Translate

sabato 11 marzo 2017

GRANDE FRATELLO 2.0

L'immagine può contenere: sMS
Distruggere il senso, il significato ed infine le parole stesse. Manipolare gli eventi del passato, riscrivendoli a proprio piacimento a seconda delle esigenze politiche ed economiche. Creare una valvola di sfogo per i facinorosi, per chi è abbastanza sveglio da capire che qualcosa non va, ma non lo è così tanto da capire dove sia il vero problema.
Se avete letto il romanzo di George Orwell 1984, la descrizione del modus operandi del Socing deve esservi subito suonata familiare. Come ahimè credo però, il partito del Grande Fratello non è l’unica entità che avrete ricollegato a tali comportamenti.
Analizziamo l’attuale comportamento del mainstream eurista nei confronti dei partiti anti-ue per poi vedere, lo stesso comportamente del Ministro della Verità, quando si tratta di decantare la benevolenza di nostro imperatore supremo EuroZona. Non è difficile vedere accostate le seguenti parole proprio ora che in alcune nazioni si gioca il destino della UE, ad alcuni movimenti politici: “estrema”, “fascismo”, “nazismo”, “razzismo” quando siano portavoce di interessi diametralmente opposti a quelli della Commissione Europea e dunque della Germania, del governo ombra statunitense e della BCE.
Quando una voce dal coro si solleva per far notare che un problema c’è ed è grave, a tale difficoltà non si risponde con una soluzione, ma con la dimostrazione che quel problema deriva da un altro problema e con buone probabilità proprio da quella voce che ha osato porre la domanda. E quando invece il supremo imperatore deve essere venerato, da una specifica e puntuale critica si passa invece alla più generica stupidità: Non si spiega infatti, come può uno dei continenti più ricco di storia e cultura del mondo, debba essere ridotto ad uno strozzino senza identità ben precisa, che si stacca dalla cartina geografica e inizia a minacciare gli Stati con procedure d’infrazione, impersonificandosi nella carne e nelle ossa del presidente della commissione di turno.
La parola “Europa”, appellativo più gentile dato al manipolo di tecnocrati, è stata utilizzata nel corso degli ultimi anni così tante volte da essere stata svuotata di qualsiasi senso logico. Una reductio ad absurdum filologico, così come proponeva il decalogo della Neolingua orwelliana; qualsiasi cosa fosse accostabile ad una opposta veduta di pensiero o potesse essere utilizzata dal Grande Fratello, veniva assorbita da una parola portante, per cancellare la memoria delle vecchie generazioni ed il vero significato della stessa; parola che poi priva di alcun significato poteva essere sbattuta in faccia alla popolazione istigandola all’odio più irrefrenabile a secondo del periodo o momento storico o peggio ancora essere censurata o ancora essere utilizzata per sollecitare commozione o timore nella popolazione. Per fare un esempio pratico, nel dizionario della Neo lingua del Socit la dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti ( più di 7000 parole ) veniva così riassunta: pscicocrimine. 27 Stati con annessi organi di governo e finanziari, le istituzioni Europee, i suoi enti, la BCE, il FMI, 743 milioni di abitanti vengono così sintetizzati: Europa.
Somiglianze? Sentiamo spesse volte dunque da una parte, un intero continente indefinito con lo slogan “è l’Europa a chiedercelo”; poi di contro però, abbiamo delle microcellule sovversive con Nome e Cognome e codice fiscale che prendono i più svariati aggettivi a seconda dei minuti d’odio imposti ai media dal nostro Grande Fratello. Non si spiega come si possa essere così generici quando si voglia setacciare nei nostri soldi e nelle nostre democrazie e come poi si possa essere così specifici nel bollare come estrema destra chi abbia una visione politica opposta e sia un potenziale oppositore. Sicuramente più inquietante è che non solo i pensieri vengano controllati con una capillare organizzazione dei Media, ma i pensieri stessi vengono ridotti ad uno spicciolo decontestualizzante della storia e della cultura racchiuso in uno slogan o un aggettivo.
Come può essere schernito e bollato di fascismo o nazismo chi vuole poter avere una democrazia repubblicana? Il totale controllo legislativo e monetario non era forse l’ambizione ultima dei totalitarismi dei quali ci attribuiscono le idee? Non era forse il potere che le monarchie rifiutavano di cedere ai parlamenti quello nelle mani della BCE? Come può essere definita democrazia un entourage di lobbisti della ex area marco e dagli interessi transatlantici? Cosa significa maledizione, Ce lo chiede l’Europa? Gli slogan euristi infine, hanno veramente un senso o sono solo cariche elettriche di emotività altalenante? Io non riesco a trovare una risposta perché ed effettivamente non tutto deve e può avere un senso logico.
Non passa giorno però, dopo aver sentito le stesse banalità del mainstream fuoriuscire dalle bocche dei miei interlocutori, non passa giorno di sentirmi dire che noi italiani siamo un popolo di merda dagli stessi italiani, sentire che la moneta unica è la nostra forza e che abbiamo vissuto in pace grazie all’Europa e che sono un fascista perché vorrei avere la sovranità nel parlamento. Non è il mainstream a parlarmi, ma le sue vittime e questo nel mio cuore ha forse un effetto peggiore; perché il mainstream deve lobotomizzare, il lobotomizzato deve ripetere fino alla nausea quanto sentito: il suo lamento alle orecchie dell’ interlocutore che si sia svegliato dall’incubo, è simile al canto delle sirene, ma più angosciante.
Non ti chiamano a sé con la promessa di salvarti, il loro grido ti invita a spegnere il cervello a non pensare se non ripetendo slogan di un teleschermo o peggio di un telefonino. Ecco il momento in cui indirettamente il sano di mente inizia a sentirsi un completo pazzo un pezzo sbagliato di vari ingranaggi perfettamente funzionanti.
Ultimamente infatti dopo aver parlato con le vittime dell’Europa e del vortice luminoso, nel momento in cui fisso con sdegno la bandiera della Unione Europea sventolare, mi viene da dire spontaneamente a voce tremante e sotto choc, mentre piango “Io Ti Amo” e non riesco a capacitarmi del perché. (Franco Ricci)

Nessun commento:

Posta un commento