavera araba" organizzata lo stesso anno dal team di Obama-Clinton-Soros che ha destabilizzato il Medio Oriente e ha portato i regimi islamici radicali e gruppi terroristici al potere nella regione. Le e-mail di Podesta sono una risposta radicale per un altro finanziamento di Soros al radicale Sandy Newman, fondatore del "progressista" Voices for Progress. Newman aveva scritto a Podesta alla ricerca di consigli sul modo migliore per "piantare i semi della rivoluzione" nella Chiesa cattolica, che ha descritto come una " dittattura del medioevo". La lettera continua: "Considerando tutto questo, e desiderando il meglio per il nostro paese così come per i cattolici di tutto il mondo, riteniamo che sia responsabilità di cattolici statunitensi fedeli e informati presentarle una petizione perché autorizzi un'inchiesta sulle seguenti domande: A che scopo la National Security Agency ha monitorato il conclave che ha eletto Papa Francesco? Quali altre operazioni segrete sono state attuate da agenti del governo USA sulle dimissioni di Papa Benedetto e sul conclave che ha eletto Papa Francesco? Agenti governativi hanno avuto contatti con la "Mafia del cardinale Danneels"? Le transazioni monetarie internazionali con il Vaticano sono state sospese durante gli ultimi giorni prima delle dimissioni di Papa Benedetto. Le agenzie di governo degli Stati Uniti sono state coinvolte in questo? Perché le transazioni monetarie internazionali sono riprese il 12 febbraio 2013, il giorno dopo che Benedetto XVI ha annunciato le sue dimissioni? E' pura coincidenza? Quali iniziative, se del caso, sono stati effettivamente prese da John Podesta, Hillary Clinton, e altri legati alla gestione Obama coinvolti nel dibattito che intendeva fomentare una "Primavera cattolica"? Qual era lo scopo e la natura della riunione segreta tra il vice presidente Joseph Biden e Papa Benedetto XVI in Vaticano il o intorno al 3 giugno 2011? Quali ruoli sono interpretati da George Soros e altri finanziatori internazionali attualmente residenti nel territorio degli Stati Uniti? Noi crediamo che l'esistenza stessa di queste domande fornisca elementi sufficienti a giustificare questa richiesta di un'indagine. La capacità di George Soros di cooptare figure politiche per assistere ai suoi piani radicali per gli Stati nazionali è ben noto; ma la sua capacità di imporre un "cambio di regime" nella Chiesa cattolica, un'istituzione che in precedenza si presentava impenetrabile dall'esterno, solleva gravi interrogativi circa il suo potenziale per il caos globale. E tutto questo non fa che giustificare i dubbi e i timori di Putin circa la figura di George Soros come persona non gradita in Russia.

Le mani di Soros sulla Chiesa

Un tentativo di far sbocciare una nuova primavera nella Chiesa americana per convertirla all’agenda progressista. E’ quanto trapela da Wikileaks, con ben due blocchi di documenti a supporto. Scambi di mail che coinvolgono i vertici di think tank democratici e i principali responsabili della campagna elettorale di Hillary Clinton. Un caso che ha fatto infuriare alcuni vescovi Usa che hanno chiesto alla Clinton di dissociarsi, ma lei preferisce giocare la carta delle responsabilità russe nell'elezione di Trump come pretesto, senza entrare nel merito dei documenti. Negli USA il finanziere George Soros ha dato consistenti contributi ad organizzazioni cattoliche per «spostare le priorità della Chiesa cattolica americana» dai temi vita e famiglia a quelli della giustizia sociale: occasione particolare, la visita di Papa Francesco negli Usa nel settembre 2015. La notizia è circolata soprattutto negli Stati Uniti, focus dell’azione di Soros, ma merita di essere ripresa e conosciuta ovunque perché le sue implicazioni riguardano la Chiesa universale. Partiamo dai fatti contenuti nei documenti pubblicati da DC Leaks: nell’aprile 2015 la Open Society ha versato 650mila dollari nelle casse di due organizzazioni legate ad ambienti cattolici progressisti, PICO (People improving communities through organising), e Faith in Public Life (Fpl), con lo scopo di«influenzare singoli vescovi in modo da avere voci pubbliche a sostegno di messaggi di giustizia economica e razziale allo scopo di iniziare a creare una massa critica di vescovi allineati con il Papa». Le due organizzazioni destinatarie dei versamenti sono state scelte, spiegano i documenti, perché impegnate in progetti a lungo termine che hanno lo scopo di cambiare «le priorità della Chiesa cattolica statunitense». I buoni rapporti di Soros con il cardinale honduregno Oscar Rodriguez Maradiaga, tra i principali consiglieri di papa Francesco, fanno da ponte di collegamento per «impegnare»Bergoglio sui temi di giustizia sociale. C’è poi un Rapporto del 2016, un bilancio dell'anno precedente, in cui la fondazione di Soros si ritiene soddisfatta per il numero di vescovi che, durante le presidenziali, hanno apertamente criticato i candidati che puntavano sulle paure della popolazione, con evidente riferimento a Donald Trump ed altri candidati repubblicani. Lo scopo del coinvolgimento del  cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, uno degli uomini più vicini al papa, è quello di  influenzare e favorire la creazione di un fronte di vescovi che si dissocino dalla battaglia culturale dell’episcopato statunitense e siano più in sintonia con Bergoglio sui temi della giustizia economica e l’uguaglianza. Anzi, si legge in un documento, influenzare lo stesso papa, coinvolgendolo attraverso il cardinal Maradiaga. Il primo e più importante progetto di Soros è il grande investimento che organizzazioni filantropiche tradizionalmente anti-cattoliche stanno facendo per sovvertire l’insegnamento della Chiesa. In questo Soros si colloca nel solco di una tradizione ultradecennale che vede protagoniste le principali fondazioni americane, dai Rockefeller ai Ford, dai Kellog a Turner ecc... È un progetto di “protestantizzazione”. Il motivo? La Chiesa cattolica che, in sede di organizzazioni internazionali ha come obiettivo fondamentale di difendere la dignità dell’uomo, è l’ultimo baluardo che si oppone all’instaurazione di un nuovo ordine mondiale che vuole ridurre l’uomo a semplice strumento nelle mani del potere. Parte fondamentale di questo progetto è la diffusione universale del controllo delle nascite, dell’aborto come diritto umano, della distruzione della famiglia e della promozione dell’ideologia di genere. Proprio negli anni ’90 del secolo scorso, in un ciclo di conferenze internazionali dell’ONU (dal vertice di Rio de Janeiro sull’ambiente nel 1992 fino al summit di Roma sull’alimentazione nel 1996) si scatenò una battaglia diplomatica senza precedenti tra Stati Uniti e Unione Europea da una parte e Santa Sede dall’altra proprio su questi temi. Sebbene possiamo oggi notare come quell’agenda abbia fatto passi da gigante a livello mondiale, la strenua resistenza della Chiesa, che aveva trascinato con sé molti Paesi in via di sviluppo (vittime di questo neo-colonialismo) ha ritardato e sta ostacolando quel progetto. Molto lo si deve a Giovanni Paolo II, il quale ha sempre avuto chiaro che la famiglia e la vita sono oggi il principale terreno su cui si gioca la battaglia per la dignità dell’uomo. Vale la pena ricordare per inciso che proprio per questo motivo e per questa battaglia, il Papa istituì allora il Pontificio Consiglio per la Famiglia e anche l’Istituto per gli studi su Matrimonio e Famiglia presso la Pontificia Università Lateranense (l’Istituto Giovanni Paolo II che nei giorni scorsi ha visto un cambiamento significativo alla sua guida). Si può capire quindi come si siano intensificati gli sforzi internazionali per indebolire la Chiesa su questo fronte. Quanto al cardinale Maradiaga e altri esponenti dell’episcopato sono coscienti o partecipi di questo disegno decisamente anti-cattolico? Non lo sappiamo e non ci azzardiamo a processarne le intenzioni. Possiamo solo notare come certi esponenti ecclesiali di primo piano vengano individuati come omogenei ai progetti di chi vuole distruggere la Chiesa, a prescindere poi dal successo o meno che abbiano certi tentativi di approccio.

La Chiesa "minata" dalle basi

Corre l’obbligo di aggiungere un dato inquietante ai documenti rivelati. Si può infatti facilmente capire che di tale progetto di cambiamento nella dottrina della Chiesa faccia parte anche un'opera di infiltrazione di specifici personaggi nei centri decisionali della Chiesa. E non si può non andare immediatamente al caso di Jeffrey Sachs, l’economista dell’ONU e direttore dell’Earth Institute che ha avuto un ruolo importante nell’enciclica “Laudato Sii”, tanto da essere chiamato dal Vaticano sia per le presentazioni dell’enciclica sull’ambiente sia per i convegni internazionali sullo sviluppo sostenibile. La sua inspiegabile onnipresenza è stata contestata  dalle principali organizzazioni pro-life e pro-family internazionali perché Sachs è ben noto come grande sostenitore delle politiche di controllo delle nascite. Ma è stato difeso a spada tratta dal presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, il vescovo argentino Marcelo Sanchez Sorondo, che ne ha anche sponsorizzato la nomina da parte di papa Francesco nella Pontificia Accademia da lui presieduta. Ebbene, ciò che forse non è stato detto, è che Sachs è anche conosciuto per essere un uomo di Soros (peraltro entrambi sono ebrei originari dell’Est Europa), da diversi decenni impegnato nella concezione e diffusione di teorie economiche a sostegno dell’Open Society perseguita da Soros. Alla luce dei documenti che attestano le strategie di Soros nei confronti della Chiesa Cattolica, la presenza di Sachs nei piani alti del Vaticano risulta meno inspiegabile, sebbene ancora più inquietante. A questo punto sarebbe opportuno che tutti gli alti prelati coinvolti in questo diabolico progetto ai danni della Chiesa Cattolica, dessero delle spiegazioni. Se non vogliono farlo a favore dei cattolici, lo facessero almeno per rispetto dell'abito che indossano. Se degnamente o indegnamente il giudizio spetta solo al Tribunale Supremo.


Cinzia Palmacci

fonte http://www.ilcorrieredelleregioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=11078%3Agiu-le-mani-dalla-chiesa-cattolica&catid=131%3Amistero-a-trascendenza&Itemid=162







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